Ritorno a Krishna

La rivista del movimento Hare Krishna

volume 9 n. 6

novembre-dicembre 1997

Dio  luce. L'illusione  tenebre. Dove c' Dio non c' illusione.















Sua Divina Grazia 
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

Fondatore Acarya 
dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna,

Srila Prabhupada  arrivato dall'India in Occidente nel 1965, a sessantanove anni, per concretizzare la richiesta del suo maestro spirituale: insegnare la Coscienza di Krsna.
In dodici anni ha pubblicato pi di sessanta volumi di traduzione e commenti degli antichi testi vedici, ora distribuiti in tutto il mondo in circa quattrocento milioni di copie.
Viaggiando in Europa, America, Asia, Australia e Africa, Srila Prabhupada ha aperto in tutto il mondo asrama, scuole, templi, centri culturali e comunit agricole.
Ha lasciato questo mondo nel 1977 a Vrndavana, in India, il luogo pi caro a Krsna.
I suoi discepoli continuano il Movimento a cui egli ha dato vita.











La Rivista del Movimento Hare Krishna

RITORNO
A KRISHNA

FONDATA NEL 1944

FONDATORE (sotto la direzione di
Sua Divina Grazia Sri Srimad
Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada)
Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE:
A. D'Ambrosio  Ali Krsna devi dasi

REDAZIONE: 
Nikunja Vasini devi dasi, Pancaratra dasa, Rasika devi dasi, Virabhadra disa, Bhaktin Annalisa.

AMMINISTRAZIONE:
Nimai Pandita dasa

ABBONAMENTI:
Dananistha devi dasi

Per informazioni sugli abbonamenti contattare la B.B.T. Italia - Ufficio Abbonamenti  Strada Bonazza, 12  50028 Tavarnelle Val di Pesa (FI)  Tel. (055)8076414 - Fax (055)8076630.

PRONUNCIA: La traslitterazione dei termini in sanscrito di questa rivista  stata eseguita secondo il metodo adottato internazionalmente: a si pronuncia a chiusa;  si pronuncia a lunga e aperta;  si pronuncia i lunga;  si pronuncia u lunga; c  sempre dolce; j si pronuncia g dolce; r si pronuncia ri; s si pronuncia sc come in scena; altrettanto s ma pi sibilante; h  sempre aspirata. Krsna si pronuncia Krishna (sh  sc dolce); Caitanya si pronuncia Ciaitanya. 

NOMI SPIRITUALI: I membri dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna ricevono uno dei nomi di Sri Krsna o di un Suo devoto, seguito da suffisso dasa al maschile e dasi al femminile che significa servitore o servitrice. Per esempio, il nome Krsna dasa significa servitore di Krsna.

 Bhaktivedanta Book Trust  Tutti i diritti riservati 

RITORNO A KRISHNA  Pubblicazione registrata presso il tribunale di Milano n 199 del 13/03/89 

Vol. 9 N. 6 - novembre-dicembre 1997

Fotolito: Fotolitografie Fiorentine, Dicomano, FI

Stampa: Zincografica Fiorentina, Pontassieve, FI.


Sped. in Abb. Post. Comma 20/C Legge 662/96 Filiale Firenze










PURIFICA LA TUA ESISTENZA 
Una lezione di Srila Prabhupada 

DAMAULI 
Un'altra tappa nei luoghi sacri d'Oriente 

SRIMAD BHAGAVATAM 
In esclusiva la pubblicazione dell'Undicesimo Canto 

SRILA PRABHUPADA LILAMRTA 
La biografia di Prabhupada 

MAESTRI IN CUCINA
I Primi Piatti

I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA 
Arrendersi a Dio 

IL CANTO E L'ASCOLTO DEL NOME DI KRSNA

IL MAHABHARATA 
Continua il grande racconto epico 

CALENDARIO VAISNAVA 
Ricorrenze, Festivit e Celebrazioni della tradizione vaisnava, cos come concepite 
in accordo al calendario vedico















PURIFICA LA TUA
ESISTENZA

Krsna provvede a tutto ci di cui abbiamo bisogno
per portare il mondo spirituale nella nostra vita

Una conferenza tenuta a New York il 25 settembre 1973
da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
FondatoreAcarya dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna,
in occasione della ricorrenza dell'anniversario della nascita di Srila Bhaktivinoda Thakura.



Cinquecento anni fa Sri Caitanya Mahaprabhu inizi il movimento del sankirtana, cio il movimento destinato alla diffusione del canto dei santi nomi di Dio, e Bhaktivinoda Thakura  considerato il padre del movimento del sankirtana in questi ultimi duecento anni. 
Pur essendo capofamiglia, padre di dieci figli, e un ufficiale governativo, un magistrato con grandi responsabilit, Bhaktivinoda Thakura fu un grande devoto e un grande acarya, un importante maestro spirituale nella linea di successione di Caitanya Mahaprabhu. 
Bhaktivinoda Thakura scrisse molti canti devozionali. In una di queste canzoni scrisse: "Un giorno, mentre eseguivo le pratiche devozionali, vidi la mia casa trasformarsi in Goloka Vrndavana, il mondo spirituale." 
Come Krsna non  materiale, cos anche la Sua dimora, Goloka Vrndavana, non lo , e sebbene Krsna risieda a Goloka Vrndavana, Egli pu essere presente in ogni luogo. Questo  Krsna. 
La Brahmasamhita afferma:

eko' py asau racayitum jagadantakotim 
yacchaktir asti jagadantacaya yadantah 
antantarasthaparamanucayantaratham 
govindam adipurusam tam aham bhajami 

Krsna, Govinda  presente in ogni luogo grazie a una delle Sue espansioni plenarie conosciuta come Paramatma, o Anima Suprema. Egli  situato in ciascun universo ed  nel cuore di ogni essere vivente: 

isvarah sarvabhutanam
hrddese 'rjuna tisthati

Non solo Egli  presente in tutti i cuori, ma  anche in ciascun atomo. Questo  Krsna. In modo analogo, la residenza di Krsna, Goloka Vrndavana,  dappertutto. Com' possibile? Grazie alla presenza dei devoti di Krsna. Krsna stesso dice: 

naham tisthami vaikunthe
yoginam hrdayesu va
tatra tisthami narada
yatra gayanti madbhaktah

"Io non resto a Vaikunthaloka, il mondo spirituale, o nel cuore degli yogi, Io sono dove il mio devoto canta le Mie glorie." 

Questa  l'onnipotenza di Krsna. Noi preghiamo Dio, che  onnipotente, onnisciente e onnipresente. Dio pu essere presente in ogni luogo simultaneamente. Non c' differenza fra Dio e la Sua dimora. Caitanya Mahaprabhu avvisa che Krsna  degno della nostra adorazione tanto come lo  la Sua dimora. Come Krsna pervade ogni cosa, cos anche la Sua dimora pervade ogni cosa. Come pu un posto trasformarsi in Vaikuntha? Grazie al canto dei Santi Nomi del Signore. I devoti sono cos potenti che cantando il Santo Nome di Dio fanno discendere il Signore Supremo e onnipotente. 
Perci Bhaktivinoda Thakura canta: "Un giorno mentre eseguivo le mie pratiche devozionali, vidi la mia casa trasformarsi in Goloka Vrndavana." Anche noi possiamo trasformare la nostra casa in Vaikuntha. Non  difficile perch Krsna pervade ogni cosa, e Vaikuntha pervade ogni cosa. Dobbiamo soltanto riuscire a realizzarlo con il metodo autorizzato. Bhaktivinoda Thakura ha anche detto: "Rinuncia a tutte le attivit colpevoli e compi i tuoi doveri terreni soltanto in relazione con Krsna." Trasformare la propria casa in Vaikuntha non  difficile. Basta adottare il metodo giusto. Anacara significa "attivit colpevole". Non  possibile associarsi con Dio se siamo nel peccato. Nella Bhagavad-gita Krsna dice: "Chi  completamente libero da una vita di peccato Mi pu adorare." 
Nel nostro movimento per la coscienza di Krsna non si consiglia di abbandonare moglie e figli per diventare un sannyasi, una persona dedita alla rinuncia. No, questo non  il nostro movimento. Fra di noi ci sono sannyasi, brahmacari (studenti dediti al celibato), grhastha (persone sposate) e vanaprastha (persone che vivono in ritiro). C' di tutto. Tutti possono venerare Krsna. Non esiste una regola che permetta solo ad alcune categorie di persone di partecipare  brahmana, sannyasi, brahmacari o hindu  tutti vi possono partecipare. Krsna  papa-yonayah. Krsna  disponibile anche per chi proviene da famiglie di infima classe. Basta saper adottare i giusti mezzi per avvicinarLo. 
Molti canti devozionali danno la medesima istruzione. 
Narottama Dasa Thakura canta: "Quando sar libero dal piacere dei sensi e la mia mente sar chiara, allora potr capire Vrndavana." 
Visaya significa "piacere dei sensi". E' necessario rinunciare al piacere dei sensi per purificarsi. Rinunciare al piacere dei sensi, per esempio, non significa che non possiamo mangiare. Non ci sono divieti contro il cibo, ma  richiesto di mangiare soltanto ci che  stato prima accettato da Krsna. Vivere nelle coscienza di Krsna significa essere sempre al servizio di Krsna. Cos come i servi 
mangiano gli avanzi del padrone, cos noi servi di Krsna mangiamo gli avanzi di cibo lasciati da Krsna. Questo cibo  chiamato prasadam o mahaprasadam. Dobbiamo impostare la nostra vita in modo tale da poter rinunciare agli anacara, alle cose proibite. Quattro sono le categorie di attivit peccaminose. I principi fondamentali di una vita peccaminosa sono: srisanga (sesso illecito); suna (inutile uccisione di animali), pana (intossicazione) e dyutam (gioco d'azzardo). Dobbiamo aderire a questi quattro principi e cantare Hare Krsna per diventare perfetti, solo allora la nostra vita potr diventare pura. 
Se accettiamo questi quattro principi e cantiamo il mantra Hare Krsna, diventeremo perfetti. Possiamo costatarne gli effetti. Gli europei e gli americani che hanno accettato la coscienza di Krsna erano dediti a tante pratiche colpevoli. Era la loro routine quotidiana. Ma ora essi le hanno abbandonate. Ora  possibile vedere fino a che punto essi sono cambiati. Bisogna accettare dei principi, allora la vita pu diventare perfetta. 



La vera perfezione

La gente non sa in che cosa consiste la perfezione della vita. Si pensa che l'avanzamento materiale sia la perfezione. No, non  questa la vera perfezione perch anche se vi organizzate in modo soddisfacente dal punto di vista materiale, in realt non potrete godere dei vostri progetti. Ogni momento potete essere cacciati via. Dov' la vostra perfezione? Immaginate di avere un bell'appartamento, un buon conto in banca, una bella moglie e dei figli. Tutto sembra perfetto. Ma dov' la garanzia che potrete godere di tutto questo? Da un momento all'altro potrete esserne privati. Questa non  perfezione. Prima di tutto si deve avere la garanzia che "la vita felice che si sta progettando in questo mondo materiale sar permanente. Che non sarete buttati fuori". Questa  la perfezione. Ma questo genere di garanzia non esiste. Di conseguenza, non esiste la perfezione della vita. La perfezione viene quando c' la garanzia che non ci sar pi nascita, non pi morte e vecchiaia e non pi malattie. Questa  la perfezione. E questo pu essere raggiunto grazie alla coscienza di Krsna e con nessun altro mezzo materiale. Se vogliamo essere eternamente felici e in piena conoscenza  saccid-anandavigraha  dobbiamo avvicinarci alla coscienza di Krsna. Non c' altra via. C' solamente una strada. Se sei serio riguardo alla perfezione della vita, allora devi avvicinarti alla coscienza di Krsna. Krsna dice: "Pensa sempre a Me, diventa Mio devoto, adoraMi e offriMi i tuoi omaggi. Cos certamente verrai a Me." Soltanto quattro cose. E' poi cos difficile pensare sempre a Krsna, venerarlo, diventare Suo devoto e offrirgli gli omaggi? Proprio ci che stiamo facendo questa sera, questo  il metodo. Cantando il mantra Hare Krsna stiamo pensando a Krsna. Offrendo i nostri omaggi alle divinit stiamo, per lo meno, cercando di diventare bhakta, devoti. E lo stiamo venerando. Qual  il metodo per adorare Krsna? 

patram puspam phalam toyam
yo me bhaktya prayacchati
tad aham bhaktyupahrtam
asnami prayatatmanah

Non  difficile. Chiunque pu raccogliere un fiore, un frutto o un po'
d'acqua da offrire a Krsna. Ma per
una stupida ostinazione, la gente dice: "Io non lo far." Se non fosse per
questo, la coscienza di Krsna sarebbe
molto facile, e se noi adottiamo questo principio la nostra vita diventer
un successo. Questa  la perfezione
della vita. E' questo che stiamo insegnando. 



Un semplice metodo

Il metodo  molto semplice: chiunque pu adottarlo, in ogni Paese. Non ci sono discriminazioni che impediscano a una classe sociale di adottarlo, e a un'altra no. Questa  la coscienza di Krsna. In tutto il mondo si canta il mantra Hare Krsna, e coloro che lo cantano si stanno trasformando in vaisnava, devoti di Krsna. Dov' la difficolt. La difficolt  la nostra ostinazione. Dato che siamo ostinati, diventare coscienti di Krsna  molto difficile. 
Perci Krsna dice: "Soltanto queste categorie di uomini non adorano Krsna: duskrtina (coloro che sono sempre occupati in attivit colpevoli), mudha (farabutti) e naradhama (i pi spregevoli tra gli uomini)." 
La vita umana  destinata all'adorazione di Krsna. Narottama dasa Thakur canta: "La mia vita  rovinata." Perch: "Dopo aver ottenuto una nascita umana, ho fallito nell'adorare RadhaKrsna e ho volutamente bevuto del veleno. 
Noi cerchiamo di fermare questa gente dal bere veleno. Il movimento per la coscienza di Krsna  destinato al bene di tutti. 
E' il movimento umanitario pi elevato, idoneo a rendere tutti felici, a dare a tutti l'immortalit, a dare la pace e la saggezza a tutti. 
Senza essere saggi non ci si pu sottomettere a Krsna. I mudha, i farabutti non possono. Krsna afferma che la persona che non si sottomette a Lui  un naradhama "il pi spregevole degli esseri umani". 
"Oh, come? Lui  un naradhama? Ma se possiede diplomi e lauree, come pu essere un naradhama?'' Le sue conoscenze non hanno valore perch egli non conosce Krsna. Queste lauree e specializzazioni non lo aiuteranno. 
Sankaracarya dice: "Con i tuoi giochi di parole grammaticali, non potrai salvarti."

bhaja govindam 
bhaja govindam 
bhaja govindam 
mudhamate

"Mascalzone, impegnati al servizio d'amore di Govinda." 

Sebbene Sankaracarya sia un impersonalista, questo  il suo consiglio. Krsna afferma: "Chi non Mi adora non ha conoscenza." Se si rimane mascalzoni, qual  il valore della conoscenza. Non c' conoscenza. 
Perci Krsna dice: "Dopo molte, molte nascite di lotta per l'esistenza, se si acquisisce la saggezza, ci si arrende a Krsna. Quella  intelligenza." L'intelligenza  questa: "Krsna, oggi mi arrendo. Ho dimenticato per tanto tempo. Non sapevo che arrendermi a Te era l'unica cosa indispensabile."



Protetti da Krsna

In qualsiasi momento tu ti arrenda, sarai protetto. Sri Krsna dice: "Non preoccuparti. Il Mio devoto non perir mai." 
La coscienza di Krsna sta cercando di rendere saggi gli uomini sciocchi, mascalzoni e colpevoli. Vuoi la prova? Jagai e Madhai. 
Caitanya Mahaprabhu liber due fratelli malfattori chiamati Jagai e Madhai. Ora  possibile constatare com' forte il movimento di Sri Caitanya: molte migliaia di Jagai e Madhai sono stati liberati. 
Il movimento di Caitanya Mahaprabhu  pi grande di Caitanya Mahaprabhu. 
Caitanya Mahaprabhu liber personalmente Jagai e Madhai, ma grazie al Suo movimento sono stati liberati migliaia di Jagai e Madhai. Questa  una dimostrazione pratica. 
Il metodo di Caitanya Mahaprabhu  molto facile, chiunque pu seguirlo; ma se vogliamo prendere il veleno di nostra spontanea volont, chi pu proteggerci? 
Noi invitiamo tutti ad accettare questo movimento e a cantare il mantra Hare Krsna. 
Anche se non puoi abbandonare le tue cattive abitudini e le attivit colpevoli, canta il mantra Hare Krsna, e la tua vita sar gloriosa. 















Damauli

Il luogo che ha ospitato la nascita del grande autore della letteratura vedica: Srila Vyasadeva

Di Rasika devi dasi

A sole due ore da Pokhara, in Nepal ambita meta turistica, si trova uno dei luoghi propri della sacralit indiana e vaisnava pi belli, eppure meno frequentati. 
Da anni studiosi e devoti portano avanti accese discussioni sull'ubicazione del luogo di nascita di Srila Vyasadeva, il grande compilatore di tutta la letteratura vedica. Ad oggi, due sono le localit che sembrano avere le carte in regola per apparire come plausibile patria del divino scrittore, ma tra esse non  ancora stato possibile identificare quella autentica. 
Di queste localit quella che ho visitato si trova in Nepal, a circa due ore da Pokhara, sulle pendici pi dolci dell'Himalaya. 
Durante il viaggio intrapreso a Pokhara, abbiamo costeggiato le vette himalayane e ne abbiamo ammirato i lontani picchi innevati che ci hanno accompagnato fino a Damauli, dove si trova la caverna di Srila Vyasadeva. La caverna si trova sulle rive del fiume Madi, e aguzzando un po' la vista  possibile scorgere la confluenza del Madi con il Seti Gandhaki. Nel triangolo di terra compreso trai due fiumi si trova l'asrama di Parasara Muni, il padre di Vyasadeva.
La residenza di Vyasadeva  una caverna alquanto spaziosa con un'apertura ad arco verso l'esterno ed una feritoia che dal cuore dell'antro sbuca sulla cima della piccola escrescenza rocciosa il cui insieme costituisce l'intera grotta. L'apertura, sovrastandolo in lontananza, guarda verso il fiume, raggiungibile percorrendo una ventina di scalini che portano direttamente sulla riva sabbiosa del Madi. A pochi passi dalla caverna, sotto un pandal (tendone) si recitano tutti i giorni le glorie dello SrimadBhagavatam in onore di Srila Vyasadeva. 
Per visitare l'asrama di Parasara Muni, il padre di Vyasadeva, si deve attraversare il fiume scegliendo tra il guadarlo (compito nient'affatto semplice se si considera la profondit e la bassa temperatura dell'acqua) oppure il recarsi a piedi fino al ponte pi vicino che dista circa un paio di chilometri. Dal momento che si opti per la scelta, apparentemente meno avventurosa, ma senz'altro pi pratica, ci si trova davanti ad un ponticello di legno e corda sospeso a cinquanta metri di altezza sulle aguzze rocce del fiume. Superato il panico e attraversato il ponte si entra in un vero paradiso: la foresta si infittisce riducendo il passaggio ad un esiguo sentiero incorniciato da caschi di diverse variet di banane: piccole, grandi, rosse, gialle, tigrate... e impreziosito da una gran quantit di ananas. 
L'asrama di Parasara Muni  come una piccola oasi nella foresta che si affaccia sulla confluenza del Seti Gandhaki e del Madi. I custodi della zona, devoti di Siva, ci hanno mostrato il luogo in cui, da migliaia di anni siede in meditazione Parasara Muni trasformato in pietra; e dopo averci offerto le loro policrome gustosissime banane, ci hanno accompagnato in una visita dei dintorni, raccontandoci della nascita di Vyasadeva: 
"Il grande saggio Parasara Muni era solito recarsi sulla riva opposta del fiume per compiere le rituali abluzioni e meditazioni, per poi, a sera, tornare nel suo eremo. 
Il barcaiolo che abitualmente lo traghettava mand, un giorno, in sua vece, la figlia. La bella fanciulla, aveva per l'imbarazzante caratteristica di effondere nell'aria il non proprio piacevole profumo tipico dei guizzanti abitatori delle acque, e per questo era detta, Matsyagandha, 'colei che odora di pesce'. Durante la traversata, il grande saggio Parasara Muni, cominci a provare una profonda attrazione per la bellezza della giovane e le chiese di unirsi a lui. Satyavati, questo era il nome reale della ragazza, pur temendo la collera del saggio, rifiut: "O grande saggio, maestro dei sensi, io sono solo la figlia di un pescatore, come potr mai unirmi ad un saggio brahmana cos superiore a me? Inoltre, non essendo sposata, come potr fare ritorno alla casa di mio padre dopo aver concepito un figlio? Chi sposer pi una ragazza la cui verginit  andata perduta per opera di un uomo che non  suo marito? Per favore signore, rinuncia al tuo desiderio e lascia che io possa guardare il volto di mio padre senza vergogna." Parasara Muni, per nulla dissuaso da quelle argomentazioni, promise a Satyavati che il figlio da loro concepito sarebbe diventato immediatamente adulto e che lei avrebbe preservato la sua verginit. Inoltre benedisse la ragazza a emanare dal suo corpo un dolcissimo profumo di nettare cos che Satyavati fu conosciuta, da quel giorno, con il nome di Amrtagandha, colei che emana un profumo dolce come il nettare. 
Dopo aver udito le promesse del saggio, Satyavati accett di unirsi a lui e di portarne in grembo il figlio. 
Per nascondere il loro atto, Parasara Muni fece scendere sul fiume un nebbia densa che li protesse dagli occhi del mondo e godette con lei i piaceri dell'amore. 
Immediatamente dopo l'atto sessuale Satyavati partor suo figlio, Vyasadeva, che prontamente lasci i genitori per recarsi sulle pendici dell'Himalaya per compiere i suoi ascetici doveri." 



Figure:

(A sinistra) Un raffigurazione di Vyasadeva mentre riceve da Narada gli insegnamenti che lo indurranno alla compilazione della pi grande tra le sue opere, lo SrimadBhagavatam. 

(Sotto) Il ponte sospeso, l'unica via di collegamento tra la residenza di Parasara Muni e la grotta di Vyasa. Il ponte valica inoltre il fiume sacro Setigandhaki. 

(A destra) Il cottage nel luogo di residenza di Parasara Muni.

(A fianco) Una stupenda panoramica delle montagne Himalayane visibili dal luogo di nascita di Vyasadeva. Di fronte a questo luogo di grande sacralit si spalanca un orizzonte vastissimo. Si nota tra le vette quella dell'Annapurna. 

(Nel piccolo riquadro sotto) La forma di Vyasadeva, posta dai devoti nel luogo della sua nascita. 

(Sotto) Il punto di incontro tra i due fiumi sacri, il Madi e il Seti Gandhaki.







Per visitare Damauli

Come arrivare: Damauli si trova a circa 30 chilometri da Pokhara (due ore di autobus) e pu essere raggiunta con un autobus locale da Pokhara con una spesa veramente irrisoria oppure noleggiando un'autovettura direttamente dal vostro albergo. Per chi arriva da Kathmandu, Damauli si trova sulla stessa strada che porta a Pokhara e potrete quindi scendere prima risparmiandovi due ore di viaggio. 
Dove alloggiare: Purtroppo Damauli non offre un'ampia scelta per il soggiorno, ma soprattutto non dispone di hotel che possano soddisfare le necessit di chi non se la sente di rinunciare agli abituali comfort. A chi cerca un buona sistemazione  consigliabile scegliere come base Pokhara che dispone di una vasta gamma di hotel per tutte le necessit. Il viaggio e gli hotel possono essere prenotati da una qualsiasi agenzia di viaggio di Kathmandu. 
Templi ISKCON: Il tempio ISKCON pi vicino si trova a Kathmandu, nella zona di Bhudanilkantha. Il tempio, di recente costruzione,  fornito di gradevoli stanze per gli ospiti. Per prenotare una camera in anticipo o per qualsiasi altra informazione potete telefonare allo (009771371743). 















Tra tutte le scritture vediche il pi illuminante testo che descrive la Personalit di Sri Krsna 

SRIMADBHAGAVATAM

'UNDICESIMO CANTO'



Scritture Vediche

SRIMADBHAGAVATAM

Abbiamo un grande piacere nel pubblicare la versione inedita in lingua italiana dello SrimadBhagavatam, undicesimo canto, la parte conclusiva del grande classico della spiritualit compilato cinquemila anni fa da KrsnaDvaipayana Vyasa, tradotto dall'originale sanscrito da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, e completato dai suoi discepoli. 
Lo SrimadBhagavatam, l'essenza di tutte le Scritture Vediche,  la scienza spirituale che ci permette di conoscere non solo la sorgente ultima di ogni cosa, l'Essere Supremo, ma anche la relazione che ci unisce a Lui, e spiega inoltre che il nostro dovere  di agire per migliorare la societ umana sulla base di questa conoscenza infallibile. 
Chi fosse interessato all'intera opera pu contattare la Bhaktivedanta Book Trust Italia. 



CANTO 11



CAPITOLO 2



VERSO 5

VERSO 5 

 bhutanam deva-caritam 
 duhkhaya ca sukhaya ca 
 sukhayaiva hi sadhunam 
 tvadrsam acyutatmanam 

 bhutanam: degli esseri viventi; deva-caritam: le
 attivit degli esseri celesti; duhkhaya: che
 portano alla sofferenza; ca: anche; sukhaya:
 nella felicit; ca: anche; sukhaya: nella felicit;
 eva: soltanto; hi: in verit; sadhunam: quella dei
 santi; tvadrsam: come te; acyuta: il Signore
 Supremo e infallibile; atmanam: che hanno
 accettato come la loro stessa anima. 



 TRADUZIONE 

 Le attivit degli esseri celesti portano sia la
 sofferenza sia la gioia agli esseri viventi, ma
 le attivit dei grandi santi come te, che
 hanno accettato il Signore infallibile come la
 loro stessa anima, hanno come unico
 risultato la felicit di tutti gli esseri. 



 SPIEGAZIONE 

 Questo verso afferma chiaramente che i puri
 devoti del Signore come Narada Muni, sono
 persone sante e devono essere considerate
 superiori perfino ai deva, cio gli esseri celesti
 che hanno ricevuto dal Signore Supremo il
 potere di governare l'universo intero. Nella
 Bhagavad-gita (3.12)  detto: 

 istan bhogan hi vo deva 
 dasyante yajna-bhavitah 
 tair dattan apradayaibhyo 
 yo bhunkte stena eva sah 

 "Gli esseri celesti incaricati delle varie necessit
 della vita, soddisfatti dal compimento di yajna
 [sacrificio] forniscono all'uomo tutto ci di cui ha
 bisogno. Ma chi gode di questi doni senza offrirli
 in cambio agli esseri celesti  certamente un
 ladro." A questo proposito Srila Prabhupada ha
 scritto il seguente commento sugli esseri celesti:
 "Gli esseri celesti sono amministratori delle cose
 materiali, e hanno ricevuto uno speciale potere.
 La fornitura dell'aria, della luce, dell'acqua e di
 altre benedizioni necessarie a mantenere insieme
 il corpo e l'anima di tutti gli esseri viventi sono
 affidate agli esseri celesti, che sono assistenti
 innumerevoli nelle differenti parti del corpo di
 Dio, la Persona Suprema. La loro soddisfazione
 e il loro dispiacere dipendono dal compimento
 degli yajna da parte degli esseri umani." In altre
 parole, secondo il piano del Signore, la
 prosperit materiale dipende dalla soddisfazione
 degli esseri celesti. Se i deva sono insoddisfatti a
 causa del mancato compimento o della
 inadeguata celebrazione dei sacrifici, hanno il
 potere di procurare agli esseri umani la
 sofferenza nelle sue forme pi svariate.
 Generalmente questa sofferenza prende la forma
 di una fornitura eccessiva o insufficiente di ci
 che  necessario alla vita. La luce e il calore del
 sole, per esempio, sono necessari alla vita, ma
 quando sono eccessivi o insufficienti noi
 soffriamo. Anche la pioggia eccessiva o
 insufficiente costituisce una causa di sofferenza.
 Cos gli esseri celesti dispensano la felicit o la
 sofferenza agli esseri umani, sulla base del
 compimento del sacrificio. 
 Come spiega questo verso, invece, i grandi santi
 come Narada Muni sono sempre misericordiosi
 verso tutti gli esseri viventi. 

 titiksavah karunikah 
 suhrdah sarva-dehinam 
 ajata-satravah santah 
 sadhavah sadhu-bhusanah 

 "Le caratteristiche del sadhu sono la tolleranza,
 la misericordia e l'amicizia verso tutti gli esseri
 viventi; egli non ha nemici,  pacifico, rispetta le
 Scritture, e tutte le sue qualit sono sublimi."
 (S.B. 3.25.21) Srila Prabhupada, nel suo
 commento a questo verso, ha raffigurato il
 sadhu con queste parole: "Il sadhu  definito qui
 un devoto del Signore. La sua preoccupazione 
 dunque quella di illuminare la gente nel servizio di
 devozione al Signore. In ci consiste la sua
 misericordia. Poich Egli sa che senza il servizio
 devozionale al Signore, la vita umana  sprecata,
 il devoto viaggia per tutto il paese, di porta in
 porta, predicando: 'Siate coscienti di Krsna.
 Diventate devoti di Sri Krsna. Non sprecate la
 vita al solo scopo di soddisfare le vostre
 tendenze animali. La vita umana  fatta per la
 ricerca spirituale, la coscienza di Krsna.' Questo
  ci che predica il sadhu. Non  soddisfatto
 della propria liberazione, ma pensa sempre agli
 altri. E' la persona pi compassionevole verso
 tutte le anime cadute. Una delle sue qualit 
 dunque karunika, una grande misericordia. A
 causa delle molte opposizioni, che incontra nel
 suo impegno di predica il sadhu, il devoto del
 Signore, deve essere molto tollerante. Qualcuno
 forse potr trattarlo ingiustamente, perch le
 anime condizionate non sono pronte a ricevere la
 conoscenza trascendentale del servizio di
 devozione. Non l'apprezzano; questa  la loro
 malattia. Il sadhu ha l'ingrato compito di far
 comprendere loro l'importanza del servizio
 devozionale. Talvolta i devoti vengono perfino
 assaliti personalmente con grande violenza. Ges
 Cristo fu crocifisso. Haridasa Thakura fu
 bastonato in ventidue piazze di mercato e il
 principale assistente di Sri Caitanya,
 Nityananda, venne assalito violentemente da
 Jagai e Madhai. Eppure, essi continuarono ad
 essere tolleranti perch la loro missione
 consisteva nel liberare quante pi anime cadute
 era possibile. Una delle qualifiche del sadhu
 consiste nell'essere molto tollerante e
 misericordioso verso tutti. E' misericordioso
 perch desidera il bene di tutti gli esseri. Non
 solo il bene della societ umana, ma anche degli
 animali. E' detto qui, sarva-dehinam,
 espressione che indica tutti gli esseri viventi che
 hanno assunto un corpo materiale. Non 
 soltanto l'essere umano che possiede un corpo
 materiale; anche gli altri esseri viventi, come i
 cani e i gatti, hanno un corpo materiale. Il devoto
 del Signore  misericordioso verso tutti cani,
 gatti, alberi, eccetera. Il sadhu tratta tutti gli
 esseri in modo tale da riuscire a liberarli da
 questa trappola materiale. Sivananda Sena, uno
 dei discepoli di Sri Caitanya, diede la liberazione
 a un cane trattandolo in modo trascendentale. Ci
 sono molti esempi di 
 cani che ottennero la salvezza grazie alla
 compagnia di un sadhu, perch il sadhu
 si impegna nella pi elevata opera di
 beneficenza, per il bene di tutti gli esseri
 viventi. Bench il sadhu non sia nemico
 di nessuno, il mondo  cos ingrato che
 perfino un sadhu ha molti nemici. 
 "Qual  la differenza tra un nemico e un
 amico? E' una differenza di
 comportamento. Un sadhu si comporta
 con tutti gli esseri viventi in modo da
 portare loro un definitivo sollievo dai
 legami materiali. Nessuno pu dunque
 essere pi amichevole di un sadhu, n
 dare maggiore sollievo a un'anima
 condizionata. Il sadhu  pacifico, e
 segue con calma e tranquillit i princpi
 delle Scritture, restando nello stesso
 tempo un devoto del Signore. Chi segue
 veramente i princpi delle Scritture deve
 essere per forza un devoto del Signore,
 perch tutti gli sastra ci raccomandano
 di obbedire agli ordini di Dio, la Persona
 Suprema. Sadhu significa dunque
 seguace delle Scritture e devoto del
 Signore. Tutte queste caratteristiche
 sono riconoscibili in un devoto. Il devoto
 sviluppa tutte le buone qualit degli
 esseri celesti, mentre chi non  devoto,
 pur avendo qualificazioni accademiche,
 non possiede vere qualificazioni o buone
 qualit secondo le norme della
 realizzazione trascendentale." 
 Per questa ragione Vasudeva us il
 termine sadhu nel descrivere Narada
 Muni, per indicare che la posizione del
 devoto del Signore  superiore perfino a
 quella degli esseri celesti. 



 VERSO 6 

 bhajanti ye yatha devan 
 deva api tathaiva tan 
 chayeva karma-sacivah 
 sadhavo dina-vatsalah 

 bhajanti: adorano; ye: coloro che;
 yatha: in quale modo; devan: gli esseri
 celesti; devah: gli esseri celesti; api:
 anche; tatha eva: proprio in quel modo;
 tan: essi; chaya: nell'ombra; iva: come
 se; karma: dell'azione materiale e delle
 sue reazioni; sacivah: i servitori;
 sadhavah: le persone sante;
 dina-vatsalah: misericordiose verso le
 anime cadute. 



 TRADUZIONE 

 Coloro che adorano gli esseri celesti
 ricevono in cambio benefici
 esattamente corrispondenti alla
 misura dell'offerta. Gli esseri celesti
 sono servitori del karma, come lo  l'ombra di
 una persona, mentre i sadhu sono
 veramente misericordiosi verso le anime
 cadute. 



 SPIEGAZIONE 

 Sono particolarmente significative in questo
 verso le parole chayeva karma-sacivah.
 Chaya significa "ombra". L'ombra di un corpo
 segue precisamente i movimenti del corpo.
 L'ombra non ha il potere di muoversi in modo
 differente dal corpo. Similmente, come afferma
 questo verso, bhajanti ye yatha devan deva
 api tathaiva tan: i risultati che gli esseri celesti
 concedono agli esseri viventi corrispondono
 esattamente alle azioni di questi ultimi. I deva
 hanno ricevuto dal Signore il potere di seguire
 accuratamente il particolare karma di un essere
 vivente per concedergli la felicit e la sofferenza.
 Come un'ombra non pu muoversi in modo
 indipendente, cos gli esseri celesti non possono
 punire o premiare un essere vivente in modo
 indipendente. Bench i deva siano milioni di
 volte pi potenti degli esseri umani che vivono
 sulla Terra, in ultima analisi non sono altro che
 minuscoli servitori di Dio, ai quali il Signore
 permette di giocare il ruolo di controllori
 dell'universo. Nel quarto Canto dello
 Srimad-Bhagavatam, Prthu Maharaja,
 un'incarnazione del Signore dotata di poteri,
 afferma che perfino i deva sono soggetti alla
 punizione del Signore, se si allontanano dalle Sue
 leggi. D'altra parte, invece, i devoti del Signore
 come Narada Muni, con la loro potente
 predicazione, possono interferire con il karma di
 un essere vivente, convincendolo ad
 abbandonare le sue attivit interessate e la
 speculazione mentale per sottomettersi a Dio, la
 Persona Suprema. Nell'esistenza materiale si
 lavora duramente sotto il giogo dell'ignoranza,
 ma se si ottiene l'illuminazione grazie alla
 compagnia di un puro devoto del Signore,
 diventa possibile comprendere la propria vera
 posizione di eterno servitore di Dio. Dedicandosi
 a questo servizio,  possibile dissolvere i propri
 attaccamenti al mondo materiale e liberarsi dalle
 reazioni delle attivit precedenti; in quanto anime
 sottomesse, si ottiene cos, una illimitata libert
 spirituale nel servizio del Signore. A questo
 proposito, la Brahma-samhita (5.54) afferma: 

 yas tv indragopam athavendram aho
 sva-karma- 
 bandhanurupa-phala-bhajanam atanoti 
 karmani nirdahati kintu ca bhakti-bhajam 
 govindam adi-purusam tam aham bhajami 

 "Adoro il Signore primordiale, Govinda, che
 brucia alla radice tutte le attivit interessate di
 coloro che sono colmi di devozione. Per coloro
 che percorrono il sentiero dell'azione per Indra,
 re degli esseri celesti, non meno che per il
 minuscolo insetto indragopa Egli dispensa in
 modo 
 imparziale i piaceri relativi al frutto delle attivit
 secondo la catena delle azioni precedentemente
 compiute." Perfino gli esseri celesti sono legati
 dalle leggi del karma, mentre un puro devoto del
 Signore, che ha completamente abbandonato il
 desiderio del piacere materiale, riesce a ridurre in
 cenere ogni traccia di karma. 

 A questo proposito Srila Bhaktisiddhanta
 Sarasvati Thakura ha spiegato che senza
 impegnarsi con sottomissione nel servizio
 devozionale al Signore, non  possibile essere
 considerati niskama, cio liberi da ogni
 desiderio personale. Talvolta un materialista si
 impegna in atti di carit o azioni altruistiche, e
 ritiene quindi di agire in modo disinteressato.
 Similmente, anche coloro che si impegnano nella
 speculazione mentale con lo scopo finale di
 fondersi nell'aspetto del Signore conosciuto
 come Brahman impersonale, si dichiarano liberi
 dall'egoismo e dal desiderio. Tuttavia, secondo
 Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati questi karmi e
 jnani, tutti presi di s nel loro cosiddetto
 "disinteresse", sono in realt servitori di desideri
 ardenti. In altre parole, non hanno capito
 perfettamente la loro posizione di eterni servitori
 di Dio. Il karmi altruista s'illude di essere il
 migliore amico dell'umanit, bench sia incapace
 di procurare un vero beneficio agli altri, in quanto
 ignora la vita eterna di felicit e di conoscenza
 che si pu trovare al di l dell'allucinazione
 temporanea dell'esistenza materiale. Similmente,
 il jnani, pur dichiarandosi orgogliosamente Dio,
 e invitando anche gli altri a diventare Dio,
 trascura di spiegare in che modo questi
 cosiddetti di sono caduti sotto il giogo delle
 leggi materiali. In realt, i tentativi di diventare
 Dio non sono basati sull'amore per Dio, ma sul
 desiderio di ottenere la stessa posizione di Dio.
 In altre parole, il desiderio di essere uguali al
 Supremo sotto ogni aspetto non  che un altro
 desiderio materiale. Per questa ragione i karmi e
 i jnani, delusi nel loro tentativo artificiale di
 soddisfare i propri desideri, non possono
 mostrare alcuna vera misericordia verso le anime
 cadute. A questo proposito, Sri Madhvacarya
 ha citato la Uddama-samhita: 

 sukham icchanti bhutanam 
 prayo duhkhasaha nrnam 
 tathapi tebhyah pravara 
 deva eva hareh priyah 

 "I rsi desiderano la felicit per tutti gli esseri, e
 sono quasi sempre incapaci di tollerare l'infelicit
 degli uomini. Gli esseri celesti invece sono
 superiori, perch sono molto cari a Sri Hari."
 Bench Srila Madhvacarya abbia messo gli
 esseri celesti in una posizione pi elevata dei rsi
 misericordiosi, Srila Jiva Gosvami afferma,
 sadhavas tu na karmanugatah: i 
 sadhu sono in realt migliori degli esseri celesti,
 perch i sadhu mostrano la loro misericordia
 senza tener conto delle azioni virtuose o empie
 delle anime condizionate. Questo apparente
 disaccordo tra Madhvacarya e Jiva Gosvami
 viene risolto da Bhaktisiddhanta Sarasvati
 Thakura, il quale precisa che nell'affermazione di
 Madhvacarya il termine rsi, o "saggio", indica i
 cosiddetti sadhu, ossia i santi tra i karmi e i
 jnani. I comuni lavoratori dediti all'attivit
 interessata e i filosofi speculativi si considerano
 certamente il massimo della moralit, della virt e
 dell'altruismo, ma poich ignorano la posizione
 suprema di Dio, la Persona Sovrana, non
 possono essere considerati uguali ai deva, agli
 esseri celesti, che sono tutti devoti del Signore e
 consapevoli del fatto che tutti gli esseri viventi
 sono Suoi eterni servitori. Neppure questi deva,
 comunque, possono essere paragonati ai puri
 devoti come Narada. Questi puri devoti hanno
 ricevuto il potere di concedere la pi alta
 perfezione della vita sia agli esseri virtuosi sia agli
 empi, i quali devono soltanto seguire gli ordini di
 devoti cos puri. 

 

VERSO 7 

 brahmams tathapi prcchamo 
 dharman bhagavatams tava 
 yan srutva sraddhaya martyo 
 mucyate sarvato bhayat 

 brahman: o brahmana; tatha api: nondimeno
 (bench io sia completamente soddisfatto per il
 solo fatto di vederti); prcchamah: io ti chiedo di
 parlarmi; dharman: i doveri religiosi;
 bhagavatan: che sono concepiti particolarmente
 per far piacere al Signore Supremo; tava: da te;
 yan: che; srutva: ascoltando; sraddhaya: con
 fede; martyah: una persona destinata a morire;
 mucyate: viene liberata; sarvatah: da tutte;
 bhayat: le paure. 



 TRADUZIONE 

 O brahmana, bench io mi senta soddisfatto
 anche solo nel vederti, desidero comunque
 informarmi da te su quei doveri che danno
 piacere a Dio, la Persona Suprema.
 Qualunque mortale ascolti con fede questi
 argomenti si libera da ogni genere di paura. 



 SPIEGAZIONE 

 Secondo Srila Jiva Gosvami, Narada Muni
 avrebbe potuto provare un po' di esitazione nel
 dare istruzioni a Vasudeva a causa di un naturale
 rispetto verso di lui, dato che era il padre di
 Krsna. Narada poteva pensare che Vasudeva
 era gi perfetto nella coscienza di Krsna, e
 quindi non esisteva alcun bisogno di istruirlo sul
 metodo del servizio di devozione. Cos,
 anticipando la possibile riluttanza di Narada,
 Vasudeva gli chiese in modo specifico di istruirlo
 sul servizio devozionale a Krsna. Questa  una
 caratteristica del puro devoto. Un puro devoto di
 Krsna non si considera mai molto elevato, anzi,
 a causa della sua umilt considera il suo servizio
 devozionale estremamente imperfetto, pur
 pensando che Sri Krsna, nella Sua
 incondizionata misericordia, accetta questo
 servizio cos com'. A questo proposito,
 Caitanya Mahaprabhu ha affermato: 

 trnad api sunicena 
 taror api sahisnuna 
 amanina manadena 
 kirtaniyah sada harih 

 "Si possono cantare i santi nomi del Signore con
 una mente umile, sentendosi inferiori a un filo di
 paglia sulla strada. Si dovrebbe essere pi
 tolleranti di un albero, liberi da ogni senso di
 falso prestigio, e pronti ad offrire ogni rispetto
 agli altri." (Siksastaka 3) Le anime
 condizionate in questo mondo materiale
 s'inorgogliscono vanamente del loro cosiddetto
 lignaggio familiare. Questo orgoglio  falso
 perch chi nasce nel mondo materiale si trova in
 una posizione degradata, anche nel migliore dei
 casi. Vasudeva invece non era certamente
 degradato, perch era nato nella famiglia di
 Krsna. Essendo il padre di Krsna, occupava
 una posizione estremamente elevata, eppure,
 poich era un puro devoto, non si inorgogliva a
 causa della sua relazione speciale con Krsna. Al
 contrario, considerandosi carente nella
 comprensione spirituale, approfitt
 dell'apparizione di Narada Muni, un grande
 predicatore della coscienza di Krsna, per
 chiedergli immediatamente di istruirlo nel servizio
 di devozione. Questa incomparabile umilt di un
 puro devoto di Krsna  di gran lunga superiore
 alla falsa umilt dell'impersonalista, che nutre in
 realt il desiderio di essere uguale a Dio,
 mostrando esternamente un comportamento da
 persona umile e santa. 
 Bhayam, la paura,  causata dal fatto di vedere
 qualcosa di diverso da Krsna
 (dvitiyabhinivesatah ). In realt, tutto 
 un'emanazione di Dio, la Persona Suprema,
 come insegna il Vedanta-sutra (janmady asya
 yatah), e come conferma la Bhagavad-gita
 (aham sarvasya prabhavah, vasudevah
 sarvam iti, eccetera). Krsna  l'amico benevolo
 di tutti gli esseri viventi 
 (suhrdam sarva-bhutanam). Se un essere
 vivente abbandona i suoi assurdi tentativi di
 sfidare Dio, la Persona Suprema, e si sottomette
 al Signore, certamente acquista fiducia nella sua
 relazione eterna con Krsna. Un'anima
 sottomessa pu effettivamente sperimentare il
 fatto che Krsna  il suo benevolo amico, e dal
 momento che questo amico  il supremo e
 assoluto dominatore di ogni esistenza,
 certamente non c' pi motivo di aver paura. Il
 figlio di un uomo ricco si sente certamente al
 sicuro mentre visita la propriet di suo padre, e
 un rappresentante del governo, un potente
 funzionario, si sente fiducioso nel compimento
 dei suoi doveri. Analogamente un devoto di
 Krsna, che agisce come rappresentante del
 Signore Supremo, si sente fiducioso perch
 comprende che in qualsiasi momento l'intera
 creazione materiale e spirituale  rigidamente
 sottoposta al controllo del suo benevolo
 padrone. Il non devoto, invece, negando la
 posizione suprema di Krsna, immagina che
 esista qualcosa di diverso da Krsna. Se un
 servitore del governo, per esempio, pensa che vi
 sia qualche pericoloso ostacolo che non pu
 essere controllato dal potere del governo, 
 preso della paura. Se un bambino sente che
 esiste un potere che non pu essere vinto da suo
 padre, si spaventa. Similmente, poich crediamo
 in modo artificiale che nell'esistenza vi sia
 qualcosa che non  soggetta al rigido controllo
 del Signore benevolo, abbiamo paura. Questo
 concetto di dualit (una seconda esistenza
 all'infuori di Krsna)  chiamata
 dvitiyabhinivesa, e crea immediatamente
 un'atmosfera estranea di bhayam, di paura.
 Krsna  chiamato abhayankara, per indicare
 che Egli distrugge ogni paura nel cuore del Suo
 devoto. 
 Talvolta i cosiddetti studiosi, sviati da molti anni
 di speculazioni impersonalistiche e dai piaceri
 della vita materiale, si sentono spaventati e
 ansiosi. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati
 paragona questi filosofi turbati all'avvoltoio
 prigioniero della Chandogya Upanisad. Poich
 desiderano liberarsi dalla paura, questi
 speculatori sventurati s'immaginano una
 liberazione fittizia (vimukta-maninah) e cercano
 rifugio nell'esistenza spirituale impersonale, o nel
 vuoto. Ma il Bhagavatam (10.2.32) afferma,
 aruhya krcchrena param padam tatah /
 patanty adho 'nadrta-yusmad-anghrayah :
 poich non hanno rettificato il loro errore
 originario, il rifiuto della propria relazione eterna
 con Dio, la Persona Suprema, questi speculatori
 cadono dal loro stato di liberazione immaginaria
 e rimangono cos in una condizione di timore.
 Vasudeva, invece,  aperto al desiderio di
 ascoltare sempre di pi le glorie del servizio di
 devozione a Krsna, e perci afferma, yan
 srutva sraddhaya martyo mucyate sarvato
 bhayat:  sufficiente ascoltare ci che riguarda il
 puro servizio di devozione a Krsna, perch
 un'anima condizionata possa liberarsi facilmente
 da ogni genere di paura, e questa libert
 trascendentale  certamente eterna. 
 (Continua nel prossimo numero)















SRILA PRABHUPADA 
LILAMRTA

La Biografia di un Santo del XX Secolo

di Satsvarupa dasa Gosvami

Prosegue la pubblicazione integrale della biografia di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, cos com' presentata nel volume intitolato Srila Prabhupada Lilamrita. 



Sesta Puntata

Benefattori di tale alto valore, quali Caitanya Mahaprabhu e i Suoi devoti, non sono mai esistiti e mai esisteranno.
L'offerta di altri benefici  soltanto un inganno, in realt questo  un enorme danno, mentre il beneficio reso da Lui e dai Suoi seguaci  il pi grande e vero beneficio eterno.
Tale beneficio non  destinato a un particolare paese e causa di danno per un altro,  destinato al beneficio dell'intero universo. 
- Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati

Narendranath Mullik, l'amico di Abhay, era insistente. Voleva che Abhay vedesse un sadhu venuto da Mayapur. Naren e altri amici lo avevano gi incontrato al suo vicino asrama sulla Ultadanga Junction Road, e ora egli desiderava l'opinione di Abhay. Nella cerchia degli amici ognuno considerava Abhay il leader, cos se Naren poteva dire agli altri che anche Abhay aveva un'alta considerazione del sadhu, ci avrebbe confermato le loro valutazioni. Abhay era riluttante, ma Naren faceva pressioni. 
Sul far della sera, erano fermi a parlare tra i passanti nella strada affollata, mentre il traffico delle vetture da nolo trainate da cavalli, i carri a buoi, gli occasionali taxi e gli autobus circolavano rumorosamente intorno a loro. Naren pose con decisione la sua mano sul braccio dell'amico, cercando di trascinarlo avanti, mentre Abhay sorrideva e ostinatamente cercava di dirigersi verso l'altra via. Naren insisteva dicendo che, data la vicinanza, avrebbero potuto almeno fare una breve visita. Abhay ridendo presentava le sue scuse. La gente capiva che i due giovani erano amici, ma era una strana situazione vedere un giovane prestante, vestito in dhoti e kurta di khadi, trascinato dai suoi amici. 
Naren spiegava che il sadhu, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, era un vaisnava e un grande devoto di Sri Caitanya Mahaprabhu. Uno dei suoi discepoli, un sannyasi, aveva visitato la casa dei Mullik e li aveva invitati a incontrare Srila Bhaktisiddhanta. 
Alcuni della famiglia Mullik erano andati a vederlo ed erano rimasti molto bene impressionati. Abhay tuttavia rimase scettico. "Oh, no, conosco tutti questi sadhu", disse, "non ho intenzione di venire a vederlo." 
Nella sua infanzia Abhay aveva visto un gran numero di sadhu; ogni giorno suo padre ne riceveva almeno tre o quattro nella sua casa. Alcuni di loro erano solo mendicanti, e alcuni fumavano anche la ganja. Gour Mohan era stato sempre molto liberale nel permettere a chiunque indossasse l'abito color zafferano del sannyasi di venire a casa sua. 
Ma ci doveva forse significare che un uomo, pur essendo un mendicante e un fumatore di ganja, dovesse essere considerato una persona santa per il solo fatto di indossare l'abito del sannyasi o di raccogliere fondi per la costruzione di un monastero o di influenzare la gente con le sue parole? 
No, in generale essi erano una gran delusione. Abhay aveva anche visto un uomo nei dintorni di casa sua che faceva il mendicante di professione. La mattina, quando tutti si vestivano per recarsi al lavoro, indossava vesti color zafferano e andava a elemosinare, e in questo modo provvedeva al suo sostentamento. Era una cosa conveniente che un tale cosiddetto sadhu ricevesse una visita di rispetto, come se fosse un guru? 
Naren dichiar di sentire che questo sadhu era un colto studioso, e Abhay avrebbe dovuto almeno incontrarlo per poter giudicare di persona. Bench le insistenze di Naren non corrispondessero al suo desiderio, Abhay alla fine, non pot pi respingere la proposta dell'amico. Insieme attraversarono il tempio di Parsnath Jain fino a raggiungere Ultadanga, con la sua insegna, Bhaktivinoda Asana, che annuncia l'arrivo al quartiere della Gaudiya Math. 
Giunti alla porta, un giovane riconobbe il signor Mullik Naren aveva precedentemente fatto una donazione  e immediatamente li scort sul terrazzo del secondo piano, alla presenza di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati che sedeva insieme con pochi discepoli e ospiti nella piacevole atmosfera del crepuscolo. 
Seduto con la schiena molto eretta, Srila Bhaktisiddhanta appariva alto. Era magro, di colorito chiaro e dorato, e aveva braccia molto lunghe. Portava lenti bifocali con una montatura semplice. Aveva il naso aguzzo e la fronte ampia, la sua espressione era quella di uno studioso, ma non era affatto timido. I segni verticali del tilaka vaisnava sulla fronte erano familiari ad Abhay, come pure la semplice veste di sannyasa drappeggiata intorno alla sua spalla destra che lasciava scoperta l'altra spalla e met del suo petto. Portava al collo perle di tulasi e i segni del tilaka vaisnava fatti con l'argilla erano visibili sulla sua gola, sulle spalle e sulla parte superiore delle braccia. Un candido filo brahminico girava intorno al suo collo e attraversava il petto. Abhay e Naren, che erano nati entrambi in famiglie vaisnava, offrirono immediatamente gli omaggi stendendosi bocconi sul pavimento alla vista del venerato sannyasi. 
Mentre i due giovani erano ancora in piedi e si preparavano a sedersi, prima che qualsiasi formalit preliminare avesse luogo, Srila Bhaktisiddhanta immediatamente si rivolse verso di loro e disse: "Voi siete giovani istruiti, perch non predicate il messaggio di Sri Caitanya da un capo all'altro del mondo?". Abhay riusciva a stento a credere a ci che aveva appena udito. Non si erano ancora scambiati i loro punti di vista, eppure questo sadhu stava gi dicendo loro ci che avrebbero dovuto fare. Seduto di fronte a Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, Abhay stava raccogliendo le sue facolt mentali e tentando di ricavarne un'impressione comprensibile, ma questa persona aveva gi comunicato loro che dovevano diventare predicatori e viaggiare per il mondo! Abhay rimase immediatamente colpito, ma non aveva intenzione di lasciar cadere il suo intelligente scetticismo. Dopo tutto, si notava una certa presunzione in ci che il sadhu aveva detto. Con il suo modo di vestire Abhay si era gi presentato come un seguace di Gandhi, e sent l'impulso di sollevare un argomento. Eppure, mentre continuava ad ascoltare le parole di Srila Bhaktisiddhanta, cominci anche lui a sentirsi conquistato dalla forza di convinzione del sadhu. Poteva capire che Srila Bhaktisiddhanta non aveva a cuore nient'altro che Sri Caitanya e che era questo ci che lo rendeva grande. Questa era la ragione per cui i suoi seguaci si riunivano intorno a lui e Abhay stesso si sentiva trascinato, ispirato, umile e desideroso di ascoltare di pi. Tuttavia si sent obbligato a sollevare un argomento, per metterne alla prova la verit. Irresistibilmente attratto nella discussione, Abhay rispose alle parole che Srila Bhaktisiddhanta aveva concisamente pronunciato nei primi secondi del loro incontro. "Chi ascolter il vostro messaggio di Sri Caitanya?", Abhay domand. "Noi siamo un Paese subordinato. Prima l'India deve riavere la sua indipendenza. Come possiamo diffondere la cultura indiana, se siamo soggetti al governo britannico?". 
Bench Abhay non fosse arrogante, ma tendesse solo a stimolare una reazione, la domanda risult chiaramente una sfida. Se doveva accogliere con seriet la considerazione del sadhu  e non vi era niente nel contegno di Srila Bhaktisiddhanta che indicasse che egli non era serio  Abhay si sentiva spinto a domandare come egli avesse potuto avanzare questa proposta mentre l'India era ancora dominata. Srila Bhaktisiddhanta rispose con voce pacata e profonda che la coscienza di Krishna non doveva aspettare un cambiamento della politica in India, n dipendeva dalla persona che aveva in mano il governo. La coscienza di Krishna era cos importante  importante in modo cos esclusivo  che non poteva aspettare. Abhay fu colpito dalla sua audacia. Come poteva fare questa affermazione? L'intera India, tranne questo piccolo terrazzo di Ultadanga, era in subbuglio e sembrava sostenere le parole di Abhay. Molti capi famosi nel Bengala, molti santi, e Gandhi stesso, uomini colti e consapevoli della spiritualit, tutti presumibilmente avrebbero fatto la stessa domanda, sfidando la competenza del sadhu. Eppure egli aveva messo da parte ogni altra considerazione come se non fosse degna di rilievo. 
Srila Bhaktisiddhanta continu: "Chiunque abbia in mano il potere, si tratta sempre di una situazione temporanea, ma la realt eterna  la coscienza di Krishna e il vero s  l'anima spirituale. Nessun sistema politico organizzato dagli uomini pu dare un aiuto reale all'umanit. Questo  il verdetto delle Scritture Vediche e della linea di maestri spirituali. Bench ognuno sia un eterno servitore di Dio, quando si identifica con il corpo temporaneo, e considera degna di adorazione la nazione in cui  nato, cade nell'illusione. I capi e i seguaci dei movimenti politici nel mondo, incluso il movimento per svaraj, si limitano a coltivare questa illusione. La vera opera benefica a livello individuale, sociale e politico, deve preparare una persona per la sua prossima vita e aiutarla a ristabilire la sua eterna relazione con il Supremo. 
Srila Bhaktisiddhanta aveva elaborato queste idee molto tempo prima nei suoi scritti: 
Benefattori di tale alto valore, quali (Chaitanya) Mahaprabhu e i Suoi devoti non sono mai esistiti e mai esisteranno. L'offerta di altri benefici  soltanto un inganno, in realt questo  un enorme danno, mentre il beneficio reso da Lui e dai Suoi seguaci  il pi grande e vero beneficio eterno.... Tale beneficio non  destinato a un particolare Paese e causa di danno per un altro;  destinato al beneficio dell'intero universo.... La gentilezza che Sri Chaitanya Mahaprabhu ha dimostrato ai jiva li libera eternamente da tutti i desideri, da tutte le difficolt e da tutti i dolori.... La gentilezza non produce alcun male e i jiva che la riceveranno non saranno vittime dei mali del mondo. 
Mentre Abhay ascoltava con attenzione gli argomenti di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, ricord le parole di un poeta bengali; egli diceva che anche civilt meno progredite, come la Cina e il Giappone, erano indipendenti, eppure l'India era soggetta all'oppressione politica. Abhay conosceva bene la filosofia del nazionalismo e la sua tesi che l'indipendenza dell'India aveva la priorit su ogni altro aspetto. Un popolo oppresso  una realt, l'assassinio britannico di cittadini innocenti  una realt, e l'indipendenza avrebbe portato beneficio alla gente. La vita spirituale era un lusso da concedersi soltanto dopo aver ottenuto l'indipendenza. Al momento, la causa della liberazione nazionale dagli Inglesi era il solo movimento spirituale rilevante. La causa a favore delle persone era in se stessa Dio. Eppure, poich Abhay era nato in una famiglia vaisnava, apprezzava le parole di Srila Bhaktisiddhanta. Abhay era gi arrivato alla conclusione che questo non era certamente uno dei tanti guru di dubbia fama, e percep la verit in ci che Bhaktisiddhanta diceva. Questo sadhu non stava elaborando la sua personale filosofia, e non si limitava a essere borioso o combattivo, bench si esprimesse in modo tale da estromettere in pratica ogni altra filosofia. Stava parlando degli insegnamenti eterni della letteratura vedica e dei saggi, e Abhay amava sentir parlare di ci. 
Srila Bhaktisiddhanta, esprimendosi talvolta in inglese e talvolta in bengali, citando talvolta i versi sanscriti della Bhagavad-gita, parlava di Sri Krishna come della pi alta autorit vedica. Nella Bhagavad-gita Krishna aveva dichiarato che ogni persona dovrebbe abbandonare ogni dovere di carattere religioso e arrendersi a Lui, Dio, la Persona Suprema (sarvadharman parityajya mam ekam saranam vraja). Anche lo Srimad-Bhagavatam ribadisce questa affermazione. Dharmah projjhitakaitavo 'tra paramo nirmatsaranam satam: tutte le altre forme di religione non sono pure e dovrebbero essere rifiutate. Solo il bhagavatadharma che consiste nel compiere il proprio dovere per soddisfare il Signore, dovrebbe restare. 
La presentazione di Srila Bhaktisiddhanta era cos convincente che qualunque persona accettasse gli sastra, doveva accettare la sua conclusione. La gente, disse Bhaktisiddhanta, oggi non ha fede, perci non crede che il servizio di devozione possa rimuovere qualsiasi anomalia, anche sulla scena politica. Critic le persone che, pur ignorando ci che si riferisce all'anima, sostengono di essere capi. Cit i nomi di capi contemporanei, sottoline il loro fallimento e mise in rilievo l'urgenza di offrire all'umanit il bene pi elevato educando le persone nella conoscenza dell'anima eterna, della relazione dell'anima con Krishna e del servizio devozionale. 
Abhay non aveva mai dimenticato l'adorazione di Krishna e i suoi insegnamenti nella Bhagavad-gita. Inoltre la sua famiglia aveva sempre adorato Sri Caitanya Mahaprabhu e la Sua missione che Srila Bhaktisiddhanta aveva abbracciato. Come le persone della Gaudiya Math adoravano Krishna, cos anch'egli aveva adorato Krishna per tutta la vita, e non L'aveva mai dimenticato, ma ora era stupito di ascoltare la filosofia vaisnava presentata in modo cos magistrale. Nonostante il suo coinvolgimento negli studi universitari, nel matrimonio, nel movimento nazionale e in altri affari, egli non aveva mai dimenticato Krishna. Bhaktisiddhanta Sarasvati, tuttavia, stava ora stimolando dentro di lui la sua originale coscienza di Krishna, e grazie alle parole del suo maestro spirituale non solo Abhay stava ricordando Krishna, ma sentiva che la sua coscienza di Krishna si intensificava di migliaia, di milioni di volte. Ci che non era stato detto nell'infanzia di Abhay, ci che era rimasto imprecisato a Jagannatha Puri, ci che aveva distolto Abhay dall'Universit, tutto ci da cui il padre lo aveva protetto, prorompeva dentro di lui in sentimenti simpatetici. Egli voleva trattenerli. 
Si sentiva sconfitto, ma non gli dispiaceva. Improvvisamente realizz che non era mai stato sconfitto prima. Questa sconfitta tuttavia non era una perdita. Era un immenso guadagno. 
Srila Prabhupada: Appartenevo a una famiglia vaisnava, e potevo apprezzare ci che egli stava predicando. Naturalmente stava parlando a ogni persona, ma trov qualcosa in me. Io restai convinto dalle sue argomentazioni e dal modo di presentarle. Rimasi enormemente colpito dalla meraviglia. Potevo capire: questa  la persona giusta che pu comunicare una vera idea religiosa. 
Era tardi. Abhay e Naren avevano parlato con lui per oltre due ore. Un brahmacari pose nella mano aperta di ognuno un po' di prasadam e tutti alzandosi pieni di gratitudine, presero congedo. 
Scesero le scale e uscirono sulla strada. La notte era scura. Qua e l ardeva una luce, e qualche negozio era aperto. Abhay, profondamente soddisfatto, rifletteva su ci che aveva appena ascoltato. 
La spiegazione di Bhaktisiddhanta che il movimento d'indipendenza era temporaneo e causa incompleta, aveva esercitato una viva impressione su di lui. Si sent meno nazionalista e pi un seguace di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati. Pens anche che sarebbe stato meglio che non si fosse sposato. 
Questa grande personalit stava chiedendogli di predicare. Poteva unirsi immediatamente a lui, ma era sposato: lasciare la famiglia sarebbe stata un'ingiustizia. 
Allontanandosi dall'asrama, Naren si rivolse all'amico: "Cos, Abhay, qual  la tua impressione? Che cosa ne pensi di lui?". 
"E' meraviglioso!'' rispose Abhay. "Il messaggio di Sri Caitanya  nelle mani di una persona molto esperta." 
Srila Prabhupada: Lo accettai immediatamente come mio maestro spirituale. Non ufficialmente, ma nel mio cuore. Pensavo che avevo incontrato una persona veramente santa. 

 * * *

Dopo il primo incontro con Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, Abhay cominci a frequentare di pi i devoti della Gaudiya Math. Essi gli consegnarono dei libri e gli narrarono la storia del loro maestro spirituale. 
Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati era uno dei dieci figli nati da Bhaktivinoda Thakura, un grande maestro vaisnava appartenente alla linea di discepoli che discende da Sri Caitanya stesso. Prima di Bhaktivinoda gli insegnamenti di Sri Caitanya erano stati oscurati da maestri e sette che pretendevano di essere seguaci di Sri Caitanya, ma deviavano drasticamente dai Suoi puri insegnamenti. La buona reputazione del vaisnavismo era stata compromessa. 
Bhaktivinoda Thakura, invece, che era stato un autore prolifico, grazie ai suoi scritti e alla sua posizione sociale di funzionario governativo, riconsegn al vaisnavismo la sua rispettabilit. Predic che gli insegnamenti di Sri Caitanya erano la forma pi elevata di teismo e non si rivolgevano a una setta, a una religione o a una nazione in particolare, ma alla gente di ogni Paese. Profetizz che gli insegnamenti di Sri Caitanya si sarebbero diffusi in tutto il mondo, e lo desiderava ardentemente. 
La religione predicata da Sri (Caitanya) Mahaprabhu  universale, non esclusiva.... Il principio del kirtana come futura chiesa del mondo  per tutte le categorie di uomini, senza distinzione di classe o di casta   un invito a coltivare lo spirito al livello pi elevato. Questa chiesa, come sembra, si espander da un capo all'altro del mondo e prender il posto di tutte le chiese settarie che escludono gli estranei dai recinti della moschea, della chiesa o del tempio. 
Sri Caitanya non era sceso per liberare soltanto pochi uomini dell'India. Il Suo principale obiettivo consisteva invece nell'emancipare tutti gli esseri viventi di ogni paese, in tutto l'universo, e nel predicare la Religione eterna. Sri Caitanya dice nel Caitanya Bhagavat: "In ogni citt, in ogni paese e villaggio, il Mio nome sar cantato." Non vi sono dubbi che questo ordine incontestabile sar accettato. Bench non si sia ancora realizzata una pura societ di vaisnava, le parole profetiche di Sri Caitanya in breve tempo diventeranno vere, ne sono sicuro. Perch no? Niente  assolutamente puro all'inizio. Dall'imperfezione uscir la purezza. 
Oh, fortunato il giorno in cui Inglesi, Francesi, Russi, Tedeschi e Americani prenderanno le bandiere, le mridanga e i karatala e faranno risuonare il kirtana nelle strade e nelle citt. Quando verr quel giorno? 
Nelle sue funzioni di eminente magistrato, Bhaktivinoda Thakura era un funzionario del governo di grande responsabilit. Egli faceva anche servizio con l'incarico di sovrintendente del tempio del Signore Jagannatha, ed era padre di dieci figli. Tuttavia, nonostante tutte queste responsabilit, serviva la causa di Krishna con prodigiosa energia. Dopo essere tornato a casa dall'ufficio la sera, cenava e andava a riposare. Dormiva fino a mezzanotte, poi si alzava e scriveva fino al mattino. 
Nel corso della sua vita scrisse pi di un centinaio di libri, molti dei quali in lingua inglese. Uno dei suoi importanti contributi fu la localizzazione dell'esatto luogo di nascita di Sri Caitanya a Mayapur, a circa sessanta miglia a nord di Calcutta, che egli port a termine con la cooperazione di Jagannatha dasa Babaji e di Gaurakisora dasa Babaji. 
Mentre lavorava per riformare il vaisnavismo della Gaudiya in India, pregava Sri Caitanya: "l Tuoi insegnamenti sono stati molto svalutati. Non  in mio potere ripristinarli", e pregava che gli fosse concesso di avere un figlio che lo aiutasse nella predica. 
(Continua sul prossimo numero)















Maestri in Cucina

I Primi Piatti
Caldi e Prelibati

di Kurma dasa

Idee originali per portare in tavola
il classico primo piatto

Cuscus in salsa di verdure

Il cuscus  un piatto molto noto nella cucina araba. E' un semolino a grana grossa di grano duro che viene cotto a vapore e servito con una salsa di pomodoro arricchita con un misto di verdure e di spezie. E' ideale come piatto unico per un pasto un po' originale. 

Preparazione e cottura: 1 ora



Ingredienti per 810 persone: 

Salsa:
3 cucchiai d i burro
1/2 cucchiaino di assafetida gialla in polvere
6 zucchine piccole tagliate a cubetti di 2,5 cm
2 peperoni verdi di media grandezza privati dei semi e dei filamenti e tagliati a strisce larghe
2 tazze di zucca tagliata a cubetti
1 grossa patata sbucciata e tagliata grossolanamente
2 piccole rape, tagliate a met e affettate nel senso della lunghezza
almeno 4 tazze (1 l) di acqua
2 tazze d i ceci cotti e scolati
8 pomodori medi tagliati a dadini
1 cucchiaino e 1/2 di coriandolo macinato
1 cucchiaino e 1/2 di cumino macinato
2 cucchiaini di curcuma
1/2 cucchiaino di pepe di Caienna
2 peperoncini verdi piccanti tritati
1 cucchiaino e 1/2 di sale
1/2 cucchiaino di pepe nero macinato al momento

Cuscus:
2 tazze (500 ml) di acqua
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino di sale
500 g di cuscus
2 cucchiai di burro



Preparazione della salsa:

1. Fate fondere a fuoco moderato 3 cucchiai di burro in una casseruola pesante oppure nel fondo di un tegame da cuscus. Aggiungete l'assafetida, le zucchine, i peperoni, la zucca, le patate e le rape. Fate rosolare per 10 minuti. Aggiungete met dell'acqua e portatela a ebollizione. Abbassate il fuoco e fate cuocere lentamente per 30 minuti. 

2. Aggiungete i ceci, i pomodori, il coriandolo macinato, il cumino, il pepe di Caienna, i peperoncini verdi, il sale, il pepe e l'acqua rimasta (se necessario aggiungetene dell'altra). Mescolate bene e abbassate la fiamma al minimo facendo cuocere per altri 15 minuti. Poco prima che la salsa sia pronta, preparate il cuscus. 



Preparazione del cuscus:

1. Versate 2 tazze (500 ml) di acqua in una casseruola grande. Aggiungete un cucchiaino di sale, portate ad ebollizione e togliete dal fuoco. 

2. Mescolando continuamente, aggiungete lentamente il cuscus. Fate gonfiare i granelli per 2 minuti. Aggiungete 23 cucchiai di burro e fate riscaldare i granelli a fuoco basso per 3 minuti mescolando con una forchetta per separarli. 



Come servire il cuscus:

Versatelo a montagna su un grande piatto da portata preriscaldato. Scolate le verdure dal loro liquido (che potrete servire a parte in piccole ciotole) e versatele sopra il cuscus. Servite subito. 










Rigatoni al forno con verdure

Versione vegetariana della famosa ricetta dei rigatoni al forno calabresi. 

Preparazione e cottura: 45 minuti

Ingredienti per 46 persone:
1/4 di tazza di olio extravergine di oliva
1/2 cucchiaino di assafetida gialla in polvere
1/4 di tazza di peperoni rossi tagliati a dadini
3 tazze di pomodori passati
1 tazza di cimette di broccoli
1/4 di tazza di piselli verdi cotti
2 cucchiaini di sale
1/4 di cucchiaino di pepe nero macinato al momento
2 cucchiai di basilico fresco tritato
1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata
1 tazza di panna da cucina
1/4 di tazza di parmigiano grattugiato
2/3 di tazza di ricotta o di formaggio fresco in fiocchi
1/2 tazza di pane grattugiato
300 g di rigatoni
1 tazza di mozzarella tritata
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato

1. Fate riscaldare l'olio extravergine di oliva in una casseruola pesante da 4 l a fuoco medio basso. Fate soffriggere l'assafetida e i dadini di peperoni per 2 minuti. Aggiungete il passato di pomodoro, i broccoli, il cavolfiore, i piselli, il sale, il pepe, il basilico e la noce moscata. Fate cuocere lentamente fino a quando i vegetali saranno teneri (1520 minuti). Aggiungete la panna, il parmigiano, la ricotta e il pane grattugiato. Togliete dal fuoco e coprite. 

2. Fate cuocere la pasta in acqua salata e scolatela accuratamente appena sar cotta al dente. 

3. Condite la pasta con la salsa di verdure. Versatela in una grande pirofila, distribuitela bene e cospargete la superficie con la mozzarella. Fate cuocere nel forno preriscaldato a 200 C per 10 minuti. Servite bollente, guarnendo con il prezzemolo tritato. 










Tagliolini piccanti alla malese
(Mie Goreng)

L'ingrediente base di questo piatto sono i tagliolini cinesi di grano che ormai si trovano anche in un supermercato ben fornito o comunque in qualsiasi negozio specializzato in alimenti orientali. 
Il sapore piccante  dato dal sambal olek, un condimento indonesiano a base di peperoncino rosso tritato che troverete gi pronto. I tagliolini piccanti alla malese possono far parte di una cena un po' speciale e sorprendente. 

Preparazione e cottura: 2030 minuti

Ingredienti per 1012 persone:

375 g di fogli di tofu (cagliata essiccata e affettata di fagioli di soia) 
250 g di tagliolini di grano cinesi, essiccati 
abbondante olio per friggere 
400 g di tofu fresco consistente tagliato in piccoli cubetti 
3 cucchiai di olio di sesamo cinese 
3 cucchiai di zenzero fresco
1/2 cucchiaino di assafetida gialla in polvere
1 mazzo di choy sum, tagliato in pezzi da 2,5 cm (foglie e gambo) 
3 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di sambalolek normale (usatene una quantit maggiore se volete tagliolini pi piccanti) 
3 cucchiai di succo di limone spremuto al momento 
2 tazze di germogli di soia 

1. Fate macerare i fogli di tofu essiccati nell'acqua bollente per 15 minuti. Quando si saranno ammorbiditi, tagliateli in quadretti di 2,5 cm, scolateli e asciugateli. 

2. Fate cuocere in acqua bollente i tagliolini in una casseruola da 5 l fino a quando saranno al dente. 
Scolateli e risciacquateli in acqua fredda. Scolateli nuovamente. 

3. Fate riscaldare a fuoco vivace abbondante olio in un wok o in una padella e friggete i cubetti di tofu essiccato fino a quando saranno dorati. Toglieteli e scolateli. Continuate fino ad esaurimento dei cubetti. Friggete i quadretti di tofu essiccato fino a quando saranno dorati e leggermente gonfi. Toglieteli, scolateli e metteteli da parte. 

4. Fate riscaldare a fuoco vivace l'olio di sesamo in un altro wok. Rosolate lo zenzero sminuzzato per un minuto. Aggiungete l'assafetida e il choy sum e fate saltare fino a quando le verdure saranno tenere. 

5. Aggiungete la salsa di soia, il sambal olek, il succo di limone, il tofu essiccato e quello fresco, entrambi fritti, e i germogli di scia. Mescolate. Alzate la fiamma e aggiungete i tagliolini. 
Rimescolate fino a quando i tagliolini saranno diventati caldi e servite.















I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA

Arrendersi a Dio

Quella che segue  il seguito della conversazione tra Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e alcuni discepoli, tenutasi a Mayapur, India, il 16 gennaio 1976. 



Srila Prabhupada: Ma questi furfanti dicono: "No, no. Non  possibile. Devo agire secondo i miei capricci. Perch dovrei abbandonarmi?" 
"Va bene, continua come vuoi  dice infine Krsna  ti conceder ogni agevolazione per soddisfare i tuoi capricci. Fai quello che vuoi, fai del tuo meglio." E' cos che vanno le cose. Krsna d buoni consigli ma sfortunatamente i mascalzoni non li accettano. Infatti Krsna  cos gentile che dice: "Va bene, fa' a modo tuo, ti dar ogni agevolazione." Questa agevolazione  Maya, l'energia illusoria del Signore. Quando l'anima desidera lasciare il mondo spirituale, Maya le offre questo mondo materiale e una mente influenzata dalla materia con la quale pu spadroneggiare. In realt Maya le concede quella mente per punirla severamente. In qualche modo Maya ci ha dato quindi una mente astuta e influenzata dalla materia. "Va bene, continua a desiderare il piacere materiale illusorio. Continua a desiderare, a desiderare e, ti dar ogni agevolazione." Discepolo: Allora la nostra mente, apparentemente intelligente,  in realt un agente di punizione. 
Srila Prabhupada: S. La mente materiale serve a questo. Un pazzo, per esempio, non  privo di mente. No. Ha una mente. Ma la sua mente  contaminata, ecco perch agisce in maniera anormale. La sua mente  l, ma risente di qualche contagio. Infatti un pazzo in un momento pensa in un certo modo e in un altro momento pensa diversamente, poi in un modo ancora diverso. Tutto qui. 
Discepolo: Ansiet costante.
Srila Prabhupada: Inutile. Uccisione di se stessi. 
Discepolo: A volte, Srila Prabhupada, una persona che impazzisce deve essere rinchiusa in una cella imbottita perch non possa farsi del male. 
Srila Prabhupada: Si, altrimenti potr diventare un pericolo per gli altri. Analogamente, questo mondo materiale  una 'cella imbottita' per coloro che hanno lasciato il mondo spirituale. Devono essere tenuti in questa cella imbottita per poter continuare nella loro pazzia senza disturbare i sani e pacifici residenti del mondo spirituale. 
Krsna ha gentilmente lasciato i testi vedici con istruzioni adatte allo scopo: "Se agisci in questo o quel modo, allora potrai promuovere te stesso a questo o a quel pianeta materiale. E yanti madyajino 'pi mam, se agisci nel servizio devozionale, potrai venire a Me." Ma l'anima che  impazzita non accetter quell'istruzione. 
Discepolo: Andare da Krsna significa rinunciare ai desideri folli. 
Srila Prabhupada: S, ma tutte le istruzioni sono l per permetterci di sfuggire a questo mondo materiale e tornare alla dimora di Krsna colma di beatitudine. Le istruzioni ci sono. Dobbiamo soltanto accettarle. 
Se non le accettiamo, soffriamo. Cosa si pu fare? Se accettate la strada che porta all'inferno, nonostante le istruzioni delle autorit superiori, allora chi vi pu salvare? 
E' cos che funziona.
Discepolo: Mascalzoni.
Srila Prabhupada: S. Un mascalzone pensa di essere diventato cos intelligente da poter ingannare Dio, ingannare il maestro spirituale, ed essere felice. Non sa che egli non pu n ingannare Dio, n ingannare il Suo rappresentante, il guru. Non  possibile. Ma lui crede di farcela, sebbene venga posto ripetutamente in una condizione di sofferenza. 
Un ladro comune o un farabutto, per esempio, pensa: "Sto imbrogliando il governo" sebbene il governo abbia moltissimi agenti e prima o poi il ladro sar arrestato. 
Naturalmente il governo di oggi, cos immerso nel peccato, non sar molto esperto: Ma come pu un qualsiasi mascalzone ingannare il governo di Krsna? Non  possibile. 
Discepolo: Gli agenti in incognito di Krsna sono in ogni luogo. 
Srila Prabhupada: In ogni luogo e in ogni direzione. Loro sono testimoni. E isvarah sarvabhutanam: Krsna  situato nel cuore di ognuno. Come puoi ingannarlo? 
Discepolo: Krsna sa meglio di noi ci che sta succedendo. 
Srila Prabhupada: Anumanta upadrasta. ksetra-jnam capi mam viddhi sarvaksetresu bharata. Krsna  situato nel cuore di ognuno quale testimone e come consenziente. 
Quindi come possono questi furfanti pensare di poter ingannare Dio? 
Discepolo: Mayayapahrtajnana. Vigatajnana. 
Srila Prabhupada: Vigatajnana, s. La loro conoscenza  rapita dall'illusione. 
Discepolo: Come bambini che giocano, credono di essere diventati il re o qualche altro personaggio, e sono completamente assorti in quell'illusione. 
Srila Prabhupada: Perch solo bambini che giocano? In questa era perfino il padre e la madre stanno recitando. 















IL CANTO E L'ASCOLTO DEL NOME DI KRSNA

La pratica per i nostri tempi

Di Guru Carana dasa

Come  ripetutamente sottolineato nella letteratura vedica in questa et di Kali (di discordia e ipocrisia), il metodo pi efficace e pi facile per realizzarsi spiritualmente e raggiungere la Dimora suprema  il canto dei Santi Nomi: 

harer nama harer nama
harer namaiva kevalam
kalau nasty eva nasty eva
nasty eva gatir anyatha

"In questa et di Kali non c' altro modo, non c' altro modo per progredire spiritualmente che il Santo Nome, il Santo Nome, il Santo Nome del Signore." (BradNaradiya Purana 3.8.126) 

kaler dosanidhe rajann
asti hy eko mahan gunam
kirtanad eva krsnasya
muktasangah param vrajet

"Sebbene il kaliyuga sia un oceano di difetti, c' comunque una buona qualit in quest'era: semplicemente cantando il mahamantra Hare Krsna, ci si pu liberare dai legami materiali ed essere elevati alla dimora trascendentale." (S.B. 12.3.51). 
Indubbiamente il canto dei Santi Nomi, il mahamantra: 

Hare Krsna Hare Krsna
Krsna Krsna Hare Hare
Hare Rama Hare Rama
Rama Rama Hare Hare

Ha questa potenza eccezionale di conferire qualsiasi benedizione a colui che lo canta. 
Poich Krsna e il Suo Santo Nome non sono differenti. Il Suo Santo Nome possiede la stessa potenza di Krsna, come  confermato da Sri Caitanya Mahaprabhu: 

namnam akari bahudha
nijasarvasaktis

Ma per sperimentare questa potenza  necessario cantare il Santo Nome senza commettere offese. 

Esistono dieci tipi di offese che devono essere evitate: 

1) Criticare o invidiare i devoti.

2) Separare la Persona Suprema dal Suo Santo Nome, dalla Sua forma, dalle Sue qualit e dalle Sue attivit considerandoli materiali, o credere nell'esistenza di numerosi dei. 

3) Considerare il maestro spirituale come un uomo comune, volersi mettere al suo posto o trascurare le sue istruzioni.

4) Criticare o minimizzare le Scritture. 

5) Giudicare esagerate le glorie del mahamantra o prenderle per un'invenzione. Interpretare i Santi nomi del Signore. 

6) Compiere coscientemente atti colpevoli contando sul canto del mahamantra per annullarne le conseguenze. 

7) Ritenere che i riti, le austerit, la rinuncia, i sacrifici portino gli stessi frutti del canto del mahamantra. 

8) Parlare delle glorie del maha-mantra agli infedeli e agli ignoranti che rifiutano di cantarlo. 

9) Essere disattenti durante il canto del mahamantra. 

10) Rimanere attaccati alla vita materiale o disinteressarsi del canto del mahamantra anche dopo aver ascoltato le sue glorie e compreso gli insegnamenti del maestro spirituale. 

Nelle scritture vengono descritti in modo specifico i sintomi e gli effetti del canto senza offese, ne elenchiamo solo alcuni dei pi prominenti: "I sintomi della felicit e delle lacrime agli occhi devono apparire nelle persone che praticano il canto senza offese." (S.B. 3.15.25) 
Nel terzo capitolo dell'Harinam cintamani  detto che con il canto senza offese "le miserie inflitte da demoni, fantasmi, folletti, spiriti maligni e influenze planetarie negative sono allontanate con facilit". 
Nella Caitanyacaritamrta (Adilila 17.27)  detto che _quando ci si impegna veramente nel canto del mahamantra Hare Krsna, la qualit della tolleranza (che  molto difficile da raggiungere) si sviluppa automaticamente perch un devoto sviluppa tutte le buone qualit semplicemente cantando regolarmente il maha-mantra Hare Krsna". 
Nello SrimadBhagavatam (1.18.19)  affermato che il canto senza offese del Santo Nome  trascendentale, e perci, tale canto pu subito purificare gli effetti di tutti i tipi di attivit peccaminose precedenti.
Nello SrimadBhagavatam (6.2.49), Srila Prabhupada conclude dicendo: _Se un devoto canta il Santo Nome anche una sola volta senza commettere offese, ci sar sufficiente a proteggerlo eternamente. Dovr solo aspettare che i frutti del suo canto maturino nel corso del tempo." 
Tale  la potenza del Santo Nome. Quindi  principale attivit del devoto sincero, quella di migliorare la qualit del suo canto (o la recitazione) del Santo Nome. 
Alcuni consigli pratici forse potranno aiutarci in questo sforzo verso il miglioramento. L'attitudine adatta per cantare il Santo Nome ci  stata dimostrata da Sri Caitanya Mahaprabhu: 

trnad api sunicena 
taror api sahisnuna 
amanina manadena 
kirtaniyah sada harih

Si dovrebbero cantare i Santi Nomi del Signore in un umile stato di mente considerandoci pi bassi di un filo di paglia nella strada. Bisognerebbe essere pi tolleranti di un albero, privi di ogni senso di falso prestigio e pronti a offrire i nostri rispetti agli altri. In tale stato di mente si potr cantare il Santo Nome del Signore costantemente. 
In questa attitudine umile sar molto facile evitare le offese durante la pratica del canto. Nella Caitanyacaritamrta si trovano molte informazioni utili: 
"Un puro devoto sa che quando canto il nome trascendentale di Krsna, Sri Krsna  presente nella forma di vibrazione trascendentale. Perci egli canta colmo di rispetto e venerazione." (Adilila 2.11). 
"E' molto benefico cantare questi nomi prima di cantare il mahamantra Hare Krsna: 

srikrsnacaitanya
prabhunityananda
sriadvaita gadadhara
srivasadigaurabhaktavrnda

Attraverso tale canto si  benedetti con la capacit di cantare il maha-mantra senza offese." (Adilila 11.24) "Il canto comprende le attivit del labbro superiore e del labbro inferiore come anche della lingua." 
Tutti e tre devono essere impegnati nel canto del mahamantra. 
Le parole _Hare Krsna dovrebbero essere pronunciate molto distintamente ed ascoltate. Qualche volta si produce meccanicamente un suono sibilante invece di cantare con la pronuncia appropriata avvalendosi delle labbra e della lingua. Il canto  molto semplice, ma deve essere praticato con seriet." (Adilila 7.32) 

"Bisognerebbe alzarsi alle prime ore del mattino (conosciute come Brahmamuhurta) e cantare immediatamente il mahamantra." (Madhya-lila 24.331). 
Inoltre, nello SrimadBhagavatam (6.5.27)  detto: 
"Bisognerebbe sottoporsi ad alcune austerit abbandonando quattro attivit indesiderabili, cio il sesso illecito, il consumo di carne, l'intossicazione e il gioco d'azzardo... allora il canto del mahamantra Hare Krsna sar immancabilmente efficace." 
L'Harinam cintamani c'informa che ci sono tratti essenziali che devono essere coltivati per potere ottenere il successo nel canto: "l'associazione santa (ricercare la compagnia di coloro che cantano con seriet), l'isolamento dai disturbi della vita mondana e un entusiasmo determinato e fiducioso." 
Possiamo praticamente vedere che generalmente per raggiungere una certa concentrazione nella pratica del canto,  necessario cantare per un buon periodo di tempo senza interruzioni o distruzioni di alcun genere. 
Infatti Srila Prabhupada una volta disse che il segreto per avere successo  quello di cantare il numero prescritto di Santi Nomi dall'inizio alla fine senza interrompere (nel Movimento per la Coscienza di Krsna il numero prescritto per i devoti iniziati  di sedici giri di japamala al giorno, ci richiede circa due ore). 
Cos, basandoci sulle affermazione delle Scritture ed anche sull'esperienza pratica, possiamo affermare con certezza che chiunque cerchi con sincerit di seguire seriamente questi meravigliosi insegnamenti e consigli, donatici dalle anime realizzate, puri devoti del Signore, certamente molto presto giunger a realizzare che il Santo Nome di Krsna non  diverso da Krsna. 
Questa realizzazione conferir la pi grande felicit sperimentabile dall'anima. Una felicit sempre crescente. Concludiamo con le stesse parole di Srila Prabhupada tratte dal suo libro Gli insegnamenti di Sri Caitanya: "Se il discepolo segue le orme del suo maestro spirituale e canta il Santo Nome con lo stesso rispetto, arriva ad adorare il nome trascendentale. Quando diventa oggetto di adorazione da parte del devoto, il Nome stesso diffonde le Sue glorie nel cuore del devoto. Il canto del Santo Nome  cos potente che gradualmente stabilisce la propria supremazia su tutto ci che esiste al mondo." 















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MAHA-BHARATA

Il pi grande trattato epico della Storia
compilato in lingua sanscrita

Tradotto dal sanscrito da Hrdayananda Gosvami,
e reso in lingua italiana dallo staff del Centro Studi Bhaktivedanta
coordinato da Matsya Avatara Dasa



Prosegue la pubblicazione dell'Adiparva del
MahaBharata. In questo numero vengono
riportati i capitoli dal XXXVIII al XXXXI



Capitolo 38

Srngi disse:

_Padre, indipendentemente dal fatto che io abbia agito in maniera sconsiderata o malvagia, che ti abbia soddisfatto o dispiaciuto, ci che ho detto oramai non pu pi essere cambiato. Padre! Devo spiegarti cosa succeder perch sono incapace di mentire, neppure per gioco, a maggior ragione quando lancio una maledizione."
Il saggio Samika rispose:

"Conosco il tuo tremendo potere, figlio mio, e so che ci che hai detto dovr avverarsi. Non hai mai articolato parole senza efficacia e la tua tragica maledizione contro il re non pu non agire. Rientra nel dovere del padre correggere anche un figlio adulto, affinch acquisisca un buon carattere e una fama duratura. Che dire di un semplice bambino come te che, anche se cresciuto praticando l'ascesi, ora agisce come se fosse il signore del mondo? La collera  sempre inopportuna nel cuore delle persone nobili e potenti. Ti sei distinto per le pratiche svolte nell'ambito delle norme religiose, ma considerato che sei mio figlio, ed anche in quanto semplice ragazzo, tenuto presente che hai agito in maniera sconsiderata e impulsiva, reputo mio dovere correggerti. Devi diventare pacifico. Dovrai nutrirti con quanto di commestibile troverai nella foresta fino a tralasciare l'ira, cos non verrai mai pi meno ai tuoi principi religiosi.

La collera corrompe il progresso spirituale faticosamente realizzato dagli spiritualisti che si sforzano di raggiungere la perfezione e coloro che non progrediranno spiritualmente non potranno mai raggiungere il vero scopo dell'esistenza. Gli spiritualisti sinceri sono capaci di perdonare e la loro stessa equanimit li premier con l'ambita perfezione. Questo mondo pu essere goduto da coloro che perdonano e quello spirituale  esclusivamente per coloro che perdonano. Perci durante la tua vita pratica sempre il perdono e mantieni i sensi sotto perfetto controllo. Grazie al perdono un giorno raggiungerai i mondi spirituali che sono oltre i pianeti di Brahma e anche oltre l'assoluto impersonale. Nonostante questa tragedia, figlio mio, devo rimanere calmo. Far subito tutto quello che posso mandando al re questo messaggio. "Sire, il mio giovane e immaturo ragazzo, sentendo della tua offesa nei miei confronti, non  riuscito a tollerarla e cos ti ha maledetto." 

Sri Suta Gosvami prosegu:

Quel saggio asceta dai nobili voti affid il messaggio a un discepolo e, con il cuore straziato per la compassione, lo mand dal re Pariksit. Istru con cura il discepolo, un giovane serio dal buon carattere, di nome Gauramukha, a chiedere notizie al re, di lui come persona e in generale sugli affari di stato. Gauramukha raggiunse in fretta quel monarca che aveva fatto gran bene alla dinastia Kuru in molti modi. Il suo arrivo fu debitamente annunciato dalle guardie alle porte, e lui pot entrare nel palazzo reale. Per merito delle sue credenziali, il brahmana Gauramukha fu onorato dal re in modo adeguato, e, dopo essersi ristorato dalle fatiche del viaggio, espose accuratamente al monarca, in presenza dei ministri, l'intero spaventoso messaggio del brahmana Samika, senza tralasciare nulla. 
"Caro re  egli disse  c' un saggio che vive nel tuo regno virtuoso e padrone di s, di nome Samika, il quale  sereno e molto ascetico. Tigre fra gli uomini, gloria dei Bharata, con la punta del tuo arco hai messo un serpente morto sulle sue spalle. Lui ha tollerato il tuo atto, ma suo figlio non  riuscito a sopportarlo. Sire, non avendo la capacit di giudizio del padre, quel ragazzo ti ha maledetto! Nella settima notte a partire da adesso,  certo che il serpente Taksaka provocher la tua morte. Nessuno pu mitigare la maledizione, perci il saggio, colmo di compassione, ti incita accoratamente a prenderti cura della tua anima. Il saggio non ha potuto rimediare alla rabbia del figlio incollerito e poich desidera sinceramente il tuo bene mi ha mandato da te."
Ascoltato questo tremendo messaggio, l'amato re della dinastia Kuru si rattrist. Per coscienza spirituale notevolmente evoluto, si rammaric non tanto di dover morire, quanto dell'offesa fatta al saggio. Sentendo che il santo brahmana era assorto in meditazione, impegnato nel voto religioso del silenzio, il lamento del re crebbe a dismisura. Quando cap la sincerit della compassione del saggio Samika per lui, il suo dolore e il suo rimorso crebbero ancor pi ed il suo cuore fu invaso dal pentimento per il peccato commesso verso il santo asceta. Nobile come un deva, re Pariksit si lamentava solo del torto fatto al saggio e niente di pi. Conged l'ambasciatore con questo messaggio: "Possa il saggio Samika concedermi ancora la sua benevolenza." Partito Gauramukha, il re si consult con i suoi ministri, con la mente turbata per il suo infelice gesto. Il re sapeva cogliere i buoni consigli e, d'accordo con i ministri, giunse ad una decisione: provvide a far costruire un forte, sorretto da un'unica colonna; cur anche la propria sicurezza procurandosi una medicina appropriata e, avvalendosi anche di coloro che sapevano come trattare le malattie dell'anima, si circond di brahmana esperti nel canto dei mantra vedici. Cos preparato esplet ogni dovere di un re santo, insieme a tutti i suoi ministri. Il re era dunque ben protetto sotto ogni aspetto, grazie alla sua conoscenza dei principi religiosi. Il settimo giorno, o migliore dei nati due volte, venne anche il saggio Kasyapa per proteggere la vita del re con la sua esperienza medica. Udito che proprio quel giorno il pi potente dei serpenti, Taksaka, avrebbe mandato il pi grande dei re nella dimora del signore della morte, egli pens: "Quando il re verr morso dal poderoso serpente, contrattaccher i febbrigeni effetti del veleno e cos meriter vantaggi materiali e spirituali." 
Non appena Taksaka, capo dei serpenti, si mosse verso il re, vide Kasyapa che avanzava nella sua stessa direzione con grande determinazione. Assunte le sembianze di un anziano sacerdote, Taksaka, capo dei serpenti, si rivolse all'illuminato brahmana: 
"Dove sei diretto cos spedito, cos'hai da fare di cos urgente?" 
Kasyapa rispose:

"Oggi Taksaka, il pi grande dei serpenti, uccider con il suo veleno l'eroico re della dinastia Kuru. Caro e gentile brahmana, nell'istante in cui quel capo della razza dei serpenti morder il potente re dei Kuru con il suo bruciante veleno, immediatamente ne contraster l'effetto. E' per questo che vado cos di fretta." 
Taksaka replic: "Io sono Taksaka, o brahmana, e uccider il sovrano della terra! Torna indietro! Non hai alcun potere per curare l'uomo che verr morso da me." Kasyapa controbatt: "Io invece guarir il re! Non appena lo morderai render inefficace il tuo veleno; e fondo ci sul potere della mia vasta cultura." 







Capitolo 39

Taksaka disse:

"Se hai la possibilit di curare qualcuno morso da me, Kasyapa, allora cerca di resuscitare l'albero che sto per mordere. In tua presenza, o migliore dei brahmana, brucer con il mio veleno questo baniano. Fa ci che puoi per salvarlo. Mostrami il potere dei tuoi mantra!" 
Kasyapa replic:

"Metti pure in atto la tua minaccia, re dei serpenti, mordi l'albero. Dopo che tu l'avrai morso io lo riporter in vita." 

Srila Suta Gosvami disse: 
Sebbene fosse il grande Kasyapa a sfidarlo, il potente serpente si avvicin all'enorme baniano e lo morse. Appena fu morso da Taksaka e imbevuto del suo veleno, l'intero albero avvamp all'istante. Bruciato l'albero, il serpente apostrof ancora Kasyapa: "O migliore dei sacerdoti, adesso prova a riportare questo albero in vita!" 
Kasyapa riun la cenere dell'albero cos ridotto dal potente veleno del serpente, poi disse: _Capo dei serpenti, osserva la potenza del mio saper agire su questo nobile albero. Davanti ai tuoi occhi, serpente, restituir la vita a questo albero, nel modo pi totale."
L'eccelso e colto Kasyapa, il migliore dei nati due volte, riport in vita l'albero che era stato ridotto in cenere. Prima cre un arbusto, poi lo dot di due foglie, poi aggiunse rami e ramoscelli e infine fece manifestare completamente l'albero, esattamente com'era stato prima. Vedendo il grande Kasyapa resuscitare l'albero, Taksaka disse: "O brahmana, quel che hai fatto  veramente strabiliante. Gran sapiente, sembra che tu possa annullare l'effetto del mio veleno e quello di altri serpenti potenti. Asceta, perch vai dal re? Cosa pensi di guadagnarci? Cosa speri di ottenere da quel potente monarca? Posso ricompensarti io, anche se ci che chiedi  molto difficile e raro da ottenere. Quel re  stato colpito dalla maledizione di un brahmana e la sua vita sta per finire. Se cercherai di salvarlo, saggio erudito, il tuo successo sar certo e la tua brillante reputazione, ora diffusa nei tre mondi, potrebbe svanire come un sole che ha perso i suoi caldi raggi."
Kasyapa spieg:

"Serpente, io vado l per denaro, ma se provvederai tu a ci, allora torner a casa, come desideri." 
Taksaka disse: "D'accordo! Ti dar tante ricchezze quante te ne aspettavi dal re ed anche di pi. Desisti e torna indietro, o nobile brahmana." Srila Suta Gosvami aggiunse: 'Quando il saggio e potente Kasyapa ud le parole di Taksaka, si mise a riflettere intensamente sul destino del re. Col suo potere divinatorio il potente saggio comprese che la vita del re, nato nella dinastia di Pandu, stava volgendo al termine. Il nobile profeta Kasyapa si fece dare quindi dal serpente Taksaka tutti quei beni che desiderava e part. Dopo che il grande Kasyapa fu tornato sui suoi passi grazie a questo accordo, Taksaka prosegu velocemente sulla strada per Hastinapura. 
Per via apprese che il monarca si era circondato di persone esperte nel contrattaccare il veleno attraverso mantra e medicine, perch anche se il re considerava con distacco la propria sorte, il suo popolo era determinato a salvarlo. Taksaka pens: 'Devo ingannare il re con qualche magia. Quale potr essere la migliore?" 
Decise allora di inviargli alcuni serpenti travestiti da asceti, con offerte di frutta, di foglie e d'acqua. 
Taksaka cos li istru: 'Tutti voi dovrete seguire con cura queste mie direttive: presentatevi al re e fate che accetti questi doni di frutta, foglie ed acqua."

Suta Gosvami prosegu:

I serpenti istruiti da Taksaka, agirono secondo le istruzioni porgendo al re omaggi di erba darbha, acqua e frutta. Il nobile monarca accett ogni cosa seguendo tutti i rituali prescritti per i saggi. Quindi li lasci proseguire per la loro strada. Quando i serpenti, sotto la sembianza di asceti, si furono congedati, il sovrano si rivolse cos ai ministri e agli amici pi cari: _Dovete onorare con me questa dolce frutta portata dagli asceti." Dopodich il re desider assaggiarla con i suoi ministri. Sollev un frutto su cui si era posato un minuscolo insetto color rame, con gli occhi neri, o Saunaka. Prendendolo tra le mani, il migliore dei re disse ai ministri: _Il sole sta tramontando, perci oggi non corro pi alcun pericolo di avvelenamento. Ma poich il giovane saggio mi ha condannato a morire oggi, lasciamo che le sue parole si avverino! Possa questo insetto trasformarsi in Taksaka e mordermi affinch il saggio non abbia pronunciato una menzogna." 
I ministri, mossi dal volere di Dio, furono d'accordo con il re. Allora il monarca, dopo essersi cos espresso, pose rapidamente l'insetto sul proprio collo, ridendo. Il re santo perse la coscienza della realt esterna e, visto che era pronto ad accedere alla vita successiva, desider abbandonare il corpo mortale. Siccome Pariksit continuava a ridere, Taksaka usc dal frutto che era stato dato al re e, riacquistata la sua forma, si avvinghi al grande monarca." 
Il sovrano, con umilt, si era avvicinato al suo maestro chinando la testa ai piedi del saggio. Il re, che aveva vissuto la sua intera vita sempre sotto la protezione del Signore, Sri Visnu, adesso, in prossimit della fine, cos supplic a mani giunte: _Ora sento di aver raggiunto lo scopo della mia vita. In effetti sono stato veramente benedetto, poich tu, con molta misericordia, mi hai impartito la conoscenza del 
Signore Supremo, Colui che  senza inizio n fine. Tuttavia non sono sorpreso che una grande anima innamorata di Dio abbia mostrato compassione per un povero sciocco re che soffre le terribili pene dell'esistenza materiale.
Mio signore, ora non ho paura di Taksaka o di chiunque altro, n della morte stessa, poich la mia mente  assorta in Dio, di cui tu mi hai rivelato le glorie, e Lui mi ha alleggerito il cuore, portando via la paura. Santit, ora che il mio tempo  prossimo alla fine, dammi il permesso di non dover pi parlare e di concentrare la mente, libera da ogni desiderio, nel Signore soltanto. Cos vorrei lasciare questo mondo." 

Suta Gosvami aggiunse:

"Il glorioso figlio di Srila Vyasadeva accord il suo permesso alla richiesta di re Pariksit. Dopo che il re e tutti i saggi gli ebbero reso omaggio, Sukadeva part. Allora Pariksit, il re santo, si sedette su di una stuoia di erba Darbha sulla riva del Gange, con le spazzole degli steli rivolte verso est, mentre lui stava rivolto verso nord. Liberato dall'attaccamento e dal dubbio, rimase saldo come un albero, con la mente concentrata sull'Anima Suprema, la sua aria vitale cess ogni movimento. Seduto come un grande yogi, la sua coscienza non apparteneva pi a questo mondo. 







Capitolo 40

Suta Gosvami prosegu:

I volti dei ministri sbiancarono vedendo il loro re stretto nelle spire del serpente e piansero con profondo dolore. Sentendo i rumori causati dall'agonia del re si confusero. Sopraffatti dal dolore, videro il signore dei serpenti, lo straordinario Taksaka, che aveva eseguito il suo mandato, serpeggiare nel cielo luminoso come un fiore di loto, come se volasse radendo il paradiso. La casa s'incendi per il fuoco causato dal veleno del serpente e, non appena gli uomini del re furono fuggiti per la paura, si sgretol e croll come colpita dal fulmine. Dopo che quella grande personalit che era re Pariksit ebbe lasciato questo mondo, il sacerdote reale, qualificato brahmana spiritualmente realizzato, si un ai ministri per compiere le cerimonie funebri necessarie ad apportare benefici al re nella sua vita successiva. I sudditi della capitale allora si riunirono e tutti furono d'accordo che il figlio del re succedesse sul trono del padre. Perci Janamejaya, giovane eroe della dinastia Kuru, conosciuto come l'invincibile, fu chiamato a guidare il grande impero. 
Nonostante fosse un ragazzo, Janamejaya era nobile per natura e poich agiva in sintonia con i ministri reali e con i sacerdoti, si dimostr un'eccellente guida per il suo popolo. Questo primogenito figlio di re Pariksit amministr il regno esattamente come aveva fatto a suo tempo il suo grande ed eroico bisnonno Pandu. I ministri, dopo che il re ebbe dissolto come un incendio tutti coloro che minacciavano l'impero, dedussero che era ormai maturo per unirsi in matrimonio con una sposa di rango reale, perci avvicinarono il re di Kasi, Suvarnavarma, per chiedere la mano di sua figlia, Vapustama, per darla in moglie al capo dei Kuru. Dopo aver accuratamente valutato il carattere e le qualit di Janamejaya, re Kasi acconsent a concedere la figlia Vapustama all'eroico re dei Kuru. Janamejaya l'accett con gioia e da quel momento non pens a nessun'altra donna. 
Questo re potente, il migliore dei governanti, scherzava gioiosamente con la moglie fra laghi e boschi fioriti, proprio come fece Pururava in tempi remoti, godendosi la vita dopo aver sposato la celeste Srvasi. Ed anche Vapustama, ottenuto uno sposo meraviglioso quale era suo marito, lo am profondamente e, nei momenti trascorsi insieme, lo delizi oltre misura poich lei era la bellezza e la gioia del palazzo reale. 







Capitolo 41

Suta Gosvami prosegu:

A quel tempo il grande saggio e asceta Jaratkaru andava per il mondo e quando giungeva il tramonto, ovunque si trovasse, quel posto diventava la sua casa per la notte. Con forza straordinaria comp quei doveri religiosi che sono i pi difficili per le persone normali, digiunando e nutrendosi solo di aria. Viaggiando in questo modo, bagnandosi nei fiumi e nei laghi sacri, il saggio aveva molto indebolito il suo corpo. Un giorno gli capit di vedere i suoi antenati appesi a testa in gi. Erano sospesi sopra un baratro profondo, sorretti da un insieme di corde oramai ridotte ad una sola fibra da un topo che viveva in quella caverna e che ogni giorno rosicchiava ulteriormente ci che restava delle corde. Quelle povere anime erano deboli per mancanza di cibo e speravano di essere tolte da quella miserevole condizione. 
Jaratkaru, che appariva altrettanto sfinito, si avvicin e chiese loro: "Chi siete, brava gente, appesi cos ad una semplice corda di erba, le cui fibre sono state via via rose dal topo che qui vive? Nel groviglio delle fibre c' rimasto un solo lembo che tiene e il topo lo sta rodendo con i suoi denti affilati. Ormai c' rimasto ben poco. Tra poco di sicuro cadrete a testa in gi dentro l'abisso. 
Mi sento molto infelice nel vedervi in questa posizione, appesi a testa in gi, vittime di una terribile sfortuna! Ditemi subito cosa posso fare per aiutarvi. Se posso liberarvi da questa disgraziata situazione donandovi un quarto delle mie ascesi, o anche un terzo o la met, io lo far. Persino se fosse necessario darvi tutte le mie ascesi per liberarvi da questo supplizio, sono pronto a dire di s. Lo farei con piacere!"
Gli antenati di Jaratkaru risposero:

"Migliore dei brahmana, tu desideri liberarci da questa disgrazia perch ti perfezioni nella tua vita da celibe. Ma il nostro problema non pu essere risolto con le tue ascesi, caro amico, perch anche noi godiamo i frutti delle nostre passate ascesi.
Non  questo il problema, n la soluzione. O migliore dei santi maestri, noi stiamo per cadere in un laido inferno perch la nostra stirpe non ha avuto discendenza. 

Caro benefattore. siamo appesi sopra questa fossa e non sappiamo pi cosa fare. Certo tu sei famoso nel mondo per la tua forza e per la tua gentilezza, ma nonostante ci noi non sappiamo chi tu sia. Devi essere una persona veramente molto fortunata e di successo, ci hai avvicinato mosso da compassione, preoccupandoti della nostra penosa condizione. Ascolta, buon uomo, chi siamo veramente. Grande asceta, noi siamo i saggi conosciuti come Yayavara, rigorosi nei nostri voti, ma decaduti dai pianeti delle persone pie perch la nostra discendenza familiare  stata interrotta. Tutte le nostre devozioni ed ascesi sono state vane perch non c' modo n possibilit di continuare la nostra discendenza. Adesso abbiamo un solo legame, anche se di fatto inesistente. La nostra fortuna  talmente diminuita che il nostro unico parente sopravvissuto  uno sventurato conosciuto come Jaratkaru. E' maestro in tutta la letteratura vedica, ma cos desideroso di portare avanti le sue ascesi che noi siamo finiti in questa situazione disgraziata: lui non ha moglie n figli e nessun parente in vita. Solo per causa sua siamo qui appesi su questa fossa, quasi fuori di senno, e nessuno si prende cura di noi.
Adesso che ci hai visto, ti preghiamo, per favore, aiutaci, e di' a Jaratkaru da parte nostra: I tuoi poveri antenati sono appesi a testa in gi sopra un abisso. O uomo dal desiderio potente, ti prego, prendi moglie e genera dei figli. Sei ricco di ascesi, ma sei l'ultimo discendente della nostra famiglia, l'unico! 
O brahmana, l'ammasso di erba dal quale ci vedi pendere,  la stirpe della nostra famiglia, che  stata numerosa e robusta, e le fibre della pianta che vedi adesso sono i discendenti che continuarono la stirpe e che, caro amico, sono stati divorati dal tempo. La fibra mezza rosa che ora vedi, o brahmana,  il solo mezzo che ci tiene qua sospesi perch  la nostra sola discendenza, tuttavia, per nostra sfortuna, lui praticher solo ascesi. 
Il topo che tu vedi, brahmana,  l'immane forza del tempo che lentamente trasciner via quello sciocco di Jaratkaru, lui che  cos assorto nelle sue severe ascesi. Quel ragazzo  cos insensato e bramoso di raccogliere i frutti delle sue ascesi che le sfoggia con grande orgoglio, incurante di come ci stia danneggiando. O sant'uomo, le sue penitenze certamente non ci salveranno, perch siamo stati tagliati alle radici e gettati nella pi completa rovina. Il tempo ha saccheggiato i nostri acuti intelletti. Guardaci! Siamo condannati ad andare all'inferno come ordinari miscredenti! Allo stesso modo, quando saremo caduti insieme ai nonni e agli altri antenati, anche lui, consumato dal tempo, andr diritto all'inferno. Secondo l'opinione dei grandi saggi, amico, nessuna ascesi, nessun sacrificio, o qualsiasi altra gloriosa attivit purificatrice eguaglia l'atto pio e santo di salvaguardare la continuazione di una famiglia cosciente di Dio. Caro amico, devi dire all'asceta Jaratkaru ci che hai visto qui oggi. Brahmana, digli tutto; parlagli in modo che accetti una moglie legittima con cui generare dei figli. Oh, per amor di Dio, ti preghiamo, aiutaci!"
(Continua sul prossimo numero)















Calendario Vaisnava

MESE DI DAMODARA

16 Ottobre  14 Novembre

NOVEMBRE

1 Novembre, sabato: Govardhana Puja. 
4 Novembre, marted: Scomparsa di Srila Prabhupada. Si osserva il digiuno fino a mezzogiorno. 
10 Novembre, luned: Devotthani Ekadasi. Digiuno di legumi e cereali. Si commemora la scomparsa di Srila Gaura Kisora dasa Bhabaji. Si osserva il digiuno fino a mezzogiorno. 
11 Novembre, marted: Dvadasi. Si interrompe il digiuno dalle 07:05 alle 10:21. Si commemora l'apparizione di Srila Jiva Gosvami. 
14 Novembre, venerd: Tulsi-Saligram Vivaha. Matrimonio di Tulasi Devi e Salagram Sila. 

OGGI TERMINA IL CATURMASYA. 



MESE DI KESAVA

15 Novembre  13 Dicembre

25 Novembre, marted: Utpanna Ekadasi. Digiuno di legumi e cereali. 
26 Novembre, mercoled: Dvadasi. Si interrompe il digiuno dalle 07,23 alle 10,29. Si commemora la vittoria di Sri Krsna su Kaliya. 



DICEMBRE 

10 Dicembre, mercoled:
Moksada Ekadasi. Digiuno di legumi e cereali.
11 Dicembre gioved: Dvadasi. Il digiuno si interrompe
dalle 7:39 alle 9:31.



MESE DI NARAYANA

14 Dicembre - 12 Gennaio

17 Dicembre, mercoled: Scomparsa di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati. Digiuno fino a mezzogiorno. 
25 Dicembre, gioved: Saphala Ekadasi. Digiuno di legumi e di cereali. 
26 Dicembre, venerd: Dvadasi. Si interrompe il digiuno dalle 07,48 alle 10,46. 
30 Dicembre, marted: apparizione di Srila Locana Dasa Thakura, grande devoto di Sri Krsna, conosciuto per le sue canzoni devozionali in lingua bengalese. Scomparsa di Srila Jiva Gosvami, uno dei sei Gosvami di Vrndavana. 







GOVARDHANA PUJA

11 Novembre

Un giorno Krsna e Balarama videro che i pastori di Vrndavana, guidati da Nanda Maharaja, stavano preparandosi a compiere un sacrificio dedicato a Indra, il Deva delle piogge, che avrebbe assicurato loro abbondanti piogge per le loro terre. Ma Krsna li ferm spiegando che non c'era alcun bisogno di soddisfare Indra poich compiendo bene il proprio dovere si pu essere sicuri del 
buon risultato delle proprie azioni oltre al fatto che ogni beneficio effimero proveniente dai deva  in realt sanzionato dal Signore Supremo. Sri Krsna propose piuttosto di celebrare un sacrificio in onore dei brahmana e della collina Govardhana adoperando gli accessori che erano stati preparati per
l'Indrayajna. Inizi cos la celebrazione del
sacrificio alla collina Govardhana. Vennero cucinate innumerevoli variet di cibo da offrire alla collina Govardhana e Sri Krsna, dopo aver assunto una forma gigantesca e aver rivelato di essere Lui stesso la collina Govardhana, cominci a mangiare tutte le offerte. Agendo in tal modo Sri Krsna voleva mostrare ai Suoi devoti che la collina Govardhana non  differente da Lui. 
Quando Indra si accorse che per ordine di Krsna il sacrificio a lui destinato era stato interrotto, and su tutte le furie e decise di scatenare su Vrndavana una pioggia torrenziale. Ma Krsna, Dio, la Persona Suprema, per proteggere gli abitanti di Vrndavana, senza il minimo sforzo sollev la collina Govardhana che si apr su di loro come un grande ombrello che li protesse dalla pioggia per un'intera settimana. Indra, sbalordito, riconoscendo la potenza del Signore si affretto a richiamare le sue nuvole e a restituire la pace a Vrndavana. 















La Festa Della Domenica

Tutte le Domeniche dell'anno,
dalle prime ore del pomeriggio,
siete invitati ad una splendida Festa
completamente gratuita!
La Festa sar animata da conferenze,
danze, canti trascendentali.
Sar per Voi l'occasione di conoscere
l'antica Cultura dei Veda, lo yoga e
molto altro ancora.
Infine potrete gradire le specialit
che Vi saranno offerte durante
lo squisito banchetto vegetariano.

Per i particolari rivolgetevi al Centro Hare Krsna pi vicino!

Venite anche voi!



Templi principali

BERGAMO Villaggio Hare Krishna, (da Medolago strada per Terno d'Isola)  24040 Chignolo d'Isola (BG)  Tel. 035/4940706
BOLOGNA via Ramo Barchetta, 2  Castagnolo Minore, 40010 Bentivoglio (BO)  Tel. 051/863924
FIRENZE Villa Vrindavana, Via degli Scopeti 108  50026 San Casciano Val di Pesa  Tel. 055/820054
ROMA Sri Gaura Mandala, Pian del Pavone, via Mazzanese, Km. 0,700  01036 Nepi (VI)  Tel. 0761/527038  527251
VICENZA PrabhupadaDesh, Via Roma, 9  Albettone (VI)  Tel. 0444/790573

Svizzera italiana
MENDRISIO Centro Vedico Rama Keli, Grotto del Bosco  6862 Rancate  Tel. 0041/91/6466616



Centri Culturali

ASTI Frazione Valle Reale, 20  14018 Roatto (AT)  Tel. 0141/938406
BRESCIA Hare Krishna Club, via Gabriele Rosa, 17  25121 Brescia  Tel. 030/2400995
LECCE Centro Hare Krishna, via Pistoia, 10  73100 Lecce  Tel. 0832/315104
MILANO Centro Culturale Govinda, via Valpetrosa, 3/5  20123 Milano  Tel. 02/862417
ROMA Hare Krishna Forum, piazza Campo de' Fiori, 27  00186 Roma  Tel. 06/6832660
TERNI via Cesare Battisti, 155  05100 Terni  Tel. 0744/305129








Fine del numero di novembre-dicembre 1997.

