Ritorno a Krishna

La rivista del movimento Hare Krishna

volume 9 n. 3

maggio-giugno 1997

Dio  luce. L'illusione  tenebre. Dove c' Dio non c' illusione.















Sua Divina Grazia 
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

Fondatore Acarya 
dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna,

Srila Prabhupada  arrivato dall'India in Occidente nel 1965, all'et di sessantanove anni, per soddisfare la richiesta del suo maestro spirituale: insegnare la Coscienza di Krsna in Occidente.
In dodici anni ha pubblicato pi di sessanta volumi di traduzione e commenti degli antichi testi vedici, ora distribuiti in tutto il mondo in circa quattrocento milioni di copie.
Viaggiando in Europa, America, Asia, Australia e Africa, Srila Prabhupada ha aperto in tutto il mondo asrama, scuole, templi, centri culturali e comunit agricole.
Ha lasciato questo mondo nel 1977 a Vrndavana, in India, il luogo pi caro a Sri Krsna.
I suoi discepoli continuano il Movimento a cui egli ha dato vita.











La Rivista del Movimento Hare Krishna

RITORNO
A KRISHNA

FONDATA NEL 1944

FONDATORE (sotto la direzione di
Sua Divina Grazia Sri Srimad
Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada)
Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE:
A. D'Ambrosio  Ali Krsna devi dasi

REDAZIONE: 
Nikunja Vasini devi dasi, Pancaratra dasa, Rasika devi dasi, Virabhadra disa, Bhaktin Annalisa.

AMMINISTRAZIONE:
Nimai Pandita dasa

ABBONAMENTI:
Dananistha devi dasi

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PRONUNCIA: La traslitterazione dei termini in sanscrito di questa rivista  stata eseguita secondo il metodo adottato internazionalmente: a si pronuncia a chiusa;  si pronuncia a lunga e aperta;  si pronuncia i lunga;  si pronuncia u lunga; c  sempre dolce; j si pronuncia g dolce; r si pronuncia ri; s si pronuncia sc come in scena; altrettanto s ma pi sibilante; h  sempre aspirata. Krsna si pronuncia Krishna (sh  sc dolce); Caitanya si pronuncia "Ciaitanya". 

NOMI SPIRITUALI: I membri dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna ricevono uno dei nomi di Sri Krsna o di un Suo devoto, seguito da suffisso dasa al maschile e dasi al femminile che significa servitore o servitrice. Per esempio, il nome Krsna dasa significa servitore di Krsna.

 Bhaktivedanta Book Trust  Tutti i diritti riservati 

RITORNO A KRISHNA  Pubblicazione registrata presso il tribunale di Milano n 199 del 13/03/89 

Vol. 9 N. 3 - maggio-giugno 1997

Fotolito: Fotolitografie Fiorentine, Dicomano, FI

Stampa: Zincografica Fiorentina, Pontassieve, FI.


Sped. abb. art. 2 legge 549/95 comma 27 Fil. Firenze










PURIFICAZIONE AL DI LA' DEI RITI 
Una lezione di Srila Prabhupada 

COME SRI NRSIMHADEVA 
ARRIVO' A MAYAPUR 

SRIMAD BHAGAVATAM 
In esclusiva la pubblicazione dell'undicesimo Canto 

SRILA PRABHUPADA LILAMRTA 
La biografia di Prabhupada 

MAESTRI IN CUCINA
L'insalata

I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA 
Paroloni Altisonanti 

RAMANUJA E IL MANTRA 
Un dono senza precedenti 

IL MAHABHARATA 
Continua il grande racconto epico 

CALENDARIO VAISNAVA 
Ricorrenze, Festivit e Celebrazioni della tradizione vaisnava, cos come concepite in accordo al calendario vedico















PURIFICAZIONE AL DI LA' DEI RITI

Tutte le scritture religiose prescrivono atti pii,
questi tuttavia non sono sufficienti per ottenere la liberazione.

Conferenza tenuta nel corso del Kumbhamela ad Allahabad, India, il 16 gennaio 1977
da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
FondatoreAcarya dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna



na niskrtair uditair brahmaadhibhis 
tatha visuddhyati aghavan vrataibhih 
yatha harer namapadair udahrtais 
tad uttamaslokagunopalambhakam 

"Seguendo le cerimonie rituali vediche o sottoponendosi alle espiazioni, i peccatori non si purificano tanto quanto cantando una sola volta il santo nome di Sri Hari. Sebbene la penitenza tradizionale possa liberare dalle reazioni del peccato, essa non risveglia il servizio devozionale come fa il canto dei santi nomi del Signore che ci ricordano la Sua fama, le Sue qualit, i Suoi attributi, i Suoi divertimenti e tutto ci che a Lui si riferisce".
(SrimadBhagavatam 6.2.11)

Si annoverano venti tipi di scritture religiose che trattano delle cerimonie rituali e tra queste la ManuSamhita  considerata la pi elevata. 
Queste scritture prescrivono molti metodi per liberarsi dalle reazioni delle attivit colpevoli. Chiunque si impegni in attivit karmiche, compie attivit colpevoli. 
E' chiamata karmi infatti la persona le cui attivit sono volte ad ottenere un beneficio personale. Tutti lavorano faticosamente non per gli altri ma per il proprio tornaconto personale, il che  definito karma; impegnandosi quindi in attivit karmiche si commettono necessariamente dei peccati. Il karmi perci  un peccatore, questa  la cosa da capire: nessun karmi  esente dal peccato. Allora come  possibile agire, senza commettere nello stesso tempo attivit colpevoli? Prendiamo l'esempio del governo. Il governo vi autorizza, diciamo, a fare affari. Ad ogni uomo d'affari viene data una licenza: si chiedono licenze al comune o alla camera di commercio e per ottenerle occorrono seguire determinate prescrizioni, perch questi uffici sanno bene che ogni uomo d'affari o karmi sicuramente si comporter in modo disonesto. Esistono perci tante prescrizioni proprio per tentare di porre un freno a queste probabili attivit disoneste. Similmente esistono venti tipi di dharmasastra che insegnano come vivere secondo la fede e la religione. Tali direttive sono contenute nelle scritture compilate da Parasara, Manu, e da molti altri saggi. 
Perci qui viene detto: na niskrtair uditair brahmavadhibhi. Brahma-vadi indica coloro che cercano di guidare gli altri a realizzare il Brahman. Le ingiunzioni vediche hanno come scopo primario quello di portarci a comprendere questo punto: "Non sono questo corpo materiale; sono un'anima spirituale"; per arrivare a comprendere questa posizione reale vi sono molti precetti contenuti nel dharmasastra o nelle scritture religiose.
In uno degli ultimi capitoli di questo volume dello SrimadBhagavatam, Yamaraja dice: dharmam tu saksad bhagavatpranitam: "In origine questi principi religiosi furono stabiliti da Dio, la Persona Suprema." A volte perci Krsna viene chiamato dharmasetu. Setu significa ponte. L'obiettivo che dobbiamo perseguire  attraversare l'oceano d'ignoranza in cui attualmente ci troviamo. L'esistenza materiale  un oceano d'ignoranza che bisogna attraversare. Allora troviamo la vera vita. 
La vita attuale non  reale. La gente  talmente sciocca che non affronta seriamente questo discorso; infatti ignora la propria natura di eternit. Questa  ignoranza. La Bhagavad-gita inizia spiegando che l'anima  eterna: na hanyate hanyamane sarire, ma la gente vive nell'ignoranza. Crede che questa vita, questo corpo siano tutto. Poich dopo la morte il corpo non esiste pi, perch smettere di peccare? Anche questa  ignoranza. Esistono cos molte scritture religiose che offrono queste direttive. 
E' per questa ragione che  spiegato, dharmena hinah pasubhih samanah: "Colui che non segue i principi delle scritture religiose non  migliore di un animale." Non ha importanza che si segua la religione induista, la cristiana o la musulmana. Un essere umano civile deve seguire dei principi religiosi. Questo  lo scopo della vita umana. Chi non segue le ingiunzioni delle scritture  semplicemente un animale; questa  la situazione in cui viviamo attualmente. Sosteniamo di essere induisti, musulmani o cristiani ma nessuno tiene conto della religione. Siamo solo dei karmi e quindi tutti peccatori.
Qui il Visnuduta dice: "Le istruzioni contenute nelle scritture religiose, concepite per liberarci dalle reazioni dovute alle attivit colpevoli, non sono sufficienti." Il cristianesimo per esempio stabilisce che quando si commettono peccati occorre confessarli ad un prete. Il prete, che si suppone rappresenti Dio o Cristo, perdonando il peccatore che ha confessato, annulla le conseguenze dei suoi peccati. Questo verso dice per che questo processo non pu purificare il peccatore perch quello stesso uomo, subito dopo aver confessato, appena uscito dalla chiesa, ricomincer a commettere gli stessi peccati. Ci dimostra che non si  purificato.
Questo non avviene solo nella religione cristiana. Ogni religione prescrive dei metodi di purificazione, perch tutti gli uomini sono peccatori. Qui per il Visnuduta dice che questi metodi, bench siano autorizzati, non sono in grado di purificare il cuore del seguace di quella religione. Lo si pu constatare anche negli induisti e nei musulmani che, sebbene seguano determinati rituali, non cessano di peccare. Sono simili a mascalzoni ammalati che vanno dal medico per farsi prescrivere medicine. 
Il medico dice: "Prendi queste medicine, non fare questo, non mangiare queste cose, mangia invece queste altre." Il paziente prende le medicine e segue per un certo tempo le istruzioni del dottore. Ricomincia poi a fare il medesimo errore e torna dal dottore per chiedergli di prescrivergli altre medicine. Si va avanti cos e questo tipo di trattamento non  accettato dal Visnuduta. 
Perci qui  affermato: "Tali prescrizioni ritualistiche non bastano a purificare una persona." Se per si canta anche una sola volta il santo nome del Signore, il mantra Hare Krsna, ci si purifica. L'effetto di questa purificazione dovuta al canto dell'harer-nama (il nome di Hari, Krsna)  immediato. Appena Lo si canta si vede la forma di Krsna, si realizzano le Sue qualit e si ricordano i Suoi divertimenti. Questo  il risultato del puro canto del mantra Hare Krsna. 
Srila Jiva Gosvami dice che un puro devoto che canta il mantra Hare Krsna realizza subito il nome di Krsna, la Sua forma, i Suoi divertimenti, ecc. Basta cantare il nome di Krsna per comprendere la Sua forma: "Questo  Krsna, queste sono le Sue qualit. Krsna ha tutti i requisiti ed  cos gentile, cos magnanimo." Ricorderete molte Sue qualit, ricorderete i Suoi passatempi: "Krsna istruiva Arjuna. Krsna giocava con i pastorelli. Krsna conversava dolcemente con le gopi e Sua madre Yasoda." Si ricorderanno tutte queste cose. 
Questa  la vera perfezione del canto. Sebbene Ajamila si fosse degradato negli ultimi anni della sua vita, da giovane era stato un brahmacari (studente celibe). Era stato istruito da suo padre e conosceva i divertimenti, la forma ed i nomi di Narayana. Tuttavia frequentando cattive compagnie in seguito aveva dimenticato tutto, ma gli bast cantare il nome di Narayana per ricordare ogni cosa, la Sua forma, i Suoi divertimenti; cos si salv. Cercate di capire tutto questo.
Tutti dovrebbero sapere che cantare senza offese significa ricordare la forma di Krsna. I mayavadi, gli impersonalisti, non possono pensare n alla Sua forma n ai Suoi divertimenti, in cui non credono. Poich sono impersonalisti, pensano che questi divertimenti siano maya (illusione). E' per questa ragione che Krsna dice: janma karma ca me divyam: "La Mia nascita e le Mie attivit sono trascendentali". I mascalzoni non possono comprendere le Sue attivit e i Suoi divertimenti e pensano che siano maya, illusori, mentre invece sono divyam, trascendentali; non appartengono alla natura materiale. Krsna dice che solo chi Lo comprende veramente viene immediatamente liberato. Questo verso afferma che cantando semplicemente: "Narayana, Narayana", se si ricorda subito la natura della forma del Signore, la natura dei Suoi divertimenti, quella di coloro che Lo accompagnano, si ottiene immediatamente la liberazione. Lo conferma la Bhagavad-gita:      

janma karma ca me divyam 
evam yo vetti tattvatah 
tyaktva deham punar janma 
naiti mam eti so rjuna

"O Arjuna, colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attivit non dovr pi rinascere nel mondo materiale quando lascia il corpo, ma raggiungere la Mia dimora eterna." (Bhagavad-gita 4.9)

Cantare quindi  facile e sublime. Chi canta senza offese il mantra Hare Krsna ricorder sempre la Sua forma, i Suoi divertimenti, le Sue qualit, i Suoi associati. Ricorder tutto e questo ricordo lo render libero. Il canto privo di offese porta alla liberazione. 
Dovremmo quindi prestare molta attenzione a non commettere offese; sarete liberi a condizione che continuiate a cantare il mantra Hare Krsna. 
In realt Srila Rupa Gosvami ha detto che solo per un'anima liberata  possibile cantare: ayi muktakulair upasyamanam. Quando glorifica il santo nome infatti dice: mukta kulair upasya: "Un'anima liberata pu cantare il puro e santo nome del Signore" e Maharaja Pariksit afferma nello SrimadBhagavatam: nivrttatarsair upagiyamanat: "Il santo nome di Krsna pu essere cantato dalle persone che sono 'nivrttatarsair'."
Nivrtta significa coloro che sono completamente liberi dai desideri materiali. Loro possono cantare. Il santo nome del Signore pu essere cantato da persone completamente libere da qualsiasi desiderio materiale. Questo  il servizio devozionale allo stato puro.
Srila Rupa Gosvami afferma:

anyabhilasitasunyam
jnanakarmadyanavrtam
anukulyena krsnanu-
silanam bhaktir uttama

"Coloro che sono realmente liberi da qualsiasi desiderio materiale possono impegnarsi nel puro servizio devozionale." Jnana, coltivare la conoscenza e karma, compiere attivit pie sono entrambe materiali. Diventare molto pii non significa essere liberati; anche una persona pia  un'anima condizionata e vincolata alla sua condizione. Un brahmana ad esempio ha acquisito ottime qualit, ma questo non significa che sia un devoto. Si incontrano molte brave persone ma raramente si incontra un puro devoto. Bisogna distinguere. Una brava persona  brava dal punto di vista materiale mentre un devoto  diverso da una persona pia.
L'attivit di Arjuna per esempio consisteva nell'uccidere. "Arjuna non era buono; ha ucciso suo nonno e i suoi nipoti e ha distrutto tutta la sua famiglia. Non era certo una brava persona." A volte la gente fa questi commenti ma Krsna dice, bhakto 'si me sakha ceti: "Tu sei il mio pi caro amico." 
Cercate di capire. Arjuna nel mondo materiale non viene reputato una brava persona perch ha ucciso i suoi parenti. Per Krsna invece  un caro amico e Suo devoto. Questa  la differenza tra un devoto e una brava persona di questo mondo. Un devoto  naturalmente una persona molto santa, ma non cade quando agisce da cattivo per conto di Krsna: rimane sempre un puro devoto. 
Ci sono delle persone chiamate sahajiya che pensano: "La rasalila di Krsna  molto piacevole mentre non  molto bello combattere e uccidere demoni." Non conoscono la Verit Assoluta. Krsna  buono in qualsiasi circostanza sia che goda della compagnia delle gopi sia che uccida i demoni. Questa  la Verit Assoluta. 
Queste sono le cose da capire. Se ricordate la krsnalila, qualcuna delle Sue attivit, col canto del mantra Hare Krsna, sarete liberati. Questo  quanto apprendiamo dalla descrizione autorevole dello SrimadBhagavatam. 
D'altra parte qui si dice: coloro che sono molto ansiosi di realizzare il Brahman, i brahmavadi, prescrivono molte cerimonie rituali; esse per non sono sufficienti perch non possono elevare una persona al livello di un puro devoto. 
Il Kumbhamela  prescritto dai brahmavadi. E' un precetto che ingiunge di vivere in questo periodo sulle rive della confluenza del Gange con la Yamuna per almeno tre giorni. In questo modo ci si qualifica per entrare nei pianeti superiori. La gente che  venuta qui ambisce ad entrare nei pianeti superiori, cosa che ad un devoto non interessa. I devoti non sono interessati ad alcun pianeta di questo mondo materiale; sanno benissimo che beneficio porta entrare nei pianeti superiori: nessuno. 
Immaginate che io ottenga di vivere migliaia di anni a un elevato livello di vita, donne, denaro, vino e cos via. Che beneficio ne otterrei? Nessuno. Sono molto soddisfatto di un articolo scritto da uno dei miei discepoli di Boston che dice: "Come sono la societ e la famiglia? Infernali. Noi non vogliamo vivere senza Krsna." Questa  un'affermazione molto giusta. 
E' vera realizzazione: "Non ci piace vivere senza Krsna." Chi pensa: "Bisogna prendere a calci qualsiasi genere di felicit materiale; mi interessa solo Krsna e come renderLo felice", questa persona  un puro devoto. 
Anukulyena krsnanu silanam. Anukulyena significa 'favorevolmente'. Dobbiamo solo cercare di soddisfare Krsna in modo favorevole, non sfavorevolmente come fece Kamsa. Anche Kamsa era cosciente di Krsna, pensava sempre a Lui ma in modo sfavorevole. Pensava solo al modo di ucciderlo. Meditava su Krsna pensando: "Come posso ucciderlo?" Questo si chiama pratikula 'sfavorevole'. 
Pratikula non  bhakti. Quando pensate a Krsna in contrasto con i Suoi desideri, contro il principio di soddisfarLo, non si tratta di bhakti, sebbene sia coscienza di Krsna. 
Anche un nemico di Krsna pensa a Lui, ma questo non significa che sia un Suo devoto:  cosciente di Krsna in modo sfavorevole quindi la sua non  bhakti. 
Dovete agire favorevolmente. Arjuna divent un devoto perch ag in modo favorevole per soddisfare Krsna. Questo  il vostro compito: trovare il modo di soddisfare Krsna; la conclusione naturale  che dovete soddisfare il Suo rappresentante. Per questo abbiamo cantato, yasya prasadad bhagavatprasadah: se soddisfi il Suo rappresentante, soddisfi Krsna. 
Il proprietario di un ufficio ha un capo reparto. Se voi soddisfate il capo reparto, soddisferete il proprietario. Il capo reparto fa rapporto al proprietario: "Questo impiegato  molto bravo." Cos avrete una promozione e un aumento di stipendio. 
Il compito del puro devoto  soddisfare Krsna. 
Non appena canta il mantra Hare Krsna il devoto ricorda subito che il suo obiettivo consiste nel soddisfare Krsna. Perci  liberato. 
Molte grazie.
Hare Krsna. 















Una panoramica della citt di Mayapur, una delle pi grandi comunit del Movimento Hare Krsna del mondo. Situata sulle rive del Gange, ad un centinaio di chilometri da Calcutta, la comunit di Mayapur ospita centinaia di devoti. 
Mayapur si sta sviluppando intorno ad un progetto che prevede la formazione di una vera e propria citt, che avr al suo centro una grandioso Tempio vedico dedicato al Pancatattva. 

Come Sri Nrsimhadeva arriv
a Mayapur

di Atmatattva dasa

I devoti desideravano adorare una Divinit del Signore
che rappresentasse la Sua forma pi feroce
ma nessuno voleva scolpirla

Qui sotto la Divinit di Sri Nrsimhadeva nella Sua forma pi feroce (ugra),  il centro dell'adorazione dei devoti che da tutto il mondo si recano a Mayapur a migliaia chiedendo la Sua protezione. 

Il 24 Marzo del 1984, alle ore 12.20, trentacinque uomini armati di fucili e di bombe attaccarono il Sri Mayapur Chandrodaya Mandir, il centro dell'ISKCON a Mayapur, nel Bengala Occidentale. Quando i briganti cercarono di rubare la divinit di Srila Prabhupada e quella di Srimati Radharani i devoti coraggiosamente sfidarono gli aggressori. Come potevano tollerare che le Divinit di Srila Prabhupada e di Srimati Radharani fossero portate via? Si spar da entrambe le parti e da entrambe le parti ci furono dei feriti. La divinit di Srila Prabhupada fu recuperata ma non fu cos per quella di Srimati Radharani. 
Questo incidente turb enormemente i devoti. In altre occasioni avevano dovuto affrontare la violenza e adesso si doveva trovare una soluzione definitiva. Uno dei manager sugger di installare una Divinit di Sri Nrsimhadeva, la feroce incarnazione di Sri Krsna met uomo e met leone, adorata specialmente come protettrice dei Suoi devoti. Il manager cit una situazione simile accaduta precedentemente: quando i briganti minacciarono i devoti allo YogaPitha, il vicino luogo di nascita di Sri Caitanya, Srila Bhaktivinoda Thakura e suo figlio Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati installarono prontamente una Divinit di Sri Sri Laksmi-Nrsimhadeva (Il Signore e la Sua compagna). In questo modo non ci furono ulteriori aggressioni. Ma altri devoti non erano molto inclini a seguire il loro esempio. Secondo le regole delle Scritture il pujari, o il sacerdote, che adora Sri Nrsimhadeva deve aver osservato il celibato della nascita e l'adorazione deve essere rigorosa e costante. Chi sarebbe stato in grado di adorarlo? Malgrado queste esitazioni i manager chiesero a me e a un artista, Bhaktisiddhanta dasa, di disegnare qualche bozza della Divinit. Ci dissero che le gambe della Divinit avrebbero dovuto essere piegate, come se fosse stata pronta a saltare, avrebbe dovuto guardarsi attorno ferocemente, le Sue dita avrebbero dovuto essere piegate e delle fiamme avrebbero dovuto sprigionarsi dalla Sua testa. Disegnammo lo schizzo di una Divinit che avesse queste sembianze, la quale  conosciuta con il nome di Ugra Nrsimha, "il feroce Nrsimha". 
Ai devoti piacque e Pankajanghri dasa acconsent ad adorare la Divinit. Radhapada dasa, un devoto di Calcutta si offr di sponsorizzare la scultura e l'installazione della Divinit. Sembrava che l'apparizione di Sri Nrsimhadeva a Mayapur sarebbe stata un cosa semplice e immediata. Radhapada dasa prontamente offr 130.000 rupie e noi pianificammo di avere la Divinit pronta da istallate nel giro di tre mesi. Io partii per il sud dell'India per cominciare il lavoro. Per la grazia di Krsna, subito trovai un famoso sthapati, uno scultore di Divinit. L'uomo fu cortese finch non menzionai che la Divinit che volevo fargli scolpire era Ugra Nrsimha rifiutandosi categoricamente di scolpire una simile Divinit. Dopo di che avvicinai molti altri scultori ma la risposta era sempre la stessa: no. 
Dopo sei mesi e molti altri viaggi nel sud dell'India, Sri Nrsimhadeva non si era ancora manifestato in una Divinit. Radhapada dasa, ansioso di vedere Sri Nrsimhadeva istallato a Mayapur, mi chiese di visitare di nuovo il primo sthapati e di perorare, ancora una volta, la nostra causa. Questa volta lo sthapati fu pi disponibile e si offr di leggermi un capitolo dello Silpasastra, la scrittura vedica riguardante la scultura e l'architettura e l'ingegneria dei templi. Lesse ad alta voce alcuni versi che descrivono Sri Nrsimhadeva: la Sua criniera simile alle fiamme, il Suo sguardo inquisitore e la Sua postura: le ginocchia piegate e un piede in avanti pronto a saltare fuori dalla colonna. 
Ero stupito. Quello era esattamente ci che volevamo. Gli mostrai lo schizzo che avevo fatto. Egli ne fu impressionato e si offr di disegnare uno schizzo basato sulla descrizione delle scritture. Avremmo potuto utilizzare lo schizzo come una guida per la scultura della Divinit. Comunque precis che non avrebbe scolpito la Divinit personalmente.
Lo sthapati impieg una settimana per disegnare lo schizzo e il risultato fu notevole. Ritornai a Mayapur per mostrare lo schizzo alle autorit del tempio. Tutti volevano che questo stesso sthapati scolpisse la Divinit. Ancora una volta fui mandato nel sud dell'India a cercare di convincerlo. 
Andai direttamente a casa dello sthapati. Ero ansioso. Che cosa potevo fare se non pregare Sri Nrsimhadeva di essere misericordioso e di acconsentire a manifestarsi nel nostro tempio di Sridham Mayapur? Non avevo neanche detto un paio di frasi quando l'uomo mi disse che avrebbe scolpito la Divinit. 
Lo stapathi aveva consultato il suo guru, il Sankaracarya di Kanchipuram, a proposito della nostra richiesta e il suo guru aveva immediatamente replicato: "Non farlo. La tua famiglia sar distrutta." Ma in seguito, dopo un attimo di riflessione, gli chiese: "Chi ti ha chiesto di scolpire questa Divinit?" E quando apprese che erano gli Hare Krsna di Mayapur si preoccup molto. "Vogliono Ugra Nrsimha? Sanno che cosa implicano la scultura e l'installazione di Ugra Nrsimha? La stessa Divinit fu scolpita pi di tremila anni fa da alcuni sthapati molto elevati. Vi  un luogo, sulla strada che conduce a Mysore, dove  installato un Ugra Nrsimha molto feroce. Il demone Hiranyakasipu giace, aperto, sulle Sue ginocchia e le sue viscere sono riversate su tutto l'altare. Una volta il livello di adorazione era molto elevato e comprendeva una processione guidata da un elefante e una festa ogni giorno. Poi, gradualmente, l'adorazione declin. Oggi quel luogo  una citt fantasma. L'intero villaggio  deserto. Nessuno pu vivere in pace l. Questo  ci che vogliono per il loro progetto?" 
Lo sthapati replico: "Sono insistenti. Vengono da me continuamente a parlarmi della Divinit. Sembra che abbiamo dei problemi con i banditi." Porgendo al guru uno schizzo della Divinit disse: "Questa  la Divinit che vogliono". Il guru prese lo schizzo e lo guard con esperienza. 
"Ah, questa Divinit rientra nella categoria Ugra", egli disse. "Ma una Divinit in questa particolare posizione  chiamata Sthanu Nrsimha. 
Non esiste su questo pianeta.
Neppure i deva sui pianeti celesti adorano questa forma. Si, questa categoria appartiene alla categoria 
Ugra. Ugra significa 'feroce, molto irato'. Vi sono nove diverse forme in questa categoria e sono tutte molto feroci. Quella che loro vogliono  Sthanu Nrsimha: che esce dalla colonna. No, non scolpire questa Divinit. Non sar di buon augurio per te. Ne parleremo in seguito." 
Qualche notte dopo lo sthapati ebbe un sogno nel quale il suo guru gli diceva: "Per loro puoi scolpire Sthanu Nrsimha." 
La mattina seguente ricevette una lettera, consegnata a mano, da Kanchipuram. La lettera, proveniente dal Sankaracarya, dava alcune istruzioni riguardanti la ristrutturazione dei templi. In fondo si trovava una nota: "Per l'ISKCON puoi scolpire Sthanu Nrsimha." 
Lo sthapati mi mostr la lettera del guru e disse: "Ho le benedizioni del mio guru. Scolpir la tua Divinit." 
Ero felicissimo. Gli pagai l'anticipo e gli chiesi quanto tempo avrebbe impiegato a scolpire la Divinit e lui disse che la Divinit sarebbe stata pronta per l'installazione dopo sei mesi. Ritornai a Mayapur. Dopo quattro pacifici mesi a Mayapur, decisi di andare nel sud dell'India per acquistare accessori in ottone richiesti per l'adorazione di Sri Nrsimhadeva e poi per ritirare la Divinit. Il viaggio fu ben organizzato e senza complicazioni fino a quando non visitai lo sthapati. Gli spiegai che avevo comprato gli accessori per l'adorazione e che ero venuto a ritirare la Divinit. 
Egli mi guard come se fossi pazzo ed esclam: "Quale Divinit? Non ho ancora trovato la pietra adatta!" 
Non potevo credere alle mie orecchie. 
"Ma tu avevi detto che la Divinit sarebbe stata pronta dopo sei mesi." 
"Manterr la mia promessa", disse, "Sei mesi dopo che avr trovato la pietra, la Divinit sar pronta per l'installazione." La sua risposta fu enfatica ma io non potevo proprio accettare il ritardo quindi, frustrato, lo sfidai: "Ci sono grandi lastre di pietra dappertutto nel sud dell'India. Qual  il problema?" 
Mi guard nel modo in cui l'insegnante guarda uno studente un po' lento e disse deliberatamente: "Non sto facendo un mortaio, sto facendo una Divinit e le Scritture dicono che solamente una pietra viva pu essere adoperata per scolpire una Divinit di Visnu. Quando una lastra di pietra viene colpita in sette punti e ognuno di questi produce il suono indicato dalle Scritture, la pietra potrebbe essere adatta. Ma c' anche una seconda prova che indica se la pietra e una pietra viva. C' un animaletto che mangia il granito. Se mangia la pietra da una parte all'altra e lascia dietro di s una scia completa e visibile, la pietra ha superato la seconda prova. Tale pietra  una pietra viva e l'espressione pu manifestarsi da essa. Solamente da una pietra simile potr scolpire il tuo Nrsimhadeva. Tale pietra emana poesia. 
Tutti i lineamenti di una Divinit scolpita da tale pietra saranno pienamente espressivi e belli. Per favore sii paziente. Io ho cercato sinceramente la tua lastra di pietra." 
Ero sorpreso e un po' ansioso. I devoti a Mayapur si aspettavano che la Divinit arrivasse da un momento all'altro. Come avrei spiegato loro la ricerca della "pietra viva"? Avrebbero potuto decidere di scolpire Nrsimhadeva nel marmo. Ripiegai su quello che ritenevo un argomento facile: "Per favore scusami ma ho dimenticato di dirti che vogliamo anche una Divinit di Prahlada. Vogliamo adorare PrahladaNrsimha. Cosa ne pensi?" 
"Non penso che sia possibile", replic lo sthapati. Lo guardai incredulo senza sapere cosa dire. Egli sorrise e continu: "Tu vuoi che tutto sia svolto secondo le scritture. Il tuo Nrsimhadeva sar alto 120 cm e facendo una proporzione il tuo Prahlada avr le dimensioni di un'ameba." 
"Ma noi vorremmo che Prahlada fosse alto 30 cm", lo interruppi. 
"Va bene", replic lo sthapati, "questo significa che il tuo Nrsimhadeva dovr essere alto 365 metri." 
Cominciammo a discutere sulle dimensioni di Prahlada Maharaja e finalmente lo sthapati, rassegnato, acconsent a scolpire un Prahlada Maharaja che fosse alto 30 cm. Almeno adesso avrei avuto qualcosa di positivo da dire quando sarei tornato a Mayapur. 
Dopo due mesi tornai nel sud dell'India; non vi era stato alcuno sviluppo. Cominciai a viaggiare avanti e indietro da Mayapur al sud dell'India ogni mese. Finalmente fu trovata la pietra giusta e lo sthapati divent un'altra persona. Per oltre una settimana quasi non torn a casa. 
Semplicemente sedeva per ore e ore di fronte alla lastra di pietra ad osservarla con il gesso in mano senza disegnare niente. Non permise ai suoi aiutanti di fare altro che rimuovere l'eccesso di pietra per far si che la lastra assumesse una forma rettangolare. Quando lo visitai la volta seguente aveva disegnato uno schizzo sulla pietra. Nient'altro. Ero preoccupato. I manager a Mayapur stavano diventando impazienti. 
"Sei sicuro che la Divinit verr ultimata nel giro di sei mesi?", chiesi disperato. 
"Non ti preoccupare, il lavoro verr ultimato." 
Tornai a Mayapur solamente per venir rimandato, dopo breve tempo, nel sud India a controllare alcuni dettagli della Divinit. Trovai lo sthapati che scolpiva con grande cura e dedizione. Si incominciava ad intravedere la forma. Lo sthapati aveva cominciato la scultura partendo dai bracciali. Impieg due settimane a scolpirli. Ogni tratto era perfettamente rifinito e delicato. Ne fui impressionato e felice. 
Lo sthapati impieg poco pi di un anno per ultimare la Divinit e quando la fin non mi inform subito ma decise di visitare alcuni amici per qualche giorno. Era la stagione monsonica e c'erano alcuni visitatori quindi egli ritenne pi sicuro chiudere Sri Nrsimhadeva in una capanna di foglie. Dopo due giorni i suoi vicini corsero ad avvisarlo che la capanna era in fiamme. Nonostante le piogge insistenti, il tetto, costruito con palme da cocco, aveva preso fuoco. Lo sthapati si precipit sul luogo trovando la capanna ridotta in cenere ma Sri Nrsimhadeva intatto. 
Mi telefon immediatamente: "Per favore vieni subito a prendere la tua Divinit perch sta bruciando tutto. Ha mostrato chiaramente che adesso vuole andare via". 
Mi diressi con entusiasmo verso il sud dell'India, noleggiai un camion e lo riempii per met di sabbia. Giunsi allo studio dello sthapati pensando che l'ultima parte sarebbe stata relativamente semplice. Avevo scioccamente dimenticato che Sri Nrsimhadeva  una persona molto pesante: pesava una tonnellata! Dopo alcune ore riuscimmo a sollevare, senza danni, la Divinit sul camion. 
Per oltrepassare il confine del Tamil Nadu senza problemi avevamo bisogno di un permesso della Polizia insieme con dei documenti firmati dalla Finanza, dalla Sopraintendenza archeologica e dalle Belle Arti. 
Tutti i funzionari chiesero di vedere la Divinit e quando videro Sri Nrsimhadeva divennero tutti molto gentili ed efficienti. 
Avemmo tutti i documenti necessari nel giro di 24 ore, un vero miracolo conoscendo le usuali complicazioni della burocrazia indiana. Anche il viaggio verso Mayapur fu sorprendentemente pacifico e senza problemi. Il nostro protettore era certamente presente con noi. 
Di solito lo sthapati  presente durante la cerimonia di installazione, si reca nella stanza della Divinit e le scolpisce gli occhi. Questa cerimonia  chiamata netranimilanam, "apertura degli occhi". Ma il nostro sthapati aveva gi scolpito gli occhi di Sri Nrsimhadeva. Aveva anche celebrato il pranapratistha (l'installazione della forza vitale) e aveva gi adorato la Divinit. Io sono sicuro che questa fu la ragione per cui tutti i documenti vennero preparati cos prontamente e che il trasporto del Signore Supremo fu cos semplice. Il Signore era gi presente. E chi avrebbe osato dire di no a Sri Nrsimhadeva? 
L'installazione di Sri Nrsimhadeva dur tre giorni, dal 28 al 30 Luglio 1986. Mi ricordo di essere stato preoccupato che l'installazione fosse troppo semplice. La seria ammonizione del Sankaracarya di Kanchipuram mi aveva profondamente impressionato. Ma le mie preoccupazioni furono presto placate dal suono dinamico del kirtana. Il sankirtanayajna, l'unica vera ricchezza del kaliyuga, dominava la scena. 
Mi sentii soddisfatto e pieno di vita. Sri Nrsimhadeva, il protettore della missione del sankirtana aveva finalmente deciso di manifestarsi al Sri Mayapur Chandrodaya Mandir.















Tra tutte le scritture vediche il pi illuminante testo che descrive la Personalit di Sri Krsna 

SRIMADBHAGAVATAM

'UNDICESIMO CANTO'



Scritture Vediche

SRIMADBHAGAVATAM

Abbiamo un grande piacere nel pubblicare la versione inedita in lingua italiana dello SrimadBhagavatam, undicesimo canto, la parte conclusiva del grande classico della spiritualit compilato cinquemila anni fa da KrsnaDvaipayana Vyasa, tradotto dall'originale sanscrito da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, e completato dai suoi discepoli. 
Lo SrimadBhagavatam, l'essenza di tutte le Scritture Vediche,  la scienza spirituale che ci permette di conoscere non solo la sorgente ultima di ogni cosa, l'Essere Supremo, ma anche la relazione che ci unisce a Lui, e spiega inoltre che il nostro dovere  di agire per migliorare la societ umana sulla base di questa conoscenza infallibile. 
Chi fosse interessato all'intera opera pu contattare la Bhaktivedanta Book Trust Italia. 



CANTO 11

CAPITOLO 1

LA MALEDIZIONE CONTRO LA DINASTIA YADU

SPIEGAZIONE AL VERSO 8

(Continua) Da questo episodio  dato di capire che quando un uomo mostra rancore o schernisce i devoti di Visnu, il suo brahmanyata, le sue elevate qualifiche spirituali, vengono distrutte insieme al suo rispetto nei confronti di Sri Krsna. Il disprezzo e lo scherno diretti verso le persone rispettabili e i veri brahmana distruggono tutte le buone qualit. Quando si manca di rispetto nei confronti dei Suoi devoti, il Signore Supremo diventa poco benevolo perfino verso i Suoi parenti e i Suoi amici, e provvede a distruggere coloro che si oppongono ai Suoi devoti. Se qualche sciocco nei panni di un parente della famiglia personale di Krsna esprime ostilit nei confronti dei vaisnava, le sue offese fanno s che egli non possa pi essere giustamente chiamato un discendente della dinastia di Krsna. Questa  la suprema equanimit di Dio, la Persona Suprema. 



VERSO 9 

 yan-nimittah sa vai sapo 
 yadrso dvija-sattama 
 katham ekatmanam bheda 
 etat sarvam vadasva me 

 yat-nimittah: dovuto a quale causa; sah:
 quella; vai: veramente; sapah:
 maledizione; yadrsah: di quale tipo;
 dvija-sat-tama: tu che sei il pi puro tra i
 brahmana nati due volte; katham: come;
 eka-atmanam: di coloro che
 condividevano la stessa anima (Sri
 Krsna); bhedah: la discordia; etat:
 questa; sarvam: tutto; vadasva: ti prego
 di dire; me: a me. 



 TRADUZIONE 

 Il re Pariksit di nuovo si inform: 
 Quale fu il motivo di questa
 maledizione? E in che cosa
 consisteva? E come fu possibile che
 una simile discordia sorgesse tra gli
 Yadu, che condividevano tutti lo
 stessa meta nella vita? Ti prego, tu
 che sei il pi puro tra i nati due volte,
 spiegami tutte queste cose. 



 SPIEGAZIONE 

 Ekatmanam significa che tutti gli Yadu
 condividevano la stessa opinione, cio
 che Krsna, Dio, la Persona Suprema,
 era la meta della loro vita. Per questo
 motivo Maharaja Pariksit non riusciva a
 vedere alcuna ragione ovvia per una
 contesa cos distruttiva tra i componenti
 della dinastia Yadu, ed era ansioso di
 conoscerne la vera causa. 



 VERSO 10 

 sri-badaraya nir uvaca 
 bibhrad vapuh
 sakala-sundara-sannivesam 
 karmacaran bhuvi su-mangalam
 apta-kamah 
 asthaya dhama ramamana
 udara-kirtih 
 samhartum aicchata kulam
 sthita-krtya-sesah 

 sri-badarayanih : Sukadeva Gosvami, il figlio di
 Badarayana; uvaca: disse; bibhrat: portava;
 vapuh: un corpo divino; sakala: di tutte;
 sundara: le cose belle; sannivesam: la fusione;
 karma: le attivit; acaran: compiendo; bhuvi:
 sulla Terra; su-mangalam: molto propizie;
 apta-kamah: soddisfatto in tutti i suoi desideri;
 asthaya: che risiede; dhama: nella Sua dimora
 (Dvaraka); ramamanah: che gode della vita;
 udara-kirtih: le cui glorie sono molto generose
 in s; samhartum: distruggere; aicchata: Egli
 desider; kulam: la Sua dinastia; sthita: che
 rimaneva; krtya: di ci che doveva fare; sesah:
 la fine. 



 TRADUZIONE 

 Sukadeva Gosvami disse: 
 Il Signore, che manifestava il Suo corpo
 come la sintesi di tutto ci che  bello, comp
 coscienziosamente le attivit pi propizie
 mentre Si trovava sulla Terra, bench in
 effetti fosse gi perfettamente soddisfatto
 nei Suoi desideri senza alcuno sforzo.
 Mentre abitava nella Sua dimora e godeva
 della vita, il Signore, la cui glorificazione 
 in se stessa magnanima, volle ora
 annientare la propria dinastia, perch una
 piccola parte della Sua missione non era
 stata ancora compiuta. 



 SPIEGAZIONE 

 Questo verso risponde alla domanda di Pariksit
 Maharaja sulle ragioni che avevano spinto i
 brahmana a maledire i potenti familiari della
 dinastia Yadu, inducendoli a distruggersi l'un
 l'altro in una guerra fratricida. Con l'espressione
 samhartum aicchata kulam si afferma
 chiaramente che Sri Krsna stesso desiderava
 ritirare la propria dinastia, e che per questo
 aveva fatto in modo che i brahmana si
 comportassero come Suoi strumenti. Visvanatha
 Cakravarti Thakura fa notare qui che Krsna
 aveva chiaramente dimostrato l'insuperabile
 bellezza e potenza della Sua forma personale,
 dei Suoi divertimenti e dei Suoi piaceri a tutti gli
 abitanti della Terra. Cos la Sua apparizione che
 doveva distruggere i demoni, salvare i devoti e
 ristabilire i princpi religiosi si era compiuta con
 perfetto successo. Quando Sri Krsna not che
 la Sua missione era ormai completa, e tutto era
 stato fatto in modo perfetto, desider tornare
 nella Sua dimora trascendentale, insieme con i
 Vrsni. Perci il Signore organizz
 personalmente l'episodio in cui la dinastia Yadu
 sarebbe stata maledetta dai brahmana. 
 Secondo Visvanatha Cakravarti Thakura,
 apta-kamah significa che Krsna  sempre
 soddisfatto in Se stesso, ma per eseguire i Suoi
 divertimenti trascendentali organizz la
 distruzione della propria dinastia per tre motivi
 specifici: ristabilire sui pianeti celesti quei deva
 che erano nati 
 in mezzo agli Yadu per assisterLo, ristabilire le
 proprie espansioni plenarie di Visnu nelle Loro
 dimore, come Vaikuntha, Svetadvipa e
 Badarikasrama, e sottrarre i Suoi compagni
 eterni e Se stesso alla vista del mondo materiale.
 A questo proposito, Bhaktisiddhanta Sarasvati
 ha lasciato diverse osservazioni importanti sulla
 distruzione della dinastia Yadu. Egli afferma che
 molte persone cosiddette religiose sono cadute
 per aver commesso la seconda offesa contro il
 canto del santo nome, cio visnau
 sarvesvarese tad-itara-sama-dhih:
 considerare un altro essere vivente uguale a Sri
 Visnu, che  il Signore dei signori. 
 Una persona che ha la mente soggiogata dalla
 tendenza impersonalista della filosofia Mayavada
 pensa scioccamente che l'energia esterna,
 materiale, del Signore sia uguale alla Sua
 potenza interna, spirituale. In questo modo, si
 finisce col porre sullo stesso piano i comuni
 esseri viventi e Dio, la Persona Suprema,
 considerando Krsna come un altro aspetto di
 maya. Questo  un fraintendimento davvero
 sfortunato, perch rovina ogni possibilit di
 comprendere Dio nella sua realt. Senza dubbio
 le persone che si sentono attratte verso questa
 concezione illusoria della vita arriveranno a
 considerare i componenti della dinastia Yadu
 uguali a Krsna sotto ogni aspetto, e ad adorare i
 futuri discendenti della famiglia di Krsna come
 Krsna stesso. Cos la presenza continua della
 dinastia Yadu sulla Terra sarebbe certamente
 stata un grosso ostacolo sulla via della
 comprensione spirituale e un enorme fardello per
 la Terra. Per neutralizzare il pericolo che
 avrebbe costituito per il mondo l'idea offensiva
 di porre Visnu al medesimo livello della famiglia
 di Visnu, il Signore decise di annientare la
 dinastia Yadu. 
 Il Signore Supremo, Sri Krsna,  sempre
 affettuoso verso i Suoi devoti, ma ogni volta che
 i discendenti della Sua famiglia diventano ostili o
 indifferenti verso di Lui, e cessano di amare i
 Suoi puri devoti o di fare amicizia con i Suoi
 servitori, questi cosiddetti membri della famiglia
 del Signore diventano ostacoli per la Sua
 volont. Si verifica quindi il tangibile pericolo che
 gli esseri ignoranti rivolgano la propria
 adorazione verso queste persone ostili,
 onorandole come compagni intimi di Krsna.
 Considerare per esempio Kamsa lo zio materno
 di Krsna e quindi un Suo fedele servitore,
 sarebbe una conclusione completamente errata.
 Un simile equivoco porterebbe a considerare
 come compagni intimi del Signore uomini
 malvagi che si oppongono al Signore stesso, e le
 persone ostili a Krsna Suoi sottomessi
 dipendenti, apparsi nella Sua stessa famiglia. Lo
 scopo della distruzione della dinastia Yadu era
 dunque quella di sradicare la falsa logica dei
 Mayavadi che desiderano vedere l'unit totale di
 tutte le cose, e suppongono erroneamente che i
 nemici dei devoti di Krsna possano essere Suoi
 intimi familiari. 
 


VERSI 11-12 

 karmani punya-nivahani su-mangalani 
 ayaj-jagat-kali-malapaharani krtva 
 kalatmana nivasata yadu-deva-gehe 
 pindarakam samagaman munayo nisrstah 

 visvamitro 'sitah kanvo 
 durvasa bhrgur angirah 
 kasyapo vamadevo 'trir 
 vasistho naradadayah 

 karmani: rituali interessati; punya: la virt;
 nivahani: che conferiscono; su-mangalani: di
 grande buon augurio; gayat: cantando (di
 questo); jagat: per il mondo intero; kali: di
 quest'epoca degradata; mala: le impurit;
 apaharani: che portano via; krtva: dopo aver
 compiuto; kala-atmana: da Lui, che  la
 personificazione stessa del tempo; nivasata: che
 risiede; yadu-deva: del signore degli Yadu (il re
 Vasudeva); gehe: nella casa; pindarakam: al
 luogo di pellegrinaggio conosciuto come
 Pindaraka; samagaman: andarono; munayah: i
 saggi; nisrstah: congedati; visvamitrah asitah
 kanvah: i saggi Visvamitra, Asita e Kanva;
 durvasah bhrguh angirah: Durvasa, Bhrgu e
 Angira; kasyapah vamadeva atrih: Kasyapa,
 Vamadeva e Atri; vasisthah narada-adayah:
 Vasistha, Narada e altri ancora. 



 TRADUZIONE 

 Una volta i saggi Visvamitra, Asita, Kanva,
 Durvasa, Bhrgu, Angira, Kasyapa,
 Vamadeva, Atri e Vasistha, insieme con
 Narada e altri ancora, compirono dei rituali
 che permettevano di ottenere una grande
 abbondanza di risultati virtuosi, grande
 felicit, e potevano inoltre distruggere i
 peccati del Kali-yuga per il mondo intero
 soltanto per il fatto di essere narrati. I saggi
 eseguirono accuratamente questi rituali
 nella casa del capo degli Yadu, Vasudeva, il
 padre di Sri Krsna. Dopo che Sri Krsna,
 che viveva l come la personificazione
 stessa del tempo, li ebbe congedati 
 rispettosamente alla conclusione delle
 cerimonie, i saggi si diressero verso il luogo
 santo chiamato Pindaraka. 

 

SPIEGAZIONE 

 In questo verso Sukadeva Gosvami comincia a
 narrare la storia della maledizione dei brahmana
 lanciata contro la dinastia Yadu secondo il
 desiderio del Signore. Sridhara Svami spiega
 che alcuni rituali religiosi, come
 l'asvamedha-yajna, generano reazioni virtuose;
 invece altre attivit come l'occuparsi dei propri
 figli danno un piacere immediato soltanto nel
 presente, mentre i rituali celebrati come
 espiazione distruggono le reazioni del peccato.
 Tuttavia le attivit religiose menzionate
 nell'undicesimo verso, indicate dalle parole
 karmani punya-nivahani su-mangalani
 gayaj-jagat-kali-malapaharani , erano
 virtuose sotto ogni aspetto, e producevano
 grande gioia e risultati virtuosi in grande
 abbondanza. Erano cos potenti che la semplice
 glorificazione di questi rituali pu liberare da
 tutte le reazioni peccaminose del Kali-yuga. 
 I saggi chiamati nella casa di Vasudeva per
 celebrare queste attivit religiose cos propizie
 furono soddisfatti con doni adeguati, e furono
 poi inviati da Krsna a Pindaraka, un luogo santo
 poco distante, situato a circa due miglia dal
 Golfo Arabico, sulla costa del Gujarat. Ancora
 oggi questo luogo si chiama Pindaraka. 
 E' significativo che Sri Krsna sia menzionato in
 questo verso col nome kalatmana, la forma del
 tempo, o l'Anima Suprema. Nell'undicesimo
 capitolo della Bhagavad-gita Dio, la Persona
 Suprema, Si rivela ad Arjuna come la
 personificazione del tempo, apparsa sul campo
 di battaglia di Kuruksetra per distruggere tutti i
 re e gli eserciti che costituivano un fardello per la
 Terra. Similmente troviamo qui kalatmana
 nivasata yadu-deva-gehe: Krsna viveva nella
 casa di Suo padre Vasudeva come la
 personificazione del tempo, il che indica che si
 stava avvicinando l'ora della distruzione della
 Sua stessa dinastia, secondo il Suo volere. 



 VERSI 13-15 

 kridantas tan upavrajya 
 kumara yadu-nandanah 
 upasangrhya papracchur 
 avinita vinita-vat 

 te vesayitva stri-vesaih 
 sambam jambavati-sutam 
 esa prcchati vo vipra 
 antarvatny asiteksana 

 prastum vilajjati saksat 
 prabrutamogha-darsanah 
 prasosyanti putra-kama 
 kim svit sanjanayisyati 

 kridantah: giocando; tan: essi (i saggi);
 upavrajya: avvicinando; kumarah: i ragazzi;
 yadu-nandanah: i figli della dinastia Yadu;
 upasangrhya: afferrando i piedi dei saggi;
 papracchuh: chiesero; avinitah: non umili;
 vinita-vat: ma comportandosi come se fossero
 stati umili; te: essi; vesayitva: avendo vestito;
 stri-vesaih: con abiti e ornamenti da donna;
 sambam jambavati-sutam: Samba, il figlio di
 Jambavati; esa: questa donna; prcchati: chiede;
 vah: a voi; viprah: o brahmana eruditi;
 antarvatni: gravida; asita-iksana: dagli occhi
 neri; prastum: di chiedere; vilajjati: 
 imbarazzata; saksat: direttamente, lei stessa;
 prabruta: vi prego, dite; amogha-darsanah: voi
 che non siete mai confusi nella visione delle cose;
 prasosyanti: lei che  quasi sul punto di dare
 alla luce; putra-kama: e che desidera avere un
 figlio; kim svit: che cosa in realt (un maschio o
 una femmina); sanjanayisyati: partorir. 



 TRADUZIONE 

 I ragazzi della dinastia Yadu portarono in
 quel luogo santo il figlio di Jambavati,
 Samba, vestito con abiti femminili. Poi i
 ragazzi si avvicinarono scherzosamente ai
 grandi saggi l riuniti, si gettarono ai loro
 piedi e chiesero sfacciatamente, con falsa
 umilt: "O brahmana eruditi, questa donna
 incinta dagli occhi neri vuole chiedervi una
 cosa, ma si sente troppo imbarazzata per
 chiedervelo direttamente. Tra breve
 partorir, ed  ansiosa di avere un figlio
 maschio. Poich voi tutti siete grandi saggi
 dalla visione infallibile, vi preghiamo di dirci
 se il neonato sar maschio o femmina." 



 SPIEGAZIONE 

 Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati ha lasciato il
 seguente commento: "Il comportamento
 impudente dei giovani Yadu nei confronti dei
 saggi guidati da Narada, che erano tutti brahmana e
 devoti del Signore, era una dimostrazione della
 loro deviazione dalla via di Sri Krsna.
 Similmente, bench i prakrta-sahajiya pensino
 di essere compagni intimi di Krsna, la
 determinazione del Signore supremamente
 misericordioso  perfettamente corretta quando
 agisce per distruggere questi falsi devoti. Simili
 impostori in realt non accettano mai il vero
 servizio a Krsna. L'inganno degli yadu-kumara
 viene definito "apparentemente umile", e ci
 significa che in effetti essi erano tutt'altro che
 umili. Perci il fatto che la famiglia del Signore
 avesse messo in ridicolo i Vaisnava risult una
 grave offesa nei confronti dei devoti del
 Signore." 
 Un episodio simile accadde durante i
 divertimenti di Sri Caitanya Mahaprabhu,
 quando la Sua stessa madre offese Sri Advaita
 Acarya. Sri Caitanya Mahaprabhu rettific
 personalmente questa offesa nei confronti di un
 grande Vaisnava, mostrando cos la Sua
 magnanimit. Anche il divertimento di Sri Krsna
 della distruzione della dinastia Yadu  una
 dimostrazione della Sua misericordia verso i
 devoti. 
 Credendo che i brahmana, i Vaisnava e i rsi
 fossero degli sciocchi privi di conoscenza
 riguardo alla gratificazione materiale dei sensi, gli
 yadu-kumara travestirono da donna Samba, il
 figlio di Jambavati, cercando di farsi beffe della
 santa assemblea. Sri Krsna volle insegnare che
 una simile offesa commessa contro grandi devoti
 dal Suo associato Samba sarebbe stata la causa
 della distruzione della dinastia Yadu. Tutto
 questo faceva parte del Suo lila. 
 Nei tempi moderni una simile impudenza si 
 manifestata anche nella comunit dei Gaudiya
 Vaisnava. Persone prive di autorit hanno preso
 l'abitudine di travestire con vesti femminili i loro
 seguaci maschi: tale pratica dev'essere
 annoverata tra le aparadha, le offese verso
 Krsna. Un simile tentativo di ridicolizzare e
 minimizzare il servizio devozionale a Krsna 
 certamente motivato dall'invidia verso i veri
 Vaisnava, che sono fedelmente impegnati nel
 servizio di devozione secondo le regole
 prescritte dalla letteratura vedica. Rupa Gosvami
 ha detto: 

 sruti-smrti-puranadi- 
 pancaratra-vidhim vina 
 aikantiki harer bhaktir 
 utpatayaiva kalpate 

 "Se una persona vuole dimostrare la sua grande
 devozione al Signore Supremo, ma il suo
 metodo di servizio devozionale trasgredisce le
 regole stabilite nelle Scritture rivelate come le
 sruti, le smrti, i Purana e il Narada-pancaratra, allora il suo preteso amore
 per Dio non far altro che disturbare la societ,
 sviando la gente dal sentiero propizio del
 progresso spirituale." (B.r.s. 1.2.101) Il fatto che
 un uomo si travesta da donna nella krsna-lila 
 voleva sottolineare questo fatto. Una simile
 azione era intesa ad ingannare e a ridicolizzare i
 devoti di Krsna. Samba  un compagno
 personale del Signore, ma agendo come l'araldo
 della sventura che i falsi seguaci di Sri Caitanya
 Mahaprabhu avrebbero creato successivamente,
 nel corso del Kali-yuga, Samba esib questo
 divertimento istruttivo perch gli esseri viventi
 fossero benedetti seguendo il giusto sentiero del
 servizio devozionale. 
 I ragazzi dissero ai saggi: "O rsi, o brahmana, o
 Narada, e voi grandi personaggi, potete dirci se
 sar un maschio o una femmina a nascere dal
 grembo di questa donna gravida?" Rivolgendosi
 ai puri Vaisnava in questo modo, essi
 anticipavano le sampradaya fraudolente
 dell'epoca moderna e la loro pratica detta
 sakhi-bheka, che consiste nel vestire gli uomini
 come compagne delle gopi. Questa attivit non
 autorizzata costituisce un atto di scherno e di
 disprezzo nei confronti dei puri devoti del
 Signore. 
 Molti falsi yogi, immaginando di distribuire la
 devozione pi sublime a livello liberato, cercano
 di conferire la posizione di "puro devoto" a
 candidati che ignorano totalmente i gusti
 trascendentali del madhura-rati, l'amore
 coniugale del Signore nel mondo spirituale.
 Bench sappiano che la massa  inadatta a
 imitare i compagni liberati del Signore, decidono
 di decorare artificialmente persone comuni con
 gli ornamenti della perfezione spirituale, come le
 lacrime, un cuore intenerito, e il rizzarsi dei peli
 sul corpo. In tal modo, questi falsi yogi
 introducono un procedimento che tende a sviare
 il mondo intero. Poich aveva compreso che nel
 Kali-yuga sarebbe stato impossibile contrastare
 la terribile sfortuna causata da questi falsi yogi, o
 kuyogi, Sri Caitanya Mahaprabhu li infett con
 desideri insensati per gli oggetti della lussuria
 materiale, in modo che le persone comuni
 potessero facilmente identificare questi falsi yogi
 e comprendere quanto essi si fossero allontanati
 dal sentiero del puro servizio devozionale. Lo
 scherno mostrato verso i brahmana e i
 Vaisnava dai ragazzi della dinastia Yadu che
 avevano vestito Samba in abiti femminili, e la
 distruzione della dinastia Yadu che ne risult,
 dimostrano definitivamente l'inutilit delle
 sahajiya-sampradaya. 
 Srila Jiva Gosvami ha confermato che la
 mancanza di umilt mostrata dai figli della
 dinastia Yadu fu un piano del Signore stesso. In
 altre parole, i membri della dinastia Yadu sono in
 ultima analisi compagni di Sri Krsna, e agirono
 in modo apparentemente contrario all'etica, allo
 scopo di facilitare gli istruttivi divertimenti del
 Signore.
 (Continua sul prossimo numero)















SRILA PRABHUPADA 
LILAMRTA

La Biografia di un Santo del XX Secolo

di Satsvarupa dasa Gosvami

Prosegue la pubblicazione integrale della biografia di A.C. Bhaktivedanta Swami, cos come presentata nel volume intitolato Srila Prabhupada Lilamrita. 



Terza Puntata

Abhay desiderava possedere un carro e celebrare il suo Rathayatra, e naturalmente si rivolse al padre per essere aiutato. Gour Mohan fu d'accordo ma vi erano difficolt. Quando port suo figlio in un negozio di carpenteria, Gour Mohan si accorse che non poteva permettersi di far costruire un carro per il figlio. Sulla via verso casa Abhay cominci a piangere, e vedendolo piangere una donna bengali gli si avvicin e gli chiese perch piangesse. Gour Mohan spieg che il ragazzo voleva un carro del Rathayatra, ma egli non aveva la possibilit di accontentarlo. "Oh, io ho un carro", disse la donna, e invit Gour Mohan a casa sua per mostrarglielo. Il carro appariva in cattivo stato, ma sembrava che potesse funzionare, ed era proprio delle dimensioni adatte, alto circa un metro. 
Gour Mohan lo compr e aiut a restaurarlo e a decorarlo. Padre e figlio costruirono insieme sedici colonne di sostegno e in cima a queste posero un baldacchino, simile per quanto era possibile ai grossi carri di Puri. Essi vi attaccarono anche il tradizionale cavallo di legno, e il guidatore sulla parte anteriore del carro. Abhay insisteva affermando che doveva sembrare autentico. Gour Mohan compr i colori e Abhay dipinse personalmente il carro sul modello di quelli originali. Con il suo grande entusiasmo egli divent un organizzatore costante dei vari aspetti del festival. Tuttavia, quando tent di fare i fuochi artificiali per l'occasione, seguendo le descrizioni illustrate di un libro per imparare il procedimento, Rajani intervenne. Abhay impegn i suoi compagni per aiutarlo, in particolare sua sorella Bhavatarini, e divent il loro naturale leader. Rispondendo alle sue richieste, divertite, le madri dei dintorni furono d'accordo nel cuocere vivande speciali in modo che potesse distribuire il prasadam al suo Rathayatra. 
Come il festival di Puri, il Rathayatra and avanti per otto giorni consecutivi. I membri della sua famiglia si radunarono, e i ragazzi del vicinato si unirono alla processione spingendo il carro, suonando tamburi e karatala e cantando. Indossando soltanto un dhoti e senza camicia, nel caldo dell'estate, Abhay guid i ragazzi nel canto del mantra Hare Krishna e cantando il bhajana bengali, ki kara rai kamalini.

Che stai facendo Srimati Radharani? Ti prego, vieni fuori a guardare. 
Stanno rubando il tuo grande tesoro Krishna, la gemma nera. Se ogni ragazza lo sapesse! Krishna, il giovane ragazzo, Tesoro del suo cuore, Ora La sta abbandonando. 

Abhay aveva imitato tutto ci che aveva potuto osservare durante le funzioni degli adulti, compreso il modo di vestire le Divinit, l'offerta del cibo, l'offerta dell'arati con una lampada di ghi, l'incenso e il modo di fare omaggi prostrandosi a terra. Da Harrison Road la processione entr nel viale circolare all'interno del cortile del tempio di RadhaGovinda, e sost per un po' di tempo di fronte alle Divinit. Vedendo il divertimento, gli amici di Gour Mohan lo avvicinarono: "Perch non ci hai invitati? Stai compiendo una grande cerimonia, e non ci hai invitati? Che cosa succede?" 
"Sono soltanto bambini che giocano", rispose il padre. 
"Oh, un gioco di bambini!" scherz l'uomo, "ce ne privi dicendo che questo  solo un gioco da bambini?" 
Mentre Abhay era estaticamente assorto nella processione del Rathayatra, Gour Mohan spese denaro per otto giorni consecutivi, e Rajani cucin varie vivande da offrire, insieme ai fiori per il Signore Jagannatha. Bench tutto ci che Abhay fece in quell'occasione fosse un'imitazione, la sua ispirazione e la sua guida sicura per lo svolgimento del festival erano genuine. Il suo spirito spontaneo sostenne per otto giorni il festival dei bambini, e da allora ogni anno successivo port un nuovo festival che Abhay celebr sempre nello stesso modo. 
Quando Abhay ebbe circa sei anni, chiese a suo padre di avere una Divinit da adorare. Poich nell'infanzia aveva visto suo padre che celebrava il puja nella casa e aveva assistito con regolarit all'adorazione di RadhaGovinda, aveva pensato: "Quando sar in grado di adorare Krishna cos?" Su richiesta di Abhay, il padre compr una coppia di Murti piccole di RadhaKrishna e gliele regal. Da quel momento ogni volta che mangiava Abhay offriva prima il cibo a Radha e Krishna e, imitando suo padre e i sacerdoti di RadhaGovinda, offriva alle Divinit una lampada di ghi e poi Le metteva a riposare per la notte. 
Abhay e sua sorella Bhavatarini si dedicarono ad adorare le piccole Divinit di RadhaKrishna impiegando molto del loro tempo nel vestirLe e nell'adorarLe, e talvolta nel fare bhajana. I fratelli e le sorelle ridevano e li prendevano in giro dicendo loro dispettosamente che non sarebbero vissuti a lungo perch s'interessavano pi delle Divinit che della loro educazione, ma per tutta risposta Abhay dichiarava di non preoccuparsene. Un giorno un vicino chiese alla madre: 
"Quanti anni ha vostro figlio?" 
"Sette", rispose la madre, mentre Abhay ascoltava con interesse. Non aveva mai sentito nessuno parlare della sua et prima, ora capiva per la prima volta di avere sette anni. 
Oltre all'educazione che Abhay aveva ricevuto al giardino d'infanzia, dove in un primo tempo era stato trascinato a forza, ricevette anche un'istruzione privata a casa, dai cinque agli otto anni di et. 
Impar a leggere in bengali e cominci lo studio del sanscrito. Poi, nel 1904, all'et di otto anni, Abhay entr alla Mutty Lall Seal Free School. La scuola era vicina, sull'angolo delle vie Harrison e Central. 
Mutty Lall era una scuola per ragazzi fondata nel 1842 da un ricco vaisnava appartenente alla suvarnavanik. La costruzione di pietra a due piani era circondata da un muro di cinta. Gli insegnanti erano indiani, e gli studenti erano bengalesi, discendenti dalle famiglie suvarnavanik del luogo. Vestiti con dhoti e kurta, i ragazzi lasciavano i genitori il mattino e camminavano insieme in piccoli gruppi portando con s ciascuno la propria colazione. Nel recinto della scuola essi discutevano insieme e giocavano finch la campanella non li chiamava in classe. I ragazzi entravano nell'edificio scolastico saltando attraverso le sale, correndo su e gi dalle scale, uscendo nell'ampia veranda sulla facciata anteriore del secondo piano, finch gli insegnanti li riunivano tutti davanti ai loro banchi di legno e alle panche per ricevere lezioni di matematica, di scienze, di storia, di geografia e di religione e cultura vaisnava. 
Le lezioni si svolgevano con disciplina e precisione. Ogni panca ospitava quattro ragazzi che si dividevano un banco comune con quattro calamai. Se un ragazzo era disubbidiente, il maestro gli ordinava di restare in piedi vicino al suo banco. Il libro di lettura bengali usato dai ragazzi era il ben noto "Racconti popolari del Bengala", una raccolta di racconti popolari della tradizione bengali, storie che una nonna del luogo raccontava ai suoi nipotini  racconti di streghe, fantasmi, spiriti tantrici, animali parlanti e brahmana santi (o talvolta malvagi), guerrieri eroici, ladri, principi, principesse, rinuncia spirituale e matrimonio virtuoso.
Nelle loro passeggiate giornaliere per recarsi a scuola, Abhay e i suoi amici venivano a conoscere, almeno secondo la loro ottica infantile, tutta la gente che era possibile incontrare regolarmente nelle strade di Calcutta: i loro superiori britannici che viaggiavano nei dintorni, generalmente sui loro calessini, i cocchieri di vetture da nolo, i bhangi, gli spazzini che pulivano la strada con scope di saggina, e anche i locali borsaioli e le prostitute ferme agli angoli delle vie.
Abhay aveva compiuto dieci anni l'anno in cui in Harrison Road furono messe in opera le rotaie della tramvia elettrica. Egli osservava gli operai che posavano i binari, e quando vide per la prima volta il trolley della carrozza tramviaria che toccava la linea elettrica sovrastante, si divert molto. 
Sognava a occhi aperti di avere un bastone che gli permettesse di toccare la linea elettrica e di correre grazie all'elettricit. Bench la corrente elettrica fosse nuova a Calcutta e non fosse diffusa (soltanto i ricchi potevano disporne nelle loro case), con il tram elettrico arrivarono le nuove linee elettriche sulle strade e le lampade ad arco rimpiazzarono le vecchie luci a gas. Abhay e i suoi amici avevano l'abitudine di scendere sulle strade per cercare sul terreno i pezzetti di carbone usato che il sorvegliante abbandonava. Quando Abhay vide il primo grammofono, pens che nella scatola che cantava fosse nascosto un uomo elettrico o un fantasma. 
Ad Abhay piaceva guidare la bicicletta per le strade affollate di Calcutta. Bench, quando a scuola era stato istituito il club del calcio, Abhay fosse stato richiesto per la posizione di portiere, e quindi non avrebbe dovuto correre, Abhay era molto amante del ciclismo. 
La sua passeggiata favorita consisteva nell'andare a sud, verso Dalhousie Square, dotata di un'ampia fontana che spruzzava acqua nell'aria. La piazza era vicina a Raj Bhavan, la residenza del vicer, che Abhay poteva intravedere attraverso i cancelli. Continuando verso sud egli passava gli archi del Maidan, il pi importante parco pubblico di Calcutta con le sue belle e lisce superfici erbose che si stendevano verso Chowranghee e verso le signorili costruzioni e gli alberi del quartiere britannico. Il parco offriva anche luoghi eccitanti per le biciclette: la pista da corsa, il Fort William, lo stadio. Il Maidan costeggiava il Gange (conosciuto con il nome Hooghly) e talvolta Abhay tornava a casa in bicicletta lungo le sue rive. Qui egli poteva vedere numerosi luoghi adatti per il bagno (ghata) con i gradini di pietra che portavano gi fino al Gange, e spesso la sommit dei gradini ospitava un tempio. Qui vi erano anche ghata da cremazione, dove venivano bruciati i corpi e, molto vicino a casa sua, un ponte di barche attraversava il fiume fin dentro la citt di Howrah. 
A dodici anni, sia pure senza riceverne una profonda impressione, Abhay fu iniziato da un guru di professione. Il guru gli parl del suo maestro, un grande yogi che una volta gli aveva chiesto: "Che cosa vuoi mangiare?" 
Il guru di famiglia di Abhay aveva risposto: "Melograne fresche provenienti dall'Afghanistan." 
"Va bene", aveva risposto lo yogi, "va nella stanza vicina." L egli aveva trovato un ramo di melograne mature, come se fossero state colte di fresco dall'albero. Uno yogi che era venuto a far visita al padre di Abhay aveva affermato che una volta egli se ne stava seduto con il suo maestro quando, toccandolo, era stato trasportato in pochi istanti alla citt di Dvaraka, grazie ai poteri dello yoga di cui il maestro era dotato. 
Gour Mohan non aveva un'opinione elevata del numero sempre crescente di cosiddetti sadhu in Bengala - filosofi impersonalisti privi di devozione, adoratori di esseri celesti, fumatori di ganja, mendicanti - ma era cos caritatevole che invitava i ciarlatani a casa sua. Ogni giorno Abhay poteva vedere numerosi cosiddetti sadhu, e anche sadhu genuini, che venivano a mangiare a casa sua come ospiti del padre, e grazie alle loro parole e attivit Abhay divent consapevole di un gran numero di cose, inclusa l'esistenza dei poteri dello yoga. Visitando un circo, Abhay e suo padre videro un giorno uno yogi con mani e piedi legati che era stato sistemato in un sacco. Il sacco sigillato fu posto in una scatola, tuttavia l'uomo ne usc; Abhay, comunque, non attribu mai eccessiva importanza a questo genere di cose a paragone del servizio devozionale che suo padre gli aveva insegnato, all'adorazione di Radha e Krishna e alla celebrazione del Rathayatra. 
Ind e musulmani vivevano pacificamente a Calcutta e non era cosa insolita per loro assistere reciprocamente a funzioni sociali e religiose. Vi erano differenze, ma l'armonia si era sempre mantenuta. Quando scoppi il tumulto, la famiglia di Abhay comprese che ci era dovuto all'agitazione politica inglese. Abhay aveva circa tredici anni quando tra gli Ind e i Musulmani scoppi la rivolta. Egli non poteva capire esattamente cosa fosse, ma in qualche modo vi si trov coinvolto. 
Srila Prabhupada: Da ogni parte, nei dintorni di Harrison Road vi erano musulmani. 
La casa Mullik e la nostra casa erano rispettabili, ma per il resto ci si trovava in quella che  definita kasba o basti. Perci il tumulto era l, e io ero andato a giocare. Non sapevo che la rivolta fosse scoppiata a Market Square. Stavo tornando a casa quando uno dei miei amici disse: "Non andiamo a casa tua. L  scoppiata una rivolta. "Noi vivevamo nel quartiere maomettano e la lotta tra i due partiti continuava. Io pensavo per che si trattasse di qualcosa di simile alla lotta di due gunda (teppisti). 
Una volta avevo visto un gunda colpire con il pugnale un altro gunda e avevo visto i borsaioli. Erano uomini del vicinato. Io pensavo che si trattasse di qualcosa di simile che si stava verificando.
Quando per giunsi all'incrocio di Harrison Road con Holliday Street, vidi un negozio saccheggiato. Ero solo un bambino, un ragazzo. Pensai: ''Che cosa accade?" Nel frattempo la mia famiglia, mio padre e mia madre, pieni di paura, a casa pensavano: "Il ragazzo non  tornato." Erano cos turbati che uscirono davanti alla casa ad aspettare. "Da che parte torner il ragazzo?"
Cos, che cosa potevo fare? Quando vidi la rivolta cominciai a correre verso casa, e un Musulmano mi voleva uccidere. Prese un coltello e mi corse dietro. Tuttavia riuscii a passare. Ero salvo. Cos, appena giunsi trafelato alla porta di casa, i miei genitori ritrovarono la vita. 
Senza dir nulla andai nella camera da letto. Era inverno. Senza dir parola mi sdraiai coprendomi con una trapunta. Pi tardi mi alzai chiedendo "E' finito,  finito il tumulto?"
Quando Abhay ebbe quindici anni contrasse il beriberi e sua madre, che era stata anche lei colpita dalla malattia, doveva regolarmente strofinare un po' di polvere di calcio clorato sulle sue gambe per ridurre la tumefazione. Presto Abhay recuper la salute, e sua madre, che non aveva mai cessato di svolgere i suoi doveri, si ristabil.
Soltanto un anno pi tardi, tuttavia, all'et di quarantasei anni, la madre di Abhay improvvisamente mor.
La sua dipartita fu come l'improvviso abbassarsi di un sipario che si chiudeva sulla scena della sua tenera infanzia: le affettuose cure di sua madre, le sue preghiere e i suoi mantra destinati a proteggerlo, il suo desiderio di nutrirlo e pulirlo, i suoi doverosi rimproveri. La sua scomparsa colp le sue sorelle pi ancora di lui, bench egli si rivolgesse maggiormente verso le affettuose cure di suo padre. Aveva gi diciassette anni; ora era costretto a crescere e a prepararsi ad assumere le sue responsabilit materiali.
Suo padre lo consol. Egli insegn ad Abhay che non vi era ragione di lamento: l'anima  eterna e ogni cosa accade per la volont di Krishna; perci si deve avere fede e dipendere da Lui. Abhay ascolt e comprese.















Maestri in Cucina



L'insalata

di Kurma dasa



Fresca, colorata e ricca di fibre per salutare l'estate con un tocco di estro e di fantasia. Tre nuovi modi di portare in tavola i mix freddi di verdure. 



Insalata indiana di patate

Cubetti di patate accarezzati da una crema vellutata allo yogurt e insaporite da piccoli semi di mostarda e foglie di menta. Un fresco assaggio della cucina indiana ideale come piatto forte per un pranzo leggero e gustoso. 

Preparazione: qualche minuto

Cottura: 15 minuti

Raffreddamento: 1/2 ora

Ingredienti per 6 persone: 
8 patate medie con la buccia 
1 cucchiaio di succo di limone fresco 
1 cucchiaino e 1/2 di sale 
3 cucchiai di panna 
1/2 cucchiaino di peperoncino verde privato dei semi e sminuzzato 
1 cucchiaio di olio di oliva 
1 cucchiaino di semi di mostarda nera 
1 cucchiaio di foglie di menta fresca tritata 
Foglie di lattuga per guarnire 

1. Bollite le patate in acqua poco salata fino a quando saranno diventate tenere. Sbucciatele e tagliatele a cubetti di 2,5 cm. 

2. Prima che le patate si raffreddino mescolate in una terrina lo yogurt, la panna, il succo di limone, il sale e il peperoncino. 

3. Fate soffriggere a fuoco moderato i semi di mostarda in un padellino fino a quando inizieranno a scoppiettare. Unite alla miscela precedentemente preparata l'olio, i semi di mostarda tostati e tre quarti delle foglie di menta. Condite l'insalata con la crema di yogurt che avete preparato. Fate raffreddare per mezz'ora e servite sulle foglie di lattuga guarnendo con la menta fresca rimasta.







Insalata deliziosa

Una deliziosa combinazione di verdure da poter servire come piatto unico. 

Preparazione: 15 minuti

Ingredienti per 6 persone: 
2 carote medie tagliate a bastoncini 
2 gambi di sedano tagliati a pezzetti 
400 gambi di cuori di carciofo in salamoia scolati e tagliati in quattro parti 
2 mozzarella tagliate a cubetti
5 o 6 foglie di lattuga affettate a striscioline
125 g di pomodorini dimezzati
1/2 tazza di mais sgocciolato 
3 fette di pane tagliato a cubetti 
1 tazza di rucola tagliata sottile 
125 g di olive snocciolate 
sale 
olio extra vergine di oliva 
succo di mezzo limone 

1. Fate tostare il pane tagliato a cubetti in una teglia appena unta assicurandovi che si dori su tutti i lati. 

2. Mettete in una terrina tutta la verdura lavata e tagliata e il pane tostato a cubetti. 

3. Condite con sale olio e limone.







Insalata messicana di avocado e fagioli

Preparazione: 10 minuti

Ingredienti per 4 persone: 
300 g di fagioli rossi bolliti o in scatola 
150 g di mais in scatola o bollito 
1 avocado 
1 cucchiaio di maionese (come da ricetta che segue) 
olio extravergine di oliva 
sale 
pepe 

1. Potrete preparare in 10 minuti una deliziosa maionese senza uova seguendo questo semplice metodo: mettete nel bicchiere del frullatore a immersione 100 ml di latte, 200 ml di olio di semi, il succo di mezzo limone, un pizzico di curcuma e sale e pepe a piacere. Frullate e vedrete che dopo pochi secondi la mistura sar diventata solida e cremosa. La maionese  pronta. 

2. Tagliate l'avocado a cubetti e mettetelo in una terrina con il mais e i fagioli. Condite con olio, sale e pepe. 

3. Trasferite il tutto in un piatto da portata e condite con la maionese. 







Insalata greca

La preparazione dell'insalata greca richiede una certa accuratezza e costituir in questo modo un centro tavolo attraente per un buffet importante. 

Preparazione: 20 minuti

Ingredienti per 68 persone: 
1 lattuga media 
2/3 di tazza di olio extravergine di oliva 
1/2 tazza di succo di limone 
1 cucchiaino di sale 
1/2 cucchiaino di pepe nero appena macinato 
500 g di feta tagliata a cubetti di 1,25 cm 
1 cucchiaio di origano essiccato 
1 cetriolo medio, non sbucciato tagliato a fettine di 0,5 cm di spessore 
500 g di pomodorini 
250 g di olive nere greche (Kalamata) 
1 peperone verde piccolo, privato dei semi e affettato 

1. Ricoprite con le foglie esterne di un cespo di lattuga un piatto ovale. Collocate in modo decorativo anche le foglie rimanenti e conditele con un quarto dell'olio d'oliva a disposizione, con met del succo di limone e con met del sale e del pepe. 

2. Versate un altro quarto dell'olio d'oliva e met dell'origano sui pomodorini e sulla fetta tagliata a cubetti. 

3. Salate e pepate le fettine di cetriolo e collocatele formando un anello intorno al bordo esterno del piatto. 

4. Mettete tre quarti dei pomodorini tra le fettine di cetriolo. 

5. Nella parte interna dell'anello, collocate la feta tagliata a cubetti e met delle olive. Poi impilate i pomodorini rimasti assieme alle olive rimaste. 

6. Decorate con dadini di peperone e finite di condire con il succo di limone e l'olio e il sale rimasto, il pepe e l'origano. 







Insalata francese di verdure bollite

Adatta a un delizioso pasto estivo, questa insalata va servita accompagnata da una minestra e da pane fresco croccante. 

Preparazione: 10 minuti

Cottura: 10 minuti

Raffreddamento: 2 ore

Ingredienti per 68 persone:
2 grosse patate novelle lavate, sbucciate
e tagliate a cubetti di 1,25 cm
3 grosse carote lavate, pelate e tagliate
a cubetti di 1,25 cm
2 tazze di piselli freschi
1/2 cavolfiore piccolo diviso a cimette
1 cetriolo grande sbucciato, privato dei semi.
diviso a fette tagliate in quattro
1/2 cucchiaino di sale
1 tazza e 1/4 di condimento per insalata alla francese
2 cucchiai di prezzemolo fresco per guarnire

1. Cuocete le patate, le carote, i fagiolini e i piselli in acqua salata fino a completa cottura delle verdure (67 minuti). Togliete le verdure e scolatele tenendo da parte l'acqua di cottura che userete per far bollire il cavolfiore che scolerete quando sar cotto. 

2. Fate raffreddare le verdure. Collocatele in una insalatiera con il cetriolo e il sale. Insaporite con il condimento per insalata alla francese. 

Fate insaporire per due ore. Mescolatela nuovamente e guarnite con il trito di prezzemolo.















I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA

Paroloni Altisonanti

Dialogo tra Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada e il suo Discepolo Bhaktisvarupa Damodara Svami, scienziato in fisica, ad Atlanta, nel Marzo 1975. 



Bhaktisvarupa Damodara: Gli scienziati moderni stanno lavorando duramente per creare la vita in laboratorio. 
Srila Prabhupada: Cerca di capire questo. Proprio come Dio gi esiste anche gli esseri viventi, essendo parte e particelle di Dio, gi esistono eternamente. 
Perci tu non devi "creare". Questa  stupidit, perch gli esseri viventi sono eterni, essi non sono mai creati. Semplicemente si manifestano nel mondo materiale in quattro modi diversi. 
Alcuni si manifestano per mezzo dei semi, alcuni per mezzo della fermentazione, alcuni per mezzo delle uova e altri per mezzo di embrioni. Ma gli esseri viventi esistono gi, perci non c' questione di "creazione". Questa  la scienza dell'essere vivente. 
Ci sono milioni e miliardi di esseri viventi, ci nonostante gli scienziati materialistici tengono grandi conferenze su come creare qualcosa. Guarda che propositi infantili. Perdono tempo ingannando la gente e sprecando il denaro di tutti. 
Per questo io dico che sono dei mascalzoni. Stanno cercando di "creare". Cosa creeranno? Tutto esiste gi. Ma loro non lo sanno. Neanche con la loro elevata istruzione. Perci la BhagavadGita li descrive come mudha, mascalzoni. 
Ora, tu d a questi mudha: "Mio caro signore, tu non puoi creare, n alcuna cosa pu essere creata. Semplicemente scopri da dove vengono gli esseri viventi, qual  la loro origine e chi  l'intelligenza dietro a tutta la natura. Scopri questo. Questa  vera conoscenza. Se ti sforzi per questa conoscenza e cerchi di trovare la sorgente originaria di tutto, allora un giorno potrai raggiungere la piattaforma di vasudevah sarvam iti sa mahatma sudurlabhah: capirai che Dio  l'origine di tutto e la tua conoscenza sar perfetta." 
Guarda questo bel fiore, pensi che si sia fatto da solo, senza la direzione di un'intelligenza? Questa  una filosofia senza senso. Questi cosiddetti scienziati usano tanti paroloni altisonanti, ma in realt quante cose spiegano? Nessun altro pu comprenderli; si comprendono solo fra loro. Presentano qualche linguaggio complicato in modo che, se non  spiegato da loro, nessuno ci capir nulla. 
Dicono che tutto  automaticamente compiuto "dalla natura". Non  cos.

La natura  uno strumento. Proprio come un computer meraviglioso. 
Per c' un operatore. Questi mascalzoni non hanno un po' di buon senso. Dov' la macchina che funziona senza un operatore? Esiste una macchina tale nella loro esperienza? Come possono suggerire che la natura funziona automaticamente? La natura  una macchina meravigliosa, ma l'operatore  Dio, Krsna. Questa  vera conoscenza. 
Solamente perch la macchina funziona meravigliosamente, significa che non c' alcun operatore? Per esempio, anche l'harmonium  una macchina. Se un suonatore esperto lo suona, produrr suoni melodiosi e piacevoli. "Oh, che grazioso." Ma  in grado l'harmonium di suonare da solo e produrre suoni melodiosi? Quindi loro non hanno neanche un po' di buon senso, ci nonostante si dichiarano scienziati. Questo  il nostro rincrescimento, che questi scienziati non hanno neanche un po' di buon senso, per sono creduti scienziati. 
Bhaktisvarupa Damodara: Pensano che siccome attraverso la chimica sono capaci di sintetizzare alcuni aminoacidi primitivi. 
Srila Prabhupada: Quella  abilit non conoscenza. Per esempio, diciamo che dipingi un quadro di una rosa. Tu sei un pittore, non un uomo di conoscenza. "Uomo di conoscenza" significa qualcuno che sa come avvengono le cose. 
Un pittore semplicemente imita quello che vede, tutto l. Perci scienza e arte sono due cose differenti. 
Bhaktisvarupa Damodara: Perci se creano qualcosa di sintetico,  solo un'arte. 
Srila Prabhupada: Si. Per esempio, un buon cuoco sa come mescolare le spezie e i condimenti per preparare gustose pietanze. Quindi puoi definire un chimico un buon cuoco. 
La chimica non  altro che l'arte di mischiare differenti elementi chimici, tutto l. C' l'olio, ci sono gli alcali, mischiali professionalmente e ne esce il sapone, molto utile. 
Bhaktisvarupa Damodara: Ma gli scienziati sono convinti che in qualche modo saranno capaci di creare la vita e perfino un essere umano. 
Srila Prabhupada: Questo non  un problema poich anche se non crei la vita il mondo non andr all'inferno. La vita esiste gi. 
Per esempio, ci sono molte automobili, se io ne costruisco un'altra, ci sar qualche merito speciale da parte mia? Ci sono gi cos tante automobili! Quando non c'erano automobili il primo che ne costru una ebbe qualche merito. "Si. tu hai fatto qualcosa di bello, una vettura senza cavalli. La gente ne trarr beneficio, una comodit, va bene." Ma quando ci sono milioni e milioni di automobili che causano semplicemente incidenti e io costruisco un'altra automobile, qual  il mio merito? Qual  il mio merito? 
Bhaktisvarupa Damodara: Zero.
Srila Prabhupada: Zero. E per ottenere questo "zero" organizzano grandi conferenze, arriva moltissima gente e spende soldi. 
Bhaktisvarupa Damodara: Vogliono creare un essere umano migliore, vogliono rendere migliore la vita. 
Srila Prabhupada: Si. Questa  la nostra intenzione. Noi diciamo agli scienziati: "Non sprecate tempo cercando di creare la vita. Cercate di migliorare la vostra vita. Cercate di capire la vostra vera identit spirituale, in modo che potrete essere felici in questa vita. Questa ricerca deve essere fatta." 
La prima cosa che devono imparare  che c' un autista, ovvero l'anima, nell'automobile del corpo. A meno che non si capisca questa semplice cosa si  solamente degli asini. 
L'autista, l'anima, muove l'automobile di questo corpo. Se l'autista  istruito, potr muoversi per la realizzazione del se, in modo da poter tornare a casa, da Dio. 
Quindi diventer perfetto.
Noi stiamo istruendo l'autista, non stiamo cercando di costruire un'altra automobile di latta. 
Questa  coscienza di Krsna.















RAMANUJA E IL MANTRA

UN DONO SENZA PRECEDENTI

Ramanuja Acarya don a tutti gli uomini incondizionatamente
la preziosa opportunit di liberazione attraverso il canto dei nomi di Dio

Le storie che ci raccontavano da piccoli spesso parlavano di fate, maghi, streghe ed eroi che conoscevano delle formule magiche il cui potere permetteva di compiere prodigi inauditi. Ma come potremmo definire una formula magica? Si tratta di una sequenza di parole, o addirittura di semplici suoni, intrisi per di una forza o di un'energia tale di renderli capaci di cambiare lo stato delle cose. Dietro le fiabe, si sa, c' sempre un fondo di verit. Scrutando le culture della terra nella loro storia, sovente si scorge, l'abitudine di enunciare, sussurrare, cantare, gridare parole asserendo che queste cambino lo stato delle cose. Vecchi sciamani soffiano nelle orecchie del malato certe cantilene al fine di liberarlo dalle malattie, antichi ritmi tribali inducono ad una trance collettiva, i sufi, nel loro volteggiare, lasciano che le melodie dei loro canti li innalzino alla contemplazione della luce divina, i frati, confinati in eremitaggi dimenticati dal mondo, sommessamente cadenzano il loro rosario snocciolando i grani tra le dita. 
Approdando in India, girando tra i vicoli di villaggetti costellati di santuari, penetrando nei templi, visitando le case degli anziani al mattino presto, non sar difficile osservare questa gente intenta a mormorare tra s e s parole e suoni infinitamente ripetuti. 
Ma qual  il senso di questa pratica? Cosa cercano, cosa vogliono, cosa ottengono? 
La recitazione del mantra, non pi come mezzo magico, ma come pratica spirituale, come appuntamento di preghiera,  uno delle occasioni pi immediate di entrare in contatto con il Dio amato. 
I vaisnava, devoti della Persona divina, evocano la Sua presenza recitando o cantando le Sue lodi o semplicemente nominandoLo. 
Il Signore Krsna, Visnu o Narayana, cos come negli altri nomi a Lui riferiti, sentendo l'affettuosa invocazione dei Suoi adoratori, acconsente a presentarsi nel Suo stesso nome impregnandolo della Sua potenza. 
Questa importante considerazione  stata sottolineata da Sri Caitanya quando ricorda nei Suoi Siksastaka, che nel nome di Dio sono contenute tutte le categorie di potenze, sarva sakti. 
I mantra, soprattutto quelli considerati pi efficaci e potenti, erano spesso tenuti segreti, credendo che il loro utilizzo fosse esclusivo di una ristretta casta sacerdotale. 
La tradizione vaisnava si  per distinta in molte delle sue diramazione per una assoluta liberalit nell'accesso alle pratiche spirituali. 
Tante volte la liberalizzazione del culto  stata una conquista difficile in tempi ancora legati da ristrette convenzioni sociali. 
Emblematica  la venuta di Krsna, nelle sembianze di Sri Caitanya, col preciso fine di estendere alla totalit dei viventi la possibilit di donare e di donarsi a Dio. La storia del vaisnavismo ci riserva per altre figure, che prepararono il terreno per una diffusione del servizio d'amore al Signore. Oggi in particolare desideriamo narrarvi un esplicativo, ma anche divertente, aneddoto riferito alla figura del famoso acarya Ramanuja. 
Ramanuja, nato nel 1017 da famiglia tamil brahminica nel Sud dell'India,  ricordato come fondatore di una delle principali sampradaya vaisnava, noto per aver saputo fondere ad una robusto impegno culturale, la delicatezza dei sentimenti spirituali verso il signore Narayana. 
Ramanuja aveva preso rifugio nel guru Mahapurna, che a sua volta lo indirizz da un altro sacerdote per apprendere la pratica del mantra vaisnava. 
Ramanuja, da fedele discepolo, accolse immediatamente la proposta di intraprendere il lungo viaggio fino alla dimora di Gosthipurna. 
Fu cos che presentatosi dall'uomo che gli era stato indicato dal suo guru, Ramanuja present a questi la richiesta di venire a conoscenza di un mantra estremamente segreto che solo lui conosceva. La risposta fu secca: ci non era assolutamente possibile! 
Per ben diciotto volte alla stessa richiesta fu elargita la medesima risposta. Una volta non bast nemmeno l'intervento dello stesso Visnu, che apparve a Gosthipurna per intercedere per il supplicante; il sacerdote spieg al suo Signore che 'quello straniero' non gli appariva sufficientemente purificato per poter apprendere un tale segreto. 
Ramanuja, vistosi sconfitto nella sua richiesta, e in definitiva impossibilitato a esaudire l'istruzione che il suo maestro gli aveva impartito, arriv alla conclusione che la sua vita non era che un inutile peso al quale bisognava porre termine. 
Quando Gosthipurna venne a conoscenza di una tale risoluzione, finalmente ammorbid la sua posizione, e mandato a chiamare il mesto Ramanuja, si predispose alla grande rivelazione.

L'anziano sacerdote preg mille volte il fervente discepolo di non rivelare assolutamente quel mantra, perch dotato di un potere straordinario, capace di liberare dagli affanni dell'esistenza mondana chiunque l'avesse pronunciato o semplicemente udito. 
Ramanuja, ottenuta la gemma dei suoi desideri, si illumin pi degli astri e decise quindi di intraprendere la via del ritorno. 
Durante il suo percorso la gente si voltava rapita dal singolare splendore di quell'uomo trasfigurato dalla gioia. 
Ma al momento di abbandonare la citt, gli venne in mente un'idea. 
Prontamente sal sulla torre pi alta della citt che fiancheggiava il tempio principale, e da l cominci ad urlare invitando tutti ad approssimarsi. La notizia si sparse rapidamente fin nei paesi vicini, e presto una gran folla si trov riunita ai piedi della torre rimanendo incantata nel vedere l'effulgenza che emanava dall'insolito straniero. Quando la piazza sottostante fu satura, Ramanuja pronunci solennemente ed a gran voce le seguenti parole: "Fratelli e sorelle, voi che mi siete pi cari della mia stessa vita, se volete ottenere la liberazione dai tormenti e dalle afflizioni di questo mondo per sempre, allora ripetete tre volte con me la gemma dei mantra che ho procurato per voi. Fate questo e sarete benedetti." 
Un brivido estatico percorse la folla che prese a ripetere, prima in modo lento e cadenzato, poi in maniera sempre pi incalzante le sacre parole: 'Om Namo Narayanaya' (Om, ti rendo omaggio Narayana). 
Per secoli quell'inno era stato tramandato con assoluto riserbo dalla diretta voce di un brahmana all'orecchio del suo fidato discepolo. 
Ora in pochi istanti migliaia di persone, appartenenti ad ogni casta, ad ogni religione, ad ogni abitudine di vita, avevano appreso il mantra e lo stavano intonando felicemente in un pubblico canto collettivo. Gosthipurna, trafelato per la corsa e l'indignazione, giunse alla piazza facendosi largo tra quella gente che aveva acquisito cos gratuitamente la salvezza eterna. Giunto innanzi a Ramanuja, lo travolse con un'ondata di ingiurie e di previsioni devastanti riguardo la dannazione che lo aspettava per il sacrilegio che aveva compiuto. 
Ramanuja non si scompose, ma dopo avergli sorriso dolcemente asser di essere perfettamente consapevole che l'atto che aveva compiuto l'avrebbe condotto all'inferno. D'altra parte aveva valutato che l'immolazione di una sola anima, per giunta misera come la sua, era assai conveniente se questo avesse garantito la salvezza di milioni di persone. Gosthipurna non pot che inchinarsi dinanzi ad una cos nobile generosit d'animo con la richiesta di farsi suo umile allievo. 
Questo stesso spirito di magnanimit e compassione  stato presentato anche dalla nobile figura di Sri Caitanya Mahaprabhu, a pochi secoli di distanza da Ramanuja. 
Sri Caitanya con lo stesso vigore diffuse il canto del mahamantra, Hare Krsna Hare Krsna Krsna Krsna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare, tra la gente del Suo tempo senza discriminare chi fosse o meno idoneo alla recitazione di questi nomi di Dio. Le porte della liberazione e del servizio d'amore a Dio si spalancarono, grazie alla misericordia senza causa dei grandi Maestri. 
Questa storia rende forse l'idea del sentimento che anima i vaisnava ed i devoti a recitare i loro mantra, ma spiega anche perch talvolta questi vaisnava si rechino per le strade perfino delle grandi metropoli occidentali, intonando con esotici strumenti le loro preghiere sanscrite. 
Essi fanno questo per condividere con tutti e donare a tutti, senza alcuna distinzione di sorta, la stessa grazia e la stessa gemma di inestimabile valore che i loro maestri e precettori elargirono molti anni fa. 















MAHA-BHARATA

Il pi grande trattato epico della Storia
compilato in lingua sanscrita

Tradotto dal sanscrito da Hrdayananda Gosvami,
e reso in lingua italiana dallo staff del Centro Studi Bhaktivedanta
coordinato da Matsya Avatara Dasa



Prosegue la pubblicazione dell'Adiparva del
MahaBharata. In questo numero vengono
riportati i capitoli dal XXIV al XXVII.



Capitolo 24

Suta Gosvami prosegu:

"Dopo aver ascoltato la richiesta dei serpenti Garuda disse a sua madre: "Va bene, andr a procurarmi il nettare, ma io intanto vorrei sapere di cosa posso nutrirmi, qual  il cibo adatto a me?" 
Vinata rispose:

"In una costa isolata dell'oceano c' un posto dove principalmente abitano i Nisada. Essi sono organizzati in trib selvagge e vivono perseguitando e depredando gli innocenti. L ne troverai a migliaia. Puoi prenderli come cibo e procurarti il nettare. Ma attento! Non devi mai far del male ai Brahmana! Non lo fare mai, in nessuna circostanza. Non devi neppure pensarlo! Un Brahmana non deve mai venire ucciso o maltrattato da nessuna creatura perch i Brahmana sono puri, proprio come il fuoco. Un Brahmana arrabbiato  veramente come il sole, il veleno, o un'arma mortale. Il Brahmana quando il cibo  servito, mangia prima degli altri perch  il membro pi importante della societ, il padre e la guida spirituale delle persone. 
Garuda chiese ancora:

"Per favore, madre, in che modo io posso capire con certezza, da quali segni beneauguranti potr riconoscere un Brahmana?" 
Vinata rispose:

"Se, inghiottendo qualcuno, ti sentirai lacerare la gola come da un gancio appuntito e ti sentirai ustionare come se bruciato da un carbone ardente, allora figlio mio sappi che si tratta di un eminente Brahmana." 
Suta Gosvami prosegu:

"Vinata, pur conoscendo l'ineguagliabile forza di suo figlio, mossa dall'affetto, lo bened con queste parole: "Caro figlio, che il vento ti protegga le ali! Che la luna ti protegga il dorso! Che il fuoco ti protegga la testa! Che il sole ti protegga ogni parte del corpo! Figlio mio, io penso sempre alla tua serenit e al tuo benessere. V per la via pi sicura, caro figlio, e che i tuoi sforzi siano coronati da successo!" 
Ascoltate le parole di sua madre, il possente Garuda sollev le ali e si libr nel cielo. Si diresse affamato verso la terra dei malvagi Nisada, piombando su di loro come la forza immane del tempo che mette fine a tutto ci che  materiale. Ammassandoli tutti, Garuda sollev al cielo grandi nubi di polvere e prosciug le acque di questa baia oceanica, facendo tremare tutte le colline circostanti. Il re degli uccelli espanse enormemente la testa e blocc ogni possibilit di fuga ai Nisada. Costoro, voraci mangiatori di pesci, cercavano di sfuggire veloci al becco famelico dell'avido divoratore di serpenti, ma questo era cos ampio che i Nisada, accecati dalla polvere e sospinti dal vento, vi rotolarono dentro a migliaia, come uccelli che in una foresta agitata dalla tempesta volino disperatamente verso il cielo. Cos il potente indomito uccello, tormento dei nemici e dominatore dei cieli, chiuse la bocca vorace ed inghiott i Nisada." 







Capitolo 25

Suta Gosvami prosegu:

"A causa della tempesta da lui creata entrarono in bocca a Garuda anche un Brahmana e la sua moglie. Il santo cominci a bruciargli in gola come se fosse stato un tizzone ardente. Cos Garuda, il viaggiatore dello spazio, disse al Brahmana: "Migliore dei Brahmana, per favore, vieni subito fuori! Aprir la bocca per te, non potrei mai uccidere un Brahmana, anche se caduto dai suoi voti e coinvolto nel peccato." Visto che Garuda lo esortava in questo modo, il Brahmana rispose: "Anche mia moglie  una Nisada, per deve essere liberata con me." 
Garuda rispose:

"Prendi la tua Nisada e vieni fuori prima che puoi! Presto, mettiti in salvo, prima che il fuoco del mio stomaco ti dissolva." 
Suta Gosvami prosegu:

"Il colto Brahmana e la moglie Nisada uscirono svelti dalla bocca di Garuda e, dopo averlo benedetto con gratitudine e avergli augurata una fortuna sempre crescente, fecero per andarsene." 
Garuda allora chiese al Brahmana: "Come hai fatto a venire in questa terra? I Nisada evitano sempre coloro che eseguono i sacrifici santi. Dimmi la verit o Brahmana". 
Il Brahmana rispose: "Ho lasciato la mia casa in Madhyadesa ed ho vagato senza meta in cerca di fortuna. Quando sono arrivato nella terra dei Nisada mi sono innamorato di una di loro. I Nisada mi hanno offerto mucche, oro, denaro, grano ed altre ricchezze perch rimanessi e li beneficassi. Inoltre essendo la mia casta ed amorevole moglie nata fra i Nisada, o migliore degli uccelli, e amandola io molto, non sono pi riuscito a lasciare questo luogo. Adesso per devo partire altrimenti non riuscir pi ad andarmene." 
Partiti il Brahmana e la moglie, il signore degli uccelli stese le ali e vol dritto nel cielo alla velocit del pensiero. 
Successivamente Garuda incontr suo padre, il quale gli chiese se si stesse nutrendo bene. Garuda cos gli rispose: "I serpenti mi hanno incaricato di impadronirmi del nettare e sono determinato a farlo per liberare mia madre dalla schiavit. Lo far oggi stesso. Mia madre mi ha anche detto di mangiare i Nisada ma, dopo averne ingoiati migliaia, non sono ancora sazio, perci, mio signore, consigliami un altro tipo di cibo con cui io possa nutrirmi per avere forza sufficiente ad impadronirmi del nettare." 
Kasyapa rispose:

"C'era una volta un saggio di altissimo livello, che si chiamava Vibhavasu ed aveva un pessimo carattere. Vibhavasu aveva un giovane fratello di nome Supratika, un grande asceta. 
A Supratika non piaceva avere ricchezze in comune con il fratello e continuamente gli chiedeva di dargli la sua parte. Finch un giorno Vibhavasu gli disse. "Esistono degli sciocchi che vogliono dividere propriet in comune, ma una volta avvenuta la divisione ognuno cura solo la propria parte mancando di rispetto verso l'altro. Alla fine la gente si separa come conseguenza dell'aver prima separato i beni. Ecco perch i nemici, intuendo la situazione, mascherati da amici, fomentano contrasti e separazioni nell'ambito della comunit. Constatando che le persone sono divise, altri ancora traggono vantaggio e rubano nella comunit; cos le persone non unite arrivano ben presto alla rovina totale". 
Per questo, caro fratello, chi  saggio non incoraggia la divisione delle ricchezze fra coloro che seguono strettamente le scritture e i loro santi maestri e sinceramente desiderano il bene di tutti. Proprio perch desideri ancora avere la tua parte di ricchezza personale, anche a rischio di dividere la nostra famiglia, ti giudico tanto testardo, Supratika, da non poter essere frenato. Per questo ti maledico e ti condanno a diventare un elefante." 
Supratika, sentendosi maledetto ribatt a suo fratello Vibhavasu: "E tu diventerai una tartaruga marina!" 
Dunque le loro menti, annebbiate dall'avidit, li indussero a maledirsi vicendevolmente per diventare un elefante l'uno e una tartaruga marina l'altro. La rabbia malvagia fu causa della loro rinascita come animali. Orgogliosi della loro nuova dimensione e della loro forza, la reciproca inimicizia  andata avanti. In questa zona lacustre infatti questi due nemici dal corpo smisurato continuano il loro antagonismo. Uno di loro  quell'elefante grande e sproporzionato che sta venendo verso di noi. Non appena emette il suo barrito potente la testuggine gigante che riposa nell'acqua si solleva facendo ribollire l'intero lago. Allora, vedendola, il potente elefante arrotola la proboscide e, coordinando la forza delle zanne, della proboscide, della coda e dei piedi, si precipita su di lei. Mentre il pachiderma calpesta qua e l l'acqua, in cui nuotano molti pesci, la potente tartaruga alza la testa e si prepara a combatterlo. 
L'elefante  alto circa quarantotto miglia e lungo il doppio, e la tartaruga, alta ventiquattro miglia, ne misura ottanta di circonferenza. Questi due, a furia di combattere senza sosta, sono diventati completamente pazzi e continuavano a lottare ognuno per sopraffare l'altro. Devi immediatamente distruggerli per liberarli da questa situazione insensata; dopo porterai avanti la tua missione. 
Suta Gosvami prosegu:

"Dopo aver ascoltato le parole di suo padre, l'uccello spaziale dalla forza terrificante afferr l'elefante con un artiglio, la tartaruga con l'altro e, serrandoli, velocemente vol alto nel cielo. Volando sulla sacra terra di Alamba si abbass verso i sui alberi celesti, ma il forte vento provocato dalle sue ali scosse queste piante che impaurite gli gridarono: "Per favore, non troncarci!" 
Vedendo agitarsi i rami degli alberi le cui radici e i cui germogli potevano soddisfare tutti i desideri, Garuda, il viaggiatore del cielo, si avvicin ad alcuni che erano giganti con le forme e i colori pi affascinanti, alberi dai rami ingioiellati che davano frutti incastonati d'oro e d'argento. Fra questi splendori, circondati dalle acque del mare, un albero baniano molto grande e antico disse a Garuda, il migliore tra gli uccelli, che volava verso di lui alla velocit del pensiero: "Guarda i miei grandi rami che si stendono per ottocento miglia. Puoi posarti su di essi e mangiare sia l'elefante che la tartaruga". Ma non appena il potente capo degli uccelli discese sull'albero che ospitava migliaia di uccelli sulla sua struttura mastodontica, quell'albero grande cominci a tremare e i robusti rami, coperti da molte foglie, scricchiolarono sotto il peso eccezionale di Garuda." 







Capitolo 26

Suta Gosvami prosegu:

"Non appena Garuda tocc con le zampe il ramo pi robusto dell'albero questi si schiant, ma lui lo sorresse e quando sorridendo osserv l'enorme ramo spezzato, vide i celesti Valakhilya che pendevano a testa in gi. Il capo degli uccelli, temendo di far loro del male, si lanci in picchiata reggendo il ramo con il becco. Impaziente di metterli in salvo, Garuda vol nel cielo il pi dolcemente possibile, ma ogni qual volta cercava di atterrare in quella zona montuosa le montagne si frantumavano. Per compassione verso i Valakhilya sorvol molte terre, con l'elefante e la tartaruga stretti negli artigli, senza trovare un posto dove posarsi. 
Infine si diresse verso la montagna pi imponente, l'imperitura vetta conosciuta come Gandhamadana. L vide suo padre Kasyapa impegnato nelle sue ascesi. Kasyapa vide suo figlio, il signore dello spazio, che splendeva di bellezza divina. Prorompente di forza eroica ed indomita, si muoveva veloce come il pensiero e con la potenza del vento; sembrava il picco di una grande montagna perch teneva la testa come se fosse lo scettro di Brahma; era inconcepibile, inavvicinabile e incuteva paura a tutte le creature. Dotato di poteri sovrannaturali, era inesorabile come il fuoco divampante e non poteva essere minacciato o vinto n dai deva n dai demoni. Era capace di spaccare i picchi delle montagne e poteva prosciugare i fiumi e far tremare i pianeti con il solo sguardo, terrificante come il volto della morte. 
Vedendo l'arrivo di suo figlio e intuendo le sue intenzioni, l'eminente Kasyapa pronunci queste parole: "Figlio, non fare niente di avventato se non vuoi trovarti improvvisamente nei guai. Non far andare in collera i Valakhilya, che vivono assorbendo la luce, altrimenti ti inceneriranno." 
Kasyapa, per scagionare suo figlio e placare i Valakhilya spieg le ragioni del comportamento di Garuda a questi saggi che avevano raggiunto la perfezione per mezzo di ascesi. "Asceti la cui ricchezza  l'austerit; le azioni di mio figlio in definitiva hanno come scopo il bene di tutte le creature. Perci, vi prego, lasciategli compiere la sua missione." 
Alle parole del glorioso Kasyapa, i saggi abbandonarono il ramo ed insieme si diressero verso la pura regione dell'Himalaya in cerca di ascesi. Quando furono partiti, il figlio di Vinata, con il becco impegnato dal ramo, disse a suo padre Kasyapa: "Mio signore, dove posso deporre 
questo ramo? Signore mio, indicami una terra dove non ci siano Brahmana." 
Allora Kasyapa parl al figlio di una montagna disabitata le cui valli e caverne erano completamente sepolte dalla neve, dove nessuno poteva avventurarsi, nemmeno col pensiero. Dapprima Garuda raggiunse quella immensa regione montuosa col pensiero, poi vi and in volo rapidamente portando con s il ramo, l'elefante e la tartaruga. L'enorme ramo che Garuda si port in volo non si sarebbe potuto legare neanche con una cinghia ricavata da centinaia di pelli. 
In breve tempo Garuda, l'essere alato per eccellenza, percorse ottocentomila miglia raggiungendo la montagna indicata da suo padre. Vedendo quella vasta regione, lasci cadere dal cielo il pesante ramo che precipit con un sibilo acuto.
La montagna venne sferzata dal vento provocato dalle ali di Garuda e i suoi alberi, sradicati, rotolarono gi per le pendici con una pioggia di fiori. Picchi che contenevano in abbondanza pietre preziose, oro e minerali, si sbriciolarono ricadendo in ogni direzione e facendo brillare la possente montagna. Molti alberi, i cui rami erano adorni di fiori dorati, furono scossi da altri rami che cadevano fulgidi come le nubi cariche di pioggia quando scintillano di luce. Splendenti come l'oro e mischiati ai minerali della montagna, quegli alberi brillavano come se fossero dipinti dai raggi rosati del sole che sorge. 
Allora Garuda, il migliore tra i viaggiatori dello spazio, mangi l'elefante e la tartaruga, poi vol via dalla vetta della montagna alla velocit del pensiero. Subito dopo comparvero segni di cattivo augurio che indicavano pericolo per i deva. Il fulmine, l'arma pi cara a Indra, fu attivato e lampeggi generando dolore. Meteore fumanti e fiammeggianti piombarono dal cielo in pieno giorno. Tutte le armi personali dei Vasu, dei Rudra, degli Aditya, dei Sadhya, dei Marut e di tutti gli altri deva, iniziarono a scagliarsi l'una contro l'altra. Questo non era mai successo prima, neanche in grandi guerre fra deva e demoni. Venti ciclonici frustavano i pianeti e dappertutto cadevano meteore. 
Il cielo, pur essendo senza nubi, tuon minaccioso e Indra, il re dei deva, poteva solo far piovere sangue. Le ghirlande dei deva appassirono e il loro potere fiammeggiante si estinse. Nuvole di cattivo auspicio, scatenate, rovesciarono una densa pioggia di sangue e turbini di polvere rovinarono le ghirlande degli esseri celesti.
Persino il Signore Indra, lui che aveva compiuto cento grandi sacrifici, fu disturbato ed impaurito vedendo tutti questi brutti e pericolosi presagi. Insieme agli altri deva si rec dal sacerdote dei pianeti celesti, Brhaspati, e gli chiese: 
"Mio signore, perch si sono sollevati questi spaventosi e cattivi presagi? Non riesco a vedere nessun nemico che possa sconfiggerci in battaglia." 
Brhaspati rispose:

"Migliore dei deva, tu che hai eseguito cento sacrifici,  a causa di un tuo errore e della tua noncuranza, nonch per le ascesi compiute dai Valakhilya, che  nato quell'essere meraviglioso. E' il figlio di Kasyapa Muni e di Vinata, un potente viaggiatore del cielo che pu prendere qualsiasi forma secondo il suo desiderio ed  colui che adesso  venuto a sottrarci la celeste bevanda dei pianeti superiori. Quell'essere alato  il pi forte tra i forti ed  capace di rubare il Soma, il nettare dell'immortalit. Penso che per lui veramente tutto sia possibile. Lui pu compiere l'impossibile.
Suta Gosvami prosegu:

Sentite queste parole Indra disse ai guardiani del nettare celeste: "Un audace e potente uccello st cercando di rubare il Soma. Ve lo sto dicendo apertamente perch evitiate che lo prenda con la forza. Brhaspati mi ha detto che il nostro nemico possiede una potenza incomparabile." 
A queste parole i deva si stupirono e ben determinati rimasero in piedi ai loro posti, circondando il prezioso nettare. Lo stesso Indra rimase all'erta con loro, impugnando il suo fulmine. Gli abili deva, con indosso preziosissime armature dorate abbellite di gioielli, alzarono le loro armi affilate e taglienti. Impugnarono armi fulgenti e folgoranti che sibilavano e fumavano con forza. Sollevarono dischi ruotanti, mazze e tridenti, lance di battaglia, ogni sorta di lancia infuocata e spade impeccabili, insieme a clave da combattimento molto ben tornite. Ogni arma era perfettamente adattata al corpo del proprietario.
Impugnando queste armi ardenti, la fulgida schiera dei deva, adorna di gioielli celesti, rimase di guardia senza timore in uno stato d'animo di purezza e di bont. Quegli esseri celesti, fermi nella loro determinazione di sorvegliare il nettare, unici per la loro forza, per il loro coraggio e per la loro potenza, esseri che avevano ridotto in pezzi le citt degli atei, stavano immobili con i loro corpi splendenti come il fuoco benevolo. 
I deva erano pronti a combattere su quel grande campo di battaglia che si estendeva oltre l'orizzonte. Ammassandosi con le loro centinaia e migliaia di mazze devastanti, risplendevano luminosi sotto i piacevoli raggi del sole. 







Capitolo 27

Saunaka chiese:

"Figlio di Romaharsana, quale fu l'errore di Indra e come mai fu cos non curante da permettere che Garuda, il re degli uccelli, potesse nascere come figlio del saggio Kasyapa propiziato dalle austerit dei Valakhilya? Come pot Garuda diventare cos potente che nessun essere vivente potesse sconfiggerlo? Come pu questa grande creatura dello spazio assumere ogni forma che desidera? Come fa ad accrescere la sua forza semplicemente desiderandolo? Se ci sono le risposte a queste domande nelle antiche storie dei Purana, mi piacerebbe ascoltarle." 

E Suta Gosvami:

"Nei Purana c' anche la risposta alle tue domande. Sii cortese e ascolta, o Brahmana, l'intera storia che per sommi capi ti racconter. 
Una volta il progenitore Kasyapa, desiderando un figlio, si impegn in un sacrificio con l'assistenza dei saggi, dei deva e dei Gandharva. Kasyapa chiese al signore Indra di procurare la legna per il fuoco sacro perch, dato che i saggi sapevano e i Valakhilya e gli altri deva vi erano gi tutti impegnati. 
Il possente Indra sollev un carico commisurato alla sua forza per cui, senza difficolt, di legna da ardere ne port una montagna. Poi, sulla strada, not un gruppo di saggi ognuno dei quali era sottile come la pelle ricurva alla base di un pollice. Tutti assieme trasportavano una piccola foglia con il suo stelo, ciononostante, per via del loro digiuno, i magri asceti erano quasi nascosti dalla foglia e cos deboli da dibattersi nell'acqua contenuta nell'impronta lasciata dallo zoccolo di una mucca. 
Il possente Indra, inebriato per la propria forza e per il proprio potere, con orgoglio rise di loro e li insult, passando veloce sulle loro teste. Una collera terribile divamp fra i saggi che in un attimo dettero concretezza alla loro furia impegnandosi in un grande sforzo per incutere timore ad Indra. Quegli asceti realizzati cantarono con esattezza diversi mantra, offrendoli col fuoco del sacrificio. Senti cosa queste persone colte volevano ottenere. I saggi chiesero con determinazione: "Che esista un altro Indra, un nuovo capo dei deva, dotato di tutta la forza che desidera, che possa andare dovunque provocando paura nel re dei pianeti celesti. Ratto come il pensiero, con cento volte il valore e la forza di Indra, possa questo essere glorioso manifestarsi oggi come frutto delle le nostre austerit!" 
Quando il re dei deva, colui che ha compiuto i cento sacrifici, sent questo giuramento solenne, ne fu disturbato e and immediatamente da Kasyapa impegnato nella sua vita rigorosa. Il progenitore Kasyapa, dopo aver ascoltato il re dei pianeti celesti, avvicin i Valakhilya e gli chiese se il loro sacrificio avrebbe avuto successo. 
Gli onesti Valakhilya gli risposero: "Deve averlo!"

Il progenitore Kasyapa, sperando di rabbonirli, disse: "E' per ordine di Brahma che Indra occupa il posto attuale. E voi tutti insistete perch sia creato un altro Indra. Esseri pii, non dovete interferire nel ruolo di Brahma. I vostri determinati progetti devono essere saggi e non dimostrarsi infondati. Appaia dunque nella razza degli uccelli un essere di eccelsa forza e gloria, un Indra delle creature alate, ma ci sia anche misericordia per il re dei deva che l'impetra." I Valakhilya, ricchi di austerit, cui si era rivolto Kasyapa, resero onore al migliore fra i saggi e poi gli dissero: "Progenitore, il nostro impegno nel creare un altro Indra aveva come scopo anche quello di farti avere un figlio. Dunque, ti prego, guida questo potente sacrificio nel modo che ti sembra pi appropriato." 
(Continua sul prossimo numero)















Calendario vaisnava

MESE DI MADHUSUDANA

23 Aprile - 22 Maggio

MAGGIO

2 Maggio, venerd: Scomparsa di Vrndavana Dasa Thakura. 
3 Maggio, sabato: Varuthini Ekadasi. Digiuno di legumi e di cereali.
6 Maggio, marted: Apparizione di Gadhadara Pandita, uno dei componenti del Panca tattva.
9 Maggio, venerd: Inizio del festival del Candana yatra, la celebrazione in si cosparge il corpo del Signore Jagannath con fresca polpa di sandalo. Il festival si protrae per 21 giorni. 
15 Maggio, gioved: Apparizione di Sita Devi, straordinario esempio di devozione per Dio e compagna di Sri Ramacandra. Apparizione di Jahnava Devi, consorte di Nityananda Prabhu, e guida della comunit vaisnava dopo la scomparsa di Sri Caitanya e di Nityananda.
18 Maggio, domenica: Mohini Ekadasi. 
21 Maggio, mercoled: Sri Nrsimha Caturdasi. Ricorre la celebrazione dell'apparizione di Nrsimhadeva, l'incarnazione di Krsna met uomo e met leone. 
In questa affascinante forma il Signore accorda la Sua protezione ai Suoi puri devoti come Prahlada.
22 Maggio, gioved: Si festeggia l'apparizione di Madhavendra Puri, il maestro spirituale di Sri Caitanya Mahaprabhu. E' inoltre l'apparizione di Srinivasa Acarya, un'importante seguace dei Gosvami di Vrndavana.



MESE DI TRIVIKRAMA

23 Maggio - 20 Giugno

GIUGNO

1 Giugno, domenica. Apara Ekadasi. Digiuno di legumi e di cereali. 
2 Giugno, luned Apparizione di Vrndavana Dasa ThakuRA.
15 Giugno, domenica. Apparizione di Sri Gangamata Gosvamini, una delle pi importanti donne che hanno svolto il ruolo di guida spirituale nella successione di Caitanya e scomparsa di Baladeva Vidyabhusana, prominente teologo e maestro della scuola vaisnava conosciuta come Gaudiya sampradaya.
16 Giugno, luned: Bhima Nirjala Ekadasi. Digiuno di legumi e di cereali. 
20 Giugno, venerd: Snana yatra. Festival del bagno del Signore Jagannath. 
30 Giugno, luned: Yogini Ekadasi. Digiuno di legumi e di cereali. 







Srila Vrndavana Dasa
Thakura

Vrndavana Dasa Thakura era il figlio di Narayani Devi, una delle nipoti di Srivasa Thakura, importante figura tra i principali compagni di Sri Caitanya Mahaprabhu. Quando
Narayani era ancora una ragazza, Sri Caitanya era
solito darle gli avanzi del Suo cibo. Un volta
il Signore le chiese di cantare il nome di Krsna, e sebbene lei avesse solo quattro anni la sua devozione 
era talmente grande che fu pervasa da forti sintomi di estasi. 
Srila Vrndavana Dasa nacque poco dopo la scomparsa di Sri Caitanya e, all'et di venti anni, accett formalmente l'iniziazione da Sri Nityananda Prabhu.
Vrndavana Dasa si dedic alla compilazione di quella che venne poi conosciuta come una delle pi famose ed autorevoli biografie sulla vita di Caitanya: il Caitanya Bhagavata.
I devoti della successione Gaudiya considerano Srila Vrndavana Dasa come un'incarnazione di Srila Vyasadeva, il famoso autore dei Veda.















LA FESTA DELLA DOMENICA

Tutte le domeniche, dalle ore 16, siete invitati a una splendide festa completamente gratuita con conferenze, danze, canti trascendentali, cultura vedica, yoga e banchetti vegetariani in compagnia dei devoti di Krishna.



Venite
a trovarci!



Templi Principali

Bergamo: Villaggio Hare Krishna, Da Medolago strada per Terno d'Isola, 24040 Chignolo d'Isola (BG) - Tel. 0354940706
Bologna: Via Ramo Barchetta 2, Castagnolo Minore  40010 Bentivoglio (BO) - Tel. 051863924
Firenze: Villa Vrindavana, Via degli Scopeti 108, 50026 - San Casciano in Val di Pesa - Tel. 055820054
Roma: Sri Gaura Mandala, Pian del Pavone, via Mazzanese, Km. 0,700 - 01036 Nepi (VT) Tel. 0761527038-527251
Vicenza: Prabhupada-Desh, Via Roma, 9 - Albettone (VI) - Tel. 0444790573

Svizzera italiana
MENDRISIO: Centro Vedico Rama Keli, Grotto del Bosco - 6862 Rancate - Tel. 0041/91/6466616




Centri Culturali

Asti: Frazione Valle Reale 20, 10148 Roatto (AT) - Tel. 0141938406
Brescia: Hare Krishna Club, Via Gabriele Rosa 17 - 25131 Brescia - Tel. 0302400995
Cagliari: Centro Hare Krishna, viale Fra' Ignazio, 52 - 09100 Cagliari - Tel. 070-654156
Lecce: Centro Hare Krishna, via Pistoia, 10 - 73100 Lecce - Tel. 0832-315104
Milano: Centro Culturale Govinda, Via Valpetrosa 3/5, 20123 Milano - Tel. 02862417
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Pescara: Centro 'Nama Hatta', via Comunale Piano, 104 bis - 65100 Pescara - Tel. 0871/869557
Roma: Hare Krishna Forum, Piazza Campo dei Fiori, 27 - 00186 Roma - Tel. 066832660
Terni: via Cesare Battisti, 155 - 05100 Terni - Tel. 0744/305129












Fine del numero di maggio-giugno 1997.

