Ritorno a Krishna

La rivista del movimento Hare Krishna

volume 10 n. 3

maggio-giugno 1998

Dio  luce. L'illusione  tenebre. Dove c' Dio non c' illusione.















Sua Divina Grazia 
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

Fondatore Acarya 
dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

Srila Prabhupada  arrivato dall'India in Occidente nel 1965, a sessantanove anni, per concretizzare la richiesta del suo maestro spirituale: insegnare la Coscienza di Krsna.
In dodici anni ha pubblicato pi di sessanta volumi di traduzione e commenti degli antichi testi vedici, ora distribuiti in tutto il mondo in circa quattrocento milioni di copie.
Viaggiando in Europa, America, Asia, Australia e Africa, Srila Prabhupada ha aperto in tutto il mondo asrama, scuole, templi, centri culturali e comunit agricole.
Ha lasciato questo mondo nel 1977 a Vrndavana, in India, il luogo pi caro a Krsna.
I suoi discepoli continuano il Movimento a cui egli ha dato vita.











La Rivista del Movimento Hare Krishna

RITORNO
A KRISHNA

FONDATA NEL 1944

FONDATORE (sotto la direzione di
Sua Divina Grazia Sri Srimad
Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada)
Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE:
Alida D'Ambrosio  Ali Krsna devi dasi

REDAZIONE: 
Nikunja Vasini devi dasi, Pancaratra dasa, Rasika devi dasi, Virabhadra dasa

AMMINISTRAZIONE:
Nimai Pandita dasa

ABBONAMENTI:
Dananistha devi dasi

Per informazioni sugli abbonamenti contattare la B.B.T. Italia - Ufficio Abbonamenti  Strada Bonazza, 12  50028 Tavarnelle Val di Pesa (FI)  Tel. (055)8076414 - Fax (055)8076630.

PRONUNCIA: La traslitterazione dei termini in sanscrito di questa rivista  stata eseguita secondo il metodo adottato internazionalmente: a si pronuncia a chiusa;  si pronuncia a lunga e aperta;  si pronuncia i lunga;  si pronuncia u lunga; c  sempre dolce; j si pronuncia g dolce; r si pronuncia ri; s si pronuncia sc come in scena; altrettanto s ma pi sibilante; h  sempre aspirata. Krsna si pronuncia Krishna (sh  sc dolce); Caitanya si pronuncia Ciaitanya. 

NOMI SPIRITUALI: I membri dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna ricevono uno dei nomi di Sri Krsna o di un Suo devoto, seguito da suffisso dasa al maschile e dasi al femminile che significa servitore o servitrice. Per esempio, il nome Krsna dasa significa servitore di Krsna.

 Bhaktivedanta Book Trust  Tutti i diritti riservati 

RITORNO A KRISHNA  Pubblicazione registrata presso il tribunale di Milano n 199 del 13/03/89 

Vol. 10 N. 3 - maggio-giugno 1998

Fotolito: Fotolitografie Fiorentine, Dicomano, FI

Stampa: Zincografica Fiorentina, Pontassieve, FI.


Sped. in Abb. Post. Comma 20/C Legge 662/96 Filiale Firenze










SOMMARIO

L'ETERNA LOTTA 
Una lezione di Srila Prabhupada 

ALLA SCOPERTA DELL'ORIENTE 
Thiruvanantapuram

SRIMAD BHAGAVATAM 
In esclusiva la pubblicazione 
dell'Undicesimo Canto 

SRILA PRABHUPADA LILAMRTA 
La biografia di Prabhupada 

MAESTRI IN CUCINA
Le minestre

I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA 
Nemmeno Darwin, pu essere indipendente 

ANIMAL FORUM

IL MAHABHARATA 
Continua il grande racconto epico 

CALENDARIO VAISNAVA 
Ricorrenze, Festivit e Celebrazioni della tradizione vaisnava 

LA FESTA DELLA DOMENICA















L'ETERNA LOTTA

La contesa tra un uomo potente e orgoglioso
e il suo giovane figlio devoto.
Srila Prabhupada ci ricorda la natura
e l'essenza dell'incarnazione di Sri Nrsimhadeva
in occasione della Sua apparizione.

Una conferenza tenuta a Bombay, il 5 Maggio 1974,
da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
FondatoreAcarya dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna,

Questa storia che riguarda la battaglia tra atei e credenti  molto istruttiva. 
La storia di Prahlada Maharaja  eternamente vera. C' sempre una lotta tra atei e credenti. 
Se una persona diventa cosciente di Dio, cosciente di Krsna, trover molti nemici perch il mondo  pieno di demoni. Che dire dei devoti di Krsna, anche Krsna quando viene personalmente deve uccidere molti demoni. 
Persino lo zio materiale, Kamsa, voleva ucciderLo. Non appena nasceva un figlio dalla madre di Krsna, Devaki, Kamsa veniva ad ucciderlo. C'era stata una predizione che l'ottavo figlio della sorella di Kamsa, Devaki, avrebbe ucciso Kamsa. Cos Kamsa uccideva tutti i suoi bambini. Alla fine giunse Krsna. Ma Kamsa non pot uccidere Krsna, fu piuttosto ucciso da Krsna. 
Nessuno pu uccidere Dio. I demoni, la societ priva di Dio, vogliono semplicemente uccidere Dio. Ma Dio non viene mai ucciso, mentre il demone  ucciso da Dio. 
Questa  la legge di natura. Questo  l'insegnamento che deriva dalla vita di Prahlada Maharaja. 
Hiranyakasipu fu molto abile, come sono molto abili gli scienziati e i materialisti. Abilmente questi stanno investigando molte cose. 
Qual  la loro idea? L'idea  la seguente: "Noi vivremo per sempre e godremo della gratificazione dei sensi sempre di pi". Questo  chiamato un ateo avanzamento della civilizzazione. 
Hiranyakasipu era un tipico materialista. Hiranya significa "oro" e kasipu significa "letti soffici" o "cuscini". Le persone materialiste sono molto attratte dal denaro e dal sesso. Questi sono i loro affari. 
Il nome di Prahlada Maharaja viene da ahlada, che significa "beatitudine trascendentale". La reale identit dell'entit vivente  prahlada, "colma di beatitudine". Ma a causa della convivenza con la materia, noi ci troviamo in una condizione di vita miserabile. 
Hiranyakasipu voleva diventare immortale, cos si impose delle sofferenze talmente severe che l'intero universo trem. Dovette venire Sri Brahma a pacificarlo; e gli chiese: "Cosa vuoi?". 
Hiranyakasipu disse "Io voglio divenire immortale!" 
Brahma replic: "Sebbene io abbia una vita estremamente lunga, nemmeno io sono immortale, cos non posso garantirti l'immortalit." 
La durata della vita di Brahma  descritta nella Bhagavad-gita: 

sahasrayugaparyantam arhad
yad brahmano viduh.

Questo significa che il giorno di Brahma  sahasrayuga. Sahasra-yuga significa un migliaio di volte la durata di quattro yuga (Satya, Treta, Dvapara, e Kali) ovvero un migliaio di volte quattromiliarditrecentomilioni di anni. 
Dodici ore di Brahma quindi sono quattromiliardi e trecentomilioni di anni, ed egli vive per cento anni, ognuno dei quali composto da trecentosessanta di questi giorni. 
Sebbene Brahma viva per trilioni di anni  quindi soggetto alla morte. Ovunque andiamo all'interno di questo mondo materiale, che sia Brahmaloka oppure Patalaloka, dovremo incontrare la morte. Questo  il problema. 
Krsna afferma nella Bhagavad-gita che "il problema reale  janma-mrtyu-jara-vyadhi: la nascita, la morte, la vecchiaia e la malattia". 
Hiranyakasipu intendeva risolvere questo tipo di problemi in modo materialista, ma questo non  possibile. 
Quando Brahma disse che egli non sarebbe stato in grado di rendere Hiranyakasipu immortale, allora Hiranyakasipu cerc di assicurarsi l'immortalit attraverso un inganno. Chiese a Brahma di garantirgli che egli non sarebbe stato ucciso in nessuno dei seguenti modi: attraverso un'arma; durante il giorno o durante la notte, sulla terra, nell'acqua o in cielo; dentro o fuori un edificio; n da un uomo, n da un animale.
Queste erano le condizioni che Hiranyakasipu pensava fossero sufficienti per l'immortalit. Ma per proteggere Prahlada Maharaja, Sri Nrsimhadeva uccise Hiranyakasipu senza violare le promesse fatte da Brahma. 
Nrsimhadeva non era n uomo, n bestia, ma mezzo uomo e mezzo leone. Mettendo Hiranyakasipu sulle Sue ginocchia, il Signore lo uccise con i Suoi artigli, sull'uscio del palazzo del demone, al tramonto. 
Prahlada  l'opposto di Hiranyakasipu. Egli  il Signore dei devoti. In ogni condizione, un devoto rimane sempre un umile servitore di Krsna. Quindi egli non corre pericolo. Persino se si trova nel pericolo, egli sar salvato. 
Krsna nella Bhagavad-gita dice:

kaunteya pratijanihi
na me bhaktah pranasyati

"Arjuna, proclamalo pure a tutto il mondo che chiunque abbia preso rifugio ai Miei piedi di loto, che  diventato Mio devoto, non perir mai." 

E in seguito dichiara:

sarvadharman parityajya
mam ekam saranam vraja
aham tvam sarva papebhyo
moksayisyami ma sucah

"Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me. Io ti liberer da tutte le reazioni del peccato non temere." 

Cos queste sono le promesse. Ma la classe degli uomini atei come Hiranyakasipu non pu capire. Questo  il loro difetto, loro sfidano Dio costantemente. Il dissenso tra il padre (Hiranyakasipu) e il figlio (Prahlada) consisteva nel fatto che il figlio era credente mentre il padre no. Cos alla fine il padre vide Dio nella forma della morte. Fino a quel momento non avrebbe potuto salvarsi. 
Questa  la differenza tra i credenti e gli atei. Gli atei con fare di sfida esortano i credenti dicendo: "Dove  Dio? Puoi mostrarmelo?" I devoti replicano a tali provocazioni: 
"Bene, potrai vederLo. Non adesso. Ma alla maturazione delle attivit peccaminose, quando la morte arriva, tu potrai vederlo." 
Prahlada Maharaja  uno dei nostri guru. Ci sono dodici guru chiamati mahajana: 

svayambhur naradh sambhuh
kaumarah kapilo manuh
prahlado janako bhismo
balir vaiyasakhir vayam

"Brahma, Bhagavan, Narada, Siva, i quattro Kumara, Kapila (il figlio di Devahuti), Svayambhuva Manu, Prahlada Maharaja, Janaka Maharaja, il nonno Bhisma, Bali Maharaja, Sukadeva Gosvami, e io (Yamaraja)". 

Se vogliamo fare progressi nella vita spirituale, dobbiamo seguire i mahajana, le grandi personalit. Essi sono menzionati precisamente nelle scritture. 
Prahlada Maharaja  il nostro guru nella successione disciplica. Il Mahabarata (Vanaparva 313.117) insegna: 

tarko prathisthah srutayo vibhinna
nasav rsir yasya matam na bhinam
dharmasya tattvam nihtam guhayam
mahajano yena gath sa panthah

"Le aride argomentazioni non sono
conclusive. Una grande personalit
la cui opinione non differisce da
quella degli altri non  considerato
un grande saggio. Semplicemente studiando i Veda, i quali sono vari, non  possibile raggiungere il giusto sentiero attraverso il quale i principi religiosi sono compresi. La solida verit dei principi religiosi  nascosta nel cuore di una persona pura e autorealizzata. Di conseguenza, come le scritture confermano, si dovrebbe accettare qualsiasi sentiero verso il progresso che i mahajana indicano." 
Noi non possiamo tracciare il sentiero della religione. E' molto difficile identificarlo perch ci sono molte scritture e molti filosofi. Ogni filosofia ha una diversa opinione. Cos come  possibile intraprendere il reale sentiero della religione? Bisogna seguire le orme delle grandi personalit. E Prahlada Maharaja  uno di loro. 
Prahlada Maharaja era nato in una famiglia di demoni. Suo padre era un demone. Prahlada Maharaja era solito rivolgersi al padre come asuravarya, "il migliore dei demoni". Hiranyakasipu stava battendo affettuosamente la spalla di suo figlio chiedendo: "Mio caro figlio fai questo, fai quello. Dimmi le migliori cose che hai imparato." 
Cos Prahlada Maharaja replic: tat sadhu manye 'suravarya dehinam. Egli non disse mai: "Mio caro padre". Egli disse: "Mio caro 'migliore tra i demoni' ho appreso qualcosa di molto bello". Che cosa? 

hitvamapatam grham andhakupam
vanam gato yad dharim asrayeta

"Questa vita mondana, questa vita materialistica,  uccisione del s, proprio come un pozzo oscuro. Cos si dovrebbe abbandonarla e andare nella foresta prendendo rifugio in Krsna. Questo  il migliore stile di vita." 
Cos suo padre divenne molto arrabbiato. Da ci possiamo vedere che gli atei e i credenti non andranno mai d'accordo. 
I credenti non si sottometteranno mai agli atei. Questo  il principio. Prahlada Maharaja fu esposto a cos tanti problemi dal padre, ma non dimentic mai di cantare om bhagavate vasudevaya namah. Mai si dimentic di questa preghiera. Noi dovremmo imparare da questa storia che perfino in una situazione pericolosa non bisognerebbe mai dimenticarci di Krsna. Krsna ci salver. E' detto nella Bhagavad-gita: 

yam labdhva caparam labham
manyate nadikham tatah
yasmin sthito na duhkena
gurunapi vicalyate

"Raggiunta questa perfezione (la coscienza di Krsna), non si allontana pi dalla verit e comprende che non c' nulla di pi prezioso. In questa posizione non  pi turbato neppure dalle peggiori difficolt. Questa  la vera libert da tutte le sofferenze sorte dal contatto con la materia."
La coscienza di Krsna  cos bella che se si diventa coscienti di Krsna ogni altro beneficio o guadagno  compreso. Ci  cos bello. Noi siamo ancora anelanti dopo aver preso questo, questo e quello, questo e ancora quello, tante e tante cose. Ma non appena si raggiunge la coscienza di Krsna  possibile essere soddisfatti. Proprio come Prahlada Maharaja. Gli furono offerte tutte le benedizioni. Sri Nrsimhadeva disse: "Mio caro Prahlada chiediMi qualunque cosa tu voglia." Ma Prahlada non chiese nulla. E fu cos gentile. Egli  l'esempio di un figlio vaisnava in una famiglia. Nonostante i moltissimi problemi generati da suo padre, egli implorava Nrsimhadeva: "Mio Signore mio padre ha commesso molte offese. Gentilmente concedigli la liberazione." Egli non chiese niente per se stesso. 
Cos Narahari, Nrsimhadeva, immediatamente disse: "Perch parli di tuo padre soltanto? Il padre di tuo padre, suo padre, quattordici generazioni, tutte saranno liberate poich un figlio come te  in questa famiglia." Tale  il beneficio. Se un figlio diventa un puro vaisnava devoto, egli pu liberare quattordici generazioni. 
Quale servizio possiamo rendere alla nostra famiglia o alla nostra nazionalit materiale? Ma se noi diventiamo un devoto, noi possiamo servire meglio tutta la nostra nazione, la nostra famiglia, l'umanit. Questa  la filosofia della coscienza di Krsna.
Il nostro movimento per la coscienza di Krsna sta predicando questa filosofia: "Accogli la coscienza di Krsna e la tua vita sar perfetta". E il metodo  molto semplice. Non c' segreto. 
Proprio questa sera stavo parlando con un ragazzo che ha ottenuto un mantra e deve tenerlo molto segreto. Ma noi possediamo un mantra che non  segreto. Il nostro mantra Hare Krsna  aperto a tutti. Perch dovremmo tenerlo segreto? Se cantando il mantra Hare Krsna possiamo avvicinarci a Dio, la Suprema persona di Dio, perch dovrebbe rimanere segreto? Dovrebbe essere distribuito in modo che chiunque possa tornare da Dio. Cos non c' segreto. Noi non approviamo alcun mantra segreto. 
In questa era di Kali  molto difficile giungere alla giusta conclusione attraverso la filosofia o altri metodi. "Kali" significa l'era della discordia, del fraintendimento e della rivendicazione. Per questo nelle Scritture  apertamente dichiarato: 

harer nama harer nama
harer namaiva kevalam
kalau nasty eva nasty eva
nasty eva gatir anyatha

"In questa era di Kali non c' alternativa, non c' alternativa, non c' alternativa per il progresso spirituale che il santo nome, il santo nome, il santo nome del Signore." 

La meditazione, il sacrificio, elaborate adorazioni nel tempio, in questa era tali cose sono impossibili da realizzare, ma persino un bambino pu cantare Hare Krsna maha-mantra, sia un bambino pu prendere parte che un uomo vecchio pu prendere parte. 
Cos questo  il santo metodo per la realizzazione di Dio. Non c' trucco, ma il guadagno  molto molto grande. Tale era l'insegnamento di Prahlada Maharaja e noi stiamo seguendo le sue orme. Aderiamo stabilmente ai suoi principi e diventiamo sempre pi avanzati nella coscienza di Krsna. 
Grazie molte.















Thiruvanantapuram
Il trono di Sri Visnu

di Rasika devi dasi

L'antico nome della citt di Trivandrum, Thiruvanantapuram, fa riferimento al nucleo essenziale della vita del luogo: la divinit di Sri Padmanabha Svami. 
Da tempo immemorabile i re di Tranvacore (il regno comprendeva la parte Sud dello stato del Kerala di cui oggi Thiruvanantapuram  la capitale) si recano giornalmente a visitare la divinit di Padmanabha porgendoGli i loro rispetti e il resoconto dell'amministrazione statale. Tutti gli individui, anche quelli che in questo mondo ricoprono alte cariche, devono tener presente che la loro identit pi vera  quella di essere servitori di Dio. 
Quali perfetti devoti di Sri Visnu, i re di Tranvacore non si considerano altro che ministri del Signore posti in tale posizione per governare secondo giuste leggi il Suo stato. 
Se qualcuno si chiedesse da quanto tempo la divinit di Padmanabha  adorata nel magnifico tempio sarebbe molto difficile trovare risposta poich ormai da tempo immemorabile. Essa protegge e benedice 
la citt che si dice sia la pi cara ad Ananta Sesa, il serpente celeste su cui Sri Visnu riposa. 
Il Granthavali e l'Anantasayana Mahatmya sono d'accordo nell'affermare che il tempio fu costruito agli albori del Kali yuga, circa 5000 anni fa. Si racconta che il celebre saggio Divakara Muni decise di porre le basi del tempio durante il novecentocinquantesimo giorno del Kali yuga. 
Quando l'era pi oscura e terribile stava per avere inizio, quando la coscienza dell'uomo sarebbe stata ricoperta e assopita dall'oblio, il Signore e i Suoi devoti presero gli opportuni provvedimenti per offrire delle roccaforti dello spirito, dove chiunque avrebbe potuto curare la dimenticanza e imparare a donarsi con amore a Krsna. 
L'Anantasayana Mahatmya racconta che un giorno, mentre il santo Divakara Muni compiva la sua adorazione alla Salagramasila, Sri Visnu apparve dinanzi a lui nella forma di un bambino, senza rivelargli la Sua identit. 
Il saggio fu completamente affascinato da quel bambino dalla pelle luminosa, dai meravigliosi riccioli scuri, dallo sguardo penetrante e misericordioso. In breve tempo l'anziano uomo di sapienza si sent talmente legato a quel singolare fanciullo che Gli fece promettere di rimanere sempre con lui. 
Il bambino divino promise che non Si sarebbe mai allontanato da lui, a condizione per che il saggio non si mostrasse mai al Suo cospetto in preda alla collera. 
La felicit di Divakara Muni raggiunse il culmine, ritenendo quella piccola clausola un dettaglio di poco conto, che facilmente avrebbe rispettato essendo quel suo piccolo amico un compagno del tutto adorabile. 
Ma Sri Krsna, nella Sua forma di bambino, divenne sempre pi impertinente finch un giorno, mentre il saggio era assorto in meditazione, prese la Salagramasila che Divakara Muni adorava ogni giorno con intensa devozione e cominci a giocarci battendola per terra. 
Il saggio, che fino a quel momento aveva tollerato tutti i Suoi scherzi con affetto paterno, perse la pazienza. 
A quel punto, senza indugiare il bambino scomparve lasciando dietro di S queste parole: "Se mai vorrai vederMi ancora vieni ad Ananta kadu". 
Solo in quel momento Divakara Muni comprese che quel bambino non era altri che Sri Visnu, il Signore che ogni giorno adorava. Da quel momento non smise mai di cercarLo dimenticandosi perfino di mangiare e di dormire.
Andava vagabondando nella foresta, guardando in ogni anfratto, dietro ogni cespuglio, chiamando con ardore il nome del suo amato Signore; ma le preghiere del saggio parevano non avere risposta, e alla sua voce rispondeva solo l'eco, o le risa di chi lo considerava un matto che ha perso la ragione. 
Dopo giorni e giorni di questa ansiosa ricerca caratterizzata dal sentimento di separazione, ad un tratto vide il bambino divino svicolare e sparire nel buco del tronco di un albero Elappa.

Immediatamente il tronco cadde al suolo e, davanti allo sguardo sbalordito del saggio, prese la forma a quattro braccia di Mahavisnu, sdraiato sul serpente Ananta Sesa. La Divinit era talmente grande che la Sua testa raggiungeva la citt di Tiruvalla e i Suoi piedi arrivavano a Tiruppapura. 
Pervaso dalla gioia il saggio rivolse al Signore preghiere piene di devozione implorandolo di ridurre la Sua forma divina in modo da poterla ammirare per intero. Sri Visnu mostr la Sua misericordia al Suo devoto riducendo la Sua forma ad una grandezza che l'occhio del saggio poteva abbracciare interamente. 
Nel luogo in cui Sri Ananta Padmanabha Svami Si manifest Divakara Muni fece costruire un tempio dove ancora oggi la Divinit viene adorata giornalmente. 
Il tempio cambi e si ingrand nei secoli. Oggi il tempio di Sri Ananta Padmanabha Svami conta sette piani tutti finemente scolpiti e 324 colonne ornano il suo perimetro. Ogni giorno centinaia di devoti partecipano all'adorazione di Sri Visnu che consiste in diverse offerte di cibo tra cui l'immancabile noce di cocco d'oro contenente dei manghi acerbi per ricordare la devozione di un grande devoto, Vilvamagalathu Svamiyar che nell'ansia di celebrare l'apparizione della Divinit davanti ai suoi occhi porse a Sri Visnu ci che pi in fretta pot trovare, che consisteva infatti in una noce di cocco vuota contenente due manghi acerbi. 
La Divinit originale non dimora pi nel tempio di Thiruvanantapuram ma  stata sostituita da una composta da dodicimila Salagramasila trasportate dalla sorgente del Gange a bordo di un elefante. Diverse opinioni affermano che le Salagramasila sono tenute insieme da un impasto composto da gur (zucchero scuro) e cenere oppure da una miscela ottenuta mescolando succo di limone, polvere di granito, melassa e mostarda. In ogni caso la formula  andata perduta. 
In questa atmosfera densa di devozione e spiritualit si percepisce, in maniera tangibile, la presenza di Krsna. 



Recarsi a Thiruvanantapuram

Come arrivare: Thiruvanantapuram, meglio conosciuta con il nome di Trivandrum,  la capitale dello stato del Kerala. Arrivarci non  difficile. Treni e aerei per Trivandrum partono da tutte le principali citt dell'India. L'aeroporto si trova circa 6 km dal tempio di Padmanabha Swami e la stazione a circa 2. Prendere un autoriksa , nella maggior parte dei casi, la soluzione migliore. 
Dove alloggiare: Poich Trivandrum  una citt turistica la scelta di alloggi  alquanto vasta. Comunque le maggiori concentrazioni di Hotel si trovano intorno alla stazione (Station Road) e lungo Manjalikulam Road. 
Templi ISKCON: Il tempio ISKCON di Trivandrum si trova sulla strada diretta al W&C Hospital (Hospital Road). Il tempio  abbastanza piccolo e non ci sono camere per gli ospiti. Per informazioni potete telefonare allo 009147168197. 



Le Festivit e le Celebrazioni

Vi sono due principali festivit che ogni anno interessano la divinit di Sri Ananta Padmanabha Svami: una di queste si svolge durante Marzo e Aprile (Minam) e l'altra durante Ottobre e Novembre (Thulam). Ognuno di questi periodi festivi dura dieci giorni e tutte le cerimonie si svolgono all'interno del tempio di Sri Ananta Padmanabha Svami tranne l'ultimo giorno in cui la Divinit  portata intorno al tempio e successivamente alla spiaggia Shangumugham dove viene bagnata nell'oceano. La processione  guidata dal Maharaja di Tranvacore vestito semplicemente di un dhoti bianco accompagnato da cinque elefanti addobbati d'oro. 



In Visita al Tempio

Sono molti i momenti di grande suggestivit e profondit spirituale che scandiscono la giornata al Tempio di Sri Ananta Padmanabha Svami. 
Tra questi meritano particolare attenzione gli arati (le cerimonie di adorazione della Divinit) che si svolgono diverse volte al giorno: alle 4,00, alle 5,15, alle 6,15, alle 8,45, alle 17,00 e alle 19,15. L'accesso  consentito solo agli ind nativi dell'India, ma eccezionalmente  consentito anche agli ind occidentali, purch vestiti appropriatamente. 
Gli uomini devono indossare solamente il dhoti e per le donne  obbligatorio il sari. 
Nessuna borsa pu essere introdotta nel tempio e la durata dell'attesa per vedere la Divinit ammonta mediamente ad un'ora. 

(nella pag. a fianco) Un'antica rappresentazione di Visnu sdraiato sul serpente Ananta.

(a sinistra) L'ingresso principale del Tempio di Sri Padmanabha.

(sotto) Un'illustrazione della divinit adorata a Thiruvanantapuram. 















Tra tutte le scritture vediche il pi illuminante testo che descrive la Personalit di Sri Krsna 

SRIMADBHAGAVATAM

'UNDICESIMO CANTO'



Scritture Vediche

SRIMADBHAGAVATAM

Abbiamo un grande piacere nel pubblicare la versione inedita in lingua italiana dello SrimadBhagavatam, undicesimo canto, la parte conclusiva del grande classico della spiritualit compilato cinquemila anni fa da KrsnaDvaipayana Vyasa, tradotto dall'originale sanscrito da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, e completato dai suoi discepoli. 
Lo SrimadBhagavatam, l'essenza di tutte le Scritture Vediche,  la scienza spirituale che ci permette di conoscere non solo la sorgente ultima di ogni cosa, l'Essere Supremo, ma anche la relazione che ci unisce a Lui, e spiega inoltre che il nostro dovere  di agire per migliorare la societ umana sulla base di questa conoscenza infallibile. 
Chi fosse interessato all'intera opera pu contattare la Bhaktivedanta Book Trust Italia. 



CANTO 11



CAPITOLO 2

VERSO 23 

 avyahatesta-gatayah sura-siddha-sadya- 
 gandharva-yaksa-nara-kinnara-naga-loka n 
 muktas caranti muni-carana-bhautanatha- 
 vidyadhara-dvija-gavam bhuvanani kamam 

 avyahata: senza impedimenti; ista-gatayah: nel
 muoversi come preferivano; sura: degli esseri
 celesti; siddha: dei perfetti mistici; sadhya: dei
 Sadhya; gandharva: dei musici celesti; yaksa:
 dei compagni di Kuvera; nara: degli esseri
 umani; kinnara: dei semidei minori, che possono
 cambiare forma a piacere; naga: e dei serpenti;
 lokan: i mondi; muktah: liberi; caranti:
 viaggiano; muni: dei saggi; carana: degli angeli;
 bhuta-natha: degli spettrali seguaci del Signore
 Siva; vidyadhara: dei Vidyadhara; dvija: dei
 brahmana; gavam: e delle mucche; bhuvanani:
 i mondi; kamam: in qualsiasi modo desiderino. 



 TRADUZIONE 

 I nove Yogendra sono anime liberate che
 viaggiano a loro piacere sui pianeti degli
 esseri celesti, dei mistici perfetti, dei
 Sadhya, dei cantori celesti, degli Yaksa,
 degli esseri umani, e degli esseri celesti
 minori come i Kinnara e i serpenti. Nessuna
 forza materiale pu impedire la loro libert
 di movimento, ed essi viaggiano
 esattamente secondo i propri desideri,
 anche nei mondi dei saggi, degli angeli,
 degli spettrali seguaci di Siva, dei
 Vidyadhara, dei brahmana e delle mucche. 



 VERSO 24 

 ta ekada nimeh satram 
 upajagmur yadrcchaya 
 vitayamanam rsibhir 
 ajanabhe mahatmanah 

 te: essi; ekada: una volta; nimeh: del re Nimi;
 satram: il sacrificio soma; upajagmuh: si
 recarono; yadrcchaya: come desideravano;
 vitayamanam: compiuto; rsibhih: dai saggi;
 ajanabhe: ad Ajanabha (l'antico nome di
 Bharata-varsa); maha-atmanah: della grande
 anima. 



 TRADUZIONE 

 Una volta, viaggiando in Ajanabha
 [l'antico nome del pianeta Terra],
 essi si recarono alla celebrazione
 sacrificale di una grande anima,
 Maharaja Nimi; tale celebrazione
 era compiuta sotto la direzione di
 saggi eminenti. 



 VERSO 25 

 tan drstva surya-sankasan 
 maha-bhagavatan nrpa 
 yajamano 'gnayo viprah 
 sarva evopatasthire 

 tan: essi; drstva: vedendo; surya: il
 sole; sankasan: che potevano competere
 in splendore; maha-bhagavatan: i puri
 devoti del Signore; nrpa: o re
 (Vasudeva); yajamanah: l'autore del
 sacrificio (Nimi Maharaja); agnayah: i
 fuochi; viprah: i brahmana; sarve: tutti;
 eva: perfino; upatasthire: si alzarono in
 segno di rispetto. 



 TRADUZIONE 

 Mio caro re, vedendo questi puri
 devoti del Signore che potevano
 competere con lo splendore del sole,
 tutti i presenti l'autore del sacrificio,
 i brahmana e perfino i fuochi del
 sacrificio si alzarono in segno di
 rispetto. 



 VERSO 26 

 videhas tan abhipretya 
 narayana-parayanan 
 pritah sampujayam cakre 
 asana-sthan yatharhatah 

 videhah: Nimi Maharaja; tan: essi;
 abhipretya: riconoscendo;
 narayana-parayanan : come devoti che
 cercavano solo Narayana; pritah:
 soddisfatto; sampujayam cakre: li ador in modo completo;
 asana-sthan: che erano stati fatti accomodare;
 yatha-arhatah: come meritavano. 



 TRADUZIONE 

 Il re Videha [Nimi] comprese che quei nove
 saggi erano grandi devoti di Dio, la Persona
 Suprema. Perci, pieno di gioia per il loro
 arrivo propizio, offr loro seggi adatti
 all'occasione e li ador in modo adeguato,
 proprio come si adorerebbe Dio, la Persona
 Suprema. 



 SPIEGAZIONE 

 E' particolarmente significativo qui il termine
 yatharhatah. Secondo Visvanatha Cakravarti,
 la parola yatharhatah significa yathocitam,
 ossia "secondo la giusta etichetta". Questo verso
 menziona chiaramente il fatto che i
 nava-yogendra sono narayana-parayana,
 grandi devoti del Signore Supremo, Narayana, o
 Krsna. Perci la parola yatharhatah indica che
 il re ador i nove saggi secondo la normale
 etichetta Vaisnava, spiegata da Visvanatha
 Cakravarti Thakura con l'espressione
 saksad-dharitvena samasta-sastraih: essendo
 completamente sottomesso alla volont del
 Signore Supremo, un grande Vaisnava, 
 considerato un intermediario trasparente della
 volont del Signore. Nella
 Caitanya-caritamrta  detto che anche un solo
 momento trascorso in compagnia del puro
 devoto del Signore pu permetterci di ottenere
 ogni perfezione della vita. Perci, come indica la
 parola pritah, il re Nimi si sentiva pieno di gioia
 per il propizio arrivo dei saggi e li ador
 esattamente come si adorerebbe Dio, la Persona
 Suprema. 
 Bench sostengano che ogni essere vivente 
 uguale a Dio, i filosofi impersonalisti calpestano
 con noncuranza i loro cosiddetti maestri spirituali
 scavalcandoli per speculare liberamente sulla
 natura dell'Assoluto e dare le proprie opinioni
 capricciose sfidando le stravaganze
 impersonalistiche dei loro cosiddetti guru. In
 altre parole, pur sostenendo che tutti sono Dio,
 gli impersonalisti Mayavadi, in ultima analisi,
 rivelano una mentalit offensiva nei confronti di
 Dio, la Persona Suprema, rifiutando la realt
 della Sua forma eterna e dei Suoi divertimenti.
 Cos essi sminuiscono inconsapevolmente la
 posizione eterna di tutti gli esseri viventi,
 negando la loro personalit eterna e le attivit nel
 regno di Dio. Invischiati nelle loro speculazioni
 mentali, gli impersonalisti cercano di minimizzare
 la posizione di Dio, la Persona Suprema, e
 quella degli esseri viventi, che sono Sue parti,
 riducendoli teoricamente ad una luce priva di
 forma e di nome, che nella loro allucinazione
 definiscono il Dio Assoluto. I Vaisnava invece
 accolgono con gioia Dio, la Persona Suprema, e
 comprendono facilmente che la Persona
 suprema e illimitata non ha nulla a che fare con le personalit
 condizionate e limitate che troviamo nel mondo
 materiale. Con la loro arroganza gli impersonalisti
 presumono che non possa esistere alcuna
 personalit trascendentale e illimitata al di l della
 nostra esperienza limitata: i Vaisnava invece
 usano l'intelligenza per comprendere che esistono
 molte cose meravigliose che sono situate ben al
 di l della nostra presente esperienza limitata.
 Accettano quindi le parole di Krsna che afferma
 nella Bhagavad-gita (15.19): 

 yo mam evam asammudho 
 janati purusottamam 
 sa sarva-vid bhajati mam 
 sarva-bhavena bharata 

 "Colui che Mi conosce come Dio, la Persona
 Suprema, e non ha dubbi, conosce ogni cosa;
 s'impegna quindi con tutto se stesso nel servizio
 devozionale offerto alla Mia Persona o
 discendente di Bharata." A questo proposito
 Srila Prabhupada afferma: "Esistono numerose
 speculazioni filosofiche sulla posizione
 costituzionale degli esseri viventi e sulla Verit
 Suprema e Assoluta. Ora, in questo verso, La
 Persona Suprema spiega chiaramente che
 chiunque riconosca Sri Krsna come la Persona
 Suprema in verit conosce ogni cosa. Chi ha una
 conoscenza imperfetta pu soltanto continuare a
 speculare sulla Verit Assoluta; chi invece
 possiede la conoscenza perfetta, senza sprecare
 tempo prezioso, s'impegna direttamente nella
 coscienza di Krsna, il servizio devozionale
 offerto al Signore Supremo. Non dobbiamo
 credere che sia sufficiente speculare in modo
 accademico. Bisogna ascoltare in modo
 sottomesso la Bhagavad-gita dalla quale
 apprendiamo che gli esseri viventi sono sempre
 subordinati a Dio, la Persona Suprema.
 Chiunque sia in grado di capire ci, secondo Sri
 Krsna, la Persona Suprema, conosce l'obiettivo
 dei Veda; nessun altro conosce il significato dei
 Veda." Per questo motivo, i grandi devoti come i
 nove Yogendra accettano sempre la supremazia
 di Dio, la Persona Suprema, com' enunciato in
 questo verso con l'espressione
 narayana-parayanan . 
 Essendo un Vaisnava, il re Nimi ador i grandi
 saggi con lo stesso rispetto col quale avrebbe
 adorato Dio, la Persona Suprema, come indica il
 termine yatharhatah. Gli impersonalisti
 sostengono falsamente che ogni essere vivente 
 uguale a Dio, ma non possono rispettare
 adeguatamente nessun essere vivente a causa
 della loro originaria offesa ai piedi di loto della
 Persona Suprema. La loro cosiddetta
 adorazione, anche quella rivolta ai loro stessi
 guru,  in ultima analisi opportunistica e tesa al
 loro vantaggio. Quando un impersonalista
 immagina di essere diventato Dio, non ha pi alcun bisogno del suo
 cosiddetto guru. Il Vaisnava invece, poich
 accetta la supremazia dell'eterna Persona Divina,
  pronto a offrire con gioia eterno rispetto a tutti
 gli esseri viventi, specialmente a quegli esseri cos
 fortunati che hanno ottenuto il rifugio dei piedi di
 loto del Signore. Quando un Vaisnava adora il
 rappresentante del Signore non  un
 opportunista, e non cerca il proprio vantaggio,
 ma esprime il suo amore eterno per il Signore e il
 Suo rappresentante, come indica qui la parola
 pritah. Da questo verso risulta chiaro che i nove
 illustri figli di Rsabhadeva, ma anche il re Nimi
 stesso, erano tutti grandi devoti di Dio, la
 Persona Suprema, in contrapposizione con la
 concezione artificiale e limitata
 dell'impersonalismo. 



 VERSO 27 

 tan rocamanan sva-ruca 
 brahma-putropaman nava 
 papraccha parama-pritah 
 prasrayavanato nrpah 

 tan: essi; rocamanan: risplendenti; sva-ruca:
 della propria luce; brahma-putra-upaman:
 proprio come i figli di Brahma; nava: nove;
 papraccha: egli chiese; parama-pritah: pieno di
 gioia trascendentale; prasraya: con umilt;
 avanatah: inchinatosi; nrpah: il re. 



 TRADUZIONE 

 Sopraffatto da una gioia trascendentale, il
 re s'inchin umilmente e poi inizi a
 presentare le sue domande ai nove saggi.
 Queste nove grandi anime risplendevano
 della loro stessa radiosit, e apparivano
 uguali ai quattro Kumara, i figli di Brahma. 



 SPIEGAZIONE 

 Srila Sridhara Svami ha spiegato che il termine
 sva-ruca indica che i nava-yogendra brillavano
 della propria luce spirituale, e non a causa di
 ornamenti o altro. L'Anima Suprema, Sri
 Krsna,  la fonte originale di ogni luce. Il Suo
 corpo luminoso e risplendente  l'origine del
 brahmajyoti onnipervadente,
 l'incommensurabile luce spirituale che  il
 sostegno di innumerevoli universi (yasya prabha
 prabhavato jagad-anda-koti). Anche 
 l'anima individuale, essendo parte del
 Signore,  dotata di luce propria. In
 effetti, tutto ci che esiste nel regno di
 Dio risplende di luce propria, com'
 spiegato nella Bhagavad-gita (15.6): 

 na tad bhasayate suryo 
 na sasanko na pavakah 
 yad gatva na nivartante 
 tad dhama paramam mama 

 E' gi stato ampiamente spiegato che i
 nava-yogendra erano puri devoti del
 Signore. Essendo anime completamente
 coscienti di Krsna, naturalmente
 irradiavano l'intenso splendore
 caratteristico dell'anima, indicato qui
 dall'espressione sva-ruca. Srila
 Sridhara Svami ha commentato inoltre
 che il termine brahma-putropaman,
 che significa "uguali ai figli di Brahma",
 indica che i nava-yogendra si
 trovavano al medesimo livello spirituale
 dei quattro illustri fratelli Kumara. Nel
 quarto Canto  spiegato che Maharaja
 Prthu ricevette i quattro Kumara con
 grande amore e rispetto, e qui il re Nimi
 riceve in modo simile i nove figli di Sri
 Rsabhadeva. Ricevere i grandi
 Vaisnava con amore e rispetto
 costituisce la normale etichetta spirituale
 per coloro che desiderano il progresso
 e la felicit nella vita. 



 VERSO 28 

 sri-videha uvaca 
 manye bhagavatah saksat 
 parsadan vo madhu-dvisah 
 visnor bhutani lokanam 
 pavanaya caranti hi 

 sri-videhah uvaca: il re Videha disse;
 manye: io considero; bhagavatah: del
 Signore Supremo; saksat: direttamente;
 parsadan: i compagni personali; vah:
 voi; madhu-dvisah: del nemico di
 Madhu; visnoh: di Sri Visnu; bhutani: i
 servitori; lokanam: di tutti i mondi;
 pavanaya: per la purificazione; caranti:
 si muovono; hi: certamente. 



 TRADUZIONE 

 Il re Videha disse: 
 "Penso che voi dobbiate essere compagni
 diretti di Dio, la Persona Suprema, che 
 famoso come nemico del demone Madhu. In
 verit, i puri devoti di Visnu viaggiano per
 tutto l'universo non per il proprio interesse
 personale ed egoistico, ma per purificare
 tutte le anime condizionate. 



 SPIEGAZIONE 

 Il re Nimi accoglie qui i grandi saggi glorificando
 le loro attivit trascendentali. E' risaputo che Dio,
 la Persona Suprema, trascende le tre influenze
 della natura materiale, come afferma la
 Bhagavad-gita (7.13): mam ebhyah param
 avyayam. Similmente, anche i Suoi puri devoti
 sono situati al livello della trascendenza. Ci si
 potrebbe domandare come mai esseri
 trascendentali come i compagni di Sri Visnu
 possano essere visti nel mondo materiale. Per
 questa ragione  affermato qui, pavanaya
 caranti hi: i compagni di Sri Visnu viaggiano
 per tutto l'universo al fine di richiamare in nome
 di Dio, la Persona Suprema, le anime cadute,
 condizionate. Talvolta  possibile vedere un
 rappresentante del governo che si muove
 all'interno di una prigione, il che non significa che
 il rappresentante del capo di un governo sia
 diventato un detenuto. Si deve capire che si
 trova all'interno della prigione per negoziare il
 possibile rilascio di quei prigionieri che hanno
 rettificato le loro tendenze criminali. Similmente, i
 devoti di Dio, la Persona Suprema, chiamati
 parivrajakacarya, viaggiano per tutto l'universo
 allo scopo di invitare tutti gli esseri a
 sottomettersi a Sri Krsna e a tornare a Dio,
 nella loro dimora originale, per vivere
 eternamente nella felicit e nella conoscenza. 
 Nel sesto Canto dello Srimad-Bhagavatam 
 stata descritta la misericordia dei compagni di
 Sri Visnu in connessione con la salvezza di
 Ajamila. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati
 Thakura ha commentato che i compagni di Sri
 Visnu sono misericordiosi quanto il Signore
 stesso. Sebbene gli ignoranti che vivono nella
 societ umana si dimostrino scarsamente
 interessati ad incontrare i servitori di Sri Visnu, i
 devoti del Signore, senza alcuna considerazione
 di falso prestigio, agiscono per liberare le anime
 condizionate dalla loro perpetua sfortuna. 



 VERSO 29 

 durlabho manuso deho 
 dehinam ksana-bhangurah 
 tatrapi durlabham manye 
 vaikuntha-priya-darsanam 

 durlabhah: difficile da raggiungere; manusah:
 umano; dehah: il corpo; dehinam: per gli esseri
 incarnati; ksana-bhangurah: che possono essere
 distrutti in qualsiasi momento; tatra: in quel
 corpo umano; api: sebbene; durlabham: pi
 difficile da ottenere; manye: io considero;
 vaikuntha-priya: di coloro che sono cari al
 Signore di Vaikuntha; darsanam: la visione. 



 TRADUZIONE 

 Per le anime condizionate il corpo umano 
 una cosa molto difficile da ottenere e pu
 essere perduto in ogni momento, ma io
 penso che perfino coloro che hanno ottenuto
 la vita umana ricevano raramente
 l'opportunit di godere della compagnia dei
 puri devoti che sono cos cari al Signore di
 Vaikuntha. 



 SPIEGAZIONE 

 Secondo Srila Sridhara Svami, il termine
 dehinam significa bahavo deha bhavanti
 yesam te: "Le anime condizionate, che assumono
 innumerevoli corpi materiali." Secondo alcuni
 pensatori ottimisti, l'essere vivente nella forma
 umana di vita non verr mai degradato a una
 forma inferiore, come quella di un animale o di
 una pianta. Nonostante questo bramoso
 desiderio, tuttavia,  un fatto che noi saremo
 elevati o degradati sulla base delle nostre attivit
 compiute, sotto il controllo delle leggi di Dio.
 Attualmente nella societ umana non esiste una
 comprensione chiara o precisa della natura della
 vita. Gli scienziati sciocchi hanno inventato
 terminologie e teorie estremamente sofisticate
 per confondere le persone innocenti e per far
 credere che la vita abbia origine a causa di
 reazioni chimiche. Sua Divina Grazia A.C.
 Bhaktivedanta Swami Prabhupada ha
 smascherato questo bluff nel suo libro "La vita
 viene dalla vita", nel quale precisa che gli
 scienziati, pur sostenendo che la vita 
 determinata da un'azione chimica, non sono mai
 riusciti a produrre neanche un insetto, nemmeno
 con illimitate quantit di sostanze chimiche. In
 realt, la vita e la coscienza sono sintomi
 dell'anima spirituale. 
 Nel libro "La vita viene dalla vita", Srila
 Prabhupada afferma: "Gli esseri viventi si
 muovono da una forma corporea all'altra. Le
 forme esistono gi. L'essere vivente non fa che
 trasferirsi, proprio come un uomo trasloca da un
 appartamento a un altro. Un appartamento sar
 pi lussuoso, un altro pi modesto, e un altro
 decisamente scadente. Supponiamo 
 che una persona traslochi da un appartamento
 scadente ad un appartamento lussuoso. La
 persona  sempre la stessa, ma ora, in relazione
 alle sue capacit di pagare, cio grazie al suo
 karma,  in grado di occupare un appartamento
 migliore. Vera evoluzione non significa sviluppo
 fisico, ma sviluppo di coscienza." All'interno di
 ogni specie di vita esiste la coscienza, e questa
 coscienza  il sintomo dell'essere vivente, che 
 energia superiore di Dio, la Persona Suprema.
 Senza comprendere questo punto essenziale
 della trasmigrazione dell'essere cosciente
 attraverso le 8.400.000 specie di vita, non 
 possibile comprendere l'espressione durlabho
 manuso dehah: "Il corpo umano  molto
 raramente raggiunto." 
 Oggi la gente viene defraudata di questa
 comprensione essenziale, e rimane
 completamente all'oscuro del pericolo di
 scivolare nuovamente nelle otto milioni di specie
 che sono situate al di sotto della specie umana. E'
 naturale che un essere umano pensi in termini di
 progresso. Noi vogliamo sentire che la nostra
 vita  diretta verso il progresso, sapere che
 stiamo avanzando e migliorando la qualit della
 nostra vita. E' dunque urgente che tutti siano
 informati del grande pericolo insito nel cattivo
 uso della preziosa vita umana, e possano
 conoscere la meravigliosa opportunit che la vita
 umana offre, quella di dedicarsi alla coscienza di
 Krsna. Come sulla terra le zone residenziali si
 dividono in quartieri di lusso, in quartieri modesti
 e in quartieri popolari, anche nell'universo
 esistono pianeti di prim'ordine, di secondo e di
 terz'ordine. Con la pratica dello yoga, oppure
 con l'esecuzione meticolosa dei rituali religiosi, ci
 si pu trasferire sui pianeti superiori di questo
 universo. D'altra parte, trascurando i princpi
 religiosi ci si degrader verso un pianeta
 inferiore. Il Signore Supremo, Krsna, tuttavia
 dichiara nella Bhagavad-gita (8.16),
 abrahma-bhuvanal lokah punar avartino
 'rjuna. La conclusione finale, dunque,  che ogni
 pianeta di questo universo materiale  una
 residenza inadatta e inappropriata, perch su
 ogni pianeta regnano i difetti principali, quello
 della vecchiaia e quello della morte. Il Signore ci
 assicura, comunque, che nella Sua dimora
 trascendentale, situata molto al di l del cosmo
 materiale, la vita  eterna, felice e assolutamente
 cosciente. Il mondo materiale  temporaneo,
 doloroso e infestato dall'ignoranza, mentre il
 mondo spirituale, chiamato Vaikuntha,  eterno,
 pieno di felicit e di perfetta conoscenza. 
 Il cervello umano, cos altamente evoluto,  un
 dono offerto da Dio affinch noi possiamo usare
 la nostra intelligenza per distinguere ci che 
 eterno da ci che  temporaneo. Come insegna
 la Bhagavad-gita (2.16): 

 nasato vidyate bhavo 
 nabhavo vidyate satah 
 ubhayor api drsto 'ntas 
 tv anayos tattva-darsibhih 

 "Coloro che vedono la verit hanno dedotto
 l'eternit del reale (l'anima) e la temporaneit
 dell'illusorio (il corpo materiale) dallo studio delle
 loro rispettive nature." 
 Coloro che considerano il Signore Supremo e la
 Sua dimora il fine supremo della vita sono
 chiamati vaikuntha-priya. Qui il re Nimi
 afferma che ottenere la compagnia personale di
 questi saggi trascendentalisti rappresenta
 certamente la perfezione della vita umana. A
 questo proposito Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati
 ci suggerisce di considerare il verso seguente: 

 nr-deham adyam su-labham su-durlabham 
 plavam su-kalpam guru-karnadharam 
 mayanukulena nabhasvateritam 
 puman bhavabdhim na taret sa atma-ha 

 "[Il Signore Supremo disse:] Il migliore tra tutti i
 corpi, il corpo umano,  un beneficio che si
 ottiene raramente, e pu essere paragonato a un
 vascello. Il guru di questa imbarcazione  un
 capitano esperto. Io ho inviato i venti favorevoli
 (i Veda), offrendo cos ogni facilitazione per
 attraversare l'oceano dell'esistenza materiale.
 Ogni essere umano che pur avendo ottenuto
 queste meravigliose opportunit, non attraversa
 l'oceano materiale, dev'essere considerato un
 suicida." (S.B. 11.20.17) 
 Secondo Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, gli
 eterni servitori del Signore Supremo, guidati da
 intensi sentimenti di misericordia, discendono nel
 mondo materiale come Vaisnava per liberare le
 anime condizionate che sono legate dai frutti
 della loro attivit mondana. Questi Vaisnava
 distribuiscono la loro misericordia anche a coloro
 che si affannano a cercare l'Assoluto
 impersonale. Sri Narada Muni ha affermato che
 senza l'amore estatico per Dio, questa faticosa
 contemplazione impersonale dell'Assoluto 
 certamente dolorosa (naiskarmyam apy
 acyuta-bhava-varjitam), e a maggior ragione lo
 saranno gli innumerevoli problemi della comune
 vita materiale grossolana. Sappiamo per
 esperienza personale che nei Paesi occidentali la
 maggior parte delle persone lavora molto
 duramente per arricchirsi, elaborando sogni
 immaginari di gratificazione dei sensi. Altri,
 frustrati dalla vita materiale ordinaria, cercano di
 negare la loro esistenza personale e di fondersi
 nell'esistenza di Dio mediante il loro presunto
 yoga della meditazione. Entrambe queste
 categorie di infelici ricevono la misericordia del
 Movimento per la Coscienza di Krsna, e
 mettono da parte i sogni di gratificazione e le loro
 ardue speculazioni impersonali. Imparano cos a
 cantare i santi nomi di Dio, danzano in estasi,
 banchettano con il santo cibo offerto al Signore,
 e si sentono ravvivati dal contatto con la
 conoscenza trascendentale enunciata dal Signore
 stesso nella Bhagavad-gita. Come insegna il
 Signore nella Bhagavad-gita (9.2): susukham
 kartum avyayam. Il vero metodo della 
 libert spirituale  gioioso, e non ha nulla a
 che vedere n con le attivit interessate
 che mirano alla gratificazione dei sensi n
 con l'arida speculazione impersonale. Un
 numero di persone sempre maggiore si
 avvicina al metodo della coscienza di
 Krsna, diventa felice, e distribuisce
 volentieri la misericordia di Krsna agli
 altri. Cos il mondo intero, ravvivato e
 ispirato dal Movimento per la Coscienza
 di Krsna, che  la dimostrazione pratica
 della misericordia dei Vaisnava, sar
 pieno di entusiasmo. 
 (Continua nel prossimo numero)















SRILA PRABHUPADA 
LILAMRTA

La Biografia di un Santo del XX Secolo

di Satsvarupa dasa Gosvami



Prosegue la pubblicazione integrale della biografia di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, cos com' presentata nel volume intitolato Srila Prabhupada Lilamrita. 



Nona puntata

Nell'ottobre del 1932 Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati guid un gruppo di centinaia di discepoli e pellegrini in un parikrama di un mese intorno ai luoghi sacri di Vrindavana. I residenti di Vrindavana e i visitatori compirono il parikrama seguendo il vecchio e arido letto del fiume Yamuna, girando attorno all'area di Vrindavana, e soffermandosi nei luoghi dove Krishna aveva compiuto i Suoi divertimenti, quando aveva percorso la terra di Vrindavana cinquemila anni prima. 
Abhay avrebbe voluto partecipare al parikrama di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, ma non aveva potuto a causa del suo lavoro. Nondimeno, il ventesimo giorno del pellegrinaggio part da Allahabad con l'intento di rivedere Bhaktisiddhanta Sarasvati e sperando di unirsi almeno per un giorno al parikrama raggiungendo i pellegrini a Kosi, appena fuori dalla citt (Vrindavana).
Il parikrama che Bhaktisiddhanta Sarasvati aveva organizzato era uno dei pi grandi che si fossero mai visti a Vrindavana. Richiamando cos un gran numero di persone, Srila Bhaktisiddhanta si stava servendo del parikrama come di un metodo di predica su vasta scala. 
Fin dall'inizio del 1918, anno in cui egli aveva iniziato la sua opera missionaria, il suo particolare contributo era stato l'importanza attribuita alla predica. 
Precedentemente al suo avvento, i vaisnava avevano generalmente evitato i luoghi popolati, compiendo la loro adorazione in luoghi santi e isolati come Vrindavana. Anche quando essi avevano viaggiato per predicare, l'avevano fatto nel modo semplice dei mendicanti che avevano rinunciato a tutto. 
I Gosvami, seguaci contemporanei di Sri Caitanya, erano vissuti a Vrindavana sotto gli alberi; una notte sotto un albero e la notte successiva sotto un altro. 
Srila Bhaktisiddhanta, il cui obiettivo era quello di allargare la predica al mondo intero, sapeva che la rinuncia dei Gosvami non era possibile per gli Occidentali, perci voleva 
introdurre l'idea che i devoti potevano vivere anche in un grosso palazzo adibito a tempio. Aveva accettato una grande donazione da un ricco mercante vaisnava, e nel 1930 aveva costruito un grande tempio marmoreo nel quartiere Baghbazar di Calcutta.
Nel medesimo anno si era spostato con molti seguaci dal piccolo quartiere affittato di Ultadanga al nuovo, imponente quartier generale. Srila Bhaktisiddhanta stava dimostrando che un devoto, bench non spendesse nemmeno un centesimo per la sua gratificazione dei sensi, poteva spendere milioni di rupie per il servizio offerto a Krishna. 
Mentre, precedentemente i vaisnava non avevano avuto niente in comune con le invenzioni meccanizzate introdotte dagli Inglesi, Srila Bhaktisiddhanta, sull'autorit delle Scritture, stava mettendo in evidenza una comprensione pi elevata. 
Era Rupa Gosvami, il discepolo di Sri Caitanya, che aveva scritto: "Una persona  perfettamente distaccata dai legami con il mondo materiale non quando abbandona ogni cosa, ma quando usa ogni cosa per il servizio di Krishna, Dio, la Persona Suprema. 
Dev'essere chiaro che questa  la perfetta rinuncia nello yoga". Se ogni cosa  un'energia di Dio, perch dovremmo abbandonare ogni cosa? Se Dio  buono, anche la Sua energia  buona; le cose materiali non devono essere usate per il proprio piacere dei sensi, ma esse possono essere e devono essere usate per il servizio di Krishna. Per questa ragione Srila Bhaktisiddhanta voleva usare le pi moderne macchine da stampa. Voleva invitare la gente di tutto il mondo ad ascoltare la krishnakatha in templi costruiti con sfarzo, e anche i devoti non avrebbero dovuto esitare a viaggiare sui migliori mezzi di trasporto, a indossare vesti di seta, o a vivere nell'opulenza materiale. 
Fu in questo spirito che Srila Bhaktisiddhanta fece costruire l'edificio di Baghbazar, dove esib una mostra teistica, una serie di diorami costituiti da bambole di argilla elegantemente rifinite, dipinte e vestite. Tali bambole sono una forma d'arte tradizionale del Bengala, ma un allestimento di circa un centinaio di tali elaborate esibizioni, che illustravano la filosofia vaisnava e i divertimenti di Sri Krishna, non si era mai visto prima. 
L'esibizione teistica produsse un effetto sensazionale e, a migliaia, le persone si recavano a visitarla. 
Nello stesso anno Srila Bhaktisiddhanta aveva portato circa quaranta discepoli in parikrama per tutta l'India, un viaggio caratterizzato da molte lezioni pubbliche e da incontri di Srila Bhaktisiddhanta con uomini importanti. 
Con l'anno 1932 egli pot disporre di tre differenti stamperie in differenti parti dell'India e stampava sei giornali in vari dialetti indiani. 
A Calcutta un uomo politico chiese a Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati come gli fosse stato possibile stampare il suo Nadiya Prakasa in forma di quotidiano. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati rispose che non era una cosa sorprendente, se si considera che nella sola Calcutta si pubblicava circa una mezza dozzina di quotidiani ordinari, bench Calcutta fosse soltanto una tra le citt dell'India, l'India fosse una nazione tra molte nazioni sulla Terra, la Terra fosse soltanto un insignificante pianeta tra tutti gli altri pianeti dell'universo, questo universo fosse uno soltanto tra i numerosi universi, tanto da poter essere paragonato a un seme di mostarda in un grosso sacco di semi di mostarda, e dato che l'intera creazione materiale costituiva soltanto una piccola frazione della creazione di Dio. 
Il Nadiya Prakasa non stampava le notizie di Calcutta sulla Terra, ma notizie del cielo spirituale illimitato, che  pi grande di tutti i mondi materiali considerati complessivamente. 
Perci, se i quotidiani di Calcutta potevano diffondere notizie limitate alla Terra, allora non era un grande prodigio che il Nadiya Prakasa apparisse giornalmente. In effetti, un 
giornale con le notizie riguardanti il mondo spirituale poteva essere stampato in ogni momento, senza che si verificasse una mancanza di lettori interessati all'argomento. 
The Harmonist, una pubblicazione in lingua inglese di Srila Bhaktisiddhanta, dava notizia del parikrama del 1932 a Vrindavana. 



PARIKRAMA DI SRI BRAJA MANDALA

Sua Divina Grazia Paramahamsa Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami Maharaja, il capo spirituale della comunit MadhvaGaudiya Vaisnava, seguendo l'esempio di Sri Caitanya Mahaprabhu, esorta alla cooperazione tutte le persone di ogni nazionalit indipendentemente dalla casta, dal credo, dal colore, dall'et e dal sesso  invitandole alla funzione devozionale di girare attorno alla santa sfera di Braja sulle orme del Signore Sri Krishna Caitanya, il quale, durante l'inverno del 1514 A.D. esib il lila che consiste nel circumambulare l'intero perimetro di Sri Braja Mandal. 
Quando, attraverso i membri della Gaudiya Math di Allahabad, Abhay venne a sapere del parikrama, si trovava nel pieno dei suoi impegni relativi alla gestione della farmacia Prayag e stava viaggiando per assicurarsi nuovi crediti. Aveva per calcolato di potersi unire al gruppo almeno per due o tre giorni, e aveva fissato la sua mente sul pensiero di poter rivedere Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati. 
Srila Prabhupada: Al tempo del parikrama non ero ancora stato iniziato, ma provavo una grande ammirazione per tutti i membri della Gaudiya Math. Essi erano molto gentili con me; pensavo: "Che cosa stanno facendo con questo parikrama? Voglio andare anch'io". Fu cos che li incontrai a Kosi. 
Gli spostamenti del gruppo del parikrama si svolgevano con una efficiente organizzazione. Un gruppo partiva in anticipo, portando l'occorrente per il riposo e le tende, e proseguiva fino alla localit che doveva essere raggiunta il giorno successivo; l veniva sistemato l'accampamento e installata la cucina. Nel frattempo, la parte pi numerosa del gruppo, che trasportava la Divinit di Sri Caitanya Mahaprabhu ed era accompagnata da cantori di kirtana, visitava i luoghi dei divertimenti di Krishna e la sera arrivava all'accampamento. 
L'accampamento, disposto a semicerchio, era diviso in settori. Ai pellegrini era assegnato un settore particolare per la notte. Nel centro era sistemata la residenza di Srila Bhaktisiddhanta e della Divinit di Sri Caitanya, molto vicino alle tende dei sannyasi. Vi erano accampamenti separati per uomini e donne  le coppie sposate non stavano insieme. Vi era anche un corpo volontario di guardie che vegliava tutta la notte perlustrando la zona. Di notte l'accampamento, con le sue centinaia di tende, con le luci a gas e i fuochi, sembrava una piccola citt e la gente del luogo veniva a vedere, stupita per l'organizzazione. La sera tutti si riunivano per ascoltare un discorso di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati. 
I pellegrini si alzavano presto ogni mattina per cantare Hare Krishna tutti insieme. Poi, trasportando la Divinit di Sri Caitanya, tutti avanzavano in processione  gruppi di kirtana, squadra di controllo, guida dei cavalli, portatori di stendardi, e tutti i pellegrini. Viaggiavano cos fino ai luoghi santi: il luogo di nascita di Sri Krishna, il luogo dove Krishna uccise Kamsa, il tempio di Adikesava, il Radhakunda, il Syamakunda e molti altri.
Il massiccio pellegrinaggio di Srila Bhaktisiddhanta si stava svolgendo con grande successo, quando il gruppo si trov a dover affrontare una grande opposizione. I proprietari dei templi locali a Vrindavana si opposero a Srila Bhaktisiddhanta che concedeva il sacro filo brahminico a devoti non nati in famiglie di brahmana. Con le sue lezioni e i suoi scritti Srila Bhaktisiddhanta aveva ripetutamente dimostrato, sulla base delle Scritture Vediche, che non si  brahmana per nascita, ma per qualit. Aveva spesso citato un verso dell'Haribhaktivilasa di Sanatana Gosvami dove  affermato che come un metallo vile pu diventare oro se  mescolato con il mercurio, cos un uomo ordinario pu diventare un brahmana, se  iniziato da un maestro spirituale autentico. Egli citava spesso anche un verso dello SrimadBhagavatam nel quale il grande saggio Narada dice al re Yudhisthira che se una persona  nata in una famiglia di sudra, ma agisce come brahmana, deve essere considerata brahmana, mentre una persona nata in una famiglia di brahmana che si comporti come sudra, deve essere considerata sudra. Poich il metodo principale per avanzare spiritualmente nel kaliyuga  il canto del Santo Nome di Dio, ogni persona che canti Hare Krishna deve essere considerata una persona santa.
Quando i pandita del luogo avvicinarono Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati per discutere, contestarono la sua indulgenza nel dare l'iniziazione e nel concedere il filo brahminico e la veste di sannyasa a persone di bassa casta. A causa dell'erudizione di Bhaktisiddhanta, e alla sua energica presentazione, i pandita sembrarono soddisfatti dell'esito della discussione, ma quando il gruppo del parikrama giunse ai sette templi principali di Vrindavana, che erano stati eretti dai seguaci immediati di Sri Caitanya, trov le porte chiuse. I custodi di Vrindavana chiusero le loro botteghe e alcuni arrivarono al punto di lanciare pietre al passaggio dei pellegrini. Tuttavia, nonostante l'animosit, il gruppo del parikrama guidato da Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, continu la marcia con spirito elevato, e il 28 di ottobre giunse a Kosi, il luogo del tesoro del padre di Krishna, il re Nanda. 
Partito in treno da Allahabad, Abhay arriv a Mathura e raggiunse Kosi sul ricksha. La campagna era piena di fascino per Abhay; invece delle industrie e dei grandi fabbricati, invece delle strade lastricate sulle quali viaggiava, vi erano soltanto il polverone e soffici sentieri sabbiosi. Come vaisnava, Abhay provava sensazioni che un uomo ordinario non avrebbe provato. Di quando in quando vedeva un pavone sui campi, e le sue esotiche piume gli rivelavano le glorie di Vrindavana e di Krishna. Anche un nondevoto, tuttavia, poteva apprezzare la grande variet di uccelli, i loro gridi che attiravano l'attenzione e i canti che riempivano l'aria. Occasionalmente un albero si riempiva di passerotti e del loro pazzo cinguettio. Essi facevano il loro insistente clamore crepuscolare prima del riposo notturno. Anche una persona inconsapevole del particolare significato di Vrindavana, poteva sentire la mente sollevata a contatto con questo semplice paesaggio agreste, dove la gente alimenta il fuoco con lo sterco di mucca e la sera cuoce il pasto all'aperto; cos i fuochi aggiungono ricchi, naturali profumi a quella indefinibile mescolanza di aromi che proviene dalla terra. Si possono vedere antichi, nodosi alberi e colorate distese di fiori  cespugli di brillanti camelie viola, alberi fioriti di bianche corolle di parijata, e grossi e gialli fiori kadamba che raramente si vedono fuori di Vrindavana. 
Sulla strada vi era il traffico animato dei tanga trascinati da cavalli. Il mese di Karttika, ottobrenovembre,  una delle stagioni dell'anno che attira molti pellegrini a Vrindavana. I tanga a un cavallo trasportavano intere famiglie, alcune provenienti da localit distanti centinaia di miglia. Grandi compagnie di pellegrini, raggruppati per villaggio, camminavano insieme, le donne nei loro luminosi sari colorati; uomini e donne dalla pelle scura, talvolta intonavano bhajana, trasportando le poche cose che possedevano mentre si dirigevano verso la citt dei mille e mille templi. Vi erano uomini d'affari, come Abhay, vestiti in modo pi formale, venuti dalla citt forse per trascorrervi il fine settimana. La maggior parte di loro sembrava che avesse una qualche motivazione religiosa  vedere Krishna nel tempio, bagnarsi nel sacro fiume Yamuna, visitare luoghi dove Krishna aveva compiuto i Suoi divertimenti, come quello di sollevare la collina Govardhana, l'uccisione del demone Kesi o la danza con le gopi, nella sera. Abhay era sensibile all'atmosfera di Vrindavana, e notava l'attivit lungo la strada, ma pi di ogni altra cosa pregustava il compimento del suo viaggio  il suo nuovo incontro dopo una lunga separazione con la santa persona il cui ricordo era rimasto intatto nel suo cuore: Bhaktisiddhanta Sarasvati che gli aveva parlato a Calcutta e lo aveva convinto ad accettare la missione di Sri Caitanya, quella di diffondere la coscienza di Krishna. Abhay voleva incontrarlo di nuovo, e questo proposito occupava in modo esclusivo la sua mente. 
Dopo che ebbe raggiunto l'accampamento illuminato dalle lanterne e si fu informato presso l'apposito ufficio, ricevette il permesso di unirsi al villaggio del parikrama. Gli fu assegnata una tenda per uomini grihastha e gli fu offerto il prasadam. Le persone erano amichevoli ed entusiaste e Abhay parl delle sue attivit con i componenti del Math di Calcutta e di Allahabad. Poi ci fu una riunione  un sannyasi stava facendo un annuncio. Quella sera, egli disse, era stata programmata una visita al vicino tempio per vedere le Divinit di Sesasayi Visnu. Alcuni pellegrini applaudirono: "Haribol, Hare Krishna!". Il sannyasi annunci anche che Sua Divina Grazia Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura avrebbe parlato quella sera per l'ultima volta, e il giorno dopo avrebbe lasciato il gruppo del parikrama. Cos vi era la possibilit di unirsi al parikrama oppure di rimanere per la lezione.
Srila Prabhupada: Io li incontrai a Kosi, e Kesava Maharaja stava informandoci che Srila Bhaktisiddhanta aveva intenzione di partire la mattina dopo per Mathura, e avrebbe parlato dell'harikatha quella sera. Chi lo desiderava, poteva restare. Altrimenti c'era l'opportunit di visitare Sesasayi Visnu. In quel momento pensai che solo dieci o dodici uomini sarebbero rimasti  Sridhara Maharaja era uno di quelli. Il mio pensiero fu questo: "Che cosa potr vedere a Sesasayi? Voglio ascoltare Srila Bhaktisiddhanta che parla. Voglio sentire che cosa dice."
Quando Abhay arriv, Srila Bhaktisiddhanta stava gi parlando. Sedeva con la schiena eretta, uno scialle attorno alle spalle, e non parlava come un oratore di professione che d una rappresentazione programmata, ma si rivolgeva al piccolo gruppo di persone riunite nella sua stanza. Finalmente Abhay era di nuovo in sua presenza. Abhay era stupito di vederlo e di ascoltarlo, questa eccezionale anima che possedeva la krishnakatha, che parlava ininterrottamente di Krishna nel suo intimo, a voce bassa, in estatiche e profonde conoscenze. Abhay seduto ascoltava con rapita attenzione. 
Bhaktisiddhanta aveva parlato regolarmente di sambandha, di abhidheya e prayojana. Sambandha  il livello di servizio devozionale nel quale la comprensione di Dio  risvegliata, abhidheya  il livello in cui si offre il servizio d'amore al Signore, e prayojana  la meta suprema, il puro amore per Dio. Egli rivel che le sue spiegazioni erano l'esatta ricapitolazione di ci che originariamente era stato affermato da Krishna, e poi era passato attraverso la linea di successione dei discepoli. La particolare espressione linguistica di Bhaktisiddhanta Sarasvati, per la maggior parte bengali, ma talvolta inglese, arricchita da frequenti citazioni sanscrite tratte dagli sastra, denotava una profonda cultura. "E' Krishna", disse Bhaktisiddhanta Sarasvati, "il solo Supremo Signore dell'intero universo, e al di l di quello, il Signore di Vaikuntha, la regione trascendentale. Data la Sua posizione, nessun ostacolo pu opporsi al Suo piacere". 
Pass un'ora, due ore... il gruppo riunito nella stanza di Srila Bhaktisiddhanta, gi piccolo, si era assottigliato. Alcuni sannyasi scusandosi si allontanarono per attendere ai doveri relativi all'accampamento. Solo qualche leader molto intimo rimase. Abhay era il solo estraneo. Naturalmente egli era un devoto, non un estraneo. Tuttavia non era un sannyasi, non aveva alcun dovere da svolgere, non era ancora iniziato e non viaggiava con il parikrama, al quale si era unito soltanto per un giorno  in tal senso era un estraneo. La filosofia di cui Srila Bhaktisiddhanta stava parlando era per democraticamente aperta a chiunque avesse un desiderio ardente di ascoltare. E questo Abhay lo stava facendo. 
Egli ascoltava con meraviglia. Talvolta accadde che non avesse capito qualcosa, ma continuava ad ascoltare intensamente, in modo sottomesso, e la sua intelligenza beveva le sue parole. Sent Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati rivelargli la diretta visione del mondo spirituale, cos come una persona rivela qualcosa aprendo una porta o sollevando una cortina. Stava rivelandogli la realt, e questa realt era il servizio d'amore ai piedi di loto di RadhaKrishna, Dio, la Persona Sovrana, supremamente degna di essere adorata. Con quale maestria parlava! Con quale estrema convinzione e audacia!
Fu con tale timore reverenziale che Abhay ascolt, assorto in concentrata attenzione. Naturalmente tutti i vaisnava consideravano Krishna il loro Signore degno di adorazione, ma in quale modo decisivo e con quale solida logica la fede dei vaisnava era sostenuta da quel grande maestro! Dopo alcune ore, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati cess di parlare. 
Abhay sent di essere pronto ad ascoltare sempre, senza interruzione, eppure non aveva dubbi imbarazzanti o quesiti da avanzare. Egli voleva solo ascoltare di pi. Mentre Srila Bhaktisiddhanta usciva, Abhay si inchin, offr i suoi omaggi e poi lasci l'intima cerchia dei sannyasi nelle loro tende allineate, e raggiunse le tende del settore esterno con la mente assorta nelle parole del suo maestro spirituale. Ora la loro relazione sembrava pi tangibile. Ancora custodiva gelosamente l'impressione che Srila Bhaktisiddhanta originariamente aveva lasciato in lui, quando gli aveva parlato sulla terrazza di Calcutta, ma quella sera l'impressione singolare che lo aveva sostenuto per anni ad Allahabad si era arricchita e riempita di nuova vita. Il suo maestro spirituale e l'impressione delle sue parole erano altrettanto reali delle stelle nel cielo e della luna che brilla su Vrindavana. L'impressione che provava ascoltando le parole di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati lo riempiva della sua realt e tutte le altre realt prendevano forma attorno all'assoluta realt di Srila Gurudeva, come tutti i pianeti girano attorno al sole. 
Il mattino successivo Abhay si alz un'ora prima dell'alba, fece il bagno e cant i mantra in compagnia degli altri. Un po' pi tardi, nella mattinata, l'alta, maestosa figura di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, vestito in semplici abiti color zafferano, entr sul sedile posteriore di un'automobile e si allontan dall'accampamento. Pensieroso e grave, guard indietro e salut accettando gli amorosi gesti di commiato dei suoi seguaci. Abhay era tra quelli. 
(Continua sul prossimo numero)















Maestri in Cucina



Le minestre

di Kurma dasa

Sapori speziati, agri o vellutati per portare in
tavola calde miscele di verdure e di legami.



Karhi
Minestra gujarati allo yogurt

Il karhi  un piatto tradizionale diffuso in tutta l'India che varia lievemente da regione a regione. Ci che non cambia mai  la sua cremosit arricchita dal particolare sapore agro dello yogurt. Viene servito al centro di una montagna di riso fumante a pranzo o a cena. 

Preparazione: 5 minuti
Cottura: 20 minuti

Ingredienti per 56 persone:
3 cucchiai di farina di ceci setacciata
2 tazze (500 ml) di acqua
1 tazza e 1/2 (375 ml) di yogurt
1/2 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di ghi o di olio
1 cucchiaino di semi di mostarda nera
2 peperoncini verdi piccanti sminuzzati
1 cucchiaino di zenzero fresco sminuzzato
810 foglie di curry (possibilmente fresche)
1 cucchiaino di semi di fieno greco
1/4 di cucchiaino di assafetida gialla in polvere
1 cucchiaino di coriandolo fresco tritato

1. Trasferite la farina di ceci setacciata e 1/4 di tazza di acqua in una piccola terrina e rendetela omogenea facendo uso di una frusta. Aggiungete l'acqua rimanente e continuate a sbattere con la frusta incorporando delicatamente lo yogurt, la curcuma e il sale. 
2. Versate il composto in una casseruola pesante da 4 l e portate ad ebollizione a fuoco moderato, mescolando continuamente. Abbassate la fiamma e fate cuocere per 10 minuti mescolando spesso. 
3. Riscaldate il ghi o l'olio a fuoco moderato in un padellino e fate soffriggere i semi di mostarda fino a quando inizieranno a scoppiettare. Aggiungete il peperoncino, lo zenzero e le foglie di curry. Quando le foglie di curry avranno preso colore, aggiungete i semi di fieno greco e continuate a far soffriggere finch non avranno preso colore. Aggiungete l'assafetida, mescolate e versate il composto nel karhi bollente. 
Rimescolate bene e togliete dal fuoco. Servite caldo e guarnite con foglie di coriandolo fresche. 







Sambar
Minestra indiana agropiccante

Questa minestra indiana  tradizionalmente molto piccante. Baster ridurre la quantit di peperoncino rosso per ottenere una versione pi adatta a un palato delicato e poco avvezzo ai sapori forti. 
Il delizioso sapore agropiccante del sambar pu venire intensificato dall'aggiunta di verdure a vostra scelta. 

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 1 ora

Ingredienti per 5 persone:
1 tazza di toor dal spezzato (lenticchie di color crema) 
6 tazze (1,5 l) di acqua 
1/2 cucchiaino di curcuma 
3 cucchiaini di burro 
1 cucchiaio di concentrato di tamarindo
1/2 tazza di noce di cocco fresca o essiccata grattugiata 
1/2 cucchiaino di peperoncino rosso 
2 cucchiai di zucchero integrale
1/2 tazza (125 ml) di acqua per la preparazione della crema al cocco 
2 cucchiai di ghi o di olio
1 cucchiaino di semi di mostarda
2 cucchiaini di peperoncino verde piccante privato dei semi e sminuzzato 
1/4 di cucchiaino di semi di fieno greco
1/4 di cucchiaino di assafetida gialla in polvere 

1. Mettete il toor dal a bagno in 4 tazze di acqua bollente per tre ore. Scolate. 
2. Fate bollire a fuoco vivo il dal nell'acqua alla quale avrete aggiunto curcuma e burro in una casseruola da 4 l. Placate la fiamma e fate cuocere per un'ora fino a completa cottura delle lenticchie. Poi, con l'aiuto di una frusta, sbattete la minestra fino a quando non sar diventata cremosa. 
3. Mescolate la polpa di tamarindo con qualche cucchiaio di acqua calda fino a farla diventare una pasta. 
4. Frullate la noce di cocco grattugiata, il peperoncino rosso e lo zucchero con mezza tazza di acqua fino ad ottenere una crema. Versate il composto nel dal bollente aggiungetevi la pasta di tamarindo. Mescolate. 
5. In un padellino riscaldate a fuoco vivo il ghi o l'olio. Fate soffriggere nel ghi bollente i semi di mostarda fino a farli scoppiettare. Aggiungete il peperoncino verde e i semi di fieno greco. 
Quando questi ultimi avranno preso colore unite le foglie di curry, l'assafetida e il sambar masala. Rosolate velocemente e aggiungete il composto al dal bollente. Togliete dal fuoco, aggiungete il sale e guarnite con prezzemolo o coriandolo tritato. Servite bollente. 







Crema di asparagi

La crema di asparagi  una vera e propria delicatezza tra le ricette di classe. Ha un gradevole aspetto e con il suo gusto singolare e ricercato si presta a guarnire ed accompagnare piatti eleganti e ricercati. 

Preparazione e cottura: 3040 minuti

Ingredienti per 56 persone:
500 g di asparagi freschi
6 tazze (1,5 l) di brodo vegetale
1/4 di cucchiaino di assafetida gialla in polvere
1 costa di sedano tritata finemente
45 g di burro
2 cucchiai di farina bianca
1/2 tazza di panna
1/4 di cucchiaino di pepe nero macinato fresco
1/4 di cucchiaino di paprika dolce

1. Lavate bene gli asparagi e sistemateli in un mazzo con le punte alla pari che poi taglierete. Mettete le punte in una terrina e i gambi in un altra terrina dopo averli tagliati a pezzi. 
2. Fate bollire in una casseruola da 4 l una tazza (250 ml) di acqua o di brodo vegetale con 1/4 del sale e le punte degli asparagi. Fate cuocere a fuoco lento per 45 minuti finch le punte non saranno tenere. Toglietele dalla casseruola e trasferitele in una terrina, lasciando l'acqua di cottura nella casseruola. 
3. Mettete i gambi tagliati, l'assafetida e il sedano nella stessa casseruola, coprite e fate cuocere a fuoco lento per 1520 minuti finch i gambi non saranno teneri. 
4. Togliete la casseruola dal fuoco e versatene il contenuto in un colino. Mettete da parte il liquido di cottura ottenuto e schiacciate i gambi nel colino. Collocate la purea ottenuta in una terrina e scartate i residui rimasti nel colino. 
5. Sciogliete il burro in una casseruola a fuoco moderato. Aggiungete la farina e molto lentamente il liquido di cottura degli asparagi tenuto da parte. Rimescolate finch il composto non diventer denso. Aggiungete la purea di asparagi, il sale rimasto, il pepe e le punte degli asparagi. Continuate a mescolare fino a riportare il composto a ebollizione. Dividete la crema di asparagi in singole porzioni che cospargerete con un po' di paprika.















I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA

Nessuno, nemmeno Darwin, pu essere indipendente

Continuiamo il dialogo che si svolse a Perth, Australia, il 9 Maggio 1975 tra Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e Carol Cameron, allora laureanda in antropologia. 



Carol: Sua Divina Grazia, per conoscere Dio, pu essere di aiuto l'intelletto? 
Srila Prabhupada: S. Senza il necessario intelletto non si  migliori degli animali. Gli animali non hanno intelletto per comprendere Dio ma gli esseri umani lo hanno. Questa  la differenza tra animali e esseri umani. Altrimenti, per ci che riguarda le necessit materiali  come mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi - sia gli esseri umani che gli animali dormono, godono del sesso e, quando hanno paura, si organizzano per difendersi. Quindi, l'accesso alle necessit materiali di vita,  uguale sia negli animali che negli esseri umani. 
Ma l'essere umano ha un intelletto speciale, pi sviluppato di quello degli animali. Pu comprendere chi , chi  Dio, che cos' questa manifestazione cosmica, qual  lo scopo della vita e come dovremmo condurre le nostre vite. Questa  la prerogativa dell'essere umano. Gli animali non hanno tale prerogativa. 
Se noi non utilizziamo queste agevolazioni intellettuali, rimarremo animali, non faremo alcun avanzamento spirituale. Al momento, stiamo soltanto cercando di migliorare il nostro accesso alle necessit materiali di vita: mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. Noi pensiamo a questo modo: "Il cane mangia per terra. Se noi mangiamo su un tavolo, usando delle sedie e dei bei piatti, allora  civilt del progresso". 
Questo  il nostro modo di pensare. Il cane dorme fuori, ma se noi dormiamo in un appartamento molto bello, lussuosamente decorato, lo consideriamo progresso. I cani hanno rapporti sessuali per strada, senza pudore  e stiamo arrivando anche noi a questo livello  ma per il momento, se abbiamo relazioni sessuali in un appartamento, in nome dell'amore e cos via, lo consideriamo progresso. Il cane si difende coi denti e con le unghie e noi ci difendiamo con le bombe nucleari; perci siamo progrediti. 
Ma abbiamo dimenticato che l'essere umano ha questo intelletto speciale per comprendere Dio. Noi non perseguiamo questa comprensione. Per esempio, tu stai per laurearti in antropologia, vero? 
Carol: S.
Srila Prabhupada: Dov' Dio in questo? 
Carol: Lo faccio solo per vivere. L'altro lato di me  qualcos'altro. 
Srila Prabhupada: No. Intendo dire che l'antropologia  un vasto dipartimento scientifico. Dove si trova in quest'ambito la comprensione di Dio? 
Carol: Giusto. Infatti trovo difficile conciliare l'amore per Dio con questi studi di antropologia. 
Srila Prabhupada: Perch allora sprechi il tuo tempo speculando sull'antropologia? 
Carol: Hmm. 
Srila Prabhupada: Se non riesci a conciliare te stessa con l'antropologia, perch sprechi il tuo tempo? Antropologia  una scienza falsa. Non ha alcun significato. 
Carol: Sto aspettando di essere guidata in qualcosa di buono. 
Srila Prabhupada: L'intera teoria di Darwin  falsa. Non ha basi solide. Darwin stesso ammette che si tratta solo di una teoria. Teoria non  scienza. 
Posso proporre una qualche teoria: "E' cos". Ma non  una scienza. Scienza significa osservazione e prove sperimentali. Questa  scienza. Tu osservi come funzionano le regole e quando le porti ad avvalorare in pratica i tuoi esperimenti, allora  scienza. Se teorizzi soltanto, allora non  scienza. E' speculazione mentale. Non c' alcun beneficio. 
Puoi speculare costruendo un castello nell'aria. Non  una gran bella cosa. 
Dovresti presentare qualcosa che dar beneficio alla gente, qualcosa di pratico. Questa  scienza. 
Carol: Pensi che sia possibile per la gente vivere in una, chiamiamola cos, struttura educativa? 
Srila Prabhupada: Se l'istruzione non  per il beneficio delle persone, che valore ha? Non  una buona istruzione. 
Istruzione significa qualcosa che porta beneficio alle masse. Questa  educazione. Illuminare la gente per migliorare. La teoria di Darwin  completamente falsa, ma le persone le attribuiscono una grande importanza. 
Prima di tutto, nessuno, nemmeno Darwin, pu essere indipendente. 
Darwin, per esempio,  morto, quindi era soggetto al controllo di qualcosa di superiore. Nessuno vuole morire ma  obbligato a farlo. Non  cos? Allora dov' la sua indipendenza? 
Carol: Quella  l'illusione.

Srila Prabhupada: S. Quindi se tu vivi soltanto nell'illusione, allora dov' la tua istruzione? Se rimani nelle tenebre, allora dov' la tua educazione? Illusione significa tenebre. Quindi se sei nelle tenebre ora, dov' la tua istruzione? E dov' la tua filosofia? 
Carol: Il solo modo di rimuovere queste tenebre  attraverso l'amore. E' questo che stai dicendo? 
Srila Prabhupada: L'amore  molto lontano. Innanzitutto, istruisciti. 
Carol: Come? In che modo? 
Srila Prabhupada: Istruzione significa giusta conoscenza. Giusta conoscenza. Per esempio, tutti vogliono vivere, nessuno vuole morire. Quindi la domanda dovrebbe essere: "Non desidero morire. Perch sono forzata a morire? Cos' quella forza, qual  la natura di quella forza?". D'altra parte, se mi rassegno dicendo soltanto: "S, esiste una certa forza" allora dov' la mia conoscenza? Mi trovo al punto di partenza, non desidero morire. Quindi istruzione significa scoprire: "Perch sono obbligato a morire?". Nessuno desidera condizioni miserabili di vita, ma le condizioni miserabili si accaniscono su di me. 
Quindi prima di tutto dovrei domandare: "Io non voglio queste cose. Chi mi obbliga a sopportarle? Questa  la prima domanda filosofica della vita. 















ANI MAL FORUM

Tra le molte aree della ricerca scientifica
si trova anche quella dello studio del comportamento degli animali
e del loro mondo di relazioni.
Ad alcuni per risulta prematuro avventurarsi
alla comprensione del regno animale
senza prima aver capito a fondo
che cosa significhi essere uomini.

di Dvarakadhisa Devi Dasi



Il bambino e il cane

Quando Spot vede Timmy arrivare sulla sua bicicletta in fondo alla strada corre al cancello saltando di gioia.

Danzando freneticamente intorno al ragazzo e strusciandosi affettuosamente contro di lui lo accompagna alla porta dove Timmy scompare dentro casa. 
Spot gli lancia uno sguardo triste accompagnato da un 'Woof' di rimprovero. Dopo qualche minuto di speranza si rassegna alla sua perdita e torna al suo posto sotto il portico. Come possono confermare tutti gli amanti dei cani, il comportamento di Spot  tipico: il miglior amico dell'uomo possiede una devozione incrollabile per il suo padrone. Tuttavia, secondo molti esperti (compreso il padre di Timmy) Spot, essendo un animale, non ha sentimenti. Lui  poco pi di una macchina pelosa che reagisce automaticamente ai diversi stimoli. Non ha sentimenti come noi, solamente responsi condizionati. Tuttavia costituisce un buono spettacolo, sembrando a volte di capire i bisogni emotivi di Timmy pi astutamente degli stessi membri della sua famiglia. Sembra capire e relazionare con Timmy in modo molto pi sensibile di quando non faccia, per esempio, sua sorella di quattordici anni e la relazione di Timmy con Spot costituisce la sua amicizia pi soddisfacente. 
Quindi come  possibile che Timmy non abbia sentimenti? 
Pu un elefante essere addolorato? Le farfalle hanno preoccupazioni o aspirazioni? Possiamo mettere in imbarazzo uno scoiattolo, una tigre o una balena? Che cosa pensano gli animali? Ma sono in grado di pensare? Come  possibile che alcuni animali mostrino caratteristiche talmente umane? 
Tali domande, sebbene poste molto spesso da precoci bambini di sei anni, e cadono generalmente nel regno della finzione speculativa e da tempo sono ignorate dagli scienziati investigativi. 



Gli scienziati alle prese
con la mente animale

Tuttavia nel 1981, sotto gli auspici della prestigiosa conferenza Dahlem tenutasi a Berlino, circa cinquanta celebri psicologi, psicofisiologi, psichiatri, filosofi e scienziati si sono incontrati per discutere questo argomento. 
La conferenza era intitolata: "Mente Animale  Mente Umana", e la discussione era incentrata sul concetto di esperienza e di coscienza in relazione al comportamento degli animali. Oppure come lo ha presentato uno dei partecipanti alla conferenza, Donald Griffin, della Rockfeller University di New York: "Com' essere un animale di una specie particolare?" 
Ad arricchire la conferenza vi erano un numero di presentazioni mostranti le innegabili attitudini di vari scimpanz, api e delfini. 
Dibattiti animati si aprirono quando celebri filosofi e scienziati cercarono di definire alcuni termini quali la coscienza e l'intelligenza. 
Sebbene la maggior parte della discussione abbia incontrato una difficolt di accordo sull'uso di tali termini la conclusione fu rivoluzionaria. I partecipanti alla conferenza concordarono che la domanda pi importante sulla mente degli animali non era pi se gli animali possiedono o meno una coscienza, ma fin dove si estende la loro coscienza. 



Il verdetto degli antichi
testi dell'India

Per uno studente dalla filosofia del Vedanta, le risposte a queste domande sono chiare. 
Ci sono 8.400.000 specie di vita o in altre parole, ci sono 8.400.000 scelte di corpi per l'anima spirituale. Un particolare corpo conferito a un anima spirituale  determinato dallo stato di coscienza che l'anima ha sviluppato nelle vite precedenti. Un basso stadio di coscienza porta l'anima a una forma di vita inferiore mentre un alto stadio di coscienza conduce l'anima a una forma di vita pi elevata. Le specie di vita inferiori sono in grado di svolgere solamente le funzioni di base dell'esistenza: mangiare, dormire, riprodursi e difendersi. 
Queste specie inferiori non sono, tuttavia, semplici macchine funzionali create per riempire il mondo e per fornire divertimento agli esseri umani. 
L'anima spirituale che risiede in queste specie ha sentimenti e desideri, sebbene essi siano molto limitati e egocentrici. Assediati da pensieri come: "Dove dormir?" e "Dov' il mio cibo?" gli animali identificano completamente il corpo con il s e vivono in costante paura della morte. 



L'uomo e la sua specificit

In contrasto con tale tipo di vita, la vita umana  particolarmente adatta per chiedersi filosoficamente: "Chi sono? Perch sto soffrendo? Qual  lo scopo della mia vita?"
Utilizzando l'intelligenza avanzata della mente umana si pu capire la natura temporanea di questo mondo materiale e l'eterna natura spirituale del s, distinta dalla copertura corporea. Quando si  cos realizzati si pu capire la natura spirituale di tutte le creature. 
La Bhagavad-gita insegna che colui che  realizzato spiritualmente "vede con occhi equanime un brahmana colto e gentile, una mucca, un elefante, un cane e un mangiatore di cani" (Bg. 5.18) Ogni essere umano ha la responsabilit di cercare questa conoscenza superiore e di agire in modo che gli esseri viventi meno sviluppati non vengano sfruttati. Se tuttavia, un essere umano ignora questo dovere di realizzazione spirituale, la sua posizione non  diversa da quella di un animale. 
Quindi  incoraggiante vedere che la comunit scientifica sta prudentemente cominciando a confermare la verit vedica dell'unit spirituale di tutti gli esseri viventi. Ma attraverso i loro ardui metodi di ricerca, la completa comprensione giunger molto lentamente sebbene questa comprensione sia stata racchiusa per migliaia di anni nella letteratura vedica e nei numerosi testi ad essa relativi. 
Per studiare in modo appropriato la mentalit degli animali si deve prima capire la propria identit spirituale che va ben oltre il corpo materiale temporaneo. 
In altre parole le questione non dovrebbe essere: "Com' essere animali?" ma: "Cosa significa essere esseri umani?" Se gli scienziati possono offrire una risposta alla seconda domanda potranno risparmiarsi di sperimentare in prima persona la risposta alla seconda. 















MAHA-BHARATA

Con questo numero inizia la pubblicazione
del Sabhaparva del MahaBharata.

Il pi grande trattato epico della Storia
compilato in lingua sanscrita

Tradotto dal sanscrito da Hrdayananda Gosvami,
e reso in lingua italiana dallo staff del Centro Studi Bhaktivedanta
coordinato da Matsya Avatara Dasa



In questo numero vengono
riportati i capitoli dal I al IV



Capitolo 1

Sri Vaisampayana disse:

A mani giunte, esprimendosi con parole gentili, Maya glorific pi volte Arjuna alla presenza del Signore Krsna, poi aggiunse, rivolgendosi al figlio di Prtha: "Mio caro Arjuna, tu mi hai salvato dalla collera del Signore Krsna e dalle fiamme del deva del fuoco che voleva incenerirmi; dimmi, cosa posso fare per te in cambio? 
Arjuna rispose:

Grande Asura, sei libero di andare; chiedo solo di rimanere per sempre mio amico e noi amici tuoi. Se sar cos, io ne sar soddisfatto. 
Maya disse:

Migliore fra gli uomini, potente, le tue parole sono all'altezza della tua fama, tuttavia, Bharata, desidero fare qualcosa per testimoniare l'affetto che ho per te. Io sono il Visvakarma dei Danava; il mio potere  immenso e desidero offrirti qualcosa di speciale, o Pandava. 
Arjuna disse:

Proprio perch mi consideri il tuo salvatore, colui che ti ha protetto nel momento del pericolo, non mi par giusto chiederti qualcosa in cambio; al tempo stesso, o Danava, neppure vorrei oppormi al nobile desiderio che ti anima. Fai dunque qualcosa per il Signore Krsna e questo sia il modo per ringraziarmi. 

Sri Vaisampayana disse:
O nobile Bharata, Maya preg allora Sri Krsna di esprimere un desiderio ed il Signore, dopo aver riflettuto per un attimo Si disse: "Cosa potrei domandargli?" Dopodich chiese: "Daiteya, edifica una sala consiglio che sia degna del Re Yudhisthira, imperatore della terra. Dovr essere cos straordinariamente bella da stupire tutti gli uomini di questo mondo, i quali non saranno mai capaci di erigerne una simile. Costruisci questo regale palazzo in modo che noi vi possiamo ammirare le strutture pi geniali dei deva, degli asura e degli uomini." 
Maya accolse la richiesta con profonda soddisfazione e lietamente decise di costruire per il re Pandava un parlamento simile ad una grande aeronave celeste 1. Il Signore Krsna ed Arjuna spiegarono poi al Re Yudhisthira l'accaduto con dovizia di particolari e gli presentarono l'esperto Maya. Yudhisthira lo river come si conveniva e Maya accett l'accoglienza onorando rispettosamente il re. O Bharata, il pi abile artista dei Daitya narr al figlio di Pandu molte antiche storie di deva, dopodich, quasi trattenendo il respiro e dopo aver meditato intensamente sul progetto, inizi a costruire la sala del consiglio per gli eminenti figli di Pandu. 
Come era desiderio dei figli di Prtha e del magnanimo Krsna, il potente Maya cominci il suo lavoro con una cerimonia augurale scegliendo un giorno sacro in cui il possente Daitya gratific un gran numero di brahmana con offerte di riso dolce e con molti regali preziosi. Poi misur circa 12.000 piedi di terra incantevole, ornata di tutte le bellezze naturali che ogni stagione porta. 







Capitolo 2

Sri Vaisampayana disse:

Dopo aver vissuto felice in Khandavaprastha, sempre venerato dai figli di Prtha che Lo adoravano, il Signore Krsna, Colui che  degno di questa adorazione, cominci a pensare di partire, poich era ansioso di rivedere Suo padre, Vasudeva. Il Signore Janardana dagli affascinanti occhi, Sri Krsna, Colui che  adorato nell'universo intero, dapprima chiese il consenso di Yudhisthira, re della giustizia, dopodich onor Sua zia appoggiando la testa sui suoi piedi. Kunti ricambi con abbracci, con baci e carezzandoGli la testa.
Il Signore Krsna incontr poi Sua sorella Subhadra, come Lui padrona dei sensi e, avvicinatoSi a colei che teneramente amava, i Suoi occhi si riempirono di lacrime. All'amata sorella, il Signore Supremo disse, con voce limpida e carezzevole, parole profonde, chiare, benefiche, luminose ed adeguate all'occasione. Subhadra Gli ricord la loro fratellanza, sugger di scriverle, dopodich river pi volte l'adorato fratello, poggiando la propria testa sui Suoi piedi e confermando a Lui la sua eterna devozione. 
CongedatoSi dalla devota sorella, Sri Krsna, guida della stirpe Vrsni, and a visitare Draupadi e il sacerdote reale Dhaumya; Krsna, l'autorit pi elevata, rese omaggio al santo Dhaumya, confort Draupadi e gentilmente le chiese il permesso di prendere congedo. 
Il Signore onnisciente, ricolmo di potenza, accompagnato da Arjuna Si rec dagli altri Pandava e, attorniato dai cinque fratelli, sembrava Indra fra gli immortali. Con ghirlande, inni, offerte di omaggi e di gran variet di profumi, Sri Krsna, il migliore degli Yadu, onor i deva ed i saggi nati due volte. Compiuti tutti i riti prescritti, Egli, Suprema Verit, decise di partire comportandoSi come un principe umano e distribu ricchezze sotto forma di ricotta, frutta e sacchi di grano ai sacerdoti brahmana che rispettosamente Gli stavano intorno. Quando il giorno, le stelle e l'ora furono propizi, il Signore dagli occhi di loto sal sul Suo veloce cocchio dorato, con la mazza, il disco, la spada e la conchiglia e, con la bandiera di Garuda che garriva al vento, sedette dietro i Suoi meravigliosi destrieri Sainya e Sugriva. 
Spinto dall'affetto, Re Yudhisthira sal sul cocchio e, fatto scendere il bravo auriga del Signore, Daruka, il Signore dei Kuru afferr personalmente le redini. Poi anche Arjuna si un a Lui e, con un puro, bianco ventaglio dalla grande impugnatura dorata, prese a ventilare dolcemente il viso del Signore. 
Bhimasena, il grande controllore, rapito dal proprio amore per Krsna, insieme ai due fratelli pi giovani, circondato dai sacerdoti reali e dai cittadini, segu il Signore. Il possente Kesava 2 vincitore dei nemici, cos scortato dai cugini fraternamente amati, appariva come un maestro spirituale liberatore scortato dai Suoi discepoli.
Sri Govinda, dopo aver salutato ed abbracciato il commosso Arjuna, e dopo aver reso omaggio a Yudhisthira, a Bhimasena ed ai giovani gemelli, fu di nuovo abbracciato a turno dai due grandi Pandava e salutato dai gemelli poi, dopo averli rassicurati, il Signore Krsna, l'uccisore di Madhu invit i Pandava ed il loro seguito a tornare in citt mentre Lui, come un secondo Indra, proseguiva per la Sua destinazione spirituale. 
I Pandava Lo seguirono con lo sguardo finch la vista li soccorse e dopo Lo accompagnarono col pensiero per mantenere viva la relazione d'amore con Lui. Il Signore Krsna era cos affascinante e cos caro ai Pandava, che essi erano turbati dal fatto che scomparisse dalla loro vista troppo rapidamente. I figli di Prtha erano puri devoti di Govinda e costantemente presi dal ricordo di Lui; non desideravano nient'altro che Krsna e di servire i Suoi piedi di loto cos, quando Sri Krsna part, i Pandava ritornarono in citt prostrati per l'assenza di Colui che procedeva verso Dvaraka. 







Capitolo 3

Sri Vaisampayana disse:

Maya parl cos ad Arjuna, il pi glorioso fra i vincitori: "Adesso devo salutarti, ma torner presto. A nord di Kailasa, vicino al monte Mainaka, dove tutti i Danava offrono sacrifici al lago sacro di Bindusaras, io modellai uno stupendo vaso prezioso che ora si trova nella sala delle assemblee del leale re Vrsaparva; se c' ancora, O Bharata, io lo riprender e torner qui; dopodich costruir per Yudhisthira, l'illustre figlio di Pandu, un palazzo meraviglioso, ornato con ogni tipo di gioielli e tale da conquistare il cuore di chiunque lo vedr. O colonna dei Kuru, dentro il lago Bindusaras c' una bellissima mazza, nascostavi dal re Yauvanasva dopo che ebbe ucciso in battaglia i suoi nemici. Quest'arma sorprendente, decorata con perle d'oro,  pesante, robusta e inesorabile. Secondo gli esperti, questa mazza  potente come centinaia di migliaia di mazze normali ed  in grado di frantumare qualsiasi materiale. Sarebbe ideale per Bhima, proprio come l'arco Gandiva lo  per te. C' anche la grande conchiglia Varuna, nota come Devadatta, che emette un suono possente. Non ho dubbi di poterti donare tutto questo." 
Dopo aver cos parlato ad Arjuna, figlio di Prtha, l'Asura part per le terre del Nord-est. A nord di Kailasa, vicino al monte Mainaka, si trova il Picco d'Oro, Hiranyasrnga, una montagna ricolma di tesori. Qui era il lago Bindusaras, sulle cui sponde Re Bhagirata visse per molti anni, guardando il Bhagirathi Gange che da lui prese il nome. In onore del Signore Supremo, l'insigne monarca, superiore ad ogni creatura terrestre, offici cento sacrifici di grande potenza, o migliore dei Bharata. Per queste cerimonie il re eresse altari dorati e preziosi pali sacrificali; lo fece perch amava la bellezza e non perch diventassero un modello per i riti religiosi successivi. Questo luogo sacro era cos potente che anche Indra, il dio dai cento occhi, marito di Saci, raggiunse qui la perfezione per grazia del Signore Supremo. E sempre qui, l'eterno signore degli esseri eterei, dopo aver creato con abilit poderosa molti pianeti, era attorniato ed adorato da centinaia delle sue creature. 
Qui la duplice manifestazione di Nara e Narayana, insieme a Brahma, Yama e Sthanu, compiono sacrifici quando il ciclo di cento eoni 3 si conclude. Qui il Signore Vasudeva fa sacrifici che durano centinaia di anni, per mostrare alle anime elevate la giusta via. E' in questo luogo che Krsna dona migliaia di milioni di ghirlande d'oro ed erige splendidi altari. 
Dopo essere arrivato, Maya prese la mazza e la conchiglia ed ottenne da Re Vrsaparva blocchi di cristallo per costruire il parlamento dei Pandava. Aiutato dai servi Raksasa prese ci che gli serviva e, tornato ad Indraprastha, l'Asura Maya costru un'incomparabile sala delle assemblee, splendente di tesori e di gloria divina, la cui fama si diffuse nei tre mondi. 
Mostr l'eccezionale mazza a Bhimasena e ad Arjuna diede la superba conchiglia Devadatta. La sala, o Re, copriva una circonferenza di 10.000 kiskus 4, con colonne simili ad alberi d'oro massiccio. La cupola brillando irradiava uno splendore come di fuoco e riluceva come il sole e la luna. Sfavillante di uno sfarzo divino, il palazzo celeste splendeva e luccicava, offuscando con il suo fulgore la luce scintillante del sole.
Ampio ed esteso, coprendo il cielo come una nube copre la montagna, quel palazzo senza eguali, perfetto e scintillante, dissolveva la stanchezza di chi entrava nei suoi saloni. Sgargiante dei migliori materiali, inghirlandato da mura incastonate di gioielli, arricchito da gemme e da molti altri tesori, fu armoniosamente eretto dall'architetto cosmico, Visvakarma. Neppure il salone Sudharma di Dvaraka, n la casa di Brahma, potevano reggere il confronto con la struttura sublime creata da Maya l'Asura. Istruiti da lui, ottomila Raksasa, conosciuti come i Kinkara, sorvegliarono la costruzione e provvidero al trasporto dei materiali. Questi terribili servi dai corpi solidi e possenti potevano volare nello spazio. I loro occhi erano iniettati di sangue, le orecchie somigliavano a conchiglie ed erano sempre armati. 
All'interno del palazzo reale, Maya realizz un mirabile stagno a forma di loto i cui petali erano costituiti di gemme dette occhi di gatto e lo stelo da gioielli. Il laghetto era profumato dal dolce aroma dei fiori di loto e dei gigli, allietato da varie specie di uccelli, lussureggiante di fiorite piante di loto e splendido per i pesci e le tartarughe colorate. Larghe, comode scalinate rendevano agevole il bagno nelle sue acque cristalline ed abbondanti in ogni stagione, mentre delicate gocce perlate salivano verso l'alto raccogliendosi in superficie, dove spirava una dolce brezza. 
Alcuni re, avvicinandosi al laghetto traboccante di gemme, non credevano ai propri occhi e, non rendendosi conto che si trattava di una piscina, cadevano nelle sue acque. Intorno alla sala delle assemblee vi erano alberi giganteschi sempre fioriti, dalla corteccia bluastra, fronde ombrose e sagome affascinanti. Questa frusciante foresta era ornata da fiori di loto, cigni, anatre ed uccelli cakra. 
Il vento, carico dei profumi aromatici delle piante acquatiche e terrestri che crescevano tutto intorno, portava questa dolce fragranza ai Pandava, per il loro piacere. Maya fin il parlamento in circa quattordici mesi, dopodich present la sua sublime creazione a Yudhisthira, che qui fu celebrato come Dharmaraja, re della virt. 







Capitolo 4

Sri Vaisampayana disse:

Yudhisthira, dopo il suo ingresso formale nella sala reale, fece un'offerta di ghi, riso dolce cotto nel latte, radici aromatiche e frutta a 10.000 brahmana e don loro ricche vesti e ghirlande di ogni tipo. Il potente sovrano diede migliaia di mucche ad ogni brahmana e le lacrime di quei sapienti che benedicevano la giornata, sembravano giungere fino al paradiso, o Bharata.
Cantando e suonando molti e diversi inni accompagnandosi con gli strumenti, il condottiero dei Kuru onor i deva che governano l'universo poi, quando fu assiso sul trono, lottatori, danzatori, pugili, bardi e declamatori di poemi e di storie, allietarono il magnanimo Yudhisthira per sette sere di seguito. Poich aveva reso omaggio al valore, insieme ai suoi fratelli, il re era felice nel palazzo reale come lo  Indra nella sua corte celeste. Venerabili veggenti restarono nel sabha 5 con i Pandava insieme a molti sovrani giunti da terre lontane.
C'erano Asita, Devala, Satya, Sarpamali, Mahasira, Arvavasu, Sumitra, Maitreya, Sunaka e Bali, Baka, Dalbhya, Sthulasira, Krsna Dvaipayana e suo figlio Suka, Sumantur, Jaimini, Paila ed i discepoli di Vyasa, Tittiri, Yajnavalkya con suo figlio, Lomaharsana, Apsuhomya, Dhaumya, Mandavyadella lancia e Kausika Damosnisa, Traivani, Parnada, Ghatajanuka, Maunjayana, Vayubhaksa, Parasarya e i due Sarikas, Balavaka, Sinivaka, Sutyapala, Krtasrama, Jatukarna, Sikhavan, Subala e Parijataka, Parvata, Mahabhoga ed il saggio Markandeya, Pavitrapani, Savarni, Bhaluki, Galava, Janghabandhu, Raibhya, Kopavegasrava e Bhrgu, Haribabhru, Kaundinya, Babhrumali, Sanatana, Kaksivan, Ausija, Naciketa e Gautama, Painga, Varaha, Sunaka, il grande asceta Sandilya, Karkara, Venujangha, Kalapa e Katha. C'erano questi e molti altri importanti saggi virtuosi, dai sensi completamente sotto controllo, tutti maestri nei Veda e nella letteratura vedica.
Anche questi eccelsi saggi, maestri di virt, puri, dal cuore limpido, sedettero vicino al magnanimo Yudhisthira e narrarono storie sacre per il piacere del re.
Anche eminenti governanti attesero il re della virt, Yudhisthira, sovrani leali, devoti e ricchi come Munjaketu e Sangramajit, Durmukha, il possente Ugrasena, Kaksasena, uno dei signori della terra, l'imbattuto Ksemaka, Re Kamala di Kamboja ed il potente Kampana, che sempre atterriva gli Yavana, proprio come Indra, impugnando la folgore, terrorizz il demoniaco Kalakeyas.
C'era Jatasura, amato re di Madra, e poi Kunti e Kuninda, principe del Kiratas, Anga e Vanga insieme a Pundraka e Pandya, Udraja e Andhraka.
Erano presenti: il saggio Sumana, condottiero dei Kirata, Canura, signore degli Yavana, e Devarata, Bhoja e Bhimaratha, Srutayudha, Kalinga, Jayatsena di Magadha, Susarma, Cekitana, Suratha e Amitrakarsana, Ketuman, Vasudana, Vaideha, come anche Krtaksana, Sudharma e Aniruddha, Srutayu dal grande potere, l'invincibile Anuparaja, Ksemajit e Sudaksina, Sisupala, re dei Karusa, insieme a suo figlio.
Mirabili come deva, vennero gli invincibili principi della dinastia Vrsni: Ahuka, Viprthu, Gada e Sarana. C'erano Akrura, Krtavarma e Satyaki, il figlio di Sini, Bhismaka, Ahrti ed il valido Dyumatsena; anche il grande arciere Kekaya era presente con Yajnasena dei Somaka. Attendevano i forti figli dei re, avvolti nelle pelli di cervo e di antilope tipiche degli studenti celibi che si erano rifugiati in Arjuna per imparare da lui il Veda della guerra. Essi stavano, o Re, con gli amati principi della dinastia Vrsni e con i figli di Rukmini e di Samba, Yuyudhana e Satyaki. C'erano questi e molti altri re, o sire, ed anche Tumburu, l'amico personale di Arjuna, che mai si muoveva dal suo posto. Vennero Citrasena con i suoi ministri, i celestiali Gandharva e Apsara, maestri di musica, di cembali e di canto ed i Kinnara capaci di esprimere la perfezione nel ritmo. Ispirati da Tumburu, i Gandharva cantavano in coro. Padroni com'erano dell'arte musicale, essi suonavano melodie celestiali deliziando i figli di Pandu e tutti i saggi con le loro musiche. Tutte queste personalit sedevano nella sala reale, gravi nei discorsi e sinceri nelle parole, intorno a Re Yudhisthira come deva insieme a Brahma. 



Note

1 Nell'originale sanscrito Vimana, termine che si riferisce a semoventi velivoli aerei utilizzati dai deva nei loro viaggi. 
2 Altro nome di Sri Krsna. Significa 'che ha lunghi capelli soffici' ed anche, secondo un'altra interpretazione tradizionale, 'vincitore del demone Kesi'. Cfr. Adiparvan cap. 180. 
3 Qui eoni  riferito ad un ciclo completo di yuga o evi cosmici. Ogni ciclo (kalpa) dura 4.300.000 anni, e cento x 4.300.000 anni costituisce un giorno del creatore Brahma. Quando ognuno di questi giorni finisce, Nara, Narayana, Brahma, Yamaraja e Sthanu compiono un particolare sacrificio in questo luogo. 
4 Equivalenti a 10.000 cubiti, circa 5.000 yarde o metri.
5 'Sala destinata alle assemblee', termine con cui s'intitola questo secondo libro (parvan) dell'epica Mahabharatiana. 
(Continua sul prossimo numero)















Calendario Vaisnava

MESE DI MADHUSUDANA

12 Aprile - 11 Maggio

4 Maggio: apparizione di Sita (consorte di Rama), apparizione di Jahnava Devi, scomparsa di Madhu Pandita.
7 Maggio: Mohini Ekadasi. Digiuno di legumi e cerali.
8 Maggio: Dvadasi. Si interrompe il digiuno dalle 05:58 alle 09:50. Apparizione di Rukmini Devi.
10 Maggio: Apparizione di Sri Nrsimha Deva. Digiuno fino al crepuscolo.
11 Maggio Salila Vihara, la festa di Krsna sulla barca. Apparizione di Madhavendra Puri. Apparizione di Srinivasa Acarya. Scomparsa di Paramesvara Puri.



MESE DI TRIVIKRAMA

12 Maggio  10 Giugno

16 Maggio: scomparsa di Ramananda Raya.
22 Maggio: Apara Ekadasi. Digiuno di cereali e legumi.
23 Maggio: Dvadasi. Si interrompe il digiuno dalle 05:42 alle 07:31. Apparizione di Vrndavana Das Thakura. 
4 Giugno: Apparizione di Gangamata Goswamini. Scomparsa di Baladeva Vidyabhusana. Ganga Puja. 
6 Giugno: Bhima Nirjala Ekadasi. Digiuno totale, anche di acqua, se si ha rotto Ekadasi.
7 Giugno: Si interrompe digiuno dalle 05:34 alle 10:40.
9 Giugno: Snana Yatra (celebre cerimonia in cui la divinit del Sri Jagannatha viene lavato con acque ed altre sostanze come latte e yogurt). Scomparsa di Mukunda Datta. Scomparsa di Sridhara Pandita. 



MESE DI VAMANA 

11 Giugno  9 Luglio 

11 Giugno: Scomparsa di Syamananda Prabhu. 
14 Giugno: Apparizione di Vakresvara Pandita. 
19 Giugno: Scomparsa di Srivasa Pandita. 
20 Giugno: Yogini Ekadasi. Digiuno di cereali e legumi. 
21 Giugno: Dvadasi. Si interrompe il digiuno dalle 05:33 alle 10:42. 
24 Giugno: Scomparsa di Gadadhara Pandita. Scomparsa di Srila Bhaktivinoda Thakura. Digiuno fino a mezzogiorno. Gundica Marjana (la festa della pulizia del tempio Gundica). 
25 Giugno: Ratha Yatra (nella citt di Jagannatha Puri si celebra il festival dei carri). Scomparsa di Svarupa Damodara. Scomparsa di Sivananda Sena. 
29 Giugno: Scomparsa di Vakresvara Pandita.

n.b. Gli orari indicati per l'interruzione dei digiuni prescritti tengono conto dell'ora legale. 















La Festa Della Domenica

Tutte le Domeniche dell'anno,
dalle prime ore del pomeriggio,
siete invitati ad una splendida festa!

La Festa sar animata da conferenze,
danze e canti trascendentali.

Sar l'occasione per conoscere
l'antica saggezza dell'India.

Inoltre potrete gradire le succulente specialit
vegetariane che vi saranno servite durante il banchetto della serata.



Templi principali

BERGAMO Villaggio Hare Krishna, (da Medolago strada per Terno d'Isola)  24040 Chignolo d'Isola (BG) - Tel. 035/4940706
BOLOGNA via Ramo Barchetta, 2  Castagnolo Minore, 40010 Bentivoglio (BO)  Tel. 051/863924
FIRENZE Villa Vrindavana, Via degli Scopeti 108  50026 San Casciano Val di Pesa  Tel. 055/820054
ROMA Sri Gaura Mandala, Pian del Pavone, via Mazzanese, Km. 0,700  01036 Nepi (VI) - Tel. 0761/527038  527251
VICENZA PrabhupadaDesh, Via Roma, 9  Albettone (VI)  Tel. 0444/790573

Svizzera italiana
MENDRISIO Centro Vedico Rama Keli, Grotto del Bosco  6862 Rancate  Tel. 0041/91/6466616



Centri Culturali

ASTI Frazione Valle Reale, 20  14018 Roatto (AT)  Tel. 0141/938406
BRESCIA Hare Krishna Club, via Gabriele Rosa, 17  25121 Brescia  Tel. 030/2400995
MILANO Centro Culturale Govinda, via Valpetrosa, 3/5  20123 Milano  Tel. 02/862417
PADOVA Centro Culturale Hare Krishna, corso del Popolo, 1 - Padova - Tel. 049/8751219
ROMA Hare Krishna Forum, piazza Campo de' Fiori, 27  00186 Roma  Tel. 06/6832660












Fine del numero di maggio-giugno 1998.

