Ritorno a Krishna

La rivista del movimento Hare Krishna

volume 10 n. 4

luglio-agosto 1998

Dio  luce. L'illusione  tenebre. Dove c' Dio non c' illusione.















Sua Divina Grazia 
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

Fondatore Acarya 
dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

Srila Prabhupada  arrivato dall'India in Occidente nel 1965, a sessantanove anni, per concretizzare la richiesta del suo maestro spirituale: insegnare la Coscienza di Krsna.
In dodici anni ha pubblicato pi di sessanta volumi di traduzione e commenti degli antichi testi vedici, ora distribuiti in tutto il mondo in circa quattrocento milioni di copie.
Viaggiando in Europa, America, Asia, Australia e Africa, Srila Prabhupada ha aperto in tutto il mondo asrama, scuole, templi, centri culturali e comunit agricole.
Ha lasciato questo mondo nel 1977 a Vrndavana, in India, il luogo pi caro a Krsna.
I suoi discepoli continuano il Movimento a cui egli ha dato vita.











La Rivista del Movimento Hare Krishna

RITORNO
A KRISHNA

FONDATA NEL 1944

FONDATORE (sotto la direzione di
Sua Divina Grazia Sri Srimad
Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada)
Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE:
Alida D'Ambrosio  Ali Krsna devi dasi

REDAZIONE: 
Nikunja Vasini devi dasi, Pancaratra dasa, Rasika devi dasi, Virabhadra dasa

AMMINISTRAZIONE:
Nimai Pandita dasa

ABBONAMENTI:
Dananistha devi dasi

Per informazioni sugli abbonamenti contattare la B.B.T. Italia - Ufficio Abbonamenti  Strada Bonazza, 12  50028 Tavarnelle Val di Pesa (FI)  Tel. (055)8076414 - Fax (055)8076630.

PRONUNCIA: La traslitterazione dei termini in sanscrito di questa rivista  stata eseguita secondo il metodo adottato internazionalmente: a si pronuncia a chiusa;  si pronuncia a lunga e aperta;  si pronuncia i lunga;  si pronuncia u lunga; c  sempre dolce; j si pronuncia g dolce; r si pronuncia ri; s si pronuncia sc come in scena; altrettanto s ma pi sibilante; h  sempre aspirata. Krsna si pronuncia Krishna (sh  sc dolce); Caitanya si pronuncia Ciaitanya. 

NOMI SPIRITUALI: I membri dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna ricevono uno dei nomi di Sri Krsna o di un Suo devoto, seguito da suffisso dasa al maschile e dasi al femminile che significa servitore o servitrice. Per esempio, il nome Krsna dasa significa servitore di Krsna.

 Bhaktivedanta Book Trust  Tutti i diritti riservati 

RITORNO A KRISHNA  Pubblicazione registrata presso il tribunale di Milano n 199 del 13/03/89 

Vol. 10 N. 4 - luglio-agosto 1998

Fotolito: Fotolitografie Fiorentine, Dicomano, FI

Stampa: Zincografica Fiorentina, Pontassieve, FI.


Sped. in Abb. Post. Comma 20/C Legge 662/96 Filiale Firenze










SOMMARIO

CONOSCENZA PRIVA DI DUBBI 
Una lezione di Srila Prabhupada 

ALLA SCOPERTA DELL'ORIENTE 
Puskara 

SRIMAD BHAGAVATAM 
In esclusiva la pubblicazione dell'Undicesimo Canto 

SRILA PRABHUPADA LILAMRTA 
La biografia di Prabhupada 

MAESTRI IN CUCINA
Men per l'estate

I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA 
Come evitare le trappole di Maya 

LA VITA DEL RE KULASEKARA

IL MAHABHARATA 
Continua il grande racconto epico 

CALENDARIO VAISNAVA 
Ricorrenze, Festivit e Celebrazioni della tradizione vaisnava 

LA FESTA DELLA DOMENICA















CONOSCENZA
PRIVA DI DUBBI

Trovare la fede grazie
alla conoscenza scientifica offerta dal metodo del puro bhakti yoga

Una conferenza tenuta a Los Angeles, il 25 Agosto 1972,
da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
FondatoreAcarya dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna.



ato vai kavayo nityam
bhaktim paramaya muda
vasudeve bhagavati
kurvanty atmaprasadanim

"Perci, tutti gli spiritualisti, da tempo immemorabile, servono il Signore
Supremo, Sri Krsna, con grande felicit, perch il servizio di devozione vivifica l'anima" (SrimadBhagavatam 1.2.22).

Atah significa "perci". Quando dopo una discussione si giunge a una conclusione, si dice "perci". Qui "perci" significa che si  fermamente convinti. Come descritto nel verso precedente, chidyante sarvasamsayah: "Tutti i dubbi sono distrutti". 
Samsayah significa "dubbio". Questa mattina parlavamo con un amico scienziato circa l'origine primaria di ogni cosa. Prima di tutto, la conclusione  che qui ogni cosa  relativa. Qui, per esempio, un uomo  il figlio di un altro uomo che  figlio di un altro. Questo mondo  un mondo relativo: ogni cosa dipende da qualcos'altro. Nessuno  indipendente. La fonte originale  senziente o non senziente? La fonte originale deve essere senziente. Nella nostra esperienza noi vediamo che esistono forme inerti ed esseri viventi. Qui vedo una piccola formica e una grande pietra. La grande pietra  non senziente, non pu muoversi. Potrei aspettare per milioni di anni ma la pietra non si muover perch non  senziente. Ma la formichina si muove. Se proviamo a controllare i suoi movimenti, la vedremo darsi da fare da questa parte, dall'altra e da questa ancora. Ci mostra che la formica  senziente. Gli esseri senzienti sono superiori alla materia. Ci sono due cose nella nostra esperienza: una  senziente, l'altra no. Come osservatore, a volte le controllo entrambe, ma non sono il controllore supremo. Posso osservare sia il senziente che il non senziente, quindi, per il momento, sono superiore a entrambi. La fonte originale di ogni cosa, il conoscitore supremo, l'analizzatore supremo, deve essere senziente. Non pu non esserlo. Possiamo fare questa analisi con la conoscenza sperimentale. Il nostro movimento per la coscienza di Krsna non  sentimentale, noi possiamo spiegare in che modo Dio ha creato. La Bibbia afferma: "Dio disse: 'Sia la creazione, e la creazione fu". Ma i lettori della Bibbia non sono in grado di spiegare come Dio cre. Perci in questa era moderna, scientificamente progredita, le persone non accettano la Bibbia. Noi per possiamo spiegare come Dio cre ogni cosa. Possiamo spiegare come Dio possa creare soltanto desiderandolo. 
Chidyante sarvasamsayah. Seguendo il bhagavatadharma o studiando lo SrimadBhagavatam, che presenta la conoscenza definitiva di ogni cosa,  possibile liberarci completamente da ogni dubbio. E' possibile essere sicuri che Dio  una persona, che  senziente, che  il direttore supremo, il conoscitore supremo, il fisico supremo, il chimico supremo. Egli  ogni cosa al grado supremo. 
Poich  il Supremo, Krsna pu fare ogni cosa. A Vrndavana Egli sollev la montagna Govardhana. C'erano torrenti di pioggia e Vrndavana era allagata. Tutti gli abitanti non sapevano che fare e si rivolsero a Krsna in cerca di protezione perch non conoscevano altri che Krsna. Krsna disse: "Va bene, ora sollever questa montagna. Che diventi un grande ombrello per l'intero villaggio!". Gli atei dicono che queste sono tutte storie. No, non sono storie, perch Dio  il Supremo. Essendo il fisico supremo, Egli sa come rendere una montagna priva di peso. Conosce l'arte. 
Innumerevoli pianeti giganteschi fluttuano nel cielo. Chi li fa fluttuare? Tu non riusciresti a far fluttuare nell'aria nemmeno un piccolo oggetto, eppure milioni di miliardi di pianeti fluttuano nello spazio. Chi l'ha reso possibile? Dio. Perci Egli  chiamato l'onnipotente, il grande. Quindi se Krsna  Dio, sarebbe difficile per Lui rendere una montagna priva di peso? No. Egli pu entrare anche nell'oceano. Quindi Egli deve conoscere le leggi fisiche per poter penetrare l'oceano. E' sufficiente comprenderne la tecnica. Anche gli scienziati moderni entrano nell'oceano, galleggiano sull'oceano con delle macchine. 
Conoscendo le leggi fisiche perfettamente,  possibile entrare nelle acque senza macchine,  possibile fluttuare nell'aria senza macchine,  possibile sollevare una montagna senza macchine:  questione di conoscenza perfetta. Quando si  avanzati nella conoscenza spirituale, nel servizio devozionale, allora chidyante sarvasamsayah, tutti i dubbi sono distrutti. Generalmente le persone pensano: "Davvero Krsna sollev una montagna? Sono tutte storie". Poich gli atei parlano in questo modo, noi potremmo pensare: "S, forse sono storie". Invece no. Se siete coscienti di Krsna, dovreste essere fermamente convinti: "S, Krsna l'ha fatto". "E' possibile perch conosce perfettamente la scienza di Dio. La conosce e pu farlo. Chi conosce la giusta scienza pu trasformare una cosa in un'altra. Un elettricista pu trasformare l'aria calda di un condizionatore in aria fredda e viceversa perch ne conosce la scienza. Voi non potete farlo. 
Non studiate Krsna pensando: "Anch'io sono Krsna" No. Questo  un modo sbagliato di pensare. Tutti credono nella "filosofia del ranocchio". Quando un ranocchio  la cui unica esperienza  un pozzo ampio un metro  sente parlare delle dimensioni dell'Oceano Atlantico, pensa: "Com' possibile?" Suppone che l'oceano potrebbe essere un po' pi grande del suo pozzo, un metro e mezzo, due metri. A tre metri scoppia perch non ha ulteriore conoscenza. Non sa che il suo pozzo largo un metro non potr mai essere paragonato all'Oceano Atlantico. Poich i nostri sensi sono limitati, abbiamo un'energia creativa limitata, una cosiddetta conoscenza scientifica, e un'altra cosiddetta conoscenza. Noi pensiamo che Dio potrebbe essere un po' pi grande di noi, ma non appena sentiamo che Egli pu sollevare una montagna  e il mondo intero  noi dubitiamo. 
Se per si  avanzati nella coscienza di Krsna, si  liberi da ogni dubbio. Bisogna conoscere Krsna perfettamente e ci  possibile col servizio devozionale. Nella Bhagavad-gita Krsna afferma: "Chi Mi vuole comprendere perfettamente si deve impegnare nel servizio devozionale". 
Krsna, in realt, non pu essere compreso perfettamente, ma i nostri dubbi possono essere dissipati dalla bhakti, cio dal servizio devozionale. 
Perch non con la conoscenza? Ci sono tre vie: karma (l'azione interessata), jnana (la conoscenza speculativa) e bhakti. Krsna non pu essere conosciuto con la conoscenza scientifica. I cosiddetti scienziati sono sempre pieni di dubbi, sono insicuri. Non  possibile comprendere Dio con la conoscenza speculativa perch Dio  illimitato e la nostra conoscenza  limitata. Com' possibile quindi comprendere Dio? Allora, com' possibile per i bhakta, i devoti, conoscere Dio? Essi non hanno un'istruzione superiore n sono degli scienziati. Come possono conoscerLo  indicato nella Bhagavad-gita: 

tesam satatayuktanam
bhajatam pritipurvakam
dadami buddhiyogam tam
yena mam upayanti te

"A coloro che mi servono con amore e devozione, Io d l'intelligenza con la quale potranno venire a Me". Tam significa "a lui". A chi? Bhajatam pritipurvakam: a chi  impegnato nel servizio di devozione con amore e fede. Dio  dentro di te, non devi cercare Dio. Hrdy antahsthah: Dio  all'interno del tuo cuore e ti pu dare l'intelligenza per comprenderLo. All'inizio di questo capitolo  affermato: "Ascoltare e cantare ci che riguarda Krsna sono attivit pie".
Krsna dice che a chi  impegnato nel servizio devozionale e nell'ascolto di ci che Lo riguarda gli fornisce l'intelligenza necessaria. Se si  sinceri, se si  veramente dei devoti, Krsna aiuter. GuruKrsnakrpa. Il guru  la misericordia di Krsna. Krsna ci aiuta interiormente ed esternamente. 
L'aiuto esterno  il guru, il rappresentante di Krsna. Krsna  sempre disposto ad aiutarci, e quando Krsna ci aiuta  molto facile comprenderLo. Perci il devoto  al di l di ogni dubbio. Ci non significa che noi accettiamo ciecamente Krsna quale Dio, la Persona Suprema: No: noi abbiamo le nostre argomentazioni scientifiche e filosofiche. Dopodich accettiamo Krsna. 
Chi accetta Krsna scientificamente e filosoficamente  chiamato uttama-adhikari, un devoto di prima categoria. Ci sono tre livelli di devoti: kanisthaadhikari (il livello inferiore), madhyamaadhikari (il livello medio) e uttamaadhikari (il livello superiore). Il devoto di terzo livello accetta l'esistenza di Dio ma  pieno di dubbi. Il devoto di secondo livello ha dubbi ma accetta Dio sulla base dell'autorit dei Veda. Il devoto di primo livello sa perfettamente che Dio esiste. Chidyante sarvasamsayah:  al di sopra di ogni dubbio. "S, Krsna  Dio, la Persona Suprema. Ecco qua Krsna! Il mio Signore  presente qui, in questo tempio. Egli  venuto molto gentilmente, misericordiosamente, per accettare il mio servizio". Questi sono i pensieri del devoto di prima categoria. Non appena Sri Caitanya Mahaprabhu vide Krsna nella Sua forma di Jagannatha nel tempio, svenne. "Ecco il Mio Signore che stavo cercando". In questo verso  affermato: "Ato vai kavayo nityam bhaktim paramaya muda". Kavayah significa "devoti di prima categoria". Nityam: "perpetuamente, eternamente". Bhaktim: "servizio devozionale". Paramaya: "trascendentale". 
Queste distinzioni  primo, secondo e terzo livello  non sono dei comuni livelli materiali. Anche nel mondo spirituale ci sono queste divisioni, proprio come ci sono divisioni per quanto riguarda la luce del sole: lo splendore del sole, il globo solare e il dio del sole. Anche se ti trovi alla luce del sole, ci non significa che conosci il globo solare o il dio del sole. Questo richiede un altro livello di conoscenza. Nello stesso modo, ci sono diversi stadi di servizio devozionale: kanisthaadhikari, madhyamaadhikari e uttamaadhikari. 
L'uttamaadhikari  fermamente convinto che Krsna  Dio, la Persona Suprema: nessuno pu dissuaderlo. Egli pu convincere gli altri che Krsna  Dio, la Persona Suprema, ma nessuno potr convincerlo che Krsna non  Dio. Perci coloro che hanno veramente acquisito la conoscenza della coscienza di Krsna, la scienza di Dio, sono saldamente fissi nel servizio di Krsna, Vasudeva. 
Che dire del devoto di terzo livello? Se lui prosegue nel servizio devozionale secondo le norme e regole, gradatamente acquisir la conoscenza di Krsna e rimarr distaccato dall'attrazione materiale. Ogni cosa arriver. Lo Srimad-Bhagavatam afferma: 

vasudeve bhagavati
bhaktiyogah prayojitah
janayaty asu vairagyam
jnanam ca yad ahaitukam

"Chi serve il Signore Supremo, Sri Krsna, con amore e devozione, acquisisce subito per la Sua grazia la conoscenza e il distacco". Prayojitah significa "appena incominciato". Il kanistha adhikari deve aderire ai principi del servizio devozionale e gradualmente ogni cosa gli sar rivelata. 
All'inizio, a causa dei nostri ottusi sensi materiali, non possiamo comprendere Krsna e il servizio a Krsna. Pensiamo che il canto dei nomi di Krsna equivalga a un canto comune emesso con diverse vibrazioni, non riusciamo a capire che il nome di Krsna  trascendentale, che  Krsna stesso. Se eseguiamo il servizio devozionale con la dovuta seriet, ogni cosa gradualmente ci sar rivelata, ma se seguiamo svogliatamente le regole, allora rimarremo al terzo livello: non saremo in grado di elevarci alle posizioni di secondo e primo livello, e tutti i nostri dubbi rimarranno. 
Molte grazie. 















Puskara

Scelto dal Signore della creazione come luogo per il suo tempio, ha attratto asceti e saggi per migliaia di anni e ancora oggi turisti e pellegrini si bagnano nel lago creato dal fiore di loto per ottenere ricchezza e buona fortuna.

Di Rasika Devi Dasi

Una volta, Brahma, il creatore dell'universo, decise secondo le prescrizioni dei Veda, di compiere un sacrificio. Per la scelta del luogo adatto decise di utilizzare un metodo inusuale: scelse di viaggiare nell'universo con un fiore di loto tra le dita e dove il fiore si fosse posato, scivolando dalle sue mani, l avrebbe compiuto il suo sacrificio. Ma il fiore scivolando si apr e i suoi petali toccarono tre luoghi diversi formando, in ognuno di essi, un lago. Poich i laghi vennero creati dal tocco di un fiore, puspa in sanscrito, il luogo divenne noto come Puskara. 
Il sacrificio, secondo precisi calcoli astrologici, doveva essere celebrato nell'undicesimo giorno di luna crescente del mese di Kartika (ottobre-novembre) e per l'occasione vennero invitati tutti i saggi, i deva e i brahmana con le loro consorti.
Lo Srstikhanda del Padma Purana racconta che Brahma, accompagnato da tutti gli invitati, si rec a Puskara per celebrare il sacrificio che doveva essere celebrato in un particolare momento e in compagnia della propria moglie. Ma Savitri, la sposa di Brahma non era ancora arrivata e il momento di buon augurio per l'inizio del sacrificio si stava avvicinando senza che giungessero sue notizie. Brahma in ansia per questo ritardo che avrebbe potuto compromettere la buona riuscita del sacrificio chiese a Indra, il re dei pianeti celesti, di trovare immediatamente una donna, che una volta diventata sua moglie, avrebbe potuto assisterlo nel sacrificio. Indra scelse una pastorella ma poich la casta richiesta per partecipare a un sacrificio  quella dei brahmana, i deva decisero di purificare la ragazza passandola attraverso una mucca che i Veda considerano pure quanto i brahmana. La ragazza quindi prese il nome di Gayatri, "colei che fu passata attraverso una mucca".
Quando Savitri arriv nell'arena del sacrificio, trovando suo marito seduto accanto a un'altra donna, venne presa dall'ira e lo maledisse ad essere adorato soltanto nel giorno di luna piena del mese di kartika. Dopo aver pronunciato la sua maledizione Savitri abbandon il sacrificio e si rec su una collina poco distante dove si impegn in severe penitenze. In quel luogo, oggi, sorge un tempio a lei dedicato. Gayatri successivamente mitig la maledizione di Savitri aggiungendo che chiunque, durante la luna piena del mese di Kartika, adori Brahma verr benedetto dalla ricchezza e dopo la morte si ricongiunger con lui. Sulla collina opposta a quella di Savitri sorge il tempio di Gayatri Devi. 



LA FORTUNA DI VISITARE PUSKARA

Le glorie di Puskara sono descritte nel Mahabharata, nel Ramayana, nel Padma Purana e in altri testi vedici. Lo SrimadBhagavatam (12.12.61) afferma: "Colui che controllando la mente, digiuna e studia la scritture nei luoghi santi di Puskara, Mathura o Dvaraka sar liberato dalla paura".
Nel Mahabarata, il saggio Pulastya, descrivendo i luoghi sacri a Bhisma, il nonno dei Pandava, parla di Puskara descrivendolo come uno dei luoghi pi famosi dell'universo e affermando che chiunque vi si rechi verr elevato alla stessa posizione di Brahma. Il solo pensiero di Puskara, aggiunge il saggio,  in grado di liberare da ogni peccato.
Tempo dopo che Brahma aveva concesso le sue benedizioni legate al luogo santo di Puskara, i deva si lamentarono affermando che essendo cos facile per gli esseri umani raggiungere i pianeti celesti essi avrebbero trascurato i loro doveri religiosi e la terra sarebbe stata dominate dall'irreligione e dalle sue conseguenze. Brahma proclam, quindi, che da quel momento in poi si sarebbero raggiunti i pianeti celesti solamente bagnandosi a Puskara durante gli ultimi cinque giorni del mese di Kartika. Oggi migliaia di pellegrini visitano Puskara durante quei giorni accompagnati da grandi festeggiamenti. 



IL LUOGO PREFERITO DAI SAGGI

Per migliaia di anni Puskara  stato famoso come un luogo santo e oggi diversi luoghi nei dintorni onorano la presenza passata dei saggi dell'epoca vedica che in quei luoghi hanno compito rigide penitente e meditazioni come Agastya, Pulastya e Markandeya. Fu a Puskara che la danzatrice celeste Menaka sedusse Visvamitra distraendolo dalle sue meditazioni che lo avrebbero elevato dalla sua posizione di guerriero a quella di brahmanarsi ovvero di brahmana saggio, il quale, pi tardi, avrebbe raggiunto il suo obbiettivo a Puskara. 
Oggi dopo migliaia di anni dall'epoca di Visvamitra i pellegrini si recano ancora in questo luogo per soddisfare i loro desideri. Coloro che possiedono la pi alta comprensione, tuttavia, pregano nel luogo santo la divinit che lo presiede per ottenere la soddisfazione di un unico desiderio: che possano un giorno ottenere il puro amore per Krsna. 



PER VISITARE PUSKARA

Come arrivare: Puskara si trova in India, nello stato del Rajasthan, a 130 chilometri da Jaipur. Arrivati a Jaipur prendete un autobus o un treno per Ajmer e da l un autobus per Puskara. E' difficile trovare collegamenti diretti per Puskara anche se ormai le compagnie private organizzano tragitti diretti in autobus pi o meno confortevoli verso le pi ambite mete turistiche tra le quali Puskara  tra le prime nella lista. 
Dove alloggiare: Pus kara ha hotel e guest house per tutti i gusti e per tutte le tasche e in grande quantit ma se pensate di visitare Puskara durante il periodo di luna piena del mese di Kartika (Kartika Purnima) prenotate con diversi mesi di anticipo. In questi giorni si svolge anche la famosa fiera dei cammelli e turisti e pellegrini si riversano in questo luogo a migliaia.
Dove mangiare: Nell'area di Puskara  vietato introdurre o cucinare cibi che non siano completamente vegetariani nonch le bevande alcoliche. Il tempio di Brahma ha il suo ristorante conosciuto come R.S. Restaurant. 







LA FIERA DEI CAMMELLI

La fiera dei cammelli si tiene a Puskara ogni anno per cinque giorni (incluso il giorno di luna piena) nel mese di Kartika (ottobrenovembre). Questa fiera ha un'origine antica: per molti secoli migliaia di pellegrini si sono recati a Puskara durante il periodo di Kartika Purnima per ottenere benefici spirituali e buona fortuna cosicch divenne naturale utilizzare questo ritrovo come un momento di scambio commerciale. Quella che era cominciata come una piccola occasione di commercio  diventata la pi grande fiera di cammelli del mondo.
Durante quei giorni una tendopoli si stende a perdita d'occhio verso la pianura orientale di Puskara dove commercianti di cammelli, di cavalli, incantatori di serpenti, giostre e donne riccamente vestite nei vistosi colori rajasthani si perdono in un miscuglio di colori. La fiera attrae ogni anno 200.000 persone con i loro 50.000 animali tra cammelli, cavalli, mucche e bufali d'acqua. 







I TEMPLI

A Puskara si trovano pi di 400 templi dedicati a diversi deva. Qui ne indichiamo i principali con il tempio di Brahma in prima fila.
Il tempio di Brahma: Il tempio di Brahma si trova nella parte occidentale della citt. Sull'altare siede Brahma accompagnato sulla destra da Savitri e sinistra da Gayatri. Il tempio e la divinit originali furono distrutti da Aurangzeb durante il periodo di governo Moghul nel XVII secolo. Il tempio fu successivamente ricostruito nel 1809.
Il tempio di Savitri: Il tempio di Savitri, la moglie di Brahma;  situato su una collina a circa tre chilometri dal tempio di Brahma. La collina  la stessa sulla quale Savitri si rec a fare penitenza dopo aver maledetto Brahma durante il sacrificio. Anche se il tempio  uno dei luoghi pi suggestivi di Puskara, siccome raggiungerlo richiede una famosa camminata di circa un'ora, molti pellegrini si accontentano di ammirarlo da lontano.
Il tempio di Gayatri: Il tempio di Gayatri si trova sulla collina opposta a quella in cui  situato il tempio di Savitri. Guardando il panorama da lontano, le due colline con i loro templi fanno da meravigliosa cornice alla cittadina di Puskara nel cui centro si stende il lago creato dal tocco del fiore di loto caduto dalle mani di Brahma.



Figure:

(Sopra una veduta panoramica di Puskara. Sotto il ghata di Madhya Puskara durante la stagione secca) 

(Sotto, un raduno dei mercanti di cammelli)

(Sotto, pellegrini riuniti per l'adorazione della divinit di Brahma nel tempio di Puskara) 















Tra tutte le scritture vediche il pi illuminante testo che descrive la Personalit di Sri Krsna 

SRIMADBHAGAVATAM

'UNDICESIMO CANTO'



Scritture Vediche

SRIMADBHAGAVATAM

Abbiamo un grande piacere nel pubblicare la versione inedita in lingua italiana dello SrimadBhagavatam, undicesimo canto, la parte conclusiva del grande classico della spiritualit compilato cinquemila anni fa da KrsnaDvaipayana Vyasa, tradotto dall'originale sanscrito da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, e completato dai suoi discepoli. 
Lo SrimadBhagavatam, l'essenza di tutte le Scritture Vediche,  la scienza spirituale che ci permette di conoscere non solo la sorgente ultima di ogni cosa, l'Essere Supremo, ma anche la relazione che ci unisce a Lui, e spiega inoltre che il nostro dovere  di agire per migliorare la societ umana sulla base di questa conoscenza infallibile. 
Chi fosse interessato all'intera opera pu contattare la Bhaktivedanta Book Trust Italia. 



CANTO 11



CAPITOLO 2



VERSO 30 

 ata atyantikam ksemam 
 prcchamo bhavato 'naghah 
 samsare 'smin ksanardho 'pi 
 sat-sangah sevadhir nrnam 

 atah: perci; atyantikam: supremo;
 ksemam: bene; prcchamah: io chiedo;
 bhavatah: a voi; anaghah: o voi che siete
 senza peccato; samsare: nel ciclo di
 nascite e morti; asmin: questo;
 ksana-ardhah: che dura soltanto mezzo
 istante; api: perfino; sat-sangah: la
 compagnia dei devoti del Signore;
 sevadhih: un grande tesoro; nrnam: per
 gli esseri umani. 



 TRADUZIONE 

 Perci, a voi che siete completamente
 liberi dal peccato, io chiedo il favore di
 spiegarmi quale sia il bene supremo.
 Dopo tutto, in questo mondo di nascita
 e morte, anche un solo attimo
 trascorso in compagnia dei puri devoti
  un tesoro senza prezzo per qualsiasi
 uomo. 



 SPIEGAZIONE 

 Il termine sevadhih, "un grande tesoro", 
 particolarmente significativo in questo
 verso. Come un uomo comune viene
 sopraffatto dalla gioia quando scopre un
 tesoro inaspettato, cos una persona
 veramente intelligente prova una felicit
 travolgente nell'ottenere la compagnia di
 un puro devoto del Signore, grazie alla
 quale la vita pu facilmente diventare
 perfetta. Secondo Srila Jiva Gosvami le
 parole atyantikam ksemam, ossia "il bene
 supremo", indicano la situazione nella
 quale non si pu essere toccati neppure
 dalla minima paura. Ora ci troviamo
 invischiati nel ciclo di nascita, malattia,
 vecchiaia e morte (samsara). Poich tutta
 la nostra situazione pu essere 
 sconvolta in un istante, siamo costantemente in
 preda della paura, ma i puri devoti del Signore
 possono insegnarci il metodo pratico per
 liberarci dall'esistenza materiale e per
 conseguenza da ogni genere di paura. 
 Secondo Visvanatha Cakravarti Thakura,
 l'etichetta normale vorrebbe che si chiedesse
 subito all'ospite che  arrivato come sta. Ma
 questa domanda non si addice ai devoti del
 Signore che sono soddisfatti in se stessi e sono in
 grado di concedere ogni benessere. Secondo
 Srila Visvanatha, il re sapeva che sarebbe stato
 inutile chiedere ai saggi notizie dei loro affari,
 perch l'unica occupazione dei puri devoti del
 Signore consiste nel perseguire lo scopo
 supremo della vita. Secondo la Bhagavad-gita,
 lo scopo della vita  liberarsi dal ciclo di nascite
 e morti e ristabilirsi nella posizione di eterni
 servitori di Dio, a livello della felicit spirituale. I
 puri devoti del Signore non perdono tempo
 interessandosi di comuni affari di questo mondo.
 Talvolta gli sciocchi parenti di un predicatore
 Vaisnava, si lamentano del fatto che questo
 predicatore trascendentale non sta usando la
 propria vita per fare carriera, e che trascurando
 gli affari materiali, abbia perso una grande
 quantit di denaro dedicandosi invece alla pratica
 della vita spirituale. Questi ignoranti non possono
 nemmeno immaginare l'illimitata prosperit che 
 possibile ottenere situandosi a livello spirituale e
 sottomettendosi anima e corpo alla missione del
 Signore. Lo stesso re Nimi era un Vaisnava
 colto; perci non chiese scioccamente ai saggi
 notizie di qualche affare terreno, ma subito
 s'inform a proposito dell'atyantikam ksemam,
 il pi elevato e perfetto fine della vita. 
 Secondo Visvanatha Cakravarti Thakura, la
 parola anaghah, "voi che siete senza peccato",
 ha due significati. Anaghah indica che i nove
 Yogendra erano personalmente liberi da ogni
 peccato, e che la grande fortuna di vederli e
 ascoltarli, era sufficiente a liberare un comune
 peccatore dalle sue colpe e a permettergli di
 ottenere tutto ci che poteva desiderare. 
 Si potrebbe obiettare che i grandi saggi erano
 appena arrivati, e il re non avrebbe dovuto
 essere cos impaziente da presentare subito le
 sue domande sulla perfezione della vita. Forse il
 re avrebbe dovuto aspettare che i saggi stessi
 sollecitassero le sue domande. Questa ipotetica
 obiezione trova qui risposta con l'espressione
 ksanardho 'pi. Perfino un solo istante in
 compagnia dei puri devoti, o anche meno, 
 sufficiente a conferire la perfezione della vita.
 Una persona comune, alla quale viene offerto un
 grande tesoro, prover l'immediato desiderio di
 impossessarsene. In modo analogo il re Nimi
 pensava: "Perch dovrei considerarmi cos
 fortunato da poter godere della compagnia di
 questi grandi saggi per lungo tempo? Io sono una
 persona comune, perci senza dubbio ve ne
 andrete ben presto. Perci, voglio approfittare
 immediatamente della vostra santa compagnia." 
 Secondo Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, in
 questo mondo esistono differenti forme di
 misericordia. La misericordia comune non pu
 mettere fine a ogni infelicit. In altre parole, esistono
 molti filantropi, altruisti e riformatori sociali che
 certamente lavorano per migliorare le condizioni
 dell'umanit, e queste persone sono considerate
 universalmente misericordiose, ma nonostante la
 loro misericordia, l'umanit continua a soffrire
 nella trappola di nascita, vecchiaia, malattia e
 morte. Io posso distribuire cibo ai bisognosi, ma
 anche dopo aver usufruito del mio dono
 caritatevole, il povero torner ad avere fame, o
 soffrir per qualche altra ragione. Il semplice
 umanitarismo, o l'altruismo, non libera la gente
 dall'infelicit. L'infelicit viene semplicemente
 rimandata oppure trasformata. Il re Nimi era
 felice di vedere i nava-yogendra, perch
 sapeva che essi erano per l'eternit perfetti
 compagni del Signore Supremo, e pensava: "Voi
 non avete la tendenza a commettere attivit
 illecite come me, che sono uno sfortunato
 materialista. Quindi ci che dite non nasconde
 alcun inganno o sfruttamento." 
 Le anime condizionate dalla materia passano
 giorni e notti a discutere di argomenti che
 riguardano la gratificazione dei sensi. Non
 trovano mai il tempo di ascoltare ci che
 riguarda la conoscenza trascendentale. Tuttavia,
 anche ascoltando in modo accidentale o per
 brevissimo tempo gli argomenti che riguardano
 Krsna (hari-katha), in compagnia dei puri
 devoti del Signore, tali anime vedranno che la
 sofferenza della vita materiale si affievolisce in
 loro. Quando si vedono le persone liberate, si
 ascolta da loro ci che riguarda Krsna, si
 ricorda il loro santo comportamento e la
 tendenza a legarsi nell'illusione della
 gratificazione dei sensi diminuisce, si diventa
 desiderosi di servire il Signore Supremo. 



 VERSO 31 

 dharman bhagavatan bruta 
 yadi nah srutaye ksamam 
 yaih prasannah prapannaya 
 dasyaty atmanam apy ajah 

 dharman bhagavatan: la scienza del servizio
 devozionale; bruta: ti prego di dire; yadi: se;
 nah: di noi; srutaye: di ascoltare in modo
 adeguato; ksamam: c' la capacit; yaih: con il
 quale (servizio di devozione); prasannah:
 soddisfatto; prapannaya: a chi ha preso rifugio;
 dasyati: dar; atmanam: Se stesso; api:
 sebbene; ajah: il Signore Supremo non nato. 



 TRADUZIONE 

 Vi prego, se mi considerate capace di
 ascoltare adeguatamente questi argomenti,
 parlate del modo in cui ci si impegna nel
 servizio devozionale al Signore Supremo.
 Quando un essere vivente offre un servizio
 d'amore al Signore Supremo, il Signore 
 immediatamente soddisfatto, e in cambio
 dar perfino Se stesso all'anima sottomessa.



 SPIEGAZIONE 

 Nel mondo materiale sono due le categorie di
 filosofi materialisti che presentano le proprie
 opinioni sul Signore Supremo. Alcuni cosiddetti
 teologi affermano che noi siamo infinitamente
 differenti da Dio, e perci tendono a considerare
 il Signore come qualcosa che si trova molto al di
 l del nostro potere di comprensione. Questi
 filosofi estremisti nel loro dualismo si proclamano
 esternamente o ufficialmente credenti virtuosi e
 religiosi, ma considerano Dio cos differente da
 tutto ci che fa parte della nostra esperienza che,
 secondo loro  ben poco il vantaggio che si pu
 ottenere nel cercare di discutere della personalit
 o degli attributi del Signore Supremo. Queste
 persone solo esteriormente fedeli si dedicano
 generalmente alle attivit interessate e alla
 gratificazione grossolana dei sensi, affascinate
 come sono dalle relazioni terrene del mondo
 materiale che si mascherano col nome di societ,
 di amicizia e amore. 
 Gli advaita-vadi, i filosofi non dualisti,
 sostengono che non esiste differenza tra Dio e
 l'essere vivente, e che lo scopo principale della
 vita consiste nel lasciare l'esistenza personale,
 dovuta all'illusione, e nel fondersi nella radiosit
 impersonale del Brahman, che  privo di nome,
 di forma, di variet e personalit. Cos n l'una
 n l'altra categoria di filosofi speculativi, riesce a
 comprendere Dio, la Persona Suprema e
 trascendentale. 
 Nel Suo sublime insegnamento detto
 acintya-bhedabheda-tattva la simultanea unit
 e differenza Caitanya Mahaprabhu ha
 chiaramente dimostrato che noi siamo per qualit
 uguali a Dio, ma differenti per quantit. Dio 
 coscienza personale, e ha una forma personale.
 Similmente anche noi siamo coscienza personale,
 e alla fine, quando saremo liberati, avremo anche
 noi una forma eterna. La differenza  che la
 forma eterna e la personalit del Signore
 Supremo contengono una potenza e un'opulenza
 illimitate, mentre la nostra potenza e la nostra
 opulenza sono infinitesimali. Noi siamo coscienti
 del nostro corpo personale, mentre Sri Krsna,
 la Verit Assoluta,  cosciente del corpo di ogni
 essere, com' affermato nella Bhagavad-gita
 (ksetra-jnam capi mam viddhi sarva-ksetresu
 bharata). 
 Tuttavia bench Dio sia infinitamente pi grande
 dell'essere vivente, entrambi, Dio e l'essere
 individuale, sono personalit eterne dotate di
 forma, di attivit e di sentimenti. 
 Il Signore Supremo, Krsna, Si espande in
 innumerevoli esseri viventi per godere con loro
 dei rasa, le relazioni estatiche. Gli esseri viventi
 sono frammenti di Sri Krsna, e sono fatti per
 servirLo con amore. Sebbene il Signore
 Supremo sia eternamente il dominatore, e
 l'essere vivente sia eternamente dominato,
 quando l'essere vivente si sottomette al Signore
 con una sincera attitudine d'amore, desiderando
 servire il Signore per l'eternit, senza aspettarsi
 minimamente un compenso personale per questo
 servizio, il Signore ne  immediatamente
 compiaciuto, come esprime qui il termine
 prasannah. Krsna, Dio, la Persona Suprema, 
 cos infinitamente misericordioso e generoso che,
 nella Sua gratitudine verso un servitore cos
 sottomesso e affettuoso, sente immediatamente il
 desiderio di offrire qualsiasi cosa, perfino Se
 stesso, al Suo devoto sottomesso. 
 Sono numerosi gli esempi pratici, riportati dalla
 storia, che testimoniano questa tendenza
 amorevole di Dio, la Persona Suprema. Per
 amore di madre Yasoda il piccolo Krsna, nella
 Sua forma di Damodara, Si sottomise alla Sua
 affettuosa madre e acconsent a farSi legare con
 una corda, come un bambino che dev'essere
 punito. Similmente, poich Si sentiva in debito
 verso i Pandava per l 'intenso amore che
 provavano per Lui, Krsna nella Sua forma di
 Partha-sarathi acconsent volentieri a guidare il
 carro di Arjuna sul campo di battaglia di
 Kuruksetra. Anche a Vrndavana Krsna 
 sempre intento a pensare al modo di soddisfare
 le gopi, che sono universalmente riconosciute
 come le pi elevate ed amorevoli devote del
 Signore. 
 Questi profondi sentimenti d'amore tra il Signore
 e i Suoi puri devoti non sarebbero possibili, se
 gli esseri viventi non fossero per qualit uguali a
 Dio, la Persona Suprema, anzi, frammenti
 infinitesimali del Signore. D'altra parte, poich
 sia Dio, la Persona Suprema, sia gli esseri viventi
 sono individui per l'eternit, ognuno con una
 propria coscienza individuale eterna, questi
 scambi d'amore sono una realt eterna nel regno
 di Dio. In altre parole, l'unit assoluta con Dio e
 l'assoluta diversit da Dio sono soltanto
 immaginazioni teoriche di filosofi speculativi
 appartenenti a differenti scuole. La perfezione
 dell'amore spirituale descritta in questo verso si
 basa sulla simultanea unit e diversit, e questa
 realt assoluta fu presentata nei particolari da Sri
 Krsna stesso nella Sua incarnazione brahminica
 come Caitanya Mahaprabhu. I seguaci di
 Caitanya Mahaprabhu hanno esposto questa
 perfetta dottrina in innumerevoli libri che
 raggiungono l'apice negli insegnamenti di Sua
 Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami
 Prabhupada, il quale ha presentato questa
 conoscenza nel modo pi perfetto, in modo da
 poter essere compresa non soltanto in India ma
 da tutta la gente del mondo. Questo nostro
 insignificante tentativo serve soltanto a
 completare la sua traduzione e il suo commento
 allo Srimad-Bhagavatam, e noi preghiamo
 costantemente per ottenere la sua guida, in
 modo che la sua opera possa venire 
 completata esattamente come lui
 avrebbe desiderato. Se una persona
 riesce a comprendere gli insegnamenti
 di Caitanya Mahaprabhu, cos come
 essi sono stati presentati in lingua
 occidentale, sicuramente il Signore sar
 soddisfatto di un cos grande e sincero
 ricercatore della verit spirituale. 



 VERSO 32 

 sri-narada uvaca 
 evam te nimina prsta 
 vasudeva mahattamah 
 pratipujyabruvan pritya 
 sa-sadasyartvijam nrpam 

 sri-naradah uvaca: Sri Narada disse;
 evam: cos; te: essi; nimina: dal re
 Nimi; prstah: interrogato; vasudeva:
 o Vasudeva; mahat-tamah: i migliori
 tra i santi; pratipujya: offrendogli in
 cambio parole rispettose; abruvan: essi
 parlarono; pritya: affettuosamente;
 sa-sadasya: che era accompagnato dai
 membri dell'assemblea sacrificale;
 rtvijam: e dai sacerdoti; nrpam: al re. 



 TRADUZIONE 

 Sri Narada disse: 
 "O Vasudeva, quando Maharaja
 Nimi ebbe cos interrogato i nove
 Yogendra sul servizio devozionale
 al Signore, quei grandi santi
 ringraziarono sinceramente il re per
 le sue domande e gli parlarono con
 affetto in presenza dei sacerdoti
 brahmana e di tutti coloro che
 partecipavano al sacrificio. 



 SPIEGAZIONE 

 Secondo Sridhara Svami, non solo il
 re, ma anche i membri dell'assemblea e
 i sacerdoti che conducevano il
 sacrificio, tutti erano concentrati
 nell'ascolto e nel canto delle glorie del
 servizio devozionale a Dio, la Persona
 Suprema. Per rispondere alle domande
 del re, i saggi parleranno ora a turno, a
 cominciare da Kavi. 



 VERSO 33 

 sri-kavir uvaca 
 manye 'kutascid-bhayam acyutasya 
 padambujopasanam atra nityam 
 udvigna-buddher asad-atma-bhavad 
 visvatmana yatra nivartate bhih 

 sri-kavih uvaca: Sri Kavi disse; manye: io
 considero; akutascit-bhayam: mancanza di
 paura; acyutasya: del Signore infallibile;
 pada-ambuja: dai piedi di loto; upasanam:
 l'adorazione; atra: in questo mondo; nityam:
 costantemente; udvigna-buddheh: di una
 persona che ha l'intelligenza disturbata; asat: ci
 che  soltanto temporaneo; atma-bhavat:
 considerandosi; visva-atmana: completamente;
 yatra: nel quale (servizio al Signore); nivartate:
 cessa; bhih: la paura. 



 TRADUZIONE 

 Sri Kavi disse: 
 "Io penso che una persona sempre turbata
 nell'intelligenza a causa della sua falsa
 identificazione col mondo materiale
 temporaneo possa ottenere la vera libert
 dalla paura soltanto adorando i piedi di loto
 dell'infallibile Signore Supremo. Nel
 compimento di questo servizio devozionale
 ogni paura scompare completamente. 



 SPIEGAZIONE 

 Secondo l'opinione di Srila Sridhara Svami
 l'espressione asad-atma-bhavat in questo verso
 indica che l'essere vivente  costantemente
 disturbato dalla paura perch identifica il proprio
 s eterno con il corpo materiale temporaneo e
 con ci che lo riguarda. Similmente, Srila
 Visvanatha Cakravarti Thakura ha affermato,
 bhakti-pratikula-deha-gehadisv asaktim. A
 causa dell'attaccamento al corpo materiale e a
 ci che consideriamo la nostra casa, la famiglia,
 gli amici e cos via, la nostra intelligenza 
 sempre turbata dalla paura, e siamo incapaci di
 apprezzare o di praticare il puro servizio devozionale
 che si offre al Signore Supremo. Le cosiddette
 attivit religiose compiute in una concezione della
 vita basata sul corpo sono sempre
 accompagnate dalla paura e dall'ansia riguardo al
 risultato finale. Il puro servizio devozionale a
 Dio, la Persona Suprema, ci libera invece dalla
 paura e dall'ansia perch viene compiuto a livello
 di Vaikuntha, il livello spirituale, dove la paura e
 l'ansia non esistono. Secondo Srila Jiva
 Gosvami, il metodo del bhakti-yoga  cos
 potente che perfino nella fase di
 sadhana-bhakti, fase in cui si pratica il servizio
 devozionale secondo regole precise, il neofita
 pu sperimentare direttamente la libert dalla
 paura, per la misericordia del Signore. Man
 mano che il nostro servizio devozionale matura, il
 Signore Si rivela al devoto, e la paura viene vinta
 completamente, e per sempre. 
 Ogni essere vivente ha una tendenza naturale a
 servire Dio, ma a causa della falsa identificazione
 col corpo temporaneo perde il contatto con
 questa tendenza costituzionale pura, e si attacca
 invece all'infausto desiderio di gratificazione dei
 sensi, nella forma del corpo, della casa, della
 famiglia e cos via. Il risultato di questo falso
 attaccamento  una continua sofferenza che pu
 essere sradicata soltanto dal servizio devozionale
 al Signore Supremo. 
 A questo proposito Srila Bhaktisiddhanta
 Sarasvati ha citato il verso seguente: 

 tavad bhayam dravina-deha-suhrn-nimittam 
 sokah sprha paribhavo vipulas ca lobhah 
 tavan mamety asad-avagraha arti-mulam 
 yavan na te 'nghrim abhayam pravrnita lokah

 "O mio Signore, le persone del mondo sono
 tormentate da ogni forma di ansia materiale
 hanno sempre paura. Cercano sempre di
 proteggere la ricchezza, il corpo e gli amici, si
 lamentano continuamente e nutrono desideri
 illeciti, si circondano di cose illecite e basano le
 loro avide iniziative sul concetto temporaneo di
 'io' e 'mio'. Finch non accettano il rifugio sicuro
 dei Tuoi piedi di loto, saranno immersi in tale
 stato di ansiet." (S.B. 3.9.6) 



 VERSO 34 

 ye vai bhagavata prokta 
 upaya hy atma-labdhaye 
 anjah pumsam avidusam 
 viddhi bhagavatan hi tan 

 ye: che; vai: certamente; bhagavata: da Dio, la
 Persona Suprema; proktah: enunciati; upayah: i
 mezzi; hi: in verit; atma-labdhaye: per
 realizzare l'Anima Suprema; anjah: facilmente;
 pumsam: dalle persone; avidusam: meno
 intelligenti; viddhi: sappi; bhagavatan: sono il
 bhagavata-dharma; hi: certamente; tan: questi.



 TRADUZIONE 

 Perfino gli esseri viventi pi ignoranti
 possono arrivare a conoscere molto
 facilmente il Signore Supremo, se adottano i
 mezzi che sono stati prescritti dal Signore
 Supremo stesso. Il metodo che il Signore
 raccomanda dev'essere riconosciuto come
 bhagavata-dharma, ossia il servizio
 devozionale offerto a Dio, la Persona
 Suprema. 



 SPIEGAZIONE 

 Esistono molte Scritture vediche, come la
 Manu-samhita, che presentano le regole
 fondamentali per il governo pacifico della societ
 umana. Questa conoscenza vedica  basata sul
 sistema del varnasrama, che divide
 scientificamente la societ umana in quattro
 categorie relative all'attivit lavorativa e in
 quattro categorie spirituali. Secondo Srila
 Sridhara Svami, per, la conoscenza che ci pu
 portare a contatto diretto con Dio, la Persona
 Suprema,  detta ati-rahasyam, la conoscenza
 pi confidenziale (ati-rahasyatvat
 sva-mukhenaiva bhagavatavidusam api
 pumsam anjah sukhenaivatma-labdhaye). 
 Il bhagavata-dharma  cos confidenziale che
 viene esposto dal Signore stesso. L'essenza del
 bhagavata-dharma  data nella
 Bhagavad-gita, dove Krsna istruisce
 personalmente Arjuna. Eppure, nell'undicesimo
 Canto dello Srimad-Bhagavatam il Signore
 dar a Uddhava istruzioni che superano perfino
 gli insegnamenti offerti ad Arjuna nella
 Bhagavad-gita. Come Srila Prabhupada ha
 affermato: "Senza dubbio la Bhagavad-gita 
 stata enunciata dal Signore sul campo di battaglia
 di Kuruksetra allo scopo di incoraggiare Arjuna
 a combattere, eppure per completare la
 conoscenza trascendentale della Bhagavad-gita
 il Signore istru Uddhava. Il Signore voleva che
 Uddhava compisse la Sua missione, diffondendo
 la conoscenza che non aveva esposto nemmeno
 nella Bhagavad-gita." (S.B. 3.4.32,
 spiegazione). E' chiaro quindi che la conoscenza
 presentata qui dai nove Yogendra non  una loro
 speculazione 
 personale, ma  conoscenza autentica,
 enunciata originariamente dal Signore
 stesso. 
 Secondo Srila Bhaktisiddhanta
 Sarasvati, nel corso del loro vagare da
 un capo all'altro nel ciclo di nascite e
 morti, gli esseri viventi perdono ogni
 contatto con Dio, la Persona Suprema,
 ma quando ascoltano i discorsi
 eternamente propizi enunciati dal
 Signore Supremo per il loro bene, e
 comprendono la loro identit eterna di
 anime spirituali, allora l'esperienza
 realizzata che ci fa capire di essere eterni
 servitori di Krsna diventa la base del
 bhagavata-dharma. Quando l'anima
 sperimenta la posizione di puro
 Vaisnava, di servitore di Dio, non esiste
 pi la sensazione di essere differenti da
 Dio o di essere uguali a Dio, n si prova
 qualche interesse per il regno della
 gratificazione materiale dei sensi. Il puro
 devoto percepisce soltanto il proprio
 particolare servizio devozionale che offre
 al Signore Supremo, e si considera un
 frammento individuale del rifugio
 supremo. Un puro devoto sperimenta
 che il suo stesso essere  legato con le
 corde della devozione amorosa al rifugio
 supremo in Persona, in una delle Sue
 espansioni personali dirette. E in tale
 stato di perfetta coscienza, il devoto pu
 percepire le differenti forme onnipresenti
 della Verit Assoluta. 
 (Continua sul prossimo numero)















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SRILA PRABHUPADA 
LILAMRTA

La Biografia di un Santo del XX Secolo

di Satsvarupa dasa Gosvami

Prosegue la pubblicazione integrale della biografia di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, cos come  presentata nel volume intitolato Srila Prabhupada Lilamrita. 



Decima Puntata

Circa un mese dopo, Abhay stava di nuovo prevedendo un imminente incontro con Srila Bhaktisiddhanta, questa volta ad Allahabad. Abhay era da poco tempo tornato da Vrindavana al suo lavoro presso la farmacia Prayag, quando i devoti della Gaudiya Math di Allahabad gli comunicarono alcune buone notizie. Si erano assicurati terra e fondi per costruire un fabbricato, la Sri Rupa Gaudiya Math, e Srila Bhaktisiddhanta sarebbe arrivato il ventuno di novembre per presenziare alla cerimonia della posa della prima pietra. Sri William Malcolm Haily, il governatore delle Provincie Unite, sarebbe stato l'ospite d'onore, in una grande cerimonia, e avrebbe posato la prima pietra alla presenza di Srila Bhaktisiddhanta. Quando Abhay apprese che si sarebbe anche tenuta una cerimonia di iniziazione, chiese se poteva essere iniziato. Atulananda, il presidente del matha, assicur ad Abhay che l'avrebbe introdotto a Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati. 
A casa Abhay discusse il progetto dell'iniziazione con la moglie. Lei non aveva obiezioni, ma non desiderava essere iniziata a sua volta. Essi stavano gi compiendo l'adorazione delle Divinit a casa propria e offrendo Loro il cibo. Credevano in Dio e vivevano serenamente.
Per Abhay, tuttavia, ci non era abbastanza. Bench non volesse forzare sua moglie, sapeva che lui doveva essere iniziato da un puro devoto. Evitare di vivere nel peccato, agire in modo pio  queste cose erano necessarie e buone, ma in se stesse non costituiscono la vita spirituale e non possono soddisfare il desiderio dell'anima. La meta suprema dell'esistenza e l'assoluta necessit del s era l'amore per Krishna. Questo amore per Krishna era stato infuso in lui da suo padre, e ora Abhay doveva fare il prossimo passo. Suo padre ne sarebbe stato molto soddisfatto. Ci che aveva appreso da suo padre stava ora acquistando solidit per opera di una persona capace di guidare le anime cadute del mondo all'amore trascendentale per Dio. Abhay sapeva che avrebbe dovuto andare avanti e prendere completo rifugio nelle istruzioni del suo maestro spirituale. Anche le Scritture insegnano: "Chi ha il desiderio di conoscere la Verit Assoluta deve prendere rifugio in un maestro spirituale che sia situato nella linea di successione dei maestri e sia fisso nella coscienza di Krishna". Anche Sri Caitanya, che era Krishna Stesso, aveva accettato un maestro spirituale, e solo dopo l'iniziazione aveva manifestato i pieni sintomi dell'amore estatico per Krishna mentre cantava i Santi Nomi. L'iniziazione che Abhay aveva ricevuto a vent'anni da un sacerdote di famiglia non era stata presa in seria considerazione da Abhay. Era stata una formalit relativa alla religione, ma un guru non era un semplice sacerdote addetto a celebrare i riti; cos Abhay aveva respinto l'idea di aver gi avuto un guru. Non aveva mai ricevuto istruzioni da lui a proposito della bhakti e il suo guru di famiglia non lo aveva legato a Krishna attraverso la linea di successione di maestri. Attraverso l'iniziazione Bhaktisiddhanta Sarasvati, invece, lo avrebbe collegato direttamente con Krishna. Bhaktisiddhanta, figlio di Bhaktivinoda Thakura e discepolo di Gaurakisora dasa Babaji, era il guru nella dodicesima generazione di discepoli a partire da Sri Caitanya. Egli era il principale studioso dei Veda dell'epoca, il vaisnava esperto che pu guidare sulla via del ritorno a Dio. Egli era stato investito di potere dai suoi predecessori affinch operasse il beneficio pi alto distribuendo a tutti la coscienza di Krishna, il rimedio per ogni sofferenza. Abhay sentiva di aver gi accettato Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati come suo maestro spirituale e di aver gi ricevuto i suoi ordini fin dal loro primo incontro. Ora, se Srila Bhaktisiddhanta lo accettava come discepolo, la relazione sarebbe stata confermata. Egli sarebbe arrivato cos presto, dopo che Abhay lo aveva visto e ascoltato a Vrindavana! E' cos che Krishna agisce, attraverso il suo rappresentante. Era come se venendo nel luogo in cui Abhay aveva la famiglia e gli affari, il suo maestro spirituale venisse a trascinarlo maggiormente nella vita spirituale. Senza che Abhay avesse fatto il tentativo di far accadere ci, la sua relazione con Srila Bhaktisiddhanta stava diventando pi profonda. Ora Srila Bhaktisiddhanta stava venendo da lui per una disposizione superiore. 
Il giorno della cerimonia Bhaktisiddhanta Sarasvati incontr i suoi discepoli alla Gaudiya Math di Allahabad di via South Mallaca. Mentre egli parlava di harikatha e riceveva domande, Atulananda Brahmacari colse l'opportunit per presentargli alcuni devoti, tra cui Abhay, come candidati per l'iniziazione. I devoti di Allahabad erano orgogliosi del signor De, che di sera frequentava regolarmente il matha, guidava i bhajana, ascoltava gli insegnamenti e a sua volta li trasmetteva e spesso introduceva ospiti rispettabili. Aveva contribuito con denaro e aveva indotto i suoi colleghi a fare altrettanto. A mani giunte, Abhay guard umilmente il suo maestro spirituale. Srila Bhaktisiddhanta e lui si trovavano ora faccia a faccia; Srila Bhaktisiddhanta lo riconobbe e fu visibilmente compiaciuto di rivederlo. Lo conosceva gi. "S", disse, scambiando uno sguardo con Abhay, "ama ascoltare. Non se ne va via. L'ho notato. Lo accetter come mio discepolo".
Mentre il momento e le parole si imprimevano nel suo essere, Abhay era in estasi. Atulananda era piacevolmente sorpreso che il suo Gurudeva avesse gi dato il benestare per il signor De. Altri discepoli nella stanza erano contenti di vedere l'immediata considerazione espressa verso il signor De come ottimo ascoltatore. Alcuni si domandavano quando e come Srila Bhaktisiddhanta fosse giunto a tale apprezzamento del giovane farmacista. 
Alla cerimonia per le iniziazioni Srila Bhaktisiddhanta era seduto sul vyasasana, e la stanza era piena di ospiti e di membri della Gaudiya Math. Coloro che dovevano essere iniziati sedevano intorno a un piccolo monticello di terra, dove uno dei sannyasi di Srila Bhaktisiddhanta aveva preparato un fuoco e offerto cereali e frutti nelle fiamme, mentre ognuno cantava i mantra per la purificazione. La sorella e il fratello di Abhay erano presenti, ma la moglie non c'era. 
Abhay si scaldava in presenza del suo Gurudeva. "S, ama ascoltare"  le parole del suo maestro spirituale e il suo sguardo, quando l'aveva riconosciuto erano rimasti con Abhay. Abhay voleva soddisfare ancora il suo maestro spirituale con un buon ascolto. "Poi", pensava, "sar in grado di parlare bene". Le Opere Vediche descrivono nove metodi di servizio devozionale, il primo dei quali  sravanam, l'ascolto di ci che si riferisce a Krishna; poi segue kirtanam, il canto e la glorificazione di Krishna. Sedendo pazientemente e ascoltando, a Kosi aveva soddisfatto il rappresentante di Krishna, e quando il rappresentante di Krishna  soddisfatto, anche Krishna  soddisfatto. Bhaktisiddhanta Sarasvati non lo aveva elogiato per la donazione a favore del matha, n gli aveva consigliato di abbandonare la famiglia e gli affari per lavorare con lui, n aveva chiesto ad Abhay di compiere rigide austerit, come fanno gli yogi che mortificano il corpo con i digiuni e con difficili voti. Aveva detto, invece: "Ama ascoltare, l'ho notato". Abhay pensava a queste cose e di nuovo ascoltava con attenzione mentre il suo maestro spirituale dirigeva le iniziazioni. 
Finalmente Srila Bhaktisiddhanta chiese ad Abhay di farsi avanti per ricevere l'iniziazione all'harinama, accettando il japa di tulasi. Dopo aver offerto i suoi omaggi, Abhay stese la sua destra per ricevere la corona del japa dalla mano del suo maestro spirituale. Contemporaneamente ricevette il sacro filo brahminico, che stava a rappresentare la seconda iniziazione. Generalmente Srila Bhaktisiddhanta dava la prima iniziazione, e solo dopo un po' di tempo, quando era soddisfatto dei progressi del suo discepolo, concedeva la seconda iniziazione. Tuttavia offr ad Abhay le due iniziazioni contemporaneamente. Ora Abhay era un discepolo pronto a spiccare il volo, un brahmana che poteva compiere sacrifici, come questo yajna del fuoco per l'iniziazione; poteva adorare la Divinit nel tempio e si poteva supporre che avrebbe fatto ampie dissertazioni. Srila Bhaktisiddhanta aggiunse al suo nome, Charan, il termine aravinda, "loto"; ora egli era Abhay Charanaravinda.
Dopo che Srila Bhaktisiddhanta ebbe lasciato Allahabad per Calcutta, Abhay sent acutamente la responsabilit di lavorare a vantaggio del suo maestro spirituale. Al momento dell'iniziazione Srila Bhaktisiddhanta aveva consigliato ad Abhay di studiare il Bhakti-rasamritasindhu di Rupa Gosvami che metteva in rilievo gli scambi d'amore tra Krishna e i Suoi devoti, e spiegava come il devoto pu avanzare nella vita spirituale. Il Bhaktirasamrita-sindhu era il testo di "legge" per il servizio devozionale, e Abhay voleva studiarlo con attenzione. Era contento di intensificare le sue visite al centro di Allahabad e di portare nuove persone. Anche nel corso del suo primo incontro con il maestro spirituale egli aveva ricevuto l'istruzione di predicare la missione di Sri Caitanya e ora cominciava a considerare fermamente e attentamente come avrebbe potuto mettere in pratica questa istruzione. Predicare era una responsabilit almeno altrettanto impegnativa di quella della famiglia e degli affari. Anche a casa sua egli voleva impegnarsi il pi possibile nella predica. Discuteva con sua moglie il progetto di invitare le persone a casa, di offrire il prasadam e parlare di Krishna. Lei per non condivideva il suo entusiasmo.
Srila Prabhupada: Mia moglie era una devota di Krishna, ma aveva idee diverse. Secondo la sua idea era sufficiente adorare Dio e vivere serenamente. La mia idea invece era di predicare. 

* * *

Non era possibile per Abhay viaggiare con il suo maestro spirituale o anche vederlo spesso. Gli impegni della farmacia lo tenevano occupato e doveva spostarsi continuamente. Tutte le volte che era possibile, tuttavia, cercava di andare a Calcutta quando anche Srila Bhaktisiddhanta era l. Cos, nel corso dei successivi quattro anni, egli fece in modo di incontrare il suo maestro circa una dozzina di volte. 
Quando Abhay visitava Calcutta, il devoto incaricato dei libri alla Gaudiya Math, Nityananda Brahmacari, andava a rilevarlo alla stazione dei treni di Howrah con una carrozza a due cavalli che apparteneva al matha. Nityananda considerava Abhay una persona eccezionalmente umile e tollerante.
Mentre correvano insieme verso il matha, Abhay si informava ansiosamente delle ultime attivit di Srila Bhaktisiddhanta: i suoi viaggi, le sue pubblicazioni, il numero di centri che erano stati aperti, ci che i discepoli stavano facendo. Non parlavano molto degli affari di Abhay. Abhay rimaneva al tempio circa cinque giorni; talvolta visitava una delle sue sorelle che viveva a Calcutta, ma la principale ragione delle sue visite in quella citt era Srila Bhaktisiddhanta; Abhay coglieva ogni opportunit per vederlo.
Abhay non cercava di diventare un leader all'interno dell'organizzazione della Gaudiya Math. Il suo maestro spirituale aveva iniziato diciotto sannyasi, ed essi svolgevano la maggior parte della predica e le funzioni direttive della missione. Abhay era sempre il capofamiglia occupato nei suoi impegni familiari e viveva al matha solo nel tempo delle sue brevi visite. Eppure egli aveva cominciato a sviluppare una relazione stretta con il suo maestro spirituale.
Talvolta Abhay andava a incontrarlo al Caitanya Math, il luogo di nascita di Sri Caitanya a Mayapur. Un giorno Abhay si trovava nel cortile del Caitanya Math quando un grosso serpente usc strisciando dinanzi a lui. Abhay chiam i suoi confratelli che accorsero, ma si limitarono a stare a guardare, incerti sul da farsi. Srila Bhaktisiddhanta usc sulla veranda del secondo piano, vide il serpente e immediatamente ordin di ucciderlo. Un ragazzo allora afferr un grosso bastone e lo uccise.
Srila Prabhupada: Io pensavo: "Perch mai il mio maestro spirituale ha ordinato di uccidere il serpente?". Ero un po' sorpreso; pi tardi, per, trovai questo verso: modeta sadhur api vriscikasarpahatya  anche le persone sante sono contente quando uno scorpione o un serpente viene ucciso. Mi era rimasto un dubbio. Ero stupito che il mio maestro spirituale avesse ordinato di uccidere un serpente, ma dopo aver letto che al serpente e ad altre creature simili al serpente non deve essere mostrata alcuna misericordia, mi sentii soddisfatto. 
Srila Bhaktisiddhanta era considerato cos austero e ferrato nell'argomentazione contro gli altri filosofi, che perfino i suoi discepoli erano cauti nell'avvicinarlo, se egli sedeva da solo e loro non avevano alcuna particolare questione da sottoporgli. Eppure, bench il contatto di Abhay con lui fosse abbastanza limitato, Srila Bhaktisiddhanta lo trattava gentilmente.
Srila Prabhupada: Tutte le volte che incontravo il mio Guru Maharaja, egli mi trattava molto affettuosamente. Talvolta i miei confratelli sollevavano qualche obiezione perch io parlavo un po' troppo liberamente con lui, e citavano il proverbio inglese che afferma: "Gli sciocchi corrono l dove gli angeli temono di camminare". Io per pensavo: "Sciocco? S, forse sar cos, ma questo  il mio modo di fare" . Il mio maestro era sempre molto affettuoso con me. Quando gli offrivo gli omaggi, egli era solito rispondere "Daso 'smi: "Sono il tuo servitore" . 
Talvolta, quando Srila Bhaktisiddhanta camminava avanti e indietro cantando il mantra ad alta voce, mentre faceva scorrere tra le dita le perle del japa, Abhay entrava nella stanza e cantava anche lui, camminandogli accanto. Una volta Srila Bhaktisiddhanta quando Abhay entr nella stanza era seduto su un divano, Abhay prese una sedia e si sedette accanto a lui a uguale livello. In seguito not che tutti gli altri discepoli nella stanza erano seduti a un livello pi basso dei piedi del loro maestro spirituale. Per quanto in quella occasione Srila Bhaktisiddhanta non gli avesse detto nulla, Abhay non si sedette pi a uguale livello con il suo maestro spirituale. 
Un giorno Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati stava parlando in una stanza a un folto gruppo di discepoli e Abhay ascoltava, quando un uomo anziano seduto accanto a lui gli rivolse la parola. Mentre Abhay si sporgeva per sentire ci che l'uomo voleva chiedergli, all'improvviso Srila Bhaktisiddhanta si rivolse infastidito ai due discepoli apparentemente disattenti: "Babu", disse rivolgendosi prima all'uomo anziano seduto accanto ad Abhay, "credi di avermi comprato con la tua donazione di centocinquanta rupie al mese?". Poi, rivolto ad Abhay: "Perch non vieni qui", disse, "e parli al posto mio?". Abhay rimase visibilmente mortificato, ma fece tesoro del rimprovero. Fu in un incontro privato che Srila Bhaktisiddhanta parl ad Abhay dei rischi che aveva corso predicando con tanto ardire. 
Srila Prabhupada: Il contributo del mio Guru Maharaja consiste nel fatto di aver sconfitto la casta dei gosvami. Egli sgomin questo brahmanesimo. Lo fece nello stesso modo in cui Caitanya Mahaprabhu lo aveva fatto. Come Sri Caitanya dice: "kiba vipra, kiba nyasi, sudra kene naya/ yei Krishnatattvavetta, sei "guru" haya: non vi  considerazione della posizione di sannyasi, di brahmana, di sudra o di grihasta. No, chiunque conosca la coscienza di Krishna  perfetto,  un gosvami e un brahmana". 
Nessun altro aveva insegnato ci dal tempo di Sri Caitanya. Questo fu il contributo del mio Guru Maharaja. Fu per questa ragione che dovette affrontare tante veementi proteste dai brahmana della casta dei gosvami. Una volta essi cospirarono contro di lui  il mio Guru Maharaja me lo confid personalmente. Per sua grazia quando c'incontravamo da soli egli parlava con me e mi disse personalmente che quelle persone volevano ucciderlo. Avevano raccolto venticinquemila rupie e cercarono di corrompere l'ufficiale di polizia addetto a quella zona, dicendo: "Prendi questo denaro. Noi agiremo contro Bhaktisiddhanta Sarasvati e tu non prenderai alcun provvedimento". Il poliziotto comprese da quelle parole che essi avevano l'intenzione di ucciderlo. Cos (l'ufficiale di polizia) and da Bhaktisiddhanta Sarasvati e gli parl con franchezza: "Naturalmente, noi accettiamo "buste" e stiamo a questo gioco, ma non per un sadhu, non per una persona santa. Non oserei mai farlo". L'ufficiale di polizia aveva rifiutato e avvert il mio Guru Maharaja: "Abbi cura di te, questa  la tua posizione". Ci accadeva a causa delle sue violente proteste.
Srila Bhaktisiddhanta apprezzava l'audacia nei suoi discepoli. Abhay aveva sentito dire che una volta uno dei discepoli di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati aveva parlato molto schiettamente in un incontro pubblico e aveva denunciato un monaco mayavadi molto famoso, definendolo "un prete sciocco". Il commento aveva provocato una spaccatura nell'uditorio e alcuni discepoli riferirono l'incidente a Srila Bhaktisiddhanta, pensando che egli si sarebbe lamentato per il disturbo causato dal suo discepolo. Srila Bhaktisiddhanta, invece, not compiaciuto: "Ha fatto bene". Non gli piaceva, al contrario, sentir dire che qualcuno accettava il compromesso. 
Srila Prabhupada: Quando il mio Guru Maharaja era presente, perfino grandi studiosi temevano di parlare anche con uno dei suoi discepoli principianti. Il mio Guru Maharaja era chiamato "enciclopedia vivente". Poteva parlare con qualsiasi persona su qualsiasi argomento, e non scendeva mai a compromesso. I cosiddetti santi, avatara e yogi  ogni persona falsa era un nemico per il mio Guru Maharaja. Non faceva mai compromessi. Alcuni confratelli si lamentavano dicendo che questa predica era una "tecnica tagliente" e non avrebbe avuto successo, ma coloro che lo criticavano caddero. 
Srila Bhaktisiddhanta era conosciuto come simha ("leone") guru. Ogni tanto, quando vedeva qualcuno che conosceva come un fautore dell'impersonalismo lo chiamava in causa e lo sfidava: "Perch stai ingannando la gente con la filosofia mayavada?". Diceva spesso ai suoi discepoli di non scendere mai a compromesso. "Perch illudete la gente?", soleva dire, "dovete affermare la pura verit, senza illusioni. Il denaro verr ugualmente". 
Ogni volta che Srila Bhaktisiddhanta scriveva o parlava della filosofia vaisnava, non transigeva; la conclusione concordava con gli sastra ed era basata su una logica ferrea. Talvolta accadeva ad Abhay di ascoltare gli insegnamenti eterni espressi in un modo singolare, e Abhay sapeva che non li avrebbe mai dimenticati. "Non cercare di vedere Dio", diceva Srila Bhaktisiddhanta, "ma agisci in modo che Dio ti veda". 
Srila Bhaktisiddhanta condannava i proprietari dei templi che facevano affari esibendo le Divinit come mezzo di sostentamento. "Il lavoro di spazzino della strada  pi onorevole", diceva. Aveva coniato una frase in Bengali: "salagramdvara badam bhanga": i preti considerano la Divinit salagrama una pietra per schiacciare le noci. In altre parole, se una persona mostra la forma salagrama del Signore (o qualsiasi altra forma della Divinit) con il solo proposito di guadagnare, non sta considerando la Divinit come il Signore, ma la considera una pietra, un mezzo per il suo sostentamento. 
Abhay ebbe l'opportunit di vedere il comportamento di Srila Bhaktisiddhanta con il nazionalista Subhas Chandra Bose, che era stato compagno di Abhay allo "Scottish Churches' College". Bose era venuto con un atteggiamento in qualche modo critico verso Srila Bhaktisiddhanta a causa del suo tentativo di reclutare giovani per la vita religiosa. 
Srila Prabhupada: Subhas Chandra Bose arriv e disse: "Quante persone hai fatto prigioniere! Esse non stanno facendo niente per il nazionalismo!".
Il mio Guru Maharaja rispose: "Bene, tu ti assicuri molti uomini forti per la propaganda nazionalista, ma queste persone sono cos deboli. Puoi constatarlo, sono molto magri. Perci, non porre gli occhi su di loro. Lascia che mangino qualcosa e cantino Hare Krishna". In questo modo egli lo evit. 
Srila Bhaktisiddhanta era solito dire che il giorno in cui i giudici nei tribunali sarebbero stati devoti di Krishna con il tilaka vaisnava sulla fronte, allora egli avrebbe saputo che la missione di diffondere la coscienza di Krishna stava ottenendo il successo. 
Egli disse che Ges Cristo era uno saktyavesa avatara, un'incarnazione di Dio investita di potere. "Come avrebbe potuto essere diversamente?", egli disse, "egli sacrific ogni cosa per Dio!".
Nel suo linguaggio erudito dichiarava: "Non vi  possibilit che il contegno dei materialisti possa elevarli fino all'autocrate trascendentale", ma talvolta parlando esprimeva il medesimo concetto in maniera pi terrena: "Gli studiosi materialisti che stanno cercando di capire il Signore Supremo con i loro sensi e con la speculazione mentale, sono simili a una persona che cerchi di assaggiare il miele contenuto in un barattolo leccandone la parte esterna". "La filosofia senza religione", egli diceva, " arida speculazione e la religione senza filosofia  sentimento e talvolta fanatismo". 
(Continua nel prossimo numero)















MAESTRI IN CUCINA

MENU FRESCO
D'ESTATE

di Kurma dasa

Un fresco men a base di verdure crude per contrastare il caldo dell'estate con una combinazione di cibi leggeri e nutrienti. 



Gazpacho

Il gazpacho  una deliziosa minestra fredda messicana a base di pomodoro, cetriolo e peperone. Favolosa durante le calde giornate estive per un pranzo rapido e fresco. 

Preparazione: 10 minuti
Raffreddamento: un'ora

Ingredienti per 46 persone:

1 grosso cetriolo tagliato a cubetti di 0,5 cm (tenerne da parte circa un terzo) 
1 peperone verde piccolo tagliato a cubetti di 0,5 cm (tenerne da parte un cucchiaio) 
2 pomodori maturi tritati (tenerne da parte la met)
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva (tenerne da parte un cucchiaino) 
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di succo di limone appena spremuto 
1/4 di cucchiaino di assafetida gialla in polvere 
2 cucchiaini di miele
1/2 cucchiaino di aneto essiccato
2 cucchiai di maionese senza uova 
2 tazze di succo di pomodoro 
2 cucchiai di coriandolo fresco tritato per guarnire
2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato per guarnire 

1. Frullate tutti gli ingredienti (esclusi quelli tenuti da parte e quelli che servono per guarnire) fino ad ottenere una crema che verserete in una terrina. 
2. Fate scaldare a fuoco moderato l'olio tenuto da parte in una padella di media grandezza e fatevi soffriggere l'assafetida. Abbassate la fiamma e aggiungete le verdure tenute da parte (cetriolo, peperone, pomodoro). Mescolate il composto alla minestra frullata e mettete in frigorifero. Servitela guarnita con il coriandolo e il prezzemolo. 







Tabbouleh
Insalata di grano bulgur

Quest'insalata libanese  uno dei pi famosi piatti freddi del medio oriente. Il grano bulgur (grano macinato) non solo  delizioso e saporito ma anche ricco di valori nutritivi. Provate questo questa ricetta per un piatto unico fuori dal comune. 

Ammollo del grano bulgur: un'ora e mezza
Preparazione: 10 minuti

Ingredienti per 6 persone:
250 g di grano bulgur fine
1/2 cucchiaino di assafetida gialla in polvere
almeno 1/2 tazza di succo di limone appena spremuto
1/2 tazza di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino e 1/2 di sale
1/4 di cucchiaino di pepe nero appena macinato
3 tazze di prezzemolo fresco tritato finemente
3 cucchiai di menta fresca
2 cucchiaini di sumac (facoltativo)
1 tazza di cetriolo non sbucciato senza semi tagliato a cubetti di 1 cm
2 pomodori medi tagliati a dadini
foglie di lattuga per guarnire

1. Mettete a bagno il grano bulgur in acqua calda. Scolatelo ed eliminate l'eccesso d'acqua. Stendetelo sopra un panno e fatelo asciugare. 
2. Mettete in una grande insalatiera il grano, l'assafetida, il succo di limone, l'olio d'oliva, il sale, il pepe, il prezzemolo, la menta, il sumac e mescolate bene. Aggiungete il cetriolo e i pomodori e rimescolate. Fate insaporire e servite guarnito con foglie di lattuga. 







Sorbetto di anguria

Per finire in freschezza vi suggeriamo questo delizioso sorbetto a base di anguria rossa e ben matura. 

Preparazione: 15 minuti
Refrigerazione: qualche ora

Ingredienti per 6 persone:
6 tazze (1,5 l) di succo di anguria
1 tazza di zucchero
6 cucchiaini di succo di limone
2 tazze di panna
6 rametti di menta fresca

1. Mescolate il succo di anguria, lo zucchero e il succo di limone in una terrina di acciaio e mettetelo nel congelatore dove lo lascerete fino a quando si sar leggermente rappreso. 
2. Togliete il sorbetto dal congelatore e versatelo in ciotole di vetro da dessert. Versatevi sopra un po' di panna e guarnite con dei rametti di menta fresca. Servite subito. 
Nota: In alternativa potete congelare il succo di anguria durante la notte e frullarlo il giorno successivo il modo che abbia la consistenza di un sorbetto.















I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA

Come evitare le trappole di Maya

Questo dialogo fra Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada ed alcuni suoi discepoli si svolse a Seattle il 14 Ottobre 1968, al termine di una lezione sulla Bhagavad-gita cos com'. 



Srila Prabhupada (Sentendo la campanella e la musica di un venditore ambulante di gelati) Che cos'? 
Discepolo: E' un venditore ambulante di gelati, Srila Prabhupada. 
Srila Prabhupada: Oh, gelati. (risata) Voi comprate i gelati? 
Discepolo: No, Srila Prabhupada. A volte li fanno con le uova o con i sottoprodotti della macellazione o chiss con che altro. Comunque, il gelataio va avanti e indietro per la strada. 
Srila Prabhupada: Sta sollecitando a comprare? 
Discepolo: S.
Srila Prabhupada: (Ridendo mentre la musica del gelataio diventa sempre pi alta) Non mangiate il gelato,  maya. (Ridendo) Venite, venite a godere. Venite, venite a godere. (Canticchia ridendo) Appena comincerete a godere rimarrete intrappolati. E' cos. Funziona come nella pesca. Il pescatore tira l'esca che richiama il pesce: "Vieni, vieni a godere. Vieni, vieni a godere!" E appena il pesce abbocca  Hop! (risata)  finito (Prabhupada imita il rumore soffocato di un pesce preso all'amo). A quel punto il pescatore guarda il pesce e gli dice: "Dove vuoi andare ora? Vieni nella mia borsa, s, ti frigger a dovere". 
Capite? Tutto ci  spiegato nello Srimad Bhagavatam. Il pesce perde la vita perch non ha controllato la sua gola. Non sa controllare i desideri di gola perci perde la vita. Capite? 
Lo stesso  per il cervo nella foresta. Il cacciatore suona dolcemente il flauto e tutti i cervi si radunano per ascoltarlo. In questo modo il cacciatore riesce a prenderne uno in trappola e il cervo perde la vita. In altre parole, cos come il pesce perde la vita a causa del gusto, il cervo perde la vita a causa dell'udito. 
Gusto, udito. L'elefante rimane intrappolato a causa dell'attrazione sessuale. Sapete come viene catturato un elefante? Viene addestrata una femmina di elefante e la si manda dal maschio. Lui la segue e cos l'elefante cade in una grande fossa dove rimane per un po' di tempo. Dopodich viene incatenato e portato via. 
Il Bhagavatam ci offre vari esempi dai quali  possibile capire che i nostri sensi materiali possono intrappolarci nell'illusione. Quella grossa ape nera, come si chiama? 
Bhramara? Qual  il nome inglese per quella grossa ape nera? (Facendo un ronzio dimostrativo). 
Discepolo: Un calabrone?
Srila Prabhupada: Pu essere. Comunque, rimane intrappolata a causa del profumo del fiore di loto. Entra nel fiore e perde la vita. Cos, anche a causa dell'influenza di un solo senso incontrollato, ognuna di queste creature perde la vita. Ci nonostante, in questa cosiddetta civilt moderna, tutti i nostri sensi sono privi di controllo. Potete quindi immaginare qual  la nostra posizione. Questi esempi sono presi dal mondo degli animali e degli insetti dove solo un senso senza controllo  predominante. Ma in questa, cosiddetta, civilt moderna tutti i nostri sensi sono privi di controllo. Qual  la nostra posizione? Capite? Con riferimento a questo argomento, lo Srimad Bhagavatam ci d un altro esempio. Immaginate un uomo che ha sei mogli e appena entra in casa ognuna di loro cercasse di trascinarlo gridando: "Vieni nella mia stanza". Capite? Una moglie lo tira per la mano sinistra, un'altra lo tira per la mano destra, un'altra ancora lo tira per la gamba sinistra, un'altra per la gamba destra e cos via. E lui si domanda: "Dove devo andare?" Capite? In questa societ moderna questa  la nostra posizione: siamo esseri umani schiacciati dai sensi, che fino ad oggi abbiamo trascurato di tenere sotto controllo. Invece di controllare i sensi, la maggior parte della gente ne  divenuta schiava. Molti stanno perdendo l'opportunit, questa grande opportunit della vita umana di controllare i sensi nel servizio di Krsna e poi di tornare nella Sua eterna dimora (un discepolo alza la mano) S? 
Discepolo: Srila Prabhupada, quelle persone che concentrano la loro attenzione nel dirigersi verso pianeti materiali pi elevati, dove il piacere dei sensi  ancora pi facilmente soddisfatto, hanno occasioni pi numerose di rimanere intrappolati? 
Srila Prabhupada: No. Tutti in questo mondo materiale sono intrappolati dal piacere dei sensi. Sia nei pianeti pi alti sia in questi pianeti mediani o nei pianeti inferiori, si  intrappolati dal piacere dei sensi. C' l'impeto dei sensi fra gli esseri umani e c' l'impeto dei sensi fra gli animali. Sia gli uomini che gli animali hanno l'impulso dei sensi perci dobbiamo chiederci a che cosa si  ridotto questo cosiddetto essere umano? Noi, cosiddetti esseri civili, che cosa stiamo facendo? Stiamo facendo esattamente le stesse cose che fanno gli animali: mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. La stessa cosa che fa anche un cane. 
Ad ogni modo, dovunque tu voglia andare nel mondo materiale, sia sui pianeti pi alti, sia sui pianeti mediani, sia sui pianeti inferiori, il piacere dei sensi e predominante. 
Solo nel mondo spirituale il piacere dei sensi non esiste, nel mondo spirituale ogni sforzo  diretto a soddisfare Krsna. Qui tutti cercano di soddisfare i loro sensi, questa  la legge del mondo materiale e finch continuerai a cercare di soddisfare i tuoi sensi, sarai costretto a rimanere quaggi; se invece sarai in grado di indirizzare i tuoi sensi nel soddisfare i sensi di Krsna, risveglierai la tua vita spirituale, E' molto semplice. 
Hrsikena hrsikesa sevanam: utilizza i tuoi sensi per soddisfare Krsna, il Signore, il padrone di tutti i sensi. Questa  la bhakti, questo  servizio devozionale. 
Sei dotato di sensi perci devi soddisfarli. Siccome hai questi sensi, li devi soddisfare. La domanda quindi : come puoi soddisfarli, qual  il metodo adatto? 
L'anima condizionata non sa che quando cerca di soddisfare i sensi di Krsna i suoi sensi saranno automaticamente soddisfatti. Se per esempio, come ho gi detto tante volte, voglio avere i rami e le foglie di un albero sani, non devo innaffiarli direttamente, ma devo innaffiare le radici. Oppure, se voglio avere braccia e dita sane, invece di cercare di nutrirle direttamente, devo nutrire il mio stomaco: Cos, automaticamente, le mie braccia e le mie dita saranno soddisfatte. 
Coscienza di Krsna significa che non dobbiamo cercare di soddisfare i nostri sensi direttamente ma cercare di soddisfare i sensi di Krsna: in questo modo i nostri sensi saranno automaticamente soddisfatti. Questo  il segreto della coscienza di Krsna. 















La vita del re Kulasekara

Uno dei principali santi
della antica tradizione vaisnava
originaria del Sud dell'India

di Syamasundara Dasa

Il nome del re Kulasekhara  noto ai seguaci di Srila Prabhupada. Srila Prabhupada era solito recitare il Mukundamalastotra, scritto da questo re santo. Questo stotra  noto nell'ISKCON come "Le Preghiere del Re Kulasekhara". 



Chi sono gli Alvar? 

Lo Srimad Bhagavatam (11.5.3940) afferma: "Nell'et di Kali coloro che bevono l'acqua dei fiumi sacri del Dravidadesa (India del Sud) quali il Tamraparni, il Krtamala, il Payasvini, l'estremamente sacro Kaveri e il Pratici Mahanadi diverranno sicuramente dei puri devoti del Signore Supremo, Vasudeva". Gli Alvar sono dodici grandi devoti vissuti nell'India del Sud. Secondo la tradizione vaisnava gli Alvar non sono persone comuni ma sono l'incarnazione degli oggetti dell'adorazione di Sri Krsna (parsada). La parola tamil alvar significa letteralmente "annegato nell'amore per Dio". 
Sebbene gli studiosi moderni affermino che gli Alvar vissero tra il VII e il IX secolo d.C. secondo la tradizione della Sri Sampradaya essi vissero tra i 4.700 e i 6.200 anni fa. Date a parte, tutti gli Alvar composero canzoni devozionali, per la maggior parte in lingua tamil, in onore di Sri Krsna e delle Sue incarnazioni. Le loro canzoni rispecchiano la profonda conoscenza della scienza di Dio e i seguaci della Sri Sampradaya le considerano allo stesso livello dei Veda. Gli acarya, i grandi maestri spirituali, della Sri Sampradaya, quali Nathamuni, Yamunacarya, Ramanujacarya e Vedantadesika impararono non solo i quattro Veda in lingua sanscrita ma anche il Divyapradhanda, il Veda in lingua tamil, che consiste nelle quattromila canzoni degli alvar.







Un santo nascosto

Maharaja Kulasekhara nacque nella dinastia Sera della famiglia reale di Tranvacore, la parte Sud del moderno stato del Kerala, nell'India Sud-occidentale. I re di queste terre non reclamavano per se la propriet del regno ma consideravano se stessi vassalli e ministri di Ananta Padmanabha Swami, la divinit di Sri Visnu che considerano come il vero proprietario. Ananta Padmanabha, situata a Tiruvananthapuram (Trivandrum), era ed  ancora oggi, la Divinit adorata dagli abitanti del luogo. Il re di Tranvacore si recava almeno due volte al giorno davanti al Signore per offrirGli i suoi omaggi e per riportare l'amministrazione del regno. (La tradizione del Maharaja di Tranvacore di visitare Ananta Padmanabha Swami continua ancora oggi sebbene il re non abbia pi potere politico).
Tali erano le qualit sante e virtuose dell'antica linea dei re vedici in cui Maharaja Kulasekhara nacque. 
Prima della nascita di Kulasekhara (intorno al 3.000 a.C.) i suoi genitori non avevano ancora figli. Una situazione preoccupante per un monarca. Drdhavrata Maharaja, il padre di Kulasekhara, preg intensamente ed ador Sri Narayana, un espansione di Sri Krsna. Il Signore, soddisfatto della sua adorazione, bened Drdhavrata ad avere come figlio una porzione plenaria della gemma Kaustubha, il gioiello che Sri Krsna indossa intorno al collo. Questo figlio era Kulasekhara. 
Per prepararsi al trono della dinastia Sera, il principe Kulasekhara impar l'arte della guerra e di governare di pari passo con le scritture vediche. Quando Kulasekhara raggiunse l'et adatta, Drdhavrata lo incoron re e si ritir nella foresta per compiere indisturbato le pratiche della vita spirituale come  consigliato a tutti i re nelle scritture vediche. 
Kulasekhara era uno ksatriya (un re e un soldato) di grande valore e divenne il sovrano non soltanto delle terre dei Sera ma anche di quelle vicine appartenenti alle dinastie Chola e Pandya. L'amministrazione impeccabile di Kulasekhara port al regno pace, virt, giustizia e felicit. Egli nutriva la gente ed era la personificazione della magnanimit. 
Nonostante le sue buone qualit il re era spiritualmente cieco. Il ruolo di re mondano gli aveva offuscato la mente in quanto considerava se stesso indipendente da Dio. Ma Sri Krsna aveva un piano per il re Kulasekhara. Per la misericordia senza causa di Sri Krsna la coscienza del re Kulasekhara gradualmente cambi. La percezione spirituale scese su di lui e cominci a vedere il mondo nella sua giusta luce. Fu inoltre benedetto con la visione della vera natura del Signore. Secondo la tradizione vaisnava, Sri Narayana invi Visvaksena, il Suo comandante in capo, all'Alvar Kulasekhara per iniziarlo alla filosofia vaisnava.
Benedetto dalla misericordia del Signore il re Kulasekhara spesso raggiungeva l'estasi spirituale. Egli registr le sue visioni spirituali e le sue profonde realizzazioni nelle sue canzoni devozionali che divennero parte del Divyaprabandha. Adesso il re vedeva tutto con occhi purificati e svilupp un forte sentimento di distacco dalla vita materiale. Ogni giorno condannava la sua posizione mondana di re, costantemente desiderando intensamente di recarsi a Sri Rangam al tempio della divinit di Ranganatha Swami e di rimanere per sempre ai Suoi piedi di loto. A volte il re piangeva desiderando di recarsi nel luogo santo di Tirumalai (Tirupati) per potersi prostrare davanti alla divinit di Sri Venkatesvara. Altre volte si struggeva da desiderio di visitare tutti i luoghi santi e di poter risiedere in ognuno di essi per tutto il resto della sua vita. Un divino mal d'amore si era insinuato nel suo cuore. 
Il re Kulasekhara si sentiva schiavo del suo trono e non provava alcun piacere nella ricchezza e nello splendore reale. Per alleviare la sua sete spirituale invit nella sua citt quanti pi saggi poteva riunire e in loro compagnia studi tutte le scritture vediche. Inoltre raccolse le pi preziose gemme di saggezza e le riun insieme in una ghirlanda (mala) di poemi conosciuti successivamente come Mukundamala. Srila Prabhupada era particolarmente affezionato a quest'opera e spesso recitava uno dei suoi versi: 

krsna tadiyapada-pankajapanjarantam
adyaiva me visatu manasaraja-hamsa 
pranaprayanasamaye
kaphavata pittaih
kanthavarodhanavidau
smaranam kutas te

"O Sri Krsna fa che il cigno reale della mia mente possa penetrare l'elaborato stelo del fiore di loto dei Tuoi piedi. Come sar possibile per me ricordarTi al momento della morte quando la mia gola sar soffocata da muco, bile e aria?" 







Devoto di Sri Rama

L'Alvar Kulasekhara volle ascoltare tutti i giorni il Ramayana di Valmiki, la storia di Sri Ramacandra, l'incarnazione di Sri Krsna del re perfetto. Kulasekhara era talmente immerso nella coscienza spirituale che viveva e respirava le attivit di Sri Rama sentendole sempre nuove e presenti. 
Un giorno mentre il suo guru recitava il Ramayana, Kulasekhara ud questo verso: 

L vi sono due volte settemila giganti
Con il cuore empio e la mano crudele. 
Qui  Rama, noto per la sua virt;
Come pu l'eroe combattere da solo? 

Dopo aver sentito: "Come pu l'eroe combattere da solo? " Kulasekhara si alz in un impeto di devozione per il suo Rama e comand al suo esercito di marciare con lui verso il luogo in cui Rama combatteva da solo. Per sollevare il re dall'angoscia i suoi ministri ordinarono a un drappello di soldati di andare incontro al re, che stava uscendo dal palazzo, e di annunciargli la vittoria di Rama. Nel suo delirio spirituale Kulasekhara credette alla loro storia e torn a casa.
Il re celebr con grande cura ogni evento importante menzionato durante la recitazione giornaliera del Ramayana. Kulasekhara fece s che la divinit di Rama venisse portata in processione per le vie della citt; dopodich offriva a tutti una festa di prasadam, il cibo offerto a Rama. 
Per evitare che Kulasekhara precipitasse in un coma spirituale il suo guru a volte evitava quelle parti del Ramayana che potevano disturbare il re. Un giorno, tuttavia, mentre il guru era assente suo figlio comp la lettura della scrittura senza discriminazione. Sentendo la storia del rapimento di Sita, la moglie di Rama, da parte del re Ravana il re Kulasekhara furioso nella sua estasi spirituale url: "Io marcer attraverso l'oceano e ridurr l'isola di Lanka in cenere, uccider il suo re Ravana con tutti i suoi amici e parenti, salver la triste Sita e la ricondurr dal mio Signore Rama!" 
Kulasekhara si alz, si arm, radun il suo esercito, marci verso la spiaggia e con tutto l'esercito si gett in mare. Si dice a quel punto che la divinit di Rama apparve davanti al re Kulasekhara e lo consol.
In compagnia di Sita, Sri Rama disse a Kulasekhara: "O mio fedele servitore, ascoltami. Noi torniamo vincitori dal campo di battaglia. Tutti i nostri nemici sono stati annientati e noi abbiamo portato in salvo Sita Devi. Il tuo desidero  stato soddisfatto. 
Ritorniamo in citt. Lascia che ti guidi verso la spiaggia cos come trasporto le anime dall'oceano della nascita e della morte sulla spiaggia del mondo spirituale". 
Quindi Sri Rama sollev Kulasekhara e lo port in salvo sulla spiaggia e dopo averlo riaccompagnato in citt, scomparve. 
I ministri del re erano enormemente preoccupati. Come potevano aiutare il re a governare il regno quando lui si trovava in un tale stato? Essi conclusero che la sua associazione con i devoti fosse la causa di tutta quella infatuazione divina e decisero di dispensarlo dalla loro associazione. Nello stesso tempo il re aveva deciso di ritirarsi a Sri Rangam. 
I ministri pensarono: "Una volta l il re non torner pi indietro". Quindi pianificarono di trattenere il re nella sua citt. Ogni qual volta il re comunicava ai suoi ministri la sua intenzione di recarsi a Sri Rangam i ministri facevano in modo che un gruppo di vaisnava giungesse in citt cos che il re posticipasse il suo viaggio per rispetto verso di loro. 
In breve, la corte del re, il suo palazzo, i suoi appartamenti privati e tutti i luoghi pubblici si riempirono di vaisnava. Il re dava ai devoti libero accesso e familiarit, li venerava e li adorava. 
I ministri considerando i devoti come una distrazione erano perplessi sul da farsi. Se volevano dissuadere il re dal recarsi a Sri Rangam dovevano soffrire la presenza di tutti quei devoti del Signore ma se avessero cercato di dispensare il re dalla loro presenza sapevano che il re avrebbe rinunciato al regno.
Cercarono quindi di screditare i devoti accusandoli del furto, da loro organizzato, della preziosa collana appartenente alla divinit di Sri Rama adorata dal re. Ma quando Kulasekhara ud l'accusa esclam: "O ministri, coloro che amano Dio sono incapaci di rubare. Non vi  vizio nei loro pensieri e nelle loro attivit. Per provare la verit della mia convinzione e la falsit della vostra accusa contro questi devoti innocenti voglio che mi portiate un vaso contenente un cobra velenoso nel quale introdurr la mia mano". Dopo che un servitore ebbe portato ci che era stato ordinato, il re, senza timore, infil la mano nel vaso della morte estraendola incolume. 
Pieni di vergogna i ministri abbassarono il capo realizzando quanto fosse inutile cercare di ingannare il re. Quindi caddero ai suoi piedi e confessando il loro trucco posero la collana davanti a lui con timore e rispetto. Kulasekhara li perdon chiedendo loro di diventare servitori dei vaisnava. 
_Non voglio avere pi niente a che fare con questi vili ministri" il re penso, _Mi hanno disgustato. Tutto il mondo mi disgusta. Preferirei bruciare piuttosto che sopportare la compagnia di tali bruti cos lontani da Dio". 







Il re si ritira

Il santo re Kulasekhara decise quindi di abbandonare il regno. Istall sul trono suo figlio Drdhavrata (cos chiamato in onore del nonno) e, accompagnato da sua figlia, part per Sri Rangam. 
Arrivato a Sri Rangam, il re Kulasekhara diede sua figlia in sposa alla divinit di Sri Ranganatha. (La figlia di Kulasekhara  considerata essere un porzione di Niladevi, una delle energie del Signore). Kulasekhara risied a Sri Rangam per molti anni impegnandosi nel servizio di devozione al Signore a ai Suoi devoti. A volte si recava in pellegrinaggio in altri luoghi sacri come Tirupati, Ayodhya e Chitrakuta. Mentre si trovava a Sri Rangam, Kulasekhara compose il Perumaltirumoli, un opera contenente 103 canzoni devozionali. 
Durante i suoi ultimi giorni Kulasekhara si rec al tempio di Nammalvar a Tirunagari vicino alla moderna Tinevelli. Da Tirunagari si rec a in un luogo santo chiamato Brahmadesa MannarKoil dove serv la divinit di RajaGopala. All'et di 67 anni il re Kulasekhara torn nel mondo spirituale.















MAHA-BRARATA

Il pi grande trattato epico della Storia
compilato in lingua sanscrita

Tradotto dal sanscrito da Hrdayananda Gosvami,
e reso in lingua italiana dallo staff del Centro Studi Bhaktivedanta
coordinato da Matsya Avatara Dasa



Con questo numero prosegue la pubblicazione
del Sabhaparva del MahaBharata;
qui di seguito viene riportato il capitolo V.

Sri Vaisampayana disse:

"I figli di Pandu erano grandi anime sulla Terra dedite alla missione di Dio e, dopo che ebbero preso posto assieme ad altre grandi personalit e ai celesti Gandharva, arriv nella sala delle assemblee, in compagnia di alcuni saggi, il potentissimo asceta Narada Muni, colui che, nella creazione del Signore, viaggia a suo piacimento per tutti i pianeti dell'universo materiale e spirituale. (1) 
O re dei re, insieme a santi profeti come Parijata, Raivata il saggio, Sumukha e Saumya, Devarsi Narada, il sapiente dei deva dall'incommensurabile splendore, venne con piacere alla velocit del pensiero per far visita ai Pandava nella loro sala reale. 
Vedendo arrivare il santo Narada, il maggiore dei Pandava (2) che conosceva tutte le leggi sacre, si alz all'istante insieme ai fratelli e si chin umilmente, accogliendo il saggio con affetto genuino. 
Offertogli un seggio degno di lui, secondo le usanze, il re, da vero esperto nei principi sacri, continu ad onorarlo con cerimonie rituali, doni, mucche (3), gemme e con tutto ci che il saggio avrebbe potuto desiderare. Il santo veggente, Narada, che a nulla aspirava se non a servire il Signore, si dichiar soddisfatto dalle ricche offerte e dalla devozione del re Yudhisthira. 
Onorato da tutti i Pandava, Devarsi Narada, che conosceva l'essenza dei Veda, interrog Yudhisthira sulla sua vita religiosa, sulla sua felicit personale e sul tema della prosperit economica. 

Cos parl Narada Muni:

"Il tuo paese  prospero e i tuoi progetti si stanno realizzando? La tua mente e il tuo cuore trovano piacere nella giustizia? Tu e i tuoi sudditi siete felici al punto che le vostre menti non conoscono frustrazione? In quanto re, tu sei il rappresentante di Dio sulla Terra, o Monarca, perci ti chiedo se segui i principi cui i tuoi avi si attennero scrupolosamente e che hanno portato prosperit e virt all'umanit intera. Sei certo che la ricchezza del paese non diminuisca per troppa generosit, n la generosit per avidit di profitto, e di non sacrificare entrambe ai tuoi desideri ed al tuo piacere? Tu sei il pi grande dei conquistatori, perci chiedo a te, che conosci le forze impercettibili del tempo, se ne ripartisci l'uso in maniera adeguata occupandoti di economia, di religione e anche svagandoti. 
Tu che sei senza peccato, impieghi le sei qualit dei re (4) nell'approfondimento dei sette modi di far politica e analizzi le quattordici aree di forza e di debolezza (5)? 
Considerando con onest te stesso e gli altri, mantieni la pace e pratichi le otto vie dell'azione, o Bharata? Guida dei Bharata, ti accerti che le tue sei classi di consiglieri non siano n prive di ricchezza n corrotte da essa e che siano leali nei tuoi confronti? Rimuovi ogni dubbio sulla loro lealt attraverso un'analisi attenta e mediante l'utilizzo di spie? Tu e i tuoi ministri siete attenti a non violare mai la segretezza dei delicati affari di stato? Utilizzi al momento giusto la guerra e la pace, la concordia e la divisione? E ti comporti in modo adeguato con coloro che sono neutrali o che occupano una posizione intermedia fra te e i tuoi nemici? 
Eroe, hai scelto fra i tuoi ministri uomini che ti eguaglino in intelligenza e che condividano la tua visione; uomini puliti nel corpo e nella mente, abili e tolleranti, nobilmente educati e a te sicuramente fedeli? Il successo di un re origina dai buoni consigli, o Bharata, e viene ben custodito da quei ministri il cui valore  la capacit di progettare e che si pongono come autorevoli riferimenti sapienziali. 
Eviti di cadere preda del sonno e ti svegli al momento giusto? Conosci le tue priorit e ti alzi prontamente al termine della notte per considerarle? Eviti di fare piani da solo o con troppe persone? Ti accerti che il tuo ben ponderato progetto non sia teso solo alla ricerca del favore pubblico? 
Una volta decisa la tua politica, che inizia sommessamente ma finisce nella gloria, attui con prontezza in pratica i tuoi programmi, evitando di ritardarne la realizzazione? Il tuo controllo si estende a tutta l'amministrazione? Non hai dubbi riguardo ad essa, n la eviti? Perch di fatto, la reale possibilit di svolgere bene tutti gli affari di stato deriva dall'intima conoscenza che tu ne hai. Eroico sovrano,  di dominio pubblico che i tuoi doveri sono totalmente o quasi espletati e che nessuno di essi verr lasciato in sospeso? Insegnanti formatisi su autorevoli libri della saggezza, guidano le azioni dei principi e dei guerrieri in tutti gli ambiti? Sai tenerti vicino almeno un saggio, insieme a migliaia di sciocchi? Certamente una persona saggia sapr trovare la soluzione migliore di questioni complicate. Tutte le fortezze sono ben fornite di ricchezze, di cereali, di armi, di acqua, di macchinari, di artieri e di arcieri? 
Basta un solo consigliere intelligente, che abbia dominato le proprie passioni, che possieda coraggio ed una visione nitida a fare la fortuna di un re o di un principe. 
Sei informato sui diciotto consiglieri dei tirtha (6) stranieri e sui dieci e sui cinque di parte tua, per mezzo di gruppi di tre spie, ognuno sconosciuto all'altro? 
Per stare al sicuro da chi ti invidia, sei sempre all'erta e in guardia? Sei sempre attento e sai con chiarezza quali sono i tuoi nemici, tu, uccisore di nemici? 
Il tuo sacerdote (7)  umile, viene da famiglia nobile e conosce molte scritture? Ti assicuri che le sue richieste non siano motivate dall'invidia e lo onori? E' un uomo intelligente ed onesto, che conosce i doveri del re e del sacerdote regale, e si prende cura dei tuoi fuochi sacrificali, annunciando puntualmente che il fuoco  stato acceso e che gli sono state offerte oblazioni? E' esperto nei vari rami della conoscenza Vedica e dice, per tuo profitto, ci che in verit indicano gli astri? Per ogni situazione complicata, conosce la volont di Dio e sa agire con esperienza per il tuo bene? Nelle grandi opere hai impegnato i tuoi dipendenti migliori, i tuoi servitori medi in compiti pi semplici e i meno abili ed esperti nei doveri pi umili? Attribuisci compiti che conferiscono gloria a consiglieri che sono in s gloriosi, puliti nel corpo e nella mente, fedeli a tuo padre, ai tuoi avi e alieni da ogni frode? O nobile Bharata, ti accerti che i cittadini non vengano oppressi con punizioni troppo crudeli e che i tuoi ministri governino con lealt?
Sei certo che i sacerdoti addetti ai sacrifici non ti sottovalutino e non ti considerino degradato, come fanno le donne nei confronti di un marito lussurioso e collerico? Il comandante del tuo esercito  intrepido fino all'eroismo, saggio, determinato ma discreto, cresciuto in una buona famiglia, fedele ed esperto? Tutti i tuoi capi militari sono abili in battaglia, uomini coraggiosi capaci di azioni nobili e grandiose, e tu li rispetti e li onori? Dai al tuo esercito cibo adeguato e salario a tempo debito, senza ritardare o andare per le lunghe? Quando non ricevono cibo e salario in tempo, i dipendenti si ritrovano in povert o addirittura in miseria e cos diventano ostili verso i loro superiori; e questa  una situazione fra le pi deprecabili. Tutti i figli delle famiglie nobili ti sono immutabilmente devoti, rispettano la tua posizione eminente e sono pronti a dare la loro vita per te in battaglia? Eviti di rendere eccessivo il tuo potere e di occuparti senza obiettivit, a capriccio, di questioni di vita o di morte?
Un uomo che (nel tuo paese) eccelle in ci che fa, riceve grandi onori o cibo e salario migliori? Ricompensi gli scienziati e i saggi secondo le loro qualifiche? Nobile Bharata mantieni le mogli di coloro che hanno dato la vita per te o che hanno subito calamit per il tuo bene? O Partha, proteggi come se fosse un tuo figlio quel nemico che, in preda alla paura,  divenuto impotente o che  stato sconfitto da te in battaglia?
Sei giusto ed equanime verso tutto il pianeta, o signore della terra, e degno di fiducia come lo sono un padre e una madre? E quando senti che il tuo nemico  caduto nel vizio o che gli  capitato un qualche inconveniente, nobile Bharata, lo attacchi con prontezza, dopo aver attentamente verificato il tuo triplice potere, dopo aver pagato il tuo esercito in anticipo e ben sapendo, Maharaja, che sia la vittoria che la sconfitta dipendono dalla retroguardia? Distribuisci con discernimento il bottino predato al nemico, agli uomini pi importanti del tuo esercito, secondo il loro merito, o Parantapa (8)? Ti accerti di aver dominato i tuoi sensi e il tuo io, Partha, prima di sottomettere i nemici disattenti o incapaci di controllare i propri sensi? Prima di attaccare i tuoi nemici, cerchi, secondo la tradizione, di percorrere con perizia le vie della gentilezza e dei doni, facendo sorgere nel tuo avversario disparit di opinioni e sopendo la sua prontezza di reazione? Signore della terra, prima di avventurarti con intensa volont di vittoria in una spedizione militare, prepari anche una base ben munita? E una volta conseguita la vittoria, proteggi con cura i tuoi nuovi sudditi?
Il tuo esercito  munito degli otto elementi e dei quattro tipi di forza (9),  ben condotto dai migliori guerrieri e sa sconfiggere coloro che ti si oppongono? Uccidi i tuoi nemici in battaglia, Maharaja, senza saccheggiare i civili e i raccolti, Parantapa? Nelle tue terre e in quelle straniere, hai messo agenti che sappian fare ci che devono proteggendosi l'un l'altro? 
Ci che mangi, i profumi e ogni altra cosa con cui vieni direttamente a contatto,  controllato da uomini nei quali riponi la tua fiducia e il tuo affetto? Sono uomini nobili e a te devoti coloro che si occupano della tua tesoreria, delle tue sale interne, dei tuoi veicoli, degli accessi e delle tue entrate? Proteggi per prima cosa te stesso dai servitori esterni ed interni e poi loro dai tuoi parenti e anche da loro stessi? Al mattino, questi servitori ti informano su quanto  stato speso per le tue bevande, il tuo gioco d'azzardo, il tuo divertimento e per le donne?
Riesci a coprire le spese con un quarto, la met o con tre quarti delle tue entrate? Favorisci sempre i tuoi parenti, i tuoi insegnanti, i pi anziani, i mercanti e gli artigiani, con doni in gioielli o con cereali, quando essi dipendono da te nei momenti di bisogno? Tutti i contabili e gli impiegati che hanno a che fare con le entrate e con le spese, ti relazionano ogni mattina su di esse? Eviti di rimuovere dai loro incarichi coloro che sono esperti nel loro lavoro, che si preoccupano di te e fanno il tuo bene, se prima non ti hanno offeso? O Bharata, dopo aver capito quali uomini siano superiori quali inferiori e quali mediocri, li impegni in attivit a ciascuno di loro confacenti? Sei sicuro, re, che non siano al tuo servizio persone avide, ladri, nemici e gente incapace di un comportamento buono e fattivo? Il regno non  per caso tormentato da gente avida, da ladri, da principi o donne aggressivi, o da te? I contadini sono soddisfatti e hanno di che nutrirsi? Le riserve d'acqua sono ampiamente distribuite, abbondanti e organizzate in modo che l'agricoltura non dipenda soltanto dalle piogge dei deva? Quando i raccolti e il cibo scarseggiano, dimostri la tua misericordia al contadino garantendogli un prestito all'interesse di un pratika (10) per cento? 
Nel tuo regno ci sono persone buone, oneste, che svolgono bene i loro incarichi professionali? Caro re, quando una societ pu valersi di efficienti servizi, le persone stanno bene e sono felici. I cinque doveri (11), vengono svolti con cura da cinque uomini disinteressati che lavorano assieme, o re, per il bene della tua nazione? 
Fai sorvegliare villaggi e citt per proteggere il paese, e stabilisci un servizio di sicurezza tale da garantire la protezione sia dei villaggi pi piccoli che di quelli grandi? I ladri recidivi e i malviventi che dimorano nel tuo regno, vengono spinti dai tuoi soldati verso le terre selvagge e disabitate? 
Offri conforto adeguato e protezione alle donne, evitando tuttavia di riporre in loro la tua fiducia o di parlargli di questioni che richiedono segretezza? Dopo aver ascoltato le tue spie, dopo aver riflettuto sulle loro relazioni e dopo esserti accertato di chi si trova nel tuo palazzo, ti corichi felice e sereno la notte? Signore della terra, dopo aver dormito per i primi due periodi della notte (yama) ciascuno di tre ore, ti alzi in quello finale e mediti a fondo sui tuoi doveri pratici e religiosi? Ti alzi per tempo, avendo stabilito l'ora e, insieme ai tuoi ministri, Pandava, dai regolare udienza a uomini adeguatamente puliti e vestiti? Uccisore dei nemici, vi sono guardie armate di spada, indossanti begli abiti rossi, che garantiscono da vicino la tua sicurezza? 
Signore della terra, come Yama in persona anche tu giudichi coloro che sono da punire o da premiare, trattandoli con giustizia, sia che tu li ami oppure no? 
Ti liberi dei problemi fisici con erbe medicinali e con abitudini regolate e di quelli mentali servendo sempre i tuoi superiori, Partha? Medici esperti nelle otto branchie della medicina, veritieri e amici devoti, si occupano sempre del benessere del tuo corpo? Signore della Terra, mai in nessuna circostanza, per arroganza, illusione o egoismo allontani o trascuri querelanti e persone venute da te per avere giustizia n, per avidit, illusione, amicizia o affetto impedisci o rifiuti il lavoro a coloro che si sono rifugiati nel tuo regno? E i tuoi sudditi, sia di citt che di campagna, si uniscono mai contro di te o in qualche modo si vendono ad altri? 
Il tuo nemico, quando  debole viene sconfitto con la forza e quando  forte con la diplomazia, oppure con forza e diplomazia congiunte? I principi della terra ti sono affezionati? Se da te richiesti, darebbero la loro vita per il tuo bene? A tuo supremo beneficio, onori i brahmana e le persone sante secondo le loro qualificazioni nel sapere?
I principi religiosi si basano sui tre Veda e tali principi venivano seguiti dai tuoi predecessori; ti conformi tu a quei principi e adempi gli stessi doveri sacri? Nella tua casa i nati due volte possono profittare di cibi deliziosi di eccellente qualit; tu controlli personalmente il servizio e offri doni ai tuoi ospiti santi? 
Con la mente concentrata e in pieno controllo della tua identit spirituale, ti sforzi di eseguire comunque e bene sacrifici come il vajapeya e il pundarika? Offri i tuoi omaggi ai parenti, agli insegnanti, ai pi anziani, alle Divinit, agli asceti, ai santuari, agli alberi sacri, ai nobili e ai brahmana? Tu che sei senza peccato, le tue azioni e i tuoi pensieri ti conducono verso una vita lunga e di nobile reputazione e indicando le vie della piet, della prosperit e della soddisfazione? Il regno di colui che vive con questa coscienza non andr mai in rovina. Un simile re conquista la terra e consegue una gioia incomparabile. 
Non accade mai nel tuo regno che un'anima pura e rispettabile, dalle abitudini oneste, sia falsamente accusata di latrocinio da uomini avidi e ciechi di fronte alle scritture e al bene comune, e venga messa a morte? Succede mai che un ladro che ha commesso un furto, viene interrogato, inchiodato dalla testimonianza di coloro che l'hanno visto compiere il suo crimine, venga lasciato libero perch corrompe, migliore degli uomini, qualcuno interessato alla sua ricchezza? Quando sorgono questioni fra ricchi e poveri, evitano i tuoi ministri di considerare il problema in modo iniquo, condizionati dal desiderio di ricchezza? 
Essere ateo, mentire, andare in collera, intossicarsi, procrastinare, non frequentare persone erudite, essere pigri, incapaci di attenzione, consultarsi con un solo consigliere o con persone che considerano un solo punto di vista, consultarsi con coloro che non conoscono gli scopi reali, non dar corso a progetti gi definiti, fallire nel mantenere segreto un consiglio, non portare avanti ci che  di buon auspicio, essere schiavi degli oggetti dei sensi: questi sono i quattordici difetti di un re. Tu li escludi tutti dalla tua vita? I Veda ti sono di aiuto? La tua ricchezza d buoni frutti? Che genere di successo ha tua moglie? E in che modo ci che hai imparato si  rivelato utile?" 

Yudhisthira chiese:

"In che modo i Veda possono essere di aiuto? Quando la ricchezza d buoni frutti? In che modo una moglie ha successo e come si pu mettere a profitto ci che si  imparato? Narada Muni rispose: 
"Il frutto dei Veda  l'agnihotra, il sacrificio a Dio. La ricchezza d buoni frutti se elargita in carit e quando viene utilizzata per acquistare il necessario al sostentamento. Una moglie ha successo quando  affettuosa e quando cresce bene i figli. E lo studio  redditizio quando da esso derivano un comportamento retto e azioni nobili."

Sri Vaisampayana continu:

"Dopo aver detto ci, il grande saggio, l'asceta Narada, pose ancora le seguenti domande a Yudhisthira, anima virtuosa."

Disse Narada Muni:

"Quando giungono mercanti da lontano, in cerca di guadagno, i tuoi esattori fanno pagare loro soltanto la tassa dovuta? E quando questi mercanti portano i loro prodotti al mercato, vengono onorati nella tua capitale e nel tuo regno e non fraudolentemente imbrogliati? 
Ascolti gli anziani che sanno qual  il tuo bene, caro re?

Le loro parole sono colme di virt e di senso pratico perch i saggi anziani sono concentrati sulla volont di Dio. I brahmana ricevono miele e ghi, affinch, grazie alle loro benedizioni, ci siano abbondanza nel campo del contadino, gioia per i tori e le mucche, frutta e fiori in gran quantit e un aumento della virt?
Fornisci sempre agli artigiani gli strumenti e i materiali loro necessari e dai loro un rifugio appropriato nella stagione delle piogge? Ti accorgi se  stato fatto un buon lavoro, Maharaja e, in presenza di cittadini onorabili, lodi chi lo ha eseguito e lo onori?
Conosci a fondo tutti i manuali, o migliore dei Bharata quelli che parlano degli elefanti, dei cavalli e dei carri, incomparabile re? Nella tua casa si studiano le norme del Dhanur Veda (12) i manuali di ingegneria meccanica e quelli di urbanistica, Bharatarsabha? Tu che sei senza peccato, sai come usare i potentissimi strumenti di distruzione, quali l'arma brahmadanda e tutti i veleni che si utilizzano per annientare i nemici? Proteggi con cura il tuo regno dai pericoli del fuoco, dai serpenti e dagli animali predatori, dalla malattia e dai demoni? 
Poich conosci la legge di Dio, ti prendi cura, come un padre amorevole, dei ciechi, dei muti e degli storpi, di coloro che hanno perso un arto o una persona amata e di coloro che hanno lasciato la vita mondana per cercare Dio? 
Sri Vaisampayana disse:

"Dopo aver ascoltato queste parole dal pi nobile dei brahmana, il magnanimo Yudhisthira, toro dei Kuru, s'inchin ai piedi del saggio e lo onor in letizia. Poi il re disse al santo Narada, che splendeva come un deva: 
"Agir esattamente nel modo che tu hai indicato, poich adesso la mia comprensione si  approfondita" e, dopo questa affermazione, il re tenne fede alla sua parola e conquist tutta la terra circondata dall'oceano. 

Narada Muni disse:

"Un re che agisce in questo modo, proteggendo le quattro divisioni della societ umana (13), otterr la felicit e, dopo aver tratto piacere da questo mondo, raggiunger il pianeta di Indra, re dei pianeti celesti." 



Note: 

(1) La Bhagavadgita (VIII.16) conferma che l'universo materiale comprende innumerevoli sistemi planetari, caratterizzati dalla presenza del tempo e dalle quattro piaghe dell'esistenza condizionata: nascita, malattia, vecchiaia e morte. Il Signore Stesso descrive per anche un altro universo (cfr. Bhagavadgita XV.16), quello spirituale, dove non esistono limiti di tempo n di spazio. Esso  la sede originaria di tutti i viventi e comprende un numero infinito di pianeti chiamati Vaikuntha, ovvero 'senza ansiet', poich le caratteristiche di coloro che li abitano (persone che hanno ripreso coscienza del vero s e che si sono liberate da tutti i limiti e condizionamenti materiali) sono l'eternit, la conoscenza e la beatitudine. 
(2) Maharaja Yudhisthira.
(3) Le mucche compaiono quale dono gradito assieme ad oro e gioielli per l'importanza che questo animale ricopre nella civilt vedica. Il grande saggio Canakya pone la mucca fra le sette madri dell'uomo perch fornisce gratuitamente agli umani il latte, alimento fondamentale per il loro nutrimento. L'uomo si nutre essenzialmente di latte in particolare nei primi anni di vita, ma non solo; per questo la mucca pu essere considerata come una madre e merita particolari cure e riguardi. 
4) Abile dialettica, prontezza nell'offrire sostegno, intelligenza nelle relazioni coi nemici, memoria, conoscenza dell'etica, conoscenza della politica. 
5) La terra, le fortezze, i carri, gli elefanti, la cavalleria, i fanti, i principali ufficiali di stato, il gineceo, le riserve di cibo, il computo dell'esercito e delle entrate, i trattati religiosi, i conti dello stato, le entrate, le cantine.
6) Area geografica politica, economica o spirituale. In questo caso luogo dove risiedono potenze politiche. 
7) Il re, di solito, beneficiava di un sacerdote, detto purohit, che si occupava degli aspetti liturgici, e del rajaguru, che invece curava la sua vita intima e spirituale. 
8) Letteralmente 'annientatore di nemici'. Epiteto riferito ai grandi sovrani della storia tradizionale indiana, in questo caso a Maharaja Yudhisthira. 
9) I quattro tipi di forza sono: le truppe regolari, gli alleati, i mercenari, e gli irregolari. 
10) Valuta equivalente a una moneta di metallo chiamata Karsapana. 
11) Proteggere la citt, la fortezza, i mercanti, gli agricoltori e punire i criminali. 
12) La scienza militare.
13) L'originario sistema sociale (cfr. Bhagavadgita IV.13) che si ripartisce in quattro varna o 'classi sociali' e quattro asrama 'stadi di vita', nella tradizione vedicovaisnava definito daivi varnasramadharma.
I quattro varna sono costituiti: dai brahmana, che svolgono il ruolo di insegnanti e di sacerdoti, rappresentando la testa del corpo sociale; dagli ksatriya (re, militari, politici, amministratori), che rappresentano le sue braccia; dai vaisya: produttori di ricchezze (commercianti, agricoltori) per il mantenimento della societ, di cui rappresentano lo stomaco; ed infine dagli sudra (lavoratori e operai), che dipendono dai membri delle altre classi con le quali costituiscono il corpo sociale, di cui rappresentano gli arti inferiori.
I quattro asrama sono invece costituiti: dai brahmacarin, alunni religiosi, studenti che fanno voto di castit e che si dedicano al servizio del maestro spirituale; dai grhastha, i capofamiglia; dai vanaprastha, coniugi che si ritirano nella selva dopo una irreprensibile vita di famiglia; ed infine dai sannyasin, che rinunciano al mondo per dedicarsi completamente alla realizzazione spirituale. 
Nel corso degli ultimi millenni questa suddivisione sociale  stata ideologicamente adulterata, in gran parte proprio da coloro che si ritenevano i depositari della tradizione, cio gli smarta brahmana 'brahmani di casta'.
La loro interpretazione rigida e restrittiva del diritto di nascita, al fine di procurarsi e mantenere privilegi, fra i quali quelli provenienti dal monopolio del rituale religioso, ha fatto degenerare l'intero sistema sociale indiano al punto da ridurlo ad iniquo strumento di oppressione delle classi pi deboli. 
Questa  la situazione che hanno trovato in India i primi studiosi europei a partire dal XV sec. Costoro, confinando il fenomeno all'interno degli ultimi millenni, e scambiandolo erroneamente con il modello originario descritto nella letteratura Vedica, lo divulgarono in occidente con il nome di 'sistema delle caste'.
(Continua sul prossimo numero)















Calendario Vaisnava

VAMANA MASA

11 Giugno - 9 Luglio

5 Luglio, Domenica: Ekadasi. Digiuno di cereali e legumi. 
6 Luglio, Luned: Si interrompe i1 digiuno dalle 05:40 alle 10:46. 
9 Luglio, Gioved: Scomparsa di Sanatana Goswami. Ha inizio il primo mese di Caturmasya. Ci si astiene dal mangiare vegetali con foglie verdi. 



SRIDHARA MASA

10 Luglio  4 Agosto

14 Luglio, Marted: Scomparsa di Gopal Bhatta Goswami. 
16 Luglio, Gioved: Scomparsa di Lokanatha Goswami. 
19 Luglio, Domenica: Ekadasi. Digiuno di cereali e legumi. 
20 Luglio, Luned: Si interrompe il digiuno dalle 05:51 alle 10:51. 
27 Luglio, Luned: Scomparsa di Raghunandana Thakur. Scomparsa di Vamsidas Babaji. 
4 Agosto, Marted: Ekadasi. Digiuno di cereali e legumi. Ha inizio la cerimonia del Radha Govinda Jhulan Yatra.
5 Agosto, Mercoled: Si interrompe il digiuno dalle 06:08 alle 07:35. Scomparsa di Rupa Goswami. Scomparsa di Gauridas Pandit. 
7 Agosto, Venerd: termina la cerimonia del Jhulan Yatra. Apparizione di Sri Balarama. Digiuno fino a mezzogiorno. Ha inizio il secondo mese di Caturmasya. Ci si astiene dal mangiare lo yogurt. 



HRSIKESA MASA

8 Agosto  6 Settembre

15 Agosto, Sabato: Krsna Janmastami. Digiuno fino a
mezzanotte.
16 Agosto, Domenica: Apparizione di Srila Prabhupada.
Digiuno fino a mezzogiorno.
18 Agosto, Marted: Ekadasi. Digiuno di cereali e legumi.
19 Agosto, Mercoled: Si interrompe il digiuno dalle 06:23
alle 11:00.
27 Agosto, Gioved: Apparizione di Sita (moglie di
Advaita acarya).
28 Agosto, Venerd: Apparizione della gopi Lalita.
30 Agosto, Domenica: Apparizione di Srimati Radharani.
Digiuno fino a mezzogiorno.


n.b. Gli orari prescritti per l'interruzione del digiuno di Ekadasi tengono conto dell'ora legale. 
















La Festa Della Domenica

Tutte le Domeniche dell'anno,
dalle prime ore del pomeriggio,
siete invitati ad una splendida festa!

La Festa sar animata da conferenze,
danze e canti trascendentali.

Sar l'occasione per conoscere
l'antica saggezza dell'India.

Inoltre potrete gradire le succulente specialit
vegetariane che vi saranno servite durante il banchetto della serata.



Templi principali

BERGAMO Villaggio Hare Krishna, (da Medolago strada per Terno d'Isola)  24040 Chignolo d'Isola (BG) - Tel. 035/4940706
BOLOGNA via Ramo Barchetta, 2  Castagnolo Minore, 40010 Bentivoglio (BO)  Tel. 051/863924
FIRENZE Villa Vrindavana, Via degli Scopeti 108  50026 San Casciano Val di Pesa  Tel. 055/820054
ROMA Sri Gaura Mandala, Pian del Pavone, via Mazzanese, Km. 0,700  01036 Nepi (VI) - Tel. 0761/527038  527251
VICENZA PrabhupadaDesh, Via Roma, 9  Albettone (VI)  Tel. 0444/790573

Svizzera italiana
MENDRISIO Centro Vedico Rama Keli, Grotto del Bosco  6862 Rancate  Tel. 0041/91/6466616



Centri Culturali

ASTI Frazione Valle Reale, 20  14018 Roatto (AT)  Tel. 0141/938406
BRESCIA Hare Krishna Club, via Gabriele Rosa, 17  25121 Brescia  Tel. 030/2400995
MILANO Centro Culturale Govinda, via Valpetrosa, 3/5  20123 Milano  Tel. 02/862417
PADOVA Centro Culturale Hare Krishna, corso del Popolo, 1 - Padova - Tel. 049/8751219
ROMA Hare Krishna Forum, piazza Campo de' Fiori, 27  00186 Roma  Tel. 06/6832660











Fine del numero di luglio-agosto 1998.

