Ritorno a Krishna

La rivista del movimento Hare Krishna

volume 3 n. 6

giugno 1991

Dio  luce. L'illusione  tenebre. Dove c' Dio non c' illusione.










Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

Fondatore Acarya dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna.

Srila Prabhupada arriv dall'India in Occidente nel 1965, all'et di sessantanove anni, per soddisfare la richiesta del suo maestro spirituale: insegnare la Coscienza di Krsna in Occidente.
In dodici anni ha pubblicato pi di settanta volumi di traduzione e commenti degli antichi testi classici vedici.
I suoi libri, ora disponibili anche nella versione italiana e in altre cinquanta lingue, sono stati adottati come testi di studio nelle maggiori universit del mondo.
Viaggiando in Europa, America, Australia, Asia e Africa, Srila Prabhupada ha strutturato questo movimento in una confederazione mondiale di asrama, scuole, templi, centri culturali e comunit agricole.
Ha lasciato questo mondo nel 1977 a Vrndavana, in India, il luogo pi caro a Sri Krsna.
I suoi discepoli portano avanti il movimento a cui egli ha dato vita.














La Rivista del Movimento Hare Krishna

RITORNO
A KRISHNA

FONDATA NEL 1944

FONDATORE (sotto la direzione di
Sua Divina Grazia Sri Srimad
Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada)
Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE:
Alida D'AmbrosioAli Krsna devi dasi

REDATTORE CAPO:
Parabhakti devi dasi

FOTOGRAFIA:
bhakta Nicola

PROOF READING:
Pancaratra dasa, Arcana vidhi dasi

TRADUZIONI: Radhakunda dasi, bhaktin Nicoletta, bhaktin Rossana 

COMPOSIZIONI: Ananga Manjari dasi 

AMMINISTRAZIONE: Nimai Pandita dasa 

SERVIZIO ABBONAMENTI: Dananistha devi dasi

PRONUNCIA. La translitterazione dei termini sanscriti contenuti in questa rivista  stata eseguita secondo un metodo adottato internazionalmente. La a si pronuncia a chiusa. La a si pronuncia a, aperta e lunga. La i si pronuncia i lunga. La u si pronuncia u lunga. La j si pronuncia g dolce. La r si pronuncia ri. La s si pronuncia sc (come in scena), altrettanto s ma pi sibilante. La h  sempre aspirata. Krsna si pronuncia Krishna (il suono sc  dolce); Caitanya si pronuncia "Ciaitanya". 

NOMI SPIRITUALI. I membri dell'I.S.K.CON., l'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna, ricevono uno dei nomi di Krsna o di un Suo grande devoto seguito dal suffisso dasa (dasi per le donne) che significa "servitore". Per esempio il nome Krsna dasa significa "servitore di Krsna".

ABBONAMENTI. RITORNO A KRISHNA esce tutti i mesi escluso agosto. Per informazioni sugli abbonamenti scrivere a:
B.B.T. Italia  Ufficio Abbonamenti - Strada Bonazza 12 
50028 Tavarnelle Val di Pesa FI
Tel. 055/8076414, Fax 055/8076630 

 Bhaktivedanta Book Trust  Tutti i diritti riservati 

RITORNO A KRISHNA  Pubblicazione mensile registrata presso il tribunale di Milano n 199 del 13/03/89 

VOL. 3 N. 6 - giugno 1991

Bhaktivedanta Book Trust Italia

Strada Bonazza 12  50028 Tavarnelle Val di Pesa - FI

FOTOLITO: F.C.M.  Marcallo Con Casone (MI)

STAMPA: Centro Arti Grafiche  Como










RITORNO A KRISHNA

la rivista mensile dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna.
Quando Srila Prabhupada fond questa Associazione a New York nel 1966, spieg gli obiettivi che si prefiggeva.

Diffondere sistematicamente la conoscenza spirituale in tutta la societ ed educare ogni individuo alla pratica della vita spirituale per bilanciare lo scompenso di valori nel mondo attuale e raggiungere una pace e un'unit reali.
Diffondere la Coscienza di Krsna cos come ci viene rivelata dalla Bhagavadgita e dallo Srimad-Bhagavatam.
Portare i membri dell'associazione a vivere insieme e avvicinarli a Krsna, l'Essere Supremo, promuovendo cos l'idea, tra i membri e il resto dell'umanit, che ogni anima  una particella infinitesimale qualitativamente uguale a Dio, Krsna.
Insegnare e promuovere il movimento del Sankirtana, il canto congregazionale dei Santi Nomi di Dio, come ci ha rivelato nei Suoi insegnamenti Sri Caitanya Mahaprabhu.
Erigere per i membri e per il resto della societ un luogo dedicato ai divertimenti e alla personalit di Krsna.
Unire i membri per insegnare uno scopo di vita pi semplice e naturale.
Pubblicare e distribuire periodici, libri e altri scritti per raggiungere gli obiettivi sopraelencati.















CALENDARIO VAISNAVA
Sri Gaurabda 505  1991/92 d. C.
Giugno

9 domenica, Apara Ekadasi
10 luned, Trayodasi
22 sabato, Bhima Nirjala Ekadasi
23 domenica Dvadasi
26 mercoled, Snana Yatra. Scomparsa di Mukunda
Datta e di Sridhara Pandita










VOL. 3, N 6

UNA RELAZIONE CHE TUTTI 
POSSONO ASSAPORARE
Discorso di Sua Divina Grazia Srila Prabhupada

L'OSSERVATORE VEDICO
Commenti a fatti e avvenimenti del nostro tempo.

ROMPERE I VINCOLI DELLA
FALSA FRATELLANZA

Libri
SRIMAD-BHAGAVATAM
Continua la pubblicazione del pi grande classico della spiritualit tradotto da Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. 

LA DOLCE MADRE
La mucca sacra: una superstizione?

I dialoghi di Srila Prabhupada
LA LOGICA DELL'ILLIMITATO

LA CUCINA MEDITERRANEA
La tradizione della cucina vegetariana italiana.

LA FESTA DELLA DOMENICA

CANTATE HARE KRSNA E SIATE FELICI







IN COPERTINA: Krsna, Dio la Persona Suprema, con Suo fratello Balarama, la Sua prima espansione, nelle foreste di Vrndavana. 










Al di sopra dell'ipocrisia e dell'ansiet

UNA RELAZIONE
CHE TUTTI POSSONO
ASSAPORARE

Una conferenza di Sua Divina Grazia
A.C. BHAKTIVEDANTA SWAMI PRABHUPADA



vedasastra kahe 'sambandha', abhidheya', 
'prayojana' 
'krsna' prapya sambandha, 'bhakti' 
praptyera sadhana 

"Le Scritture vediche ci informano della relazione eterna tra l'essere individuale e Krsna, di come l'essere individuale pu risvegliare questa relazione e agire di conseguenza, e di come vivr quando sar tornato a casa; tornato a Krsna, che  il fine ultimo della vita." 
(Caitanyacaritamrta, Madhyalila 20.124)

I testi vedici non sono prodotti dall'uomo. Piuttosto, discendono fino a noi attraverso un processo tradizionale, attraverso l'ascolto. Per esempio, noi accettiamo l'identit di nostro padre attraverso l'ascolto. Un bimbo nasce e quando questi sente i suoi fratelli e sorelle maggiori chiamare padre una certa persona, anche lui comincia a chiamarla padre. Non  questione di studio. Impara semplicemente ascoltando. Gli altri chiamano: "Padre", cos anche lui chiama: "Padre". Non c' alcun bisogno di evidenza o studio.
Allo stesso modo, la conoscenza vedica  discesa fino a noi attraverso il processo dell'ascolto. Prima di cinquemila anni fa non era necessario raccogliere in un testo la conoscenza vedica perch il maestro spirituale la trasmetteva a voce, il suo discepolo ascoltava e trasmetteva questa conoscenza al suo discepolo che a sua volta l'ascoltava e la tramandava, e cos via per generazioni. Ma quando cinquemila anni fa cominci il kaliyuga (la presente era di ipocrisia e confusione), tutta la conoscenza vedica venne sistematicamente registrata.
Dapprima ci fu un Veda solo, l'Atharva Veda. Ma, per renderlo pi chiaro e comprensibile, Vyasadeva divise questo unico Veda in quattro parti che affid a quattro suoi discepoli. Pi tardi scrisse il Mahabharata e i Purana (racconti storici) per rendere la conoscenza vedica ancora pi comprensibile all'uomo comune in vari modi. Ma il principio  lo stesso. Vedasastra kahe, 'samhandha'. Sambandha: dobbiamo scoprire come ristabilire la nostra relazione con Krsna, Dio.
E cos' questa relazione? Come dice il Vedantasutra, janmady asya yatah: la nostra relazione  che tutti gli esseri  incluso noi stessi  sono nati dall'energia di Dio. Perci chiamiamo Dio "Padre". E' accettato in ogni religione. Non c' dubbio. Qual  quindi la relazione tra padre e figlio? E' una relazione da esigere solo dal padre? No. E' una questione di dovere. Se un figlio  sensibile e maturo, sa: "Ho il dovere di amare mio padre". E' una cosa molto semplice amare il padre. "Mio padre ha fatto cos tanto per me. Erediter la piantagione di mio padre e gi godo dei beni di mio padre. Non  quindi mio devere mostrare rispetto a mio padre?" 
Perci, coloro che sono contro i principi di Dio, che non pensano a Dio, sono le creature pi degradate. Na mam duskrtino mudhah prapadyante naradhamah. Chiunque non riconosce Dio  l'essere pi infimo. Sono stati usati questi termini. Mudhah: "asino". Duskrthunah: "infame". E naradhamah: "il pi infimo dell'umanit". L'umanit esiste per poter riconoscere Dio. Questa  la vera vita umana. Nella forma di vita animale non si pu riconoscere che Dio esiste e che tutto emana da Dio. Gli animali non possono leggere testi vedici. Non possono ricevere alcuna istruzione. Questi testi vedici esistono semplicemente per il beneficio degli esseri umani. Perci ogni cosiddetto essere umano che non accetta l'autorit dei testi vedici e non accetta l'esistenza di Dio  di fatto proprio come un animale, solo che ha due gambe anzich quattro. La Bhagavadgita descrive molto bene questi individui: naradhamah, i pi infimi tra gli uomini. Quindi la nostra societ  governata dagli esseri pi infimi sebbene si cerchi di passare per "progrediti". 
Ieri  venuto un ragazzo e mi ha chiesto:
"Chi  Dio? Io sono Dio." Parlava in questo modo. Vedete? Eppure dai suoi modi e da come era vestito sembrava una persona istruita. Quindi questa  l'istruzione che c' in giro ora: tutti sono educati per diventare gli esseri pi infimi dell'umanit. Lo scopo dell'istruzione  di rendere l'uomo l'essere pi elevato dell'umanit, ma gli insegnamenti moderni rendono le persone le pi infime dell'umanit. E quando ad alcuni studenti viene insegnato ad essere i pi elevati dell'umanit, i loro tutori si preoccupano: "Oh, mio figlio sta per diventare il pi elevato fra gli essere umani! Lo Swamiji gli insegna cose pericolose."
Vedete? Il maestro spirituale dice: "No, non fumare, non prendere intossicanti, non avere alcun rapporto illecito con una donna. Sii una persona retta. Sii un devoto del Signore." 
"Oh, Swamiji  pericoloso." 
Ma se qualcuno insegna: "Miei cari ragazzi, prendete LSD, diventate dei pazzi e andate al manicomio," diventerebbe molto popolare. Cosa si pu fare? Questa  la situazione. Viviamo quindi in una societ composta dagli esseri pi infimi dell'umanit. Ricordatevi sempre di questo.
Non sto solo parlando degli Stati Uniti, ma di tutto il mondo. Anche in India, dove  disponibile un'ampia cultura per comprendere Dio, degli stupidi capi insegnano questo materialismo grossolano. Vedete? E' per via dell'era in cui viviamo. Non pensate che io stia criticando un particolare paese o una particolare comunit. Questa  l'et di kali, l'era dell'ipocrisia. Semplicemente ipocrisia. 
Dobbiamo quindi stare molto attenti. Daivi hy esa gunamayi mama maya duratyaya: l'energia materiale illusoria  molto forte. In qualsiasi momento se diventiamo un po' svogliati o disattenti, possiamo dimenticare la nostra relazione con il Supremo. La Causa Suprema  Krsna, o Dio, ma in qualche modo ce ne siamo dimenticati. Perci questa letteratura  i Veda, lo SrimadBhagavatam, la Bhagavadgita  ci ricordano: "La tua relazione con Krsna  eterna". 
Bhayam dvitiyabhinivesatah syad isad apetasya viparyayo 'smrtih: siamo in ansia perch abbiamo preso una posizione opposta. "Chi  Dio? Viparyayo 'smrtih. Viene usata proprio questa parola. Viparyayah significa "sottosopra". La nostra memoria  in gran scompiglio ed  per questo che soffriamo. Ma la gente non l'ammette. "No, ci adatteremo. Faremo leggi migliori. Offriremo un'istruzione pi elevata. Istruiremo grandi partiti politici. Continueremo a sfidare Dio. E saremo felici in questo mondo." Quindi questa societ atea ha generato il partito comunista, portandoci ad una situazione pericolosa. Ma colui che prende rifugio in Krsna non incorrer in alcun pericolo. Siatene certi.
Vasudevah, sarvam iti sa mahatma sudurlabhah: dobbiamo diventare grandi anime facendo rivivere la nostra relazione eterna con il Supremo, arrendendoci a Dio. Questo processo di arresa  bhakti, o servizio di devozione. Siamo stati disobbedienti cos a lungo. Ora dobbiamo diventare ubbidienti. Tutto qui. Non appena la gente di questo cosiddetto mondo progredito ubbidir a Dio, allora vi sar disciplina e vi sar pace. 
Ora non c' alcuna disciplina. Nessuno acconsente a seguire delle regole spirituali. Sono tutti diventati Dio. "Possiamo fare qualunque cosa, qualunque cosa ci piaccia". Ne consegue che tutti sono diventati dei cani. Ma bhaktiyoga, servizio devozionale, significa che noi viviamo seguendo un modello di disciplina cos che, automaticamente, possiamo far rivivere la nostra perduta relazione con il Signore. Cos saremo felici. Realizzeremo l'amore per Dio, il vero scopo della vita. 
Perch praticare una disciplina? Se non facciamo rivivere la nostra relazione saremo turbati. Noi cerchiamo pace e prosperit. Ma qual  dunque la base per la pace? La base della pace  l'amore. Credete forse di poter vivere in pace senza amare nessuno? No. Come sarebbe possibile? Ma se amate Dio, allora potrete amare chiunque. E se non amate Dio, allora non potrete amare nessuno. Perch Egli  il centro.
Considerate questo esempio: una ragazza appartiene a una certa famiglia, ma, quando si sposa, diventa membro della famiglia del marito. Poich il marito e la moglie sono ora imparentati, immediatamente lei diventa imparentata con il fratello del marito. Si imparenta con la madre del marito e il padre del marito. Ha legami di parentela con tutti i familiari. Immediatamente. Naturalmente, il punto centrale  il marito. Prima di allora  prima di una qualsiasi relazione con quel punto centrale  la madre, il padre e il fratello del ragazzo non avevano alcun legame con questa ragazza. Vedete? Quindi il punto centrale deve esserci. Se puoi amare Dio, allora puoi amare ogni cosa in relazione con Dio. Puoi amare qualsiasi uomo. Puoi amare il tuo Paese, puoi amare la tua societ. Puoi amare i tuoi amici. Chiunque. Questo  il punto. 
La gente la pensa diversamente: "Perch dovrei amare solo Dio? Amer la mia famiglia. Amer il mio Paese. Amer il mio..." No, non puoi amare tutte queste cose. Non  possibile perch manca il punto centrale. Questi sono fatti. Harav 'abhaktasya mahadguna. Sebbene una persona possa essere materialmente molto qualificata o possegga vari titoli di studio, se non ama Dio non potr avere alcuna buona qualifica. Perch? Manorathenasati dhavato bahih: perch non fa altro che speculare sul piano materiale e cade sotto l'illusione dell'energia materiale.
Ma  chiaramente indicato nello Srimad-Bhagavatam, yasyasti bhaktir bhagavaty akincana: progredendo nel servizio devozionale, si sviluppano automaticamente tutte le qualit virtuose.
La Caitanyacaritamrta ci da una lista delle ventisei qualit di un devoto: 1) Egli  sempre gentile con tutti. 2) Non considera nessuno un suo nemico. 3) E' sincero. 4) E' imparziale con tutti. 5) Non  possibile trovare in lui alcun difetto. 6) E' magnanimo. 7) E' mite. 8) E' sempre pulito. 9) Non possiede nulla. 10) Lavora per il beneficio di tutti. 11) E' molto sereno. 12) E' sempre abbandonato a Krsna. 13) Non ha alcun desiderio materiale. 14) E' molto umile. 15) E' serio. 16) Controlla i propri sensi. 17) Non mangia pi del necessario. 18) Non  influenzato dall'energia illusoria del Signore. 19) E' rispettoso con tutti. 20) Non desidera rispetto per se stesso. 21) E' molto austero. 22) E' misericordioso. 23) E' socievole. 24) E' poetico. 25) E' esperto. 26)E' silenzioso. 
Dopo tutto, qual  il significato della coscienza di Krsna? E' forse una specie di sentimento o del fanaticismo? No. E' una scienza. Se ne seguite le regole, automaticamente si svilupperanno tutte queste qualit virtuose. Ve ne potrete rendere conto. E non appena acquisirete queste qualit, allora potrete amare il vostro Paese e ogni essere umano. Diventerete amici di tutti e amanti di Dio. Immaginatevi allora se ogni persona diventasse cos...
Naturalmente non ci aspettiamo che ogni persona diventi cos. Comunque, se almeno il dieci percento della popolazione mondiale diventasse cosciente di Krsna, allora la pace nel mondo sarebbe garantita. 
Perch? Perch ekas candrah: non abbiamo bisogno di molte lune nel cielo. Una luna  sufficiente per scacciare l'oscurit. Varam eko gani putro nirgunena satena kim. Canakya Pandita dice che  meglio avere un figlio qualificato che cento idioti. La civilt moderna va avanti in questo modo, una societ atea. Ma se una percentuale degli esseri umani civilizzati diventasse cosciente di Krsna, ci porterebbe la pace nel mondo. Altrimenti non  possibile.
Perci la coscienza di Krsna  una necessit. Quando il Signore Sri Krsna Caitanya apparve in India cinquecento anni fa, bas il Suo insegnamento su questo principio: premapumartho maha: dichiar che l'obiettivo della vita umana  di ottenere amore per Dio. Tutto qui. Questo  ci che rende perfetta la vita. Nient'altro. Un grande maestro spirituale, Srinatha Cakravarti, ha descritto la missione del Signore Caitanya. Aradhyo bhagavan vrajesatanayas: Krsna, Dio, la Persona Suprema,  aradhyo o "da adorare". Egli  l'unica persona da adorare. Taddhama vrndavanam e come il Signore Krsna  da adorare, anche il luogo dei Suoi passatempi, Vrndavana,  da adorare. 
E qual  la migliore adorazione per Krsna? Ramya kacid upasana vrajavadhu-vargena ya kalpita: l'adorazione pi elevata  quella eseguita cinquemila anni fa dalle pastorelle del villaggio di Vrndavana. Esse pensavano sempre a Krsna. Quando Krsna andava a passeggiare fuori dal villaggio, restavano a casa a pensare: "Oh, le piante dei piedi di Krsna sono cos soffici. Come pu mai girovagare nella foresta dove ci sono tanti sassi? Potrebbe farSi male". Krsna era nella foresta ed esse erano a casa. Ma pensavano a Krsna, a come camminava, come potevano soffrire i Suoi piedi delicati. In questo modo erano sempre assorte in coscienza di Krsna. 
Le pastorelle non erano dei Vedantisti, non erano brahmana, non erano istruite, erano pastorelle. Ma il loro amore per Krsna era cos intenso che il Signore Caitanya diceva: "Non c' adorazione migliore di quella dimostrata dalle fanciulle di Vrndavana". Qual  allora la sorgente dalla quale possiamo ottenere la comprensione di Krsna? SrimadBhagavatam pramanam amalam: studiando lo SrimadBhagavatam potrai ottenere tutto ci. Otterrai amore perfetto per Krsna, il pi elevato successo della vita. Cos, ecco qui il libro, lo Srimad-Bhagavatam. E qui c' l'adorazione ideale, quella delle pastorelle di Vrndavana. E l'oggetto dell'adorazione: Krsna. E la necessit primaria dell'esistenza: ottenere amore per Dio. Sricaitanyamahaprabhor matam idam: questa  l'essenza e la sostanza di ci che ha insegnato Caitanya Mahaprabhu. 
Dharma: ogni nazione civilizzata ha un qualche tipo di religione, o dharma, perch a meno che non si diventi religiosi non c' possibilit di artha, pace eterna e prosperit. Dharmaartha: se tutti fossero religiosi, la loro condizione economica sarebbe migliore. E perch una migliore condizione economica  desiderabile? Kama. Kama significa che le necessit della tua esistenza saranno abbondantemente soddisfatte. Dharmaarthakama. Qual  il fine ultimo? Moksa. Se vivi serenamente nella societ, potrai coltivare conoscenza necessaria alla liberazione. Dharmaarthakamamoksa. 
Quindi, generalmente questi quattro principi costituiscono lo scopo della societ umana. Il Signore Caitanya dice: "S, tutto ci non  male". Ma prema pumartho mahan: potrai avere tutto ci, ma se non hai amore per Dio, allora sono tutte sciocchezze. Tutte sciocchezze. Perci, prova ad amare Dio e tutto andr bene. Sri Caitanya dice che dovremmo comprendere la nostra relazione con Dio e agire di conseguenza. Questo significa, servirLo con devozione. Solo allora potremo avere un'esistenza perfetta, l'amore per Dio  e lo scopo della nostra vita umana sar raggiunto.















Anche questo  un buon motivo per venire alla

FESTA DELLA DOMENICA

Canti, danze, conferenze, cultura, yoga, filmati, spettacoli, filosofia e_ uno squisito pranzo offerto a tutti gratuitamente. Allora, siete tutti invitati: ogni domenica pomeriggio dalle ore 16.

BERGAMO, Villaggio Hare Krishna (da Medolago strada per Terno) CHIGNOLO D'ISOLA, Tel. 035/490706

BOLOGNA
Via Ramo Barchetta 2, Castagnolo Minore, BENTIVOGLIO
Tel. 051/863924

BRESCIA - Hare Krishna Club - via G. Rosa 17 - Tel. 030/7400995

CATANIA
Centro Culturale Govinda - Via San Nicol al Borgo, 28 
Tel. 095/552252 

FIRENZE
Villa Vrindavana
Via degli Scopeti, 108
San Casciano in Val di Pesa
Tel. 055/820054

MACERATA
Centro Nityananda
Contrada San Paterniano, 4
POTENZA PICENA
Tel. 0733/672314

NAPOLI
Via Vesuvio, 33/35  ERCOLANO
Tel. 081/7390398

PADOVA
Via Granze, 107  Camin
Tel. 049/760007

ROMA 00169
Via Tor tre teste, 142
Tel. 06/262913

SVIZZERA ITALIANA
Bellinzona - Fattoria Nandagrama - 
Contone
Tel. 0041-92/622747















L'OSSERVATORIO
VEDICO

Commenti a fatti e avvenimenti del nostro tempo a cura di Goura Krsna dasa  Giorgio Cerquetti



RIPENSANDO ALLA GUERRA 

Sono in preparazione film e libri sulla guerra del Golfo, spiegheranno (o piuttosto rispiegheranno) tutti i particolari del conflitto: cause, effetti, aneddoti e rivelazioni inedite. 
Una cosa che probabilmente non verr discussa ed approfondita in modo adeguato  la tendenza, a mio giudizio positiva, alla riduzione dei consumi e ad una vita pi discreta e moderata, che aveva attraversato tutte le categorie sociali nei due mesi di guerra. 
Personalmente in quel periodo mi trovavo in India impegnato in un viaggio spirituale nei luoghi sacri di Mayapur, Puri e Vrindavana, non ho quindi letto i giornali e mi sono perso tutte le edizioni speciali dei telegiornali. Quando sono rientrato nella penisola italica, che di fatto  stata appena sfiorata dalla guerra, tutto mi sembrava come prima e forse pi di prima. 
Un devoto mi aveva tenuto da parte una copia dell'Espresso di fine marzo, sfogliandolo si notava come la riconversione psicosomatica degli Italiani fosse stata velocissima: riaperte le discoteche, riprese d'assalto le autostrade, affollatissime le agenzie di viaggi. Nell'immaginario collettivo la scena  cambiata di colpo, in pochi giorni l'umore  cambiato, la voglia di correre, di vivere intensamente, di godere il pi possibile ha ripreso decisamente il sopravvento. 
Sfogliando le pagine del settimanale ho provato pi pena per quegli Italiani che, dopo la simbolica partecipazione militare nel Golfo, si sentivano "vincitori" che non per i poveri Iracheni sconfitti, molti dei quali sono stati miseramente schiacciati da giochi di potere che nessuno ha mai spiegato loro. Vittime inconsapevoli del pericoloso gioco della "guerra". 
Prima di abbandonare la lettura dell'Espresso, che titolava in prima pagina con un vistoso "Boom della prostituzione, riesplode il sesso a pagamento con donne insospettabili e tante minorenni", la mia voglia di riprendere contatto con la realt italiana attraverso la carta stampata trovava un attimo di piacevole riflessione in uno scritto, "E' stato solo un wargame", del sociologo Sabino Acquaviva, di cui riporto la parte finale. 
"Siamo stati costretti a meditare sul nostro consumismo e la nostra mancanza di principi. Forse abbiamo addirittura cercato di essere pi sobri, pi capaci di prendere le distanze dallo squallore del quotidiano, di porci delle domande sul mondo e sul significato della nostra esistenza. Ma per quanto tempo rifletteremo sulla necessit di dare un senso alla vita? Sul fatto che forse la nostra societ consumistica non  la migliore del mondo? Chiss. Un anno, o un giorno. Poi ricominceremo a percorrere affannati l'autostrada della vita, sempre impazienti di raggiungere per primi un traguardo che non esiste?"
Poche chiare parole che tirano in ballo un fantomatico "traguardo" che ha il grandissimo difetto di non esistere. I politici hanno sempre predicato la politica del futuro per prendere tempo su un presente difficile e irrealizzabile. Intanto il tempo passa inesorabile e mette scientificamente a nudo i limiti e le lacune di sistemi filosofici e politici partoriti da menti convinte, in buona o cattiva fede, di aver definitivamente imbroccato la strada giusta. L'ottantanove ed il novanta sono stati anni importanti perch hanno visto il crollo di molti regimi totalitari, il novantuno passer alla storia come l'anno della guerra. Quando arriver l'anno della pace e della riconciliazione mondiale? 
Secondo il professor Frank Pfetsch dell'Universit tedesca di Heidelberg, negli ultimi 3500 anni ci sono stati solo 230 anni di pace e dal 1889 ogni anno ha visto il sorgere di un nuovo conflitto in qualche parte del pianeta. 
Dal 1945 ad oggi ci sono stati pi di 460 conflitti dei quali sessanta si sono trasformati in guerre lunghe e sanguinose. Le aree pi interessate dagli scontri armati sono state Asia, Africa, America Centrale e Meridionale. 
La guerra del Golfo ha portato improvvisamente nelle nostre case un modo di vivere irrazionale e violento, che le nostre coscienze avevano rimosso ed accantonato, ma che purtroppo  molto diffuso nel mondo. La guerra, in qualche parte del mondo,  sempre all'ordine del giorno. La tragica conclusione del professore tedesco  che, mentre la ricerca scientifica e l'industria lavorano da anni alla produzione e al miglioramento delle armi, nessun'altra istituzione o gruppo di una certa forza lavora con la stessa intensit all'elaborazione di soluzioni civili e pacifiche alle continue conflittualit che travagliano l'umanit. 
Forse "il traguardo che non esiste" esiste veramente. E' Dio! 
E' l'amore per Dio che rende possibile la convivenza pacifica di tutti gli esseri viventi. 
Prima che il Golfo diventi un lontano ricordo nella nostra memoria, riflettiamo ancora una volta su tutto quello che  successo, potremmo scoprire che la soluzione  pi facile del previsto ed il "traguardo" non  poi cos lontano.















ROMPERE I VINCOLI
DELLA FALSA FRATELLANZA

Il padre saggio  contento quando un maestro spirituale autentico prende il proprio figlio come discepolo. Ma un padre ignorante vede il maestro spirituale come nemico...

di SATSVARUPA DASA GOSWAMI 



Quando un giovane si unisce al movimento per la Coscienza di Krsna, i suoi genitori spesso dubitano della saggezza della sua decisione. Unirsi al movimento Hare Krsna significa impegnarsi in valori che sono piuttosto contrastanti con il "normale" sistema di vita dell'attuale civilt occidentale. Una persona cosciente di Krsna evita strettamente i quattro pilastri della vita materialista  mangiare carne, avere relazioni sessuali illecite, intossicarsi, e giocare d'azzardo  cose che gli occidentali ordinari considerano necessit basilari della vita. Tuttavia dopo aver osservato il buon carattere che i loro figli assumono con la disciplina spirituale, la maggior parte dei genitori dei devoti si adattano al fatto che loro abbiano accettato la Coscienza di Krsna. Ma un piccolo gruppo di genitori, soprattutto
in America, considera il movimento Hare Krsna un grande male e si oppone molto violentemente alla scelta dei propri figli adulti di vivere in coscienza di Krsna. Questi tentativi da parte dei genitori di far cambiare idea ai propri figli con il "rapimento" e con la "deprogrammazione", come anche le loro accuse di "lavaggio di cervello" dirette contro i predicatori della Coscienza di Krsna, hanno sollevato il problema dei diritti civili: ovvero se il controllo dei genitori pu avere la precedenza sul diritto individuale di scegliere liberamente il corso della propria vita.
Questo amaro conflitto non  nuovo. Troviamo un caso simile nell'antica storia Vedica dello SrimadBhagavatam che risale a cinquemila anni fa. L leggiamo di un potente padre chiamato Daksa che si sent offeso quando i suoi figli rinunciarono alla vita materiale per seguire gli insegnamenti di un saggio cosciente di Krsna. Narada Muni.

[nota: Narada Muni  un diretto rappresentante di Krsna, Dio la Persona Suprema. In tutta la storia vedica Narada aiuta le anime condizionate insegnando la scienza pi alta del bhaktiyoga, l'amore per Dio. Fra i suoi discepoli ci sono molti grandi devoti come Prahlada Maharaja, Dhruva Maharaja e Srila Vyasadeva. La sua missione, la missione del Signore Supremo,  di liberare l'umanit dal ciclo di nascita e morte.]



Alla luce della controversia moderna, il racconto di come Narada predic ai giovani uomini per convincerli a lasciare la vita familiare come Daksa maledisse Narada, e come Narada persistette nella sua missione cosciente di Krsna rivela un significativo caso storico. 
La nostra storia inizia all'alba della creazione. Dio la Persona Suprema istru Brahma, la prima entit vivente dell'universo, ad incrementare la popolazione umana attraverso i suoi figli sposati, i Prajapati (progenitori). Uno dei capi di questi progenitori era il deva Daksa. Daksa significa "esperto" e questo Daksa in particolare era esperto nel generare una discendenza attraverso una relazione sessuale. In unione con sua moglie Pancajani gener diecimila figli, conosciuti come gli Haryasva. Daksa avrebbe voluto che anch'essi si sposassero e incrementassero la progenie, seguendo il suo esempio. Essendo devotamente religioso, Daksa voleva educare i suoi figli nella disciplina della cultura
Vedica per renderli capofamiglia responsabili e produttivi. Cos li mand in pellegrinaggio in un luogo santo chiamato Narayanasaras, dove nel passato, molti santi e saggi meditarono e fecero altre pratiche religiose. In quel luogo santo, gli Harayasvas iniziarono a toccare regolarmente le acque del lago e a bagnarsi, purificandosi molto. Essi svilupparono la tendenza alle attivit dei paramahmasas (i santi pi altamente avanzati e rinunciati). Nonostante ci, poich il loro padre aveva loro ordinato di aumentare la popolazione, fecero severe austerit per soddisfare i suoi desideri.
Un giorno il grande saggio Narada Muni entr a Narayanasaras. Vedendo i ragazzi che facevano grandi austerit, Narada li avvicin. Egli not che sebbene i diecimila figli di Daksa fossero pronti per una vita materialista di famiglia, grazie alle loro austerit erano simultaneamente idonei ad ascoltare ci che riguardava il sentiero della liberazione. Narada pens: "Perch dovrebbero impigliarsi nella vita di famiglia, che  cos oscura che una volta che la si  intrapresa, non la si pu pi lasciare?" (Generalmente, chi diventa troppo coinvolto nel proprio ambiente materiale, non guarda all'interno del suo cuore per trovare la posizione dell'anima e dell'Anima Suprema). Si potrebbe ribattere: dato che anche l'aumento della progenie  una funzione necessaria della creazione materiale, perch Narada disturb questi ragazzi nel corso della loro preparazione? In seguito Daksa lo evidenzia confrontandosi con Narada. Tuttavia, Narada non aveva dubbi sul fatto che la liberazione eterna ha un valore molto pi grande per una persona che non la buona progenie. Perci avvicin gli Haryasva per dirigere la loro attenzione verso la vita spirituale.
Narada li attrasse parlando loro in modo allegorico: "Miei cari Haryasva, non avete visto i confini della terra. C' un regno dove vive solo un uomo e nel quale c' un buco dal quale, una volta entrati, non si pu pi uscire. L una donna estremamente impura si orna con abiti attraenti e l'uomo  suo marito. Voi non avete visto tutto questo, e perci siete ragazzi inesperti senza gran conoscenza. Vostro padre invece  onniscente, ma voi non conoscete il suo vero ordine. Senza conoscere l'effettivo proposito di vostro padre, come creerete della progenie?" 
Gli Haryasva capirono il significato dell'allegoria di Narada. Quando lui diceva che non conoscevano le estremit della terra, sapevano che intendeva "la terra" del corpo, ovvero il campo delle attivit materiali. Ognuno di noi  un'anima spirituale eterna, ingabbiata in corpi materiali vita dopo vita. Ma per ignoranza noi scambiamo ogni corpo per il nostro vero s. Gli Haryasva capirono immediatamente che Narada voleva che diventassero illuminati nel s  e non che continuassero nella schiavit perpetua, prendendo corpi materiali nascita dopo nascita, ma che usassero la vita umana per liberarsi da questa schiavit. 
Narada menzion un regno dove c' solo un re, senza avversari. Gli Haryasva capirono che si riferiva al regno di Dio, che circonda tutto il mondo spirituale e tutti gli universi materiali, e dove c' un unico proprietario e beneficiario, Dio la Persona Suprema. Sebbene qualche volta appaia nella creazione per il Suo stesso dolce volere, il Signore Supremo non  mai forzato a prendere nascita come le infinitesimali entit viventi. Egli  completamente trascendentale, e perci non viene mai distrutto, nemmeno con la distruzione dell'universo. Colui che travisa questa posizione trascendentale di Krsna  uno sciocco, e le sue speranze per la conoscenza e la liberazione vengono tutte frustrate. Gli Haryasva realizzarono perci che il loro dovere nella vita era comprendere Dio, la Persona Suprema. 
Quando il saggio Narada parlava dell'entrare nel posto dal quale non si ritorna, gli Haryasva poterono comprendere che si stava riferendo all'ingresso della beata Vaikuntha (il pianeta spirituale). Krsna insegna queste stesse cose ad Arjuna nella Bhagavadgita, in cui dice: "Colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attivit, dopo aver lasciato il corpo, non rinasce pi nel mondo materiale ma raggiunge la Mia dimora eterna, o Arjuna." (B.g. 4.9) Gli Haryasva compresero le istruzioni di Narada: "S, se c' un posto dal quale, una volta raggiunto, non si ritorna pi nella miserabile vita materiale, a cosa servono le attivit interessate temporanee?"
Narada aveva descritto una donna che era una prostituta di professione. Gli Haryasva capirono che quella donna era l'instabile intelligenza dell'entit vivente. Come una prostituta si cambia gli abiti per attirare l'attenzione dell'uomo verso la gratificazione dei sensi, cos, quando la propria intelligenza non  rivolta verso la Coscienza di Krsna,  un'intelligenza prostituta, e forzer l'essere vivente a cambiare corpi, uno dopo l'altro. Sposando una prostituta non si pu essere felici. Similmente, colui che segue gli ordini dell'intelligenza materiale e della coscienza materiale non avr mai pace.
Narada aveva detto che gli Haryasva non conoscevano l'ordine del padre. Essi capirono che Narada si riferiva al loro padre spirituale, il maestro spirituale autentico che impartisce per iscritto la conoscenza al discepolo fedele. Perci il maestro spirituale  il vero padre. Le scritture insegnano che bisogna porre fine al nostro sistema di vita materiale. Gli Haryasva espressero ci che avevano compreso: "Si, se una persona non conosce ci che si propongono gli ordini del padre, le scritture,  ignorante. Le parole di un padre materialista che si sforza per impegnare il proprio figlio in attivit materiali non sono le vere istruzioni del padre". 
Questo ci porta al punto cruciale del problema genitorefiglio. In tutte le forme di vita si nasce da un padre e da una madre. (Anche cani e gatti hanno gattini e cuccioli). Tuttavia la vita umana  pi avanzata delle altre forme di vita, perch nella forma umana si ha la possibilit di uscire dalla miseria di nascita e morte accettando un maestro spirituale e ricevendo un'educazione nella conoscenza delle scritture. La madre ed il padre materiali sono importanti solo se sono interessati ad educare il loro figlio a liberarsi dalle grinfie della morte. Nello SrimadBhagavatam il santo re e padre Rsabhadeva consiglia i suoi cento figli di non sforzarsi di diventare genitori se non si  in grado di salvare i propri discendenti dall'imminente pericolo della morte.
Perci i genitori che desiderano effettivamente il bene dei loro ragazzi non obiettano se questi prendono rifugio in un maestro spirituale autentico e ottengono la possibilit di raggiungere la perfezione della vita. L'opposizione  sollevata solo da quei genitori che non sanno che la meta ultima della vita umana  la liberazione dalla schiavit materiale, e che, essendo ignoranti (le buone intenzioni non servono), vogliono forzare i loro ragazzi a rimanere, come loro, intrappolati nell'oscuro pozzo della vita materiale. 
Perci, resistendo agli ordini del loro padre materialista, Daksa, gli Haryasva accettarono Narada Muni come maestro spirituale. Daksa li aveva istruiti a incrementare la popolazione, ma dopo aver ascoltato le parole di Narada Muni, non poterono pi seguire quelle istruzioni. Seguirono piuttosto il consiglio di Narada di rinunciare alla vita materialista per diventare devoti del Signore. (Tutte le Scritture del mondo consigliano di rinunciare alla vita materiale. Nella Bibbia si trova lo stesso consiglio: lascia la vita materiale e ritorna al regno di Dio).
Non c' bisogno di dire che Prajapati Daksa non era molto felice di sentire che i suoi figli avevano fatto disobbedito al suo ordine per dedicarsi alla Coscienza di Krsna. Quando Daksa si lament per i figli persi, il Signore Brahma lo consol, dopodich Daksa gener altri mille figli nel grembo di sua moglie Pancajani. Questa volta i suoi figli furono chiamati i Savalasva. Si pu qui vedere che, mentre Narada era molto esperto nel liberare tutte le anime condizionate e riportarle a casa da Dio, Prajapati Daksa era esperto a procreare figli. Sfortunatamente l'esperto materiale non concorda con l'esperto spirituale. Ma niente poteva dissuadere Narada dal cantare il mantra Hare Krsna e dall'impartire la conoscenza ai suoi discepoli qualificati. A questo proposito Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada ha scritto: 
Il movimento per la coscienza di Krsna sta predicando questa conoscenza superiore che insegna a rinunciare alla vita materiale per ritornare a Dio ma sfortunatamente molti genitori non sono soddisfatti di questo movimento.... Tuttavia non abbiamo alternative se non insegnare ai nostri discepoli a liberarsi dalla vita materiale. Dobbiamo istruirli in ci che  opposto alla vita materiale per salvarli dal susseguirsi di nascita e morte. 
Ricevendo l'ordine di Daksa di fare dei figli, i Salasva andarono a Narayanasaras, lo stesso luogo dove, per la grazia di Narada, precedentemente i loro fratelli avevano raggiunto la perfezione. Ci si potrebbe chiedere perch Daksa avesse voluto rischiare mandando il suo secondo gruppo di figli nello stesso luogo in cui aveva perso il primo. La risposta  che, nonostante la sua apparenza da materialista, Daksa era un padre doveroso che seguiva i princpi della cultura vedica. Perci non esit a permettere che i suoi figli ricevessero istruzioni sulla vita spirituale. Permise loro di scegliere se ritornare a casa, da Dio, o rimanere nel mondo materiale, trasmigrando vita dopo vita in varie specie. Il dovere di un padre responsabile  sempre di impartire un'educazione spirituale ai suoi figli e poi di permetter loro di decidere liberamente se adottare un sistema di vita materialista o spirituale.
I Savalasvas si sottoposero alle stesse penitenze degli Haryasva. Si bagnarono nell'acqua santa il cui contatto pul i loro cuori da tutti i desideri materiali. Cantarono anche mantra sacri e si sottoposero a severe austerit. Presto Narada Muni avvicin i Savalasva e parl loro in modo enigmatico, proprio come aveva parlato agli Haryasva. Poi, prima di partire, Narada li consigli di seguire la stessa via spirituale dei loro amati fratelli pi anziani. Profondamente colpiti dalle parole di Narada, anche i Savalasva rinunciarono all'idea di generare bambini e intrapresero la pratica della coscienza di Krsna. 
Quando Daksa sent che anche i Savalasva avevano desistito, si arrabbi molto con Narada e quasi sven dalla disperazione. Narada allora avvicin Daksa, pensando che poich Daksa si stava lamentando, era propenso ad apprezzare insegnamenti spirituali. Ma quando Narada si present davanti a Daksa, il Prajapati, rimasto senza figli, lo affront accusandolo con rabbia, "Narada Muni, tu indossi l'abito di un santo, ma in effetti non sei un santo. Mostrando ai miei figli il sentiero della rinuncia, mi hai fatto un'ingiustizia abominevole." 
Daksa trova i suoi simili nei genitori arrabbiati di oggi, che accusano Srila Prabhupada di deviare i loro bambini inesperti. Srila Prabhupada risponde: 
Noi stiamo insegnando a tutti i giovani occidentali a seguire la via della rinuncia. Permettiamo loro la vita matrimoniale, ma anche un grhastha (un capofamiglia cosciente di Krsna) deve rinunciare a tante abitudini, che i suoi genitori pensano che la sua vita sia praticamente distrutta. Noi non permettiamo di mangiare carne, di fare sesso illecito, di fare gioco d'azzardo, e di intossicarsi, e di conseguenza i genitori si chiedono come, se ci sono cos tanti divieti, possa essere positiva la vita. In particolare nei paesi occidentali, queste quattro attivit proibite costituiscono in pratica l'essenza della vita della gente moderna. Perci talvolta ai genitori non piace il nostro movimento, proprio come a Prajapati Daksa non piacevano le attivit di Narada e lo accusava di disonest. Nonostante ci, sebbene i genitori possano arrabbiarsi, dobbiamo fare il nostro dovere senza esitazione, perch noi apparteniamo alla successione disciplica di Narada Muni. 
Il punto  che ogni essere umano deve prepararsi per la propria vita successiva. Non rimarr semplicemente nella vita materialistica della famiglia senza regole, ovvero senza una disciplina spirituale. Non ci si pu aspettare di essere felici in questa vita o nella prossima senza seguire le istruzioni delle scritture. 
Daksa poi accus Narada di ostruire la buona fortuna dei suoi figli rendendo impossibile per loro ripagare i debiti  specialmente quello verso Daksa. La cultura Vedica riconosce che colui che  nato  debitore, poich ha degli obblighi verso i grandi santi, i deva, e il proprio padre. Per liquidare il proprio debito verso il padre, bisogna generare figli. Similmente i genitori di oggi qualche volta si appellano ai figli che aderiscono al movimento per la Coscienza di Krsna: "Non apprezzi tutto quello che ho fatto per te? Per favore torna dalla tua famiglia". Tuttavia le scritture come lo SrimadBhagavatam affermano che, sebbene tutti siano in debito verso la propria famiglia, se ci si abbandona a Krsna ci si libera da tutti i debiti. Sfortunatamente Daksa non capiva questo grande servizio reso da Narada Muni, cos si rivolse a lui come a una persona peccaminosa. Narada Muni tuttavia, essendo in realt un grande santo, toller le accusa di Daksa, comp il suo dovere, liber i suoi figli e li fece tornare da Dio. 
Daksa accus Narada di aver anche rotto i naturali legami d'affetto della famiglia. Abbiamo gi sottolineato che mantenere una relazione di affetto con la propria madre e padre prevede che essi aiutino e non che ostacolino la via dell'illuminazione spirituale. Ma poich l'unico scopo di Daksa era quello di impegnare i suoi figli nel generare progenie, chiaramente la via migliore che essi avrebbero potuto seguire per la loro coscienza di Krsna era quella rompere i loro legami materiali con lui. Oggi noi vediamo che molti membri del movimento per la coscienza di Krsna hanno lasciato le loro situazioni familiari circondate da lotte, divorzi, ipocrisie, e peccati. Rompendo tali legami materiali non pu essere considerato un peccato. Qualche volta i genitori moderni dicono anche che non  bene seguire la Coscienza di Krsna perch in questo modo si soffoca la carriera di un giovane. Ma, ancora, se si tratta di una carriera materialista in ignoranza (se non considera cio i valori spirituali)  meglio lasciarla e diventare coscienti di Krsna. Questo non significa che non bisogna avere un onesto lavoro, ma se la carriera impedisce l'avanzamento spirituale,  meglio lasciarla. 
Una persona pu obbiettare che sebbene Narada fosse un santo e il suo consiglio autorevole, questo episodio avvenne in una cultura totalmente differente dalla nostra; perci la sua morale non pu essere applicata alla situazione attuale. Ma la cultura spirituale non riguarda l'Oriente o l'Occidente:  eterna. E' un diritto inalienabile di ogni essere umano, perch conduce alla perfezione. Certamente la nostra cultura occidentale differisce da quella Vedica. La nostra  una cultura che permette l'uccisione della mucca; che non rispetta n protegge le persone sante (brahmana) indispensabili per la guida della societ; che permette l'uccisione di bambini nel grembo della madre; che incoraggia le relazioni sessuali illecite al di fuori del matrimonio santificato, e che ha un governo che sostiene attivit peccaminose come l'intossicazione e il gioco d'azzardo. Cos la nostra  certamente un tipo di cultura differente da quella Vedica, ma  necessario seguire la cultura nella quale siamo nati e cresciuti se  cos completamente opposta ai valori positivi della vita? 
Infine Daksa maledisse Narada: "Tu mi hai fatto perdere i figli una prima volta, e ora hai ripetuto la stessa cosa inauspiciosa. Perci, sei un tipaccio che non sa comportarsi con gli altri. Potrai viaggiare in tutto l'universo, ma ti maledico a non avere una residenza fissa in alcun luogo". Questa maledizione era considerata una grande punizione da Daksa, che come capofamiglia voleva rimanere in un luogo e godere della vita di famiglia. Tuttavia questa "punizione" era una grazia per un predicatore cosciente di Krsna come Narada, perch un predicatore deve sempre viaggiare per il beneficio di tutta la societ umana. Cos Narada rispose: "S, ci che hai detto  giusto. Accetto questa maledizione". Poi Narada Muni part, e da allora, viaggi per tutti i mondi, materiali e spirituali, cantando Hare Krsna, suonando la sua vina ed illuminando tutti in Coscienza di Krsna. 



CONCLUSIONI

Noi speriamo che questa narrazione tratta dallo SrimadBhagavatam possa stimolare i pochi genitori che si oppongono alla coscienza di Krsna a riconsiderare il loro parere negativo nei confronti del movimento per la Coscienza di Krsna che ha distolto la loro discendenza dal sentiero materiale. Contrariamente a Daksa, molti genitori di devoti, come anche molti cittadini importanti, hanno una buona opinione dell'immenso valore della Coscienza di Krsna per le nuove generazioni e per la gente in generale. Eruditi studiosi che virtualmente hanno girato le maggiori universit del mondo, hanno scritto calorosi apprezzamenti sui libri di Srila Prabhupada. Inoltre molti genitori di devoti hanno aiutato a formare organizzazioni per la protezione del diritto di tutti di praticare la religione che si desidera. La piccola minoranza dei Daksa moderni, che non possono o non cercano di comprendere la Coscienza di Krsna pu continuare i suoi sforzi per ostacolare questo movimento e i suoi predicatori, ma non ci faremo spaventare da loro: continueremo semplicemente a fare il nostro dovere con umilt, cercando di seguire gli ordini di Dio, la Persona Suprema, che disse: "Insegna a tutti a seguire le istruzioni di Sri Krsna cos come sono date nella Bhagavadgita e nello Srimad-Bhagavatam. Diventa cos un maestro spirituale e cerca di liberare tutti nel mondo".















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Libri

SRIMADBHAGAVATAM

Primo Canto: "La Creazione"

Questa  la continuazione della presentazione dello Srimad-Bhagavatam, il grande classico spirituale dell'India scritto 5000 anni fa da Krsna Dvaipayana Vyasa, e ora presentato in una nuova traduzione con il commento di Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Lo SrimadBhagavatam fornisce la chiave perch l'umanit possa diventare unita nella pace, nella prosperit e nell'amicizia concentrandosi su una causa comune. Questa causa comune  l'unit spirituale di tutti gli esseri viventi, e lo SrimadBhagavatam presenta un'ideologia rivoluzionaria che  la base per la rispiritualizzazione della societ. Nel mondo d'oggi non c' mancanza di avanzamento scientifico, ci che manca  la conoscenza della scienza di Dio. Quindi, in un mondo che soffre per la discordia universale, per l'ansiet e la confusione, non c' letteratura pi importante di questo radioso SrimadBhagavatam. Se volete ricevere l'intera serie di volumi dello SrimadBhagavatam scrivete alla BBT Italia.



L'insegnamento vedico, secondo cui l'intera creazione materiale non  differente dal Brahman, si spiega dunque cos: poich tutto emana dal Brahman Supremo, niente Ne  separato. Il Signore  la forma trascendentale dell'eternit, della conoscenza e della bellezza, e la manifestazione della Sua energia appare anch'essa parzialmente dotata delle Sue stesse caratteristiche. Ecco perch le anime condizionate, sotto l'influsso dell'energia esterna, maya, restano intrappolate nelle reti della natura materiale. Esse accettano la creazione come la totalit di ci che esiste, perch ignorano tutto del Signore, causa prima di ogni manifestazione, come ignorano d'altronde il principio per cui un arto staccato dal corpo non ha pi gli stessi poteri. Una societ senza Dio, separata dal sublime servizio d'amore che si offre al Signore, somiglia a un arto staccato, che mantiene sempre il suo aspetto, ma non  pi in grado di adempiere le sue funzioni. Sri Vyasadeva, devoto del Signore, conosce bene queste verit e Srila Narada gli consiglia ora di ampliarle per permettere alle anime condizionate, prigioniere della materia, di comprendere che il Signore Supremo  la causa originale. 
Secondo i Veda, il Signore  per natura onnipotente; le Sue energie supreme, quindi, sono anch'esse sempre perfette e identiche a Lui. Il mondo spirituale e il mondo materiale, con tutto ci che racchiudono, sono la manifestazione dell'energia interna ed esterna del Signore, dette rispettivamente superiore e inferiore. L'energia superiore  vivente, perci  del tutto identica al Signore, mentre l'energia esterna, essendo inerte,  parzialmente identica al Signore. Ma nessuna delle due eguaglia o supera il Signore, fonte di tutte le energie; entrambe queste energie rimangono sempre sotto il Suo controllo, proprio come l'energia elettrica che, per quanto potente sia, rimane sempre sotto il controllo dell'ingegnere. 
Ogni essere vivente appartiene all'energia interna del Signore, perci  identico a Lui, senza per mai eguagliarLo o superarLo. Dio e gli altri esseri 
possiedono tutti un'individualit propria. Gli esseri individuali possono, entro certi limiti, esercitare con l'aiuto dell'energia materiale il potere di creare, ma nessuna delle loro creazioni eguaglier o superer mai quelle del Signore. L'uomo pu creare un piccolo satellite artificiale e divertirsi poi a lanciarlo nello spazio, ma che cos' questo in confronto al potere di creare dei pianeti come la Terra o la luna e sospenderli nell'aria, come fa il Signore? Uomini di scarso sapere si proclamano uguali a Dio, ma non sar mai cos. Al culmine della perfezione, l'uomo pu sviluppare fino al settantotto per cento delle qualit del Signore, ma non potr mai superarLo o anche solo eguagliarLo. Solo le persone sconsiderate possono sostenere di essere Uno con Dio e lasciarsi cos ingannare dall'energia illusoria. Nel loro smarrimento non hanno altra via d'uscita che riconoscere la supremazia del Signore e impegnarsi volontariamente nel Suo servizio d'amore, perch gli esseri sono stati creati proprio per questo. Se non ritornano al loro dovere originale, il mondo non potr conoscere n la pace n la tranquillit. Questo  il principio che Sri Narada consiglia a Srila Vyasadeva di sviluppare nello Srimad-Bhagavatam e che la Bhagavadgita riprende: il totale abbandono ai piedi di loto del Signore, unica preoccupazione dell'uomo perfetto. 



VERSO 21

tvam atmanatmanam avehy amoghadrk 
parasya pumsah paramatmanah kalam 
ajam prajatam jagatah sivaya tan 
mahanubhavabhyudayo 'dhiganyatam 

tvam: tu; atmana: da te stesso; atmanam: l'Anima Suprema; avehi: cerca; amoghadrk: colui che ha una visione perfetta; parasya: della Trascendenza; pumsah: la Persona Divina; paramatmanah: del Signore Supremo; kalam: emanazione plenaria; ajam: non nato; prajatam: essendo nato; jagatah: del mondo; sivaya: per il bene; tat: quello; mahaanubhava: di Dio, la Persona Suprema, Sri Krsna; abhyudayah: divertimenti; adhiganyatam: descrivi con pi intensit.



TRADUZIONE

La tua visione  perfetta, o nobile saggio, e tu puoi conoscere da solo l'Anima Suprema, la Persona Divina, perch Ne sei l'emanazione plenaria. 
Sebbene non nato, sei apparso sulla Terra per il bene di tutti gli esseri; descrivi dunque con pi intensit i divertimenti trascendentali del Signore Supremo, Sri Krsna. 



SPIEGAZIONE

Srila Vyasadeva  un'emanazione plenaria del Signore Supremo, Sri Krsna, dotata di poteri specifici. Egli  disceso nel mondo materiale per la sua infinita misericordia, al solo scopo di liberare le anime cadute. Le anime individuali fanno parte integrante del Signore di cui costituiscono dei frammenti destinati a servirLo eternamente, ma non appena dimenticano la loro natura, cadono e si allontanano dal sublime servizio d'amore al Signore. Tutte le Scritture vediche sono compilate a beneficio delle anime cadute, che hanno il dovere di trarre vantaggio da questi Testi per liberarsi dalle catene dell'esistenza materiale. 
Anche se Srila Narada Rsi gioca solo per formalit il ruolo del maestro spirituale di Srila Vyasadeva; questi non ha bisogno di un maestro perch rappresenta egli stesso l'acarya di tutti gli esseri. Ma proprio perch svolge il ruolo di acarya, ci indica con l'esempio la necessit di avvicinare un maestro spirituale. Anche Sri Krsna, Sri Rama e Sri Caitanya Mahaprabhu, che erano Dio stesso apparso sotto differenti forme e possedevano per la Loro natura assoluta tutta la conoscenza, accettarono per pura formalit un maestro spirituale. Cos, per guidare gli uomini verso i Suoi piedi di loto, Sri Krsna apparve nella forma di Vyasadeva e descrisse i propri sublimi divertimenti. 



VERSO 22

idam hi pumsas tapasah srutasya va 
svistasya suktasya ca buddhidattayoh 
avicyuto 'rthah kavibhir nirupito 
yaduttamaslokagunanuvarnanam

idam: questo; hi: certamente; purusah: di tutti; tapasah: della pratica dell'austerit; srutasya: dello studio dei Veda; va: o; svistasya: dei sacrifici; suktasya: l'educazione spirituale; ca: e; buddhi: lo sviluppo della conoscenza; dattayoh: la carit; avicyutah: infallibile; arthah: interesse; kavibhih: 
dagli eruditi riconosciuti; nirupitah: concluso; yat: che; uttamasloka: il Signore, descritto da poesie scelte; gunaanuvarnanam: descrizione delle qualit trascendentali di. 



TRADUZIONE

Circoli di grandi eruditi sono giunti alla ferma conclusione che lo sviluppo della conoscenza attraverso l'austerit, lo studio dei Veda, i sacrifici, il canto di inni e la carit culmina nella trascendentale descrizione del Signore, lodato da versi scelti. 



SPIEGAZIONE

L'intelletto umano serve a sviluppare conoscenza in campo artistico, scientifico, filosofico, fisico, chimico, psicologico, economico, politico, ecc. Sviluppando fino in fondo il sapere, l'uomo pu giungere alla perfezione dell'esistenza, che culmina nella realizzazione dell'Essere Supremo, Visnu. Perci la sruti insegna che gli esseri veramente dotati di conoscenza devono aspirare a servire il Signore, Sri Visnu. Purtroppo, coloro che si lasciano incantare dal fascino esterno della Visnumaya, cio dal piacere dei sensi, transitorio e fonte di sofferenze, non possono capire che il loro cammino verso la perfezione dell'esistenza, la realizzazione spirituale, dipende da Visnu. Essi coltivano la conoscenza solo per accrescere la soddisfazione dei sensi. Sri Narada Muni ha spiegato che tutto ci che esiste nell'universo emana, attraverso le Sue diverse energie, dal Signore, che con la Sua potenza inconcepibile ha messo in atto le loro molteplici interazioni. Tutte queste manifestazioni traggono origine dalla Sua energia, riposano sulla Sua energia e, dopo l'annientamento, si riassorbono in Lui. Nessuna di queste manifestazioni, dunque,  differente o separata da Lui, ma Lui rimane allo stesso tempo eternamente distinto da esse. 
Quando lo sviluppo della conoscenza  al servizio del Signore, l'intero processo diventa assoluto. Il nome, la fama e la gloria trascendentale del Signore Supremo e tutto ci che Lo riguarda non  differente dalla Sua Persona. Perci tutti i saggi e i devoti raccomandano che i diversi rami del sapere - arte, scienza, filosofia, fisica, chimica, psicologia, ecc. - siano interamente e unicamente messi al servizio del Signore. Le arti, le lettere, la poesia e la pittura devono tutte essere dedicate alla glorificazione del Signore. I narratori, i poeti e gli scrittori s'interessano soprattutto ai temi sensuali, ma se si dirigessero verso il servizio di devozione al Signore, potrebbero utilizzare il loro estro per descrivere i Suoi divertimenti sublimi. Valmiki, per esempio, era un grande poeta e Vyasadeva un grande scrittore; entrambi si sono completamente dedicati a descrivere i divertimenti sublimi del Signore e hanno cos ottenuto l'immortalit. Similmente, si deve far uso della scienza e della filosofia al servizio del Signore, affermando la Sua gloria. Non servono 
a niente le innumerevoli e aride teorie speculative in favore della soddisfazione dei sensi. Gli uomini evoluti desiderano ardentemente comprendere la Verit Assoluta alla luce della scienza, perci i grandi scienziati dovrebbero cercare di provare l'esistenza di Dio su basi scientifiche. E la filosofia dovrebbe servire a stabilire la natura senziente e onnipotente della Verit Suprema. Quindi, come insegna anche la Bhagavadgita, tutti i rami del sapere dovrebbero essere impiegati solo al servizio del Signore. Ogni conoscenza non utilizzata al servizio del Signore non  altro che ignoranza. L'uso corretto di ogni conoscenza elevata  quello di affermare le glorie del Signore; solo in questo modo trover il suo vero senso. Ogni conoscenza, come l'arte, la scienza e la filosofia, usata al servizio del Signore diventa Harikirtana, pura glorificazione del Signore. 



VERSO 23

aham puratitabhave 'bhavam mune 
dasyas tu kasyascana vedavadinam 
nirupito balaka eva yoginam 
susrusane pravrsi nirviviksatam

aham: io; pura: precedentemente; atitabhave: nell'era precedente; abhavam: divenni; mune: o Muni; dasyah: di una servitrice; tu: ma; kasya-scana: alcuni; vedavadinam: dei seguaci del Vedanta; nirupitah: impegnato; balakah: giovane servitore; eva: certamente; yoginam: dei devoti; susrusane: al servizio di; pravrsi: durante i quattro mesi delle stagione delle piogge; nirviviksatam: vivendo insieme.



TRADUZIONE

O Muni, nel corso dell'era precedente, nacqui come figlio di una donna impegnata al servizio di brahmana che seguivano i principi del Vedanta. Mentre vivevano tutti riuniti durante i quattro mesi della stagione delle piogge, io li servii personalmente. 



SPIEGAZIONE

Sri Narada Muni ci d un'idea delle meraviglie che possono verificarsi in un'atmosfera satura di devozione al Signore. Nato in una famiglia qualunque, privo di educazione, divenne un saggio immortale per aver messo tutta la sua energia al servizio del Signore. Questa  la potenza del servizio di devozione. Poich costituiscono l'energia marginale del Signore, gli esseri individuali trovano la vera via solo nel Suo trascendentale servizio d'amore. E' detto maya tutto ci che si allontana da questa via. Appena l'uomo impiega ogni sua energia nel servizio al Signore piuttosto che nella ricerca dei piaceri materiali, il velo dell'illusione, di maya, si dissipa. 
L'esempio della vita passata di Sri Narada Muni ci mostra chiaramente che il servizio offerto al Signore comincia col servizio reso ai Suoi servitori autentici. Il Signore stesso afferma che servire i Suoi devoti  ancora pi glorioso che servirLo direttamente. Bisogna dunque trovare un autentico servitore del Signore, costantemente assorto nel Suo servizio, accettarlo come maestro spirituale e impegnarsi a servirlo. Tale maestro spirituale  l'intermediario "trasparente" che permette di vedere il Signore, situato al di l della percezione dei sensi materiali. Il Signore, infatti, acconsente a rivelarSi a chi serve un maestro spirituale autentico e in proporzione al servizio offerto. 
L'uso delle energie dell'uomo al servizio del Signore rappresenta la via sicura verso la salvezza. Non appena si accetta di servire il Signore sotto la guida di un maestro spirituale autentico, si comincia a vedere come l'intera creazione sia identica al Signore. Il maestro spirituale esperto conosce l'arte d'impiegare ogni cosa nella glorificazione del Signore e sotto la sua guida, per la sua divina grazia di puro servitore del Signore, l'intero universo pu trasformarsi nel regno spirituale. 



VERSO 24

te mayy apetakhilacapale 'rbhake 
dante 'dhrtakridanake 'nuvartini 
cakruh krpam yadyapi tulyadarsanah 
susrusamane munayo 'lpabhasini 

te: essi; mayi: a me; apeta: privo di; akhila: ogni tipo di; capale: tendenze; arbhake: in un bambino; dante: avendo controllato i sensi; adhrta-kridanake: non avendo attrazione per i giochi futili; anuvartini: ubbidiente; cakruh: accordarono; krpam: misericordia incondizionata; yadyapi: sebbene; tulyadarsanath: di natura imparziale; susrusamane: al fedele; munayah: i muni che osservano i principi del Vedanta; alpabhasini: colui che non parla pi del necessario. 



TRADUZIONE

Ero ancora un ragazzo ma possedevo gi il controllo dei sensi e non provavo alcuna attrazione per i giochi. Inoltre, mi mostravo sottomesso e non facevo discorsi inutili. Sebbene fossero di natura imparziale, quei saggi, seguaci del Vedanta, mi benedissero con la loro misericordia incondizionata.



SPIEGAZIONE

Nella Bhagavadgita (15.15) il Signore insegna: "Lo scopo di tutti i Veda  quello di conoscerMi." Sri Caitanya Mahaprabhu afferma che i Veda trattano in definitiva tre argomenti soltanto: come ristabilire il legame che unisce l'essere individuale all'Essere Supremo, come adempiere i doveri relativi al servizio di devozione, e come raggiungere il fine ultimo, ritornare a Dio. Le parole vedantavadi, o seguaci del Vedanta, indicano dunque i puri devoti del Signore Supremo. Questi vedantavadi, o bhaktivedanta, diffondono la conoscenza trascendentale del servizio di devozione con la pi grande imparzialit; per loro non c' amico o nemico, saggio o ignaro, buono o cattivo. Essi vedono che la maggior parte degli uomini spreca il tempo in attivit sensuali, illusorie. Cercano dunque di condurre la massa ignorante a riallacciare il legame con Dio e, con i loro sforzi, permettono anche all'anima pi ottenebrata di svegliarsi alla vita spirituale. Accettando l'iniziazione da un bhakti-vedanta, ogni uomo si elever gradualmente sulla via della realizzazione spirituale. 
I vedanta-vadi del nostro racconto iniziarono il giovane ragazzo a un'et in cui non si possiede ancora il controllo di s ma si  attratti da ogni tipo di giochi. Prima di ricevere l'iniziazione spirituale, il bambino aveva saputo sviluppare un profondo senso di disciplina, essenziale a chiunque aspiri a progredire su questa via. Perci nel sistema del varnasrama-dharma, base della vera civilizzazione umana, i ragazzi all'et di cinque anni erano mandati all'asrama del guru per diventare dei brahmacari e imparare sistematicamente a sviluppare il senso della disciplina. Nella societ vedica, tutti, dal figlio del re al figlio dell'umile suddito, dovevano ricevere questa formazione, non solo per diventare buoni cittadini, ma anche per essere preparati alla ricerca della realizzazione spirituale. Cos, i discendenti di coloro che aderivano al varnasrama non si trovavano esposti ai pericoli di una vita irresponsabile, fondata sul piacere dei sensi, sistema di vita che essi non conoscevano neppure. Si pu dire che il bambino era gi dotato di lucidit spirituale prima ancora di essere nel grembo di sua madre. I genitori erano consapevoli della responsabilit che incombeva su di loro: assicurare ai figli la liberazione dalla materia. Questa , d'altra parte, l'unica soluzione per un controllo 
efficace delle nascite: procreare nella misura in cui si pu garantire ai propri discendenti l'evoluzione fino alla perfezione totale. 
In conclusione, senza possedere il controllo di s, senza essere disciplinati e perfettamente sottomessi, nessuno pu seguire con successo gli insegnamenti del maestro spirituale, e senza riuscirvi nessuno pu ritornare a Dio. 



VERSO 25

ucchistalepan anumodito dvijaih 
sakrt sma bhunje tadapastakilbisah 
evam pravrttasya visuddhacetasas 
taddharma evatmarucih prajayate

ucchistalepan: resti di cibo; anumoditah: essendo autorizzato a; dvijaih: dai brahmana vedantisti; sakrt: una volta; sma: nel passato; bhunje: presi; tat: con quest'azione; apasta: cancellati; kilbisah: tutti i peccati; evam: cos; pravrttasya: essendo impegnato; visuddhacetasah: di colui che ha la mente purificata; tat: quella particolare; dharmah: natura; eva: certamente; atmarucih: attrazione spirituale; prajayate: si manifest. 



TRADUZIONE

Una volta, con il loro permesso, mangiai i resti del loro cibo, e di colpo vennero cancellati tutti i miei peccati. Cos, per aver beneficiato del loro contatto e preso il loro cibo, il mio cuore si purific e la loro natura di spiritualisti cominci ad affascinarmi.



SPIEGAZIONE

La devozione pura  tanto contagiosa, in senso favorevole, quanto una malattia epidemica. Un puro devoto  libero da ogni colpa perch il Signore Supremo, il pi puro di tutti gli esseri, pu essere servito in modo puro solo da un'anima libera, come Lui, da ogni contaminazione materiale. Quei bhaktivedanta erano puri devoti, e a contatto con loro, mangiando una volta i resti del loro cibo, il ragazzo "fu contagiato" dalla loro purezza. Il gesto di prendere i resti del cibo di un puro devoto pu essere compiuto anche senza il permesso di quest'ultimo. 
Molti fattori possono ostacolare il nostro ingresso nel servizio di devozione, per esempio il contatto con gli pseudodevoti, di cui dobbiamo diffidare. Ma in compagnia dei puri devoti tutti questi ostacoli svaniscono e il discepolo si arricchisce delle loro qualit spirituali, che fioriscono dall'attrazione per il Signore Supremo, per il Suo nome, la Sua fama, i Suoi attributi, i Suoi divertimenti, ecc. In realt, essere "contagiati" dalle qualit di un puro devoto significa impregnarsi del suo stesso gusto devozionale per tutto ci che riguarda il Signore. Quest'attaccamento spirituale rende subito ripugnante ogni cosa materiale, tanto che il puro devoto non si sente mai attratto dall'azione materiale. Cancellati tutti i suoi peccati, che rappresentano altrettanti ostacoli sulla via devozionale, il discepolo pu sviluppare un'attrazione per il puro servizio devozionale, acquisire costanza, attaccarsi completamente al Signore, conoscere emozioni trascendentali e infine situarsi sul piano del puro servizio d'amore. Solo a contatto con i puri devoti si possono superare queste tappe. Questo  il significato del verso. 



VERSO 26

tatranvaham krsnakathah pragayatam 
anugrahenasrnavam manoharah 
tah sraddhaya me 'nupadam visrnvatah 
priyasravasy anga mamabhavad rucih

tatra: allora; anu: ogni giorno; aham: io; krsnakathah: racconti sulle attivit del Signore; pragayatam: che descrivevano; anugrahena: per la misericordia incondizionata; asrnavam: ascoltando; manahharah: attraenti; tah: quelli; sraddhaya: con rispetto; me: a me; anupadam: a ogni passo; visrnvatah: ascoltando attentamente; priyasravasi: del Signore Supremo; anga: o Vyasadeva; mama: il mio; abhavat: divent; rucih: gusto.



TRADUZIONE

O Vyasadeva, a contatto con questi grandi vedantisti, e per la loro infinita misericordia potei ascoltare ogni giorno gli affascinanti divertimenti del Signore, Sri Krsna. Mentre ascoltavo attentamente questi racconti, il mio desiderio di sentir parlare del Signore cominci a crescere sempre pi. 



SPIEGAZIONE

Sri Krsna, il Signore Supremo e Assoluto, non solo affascina per la Sua forma personale, ma anche per i Suoi divertimenti trascendentali. Questo perch il nome, la fama, la forma, i divertimenti e tutto ci che circonda l'Assoluto sono anch'essi assoluti. 

(segue nel prossimo numero)















LA DOLCE MADRE

Gli Occidentali giudicano una superstizione
la venerazione della mucca in India ma per coloro che apprezzano i suoi doni
la mucca sacra  degna del suo nome.



"Holy cow!" Quante volte abbiamo sentito questa esclamazione... ma perch la mucca  considerata santa? 
Ricordo, alcuni anni fa, mia madre che criticava molto l'India per la sua usanza primitiva e superstiziosa di adorare la mucca. 
A un ragazzo di citt il cui unico contatto con le mucche era il pranzo domenicale, la sua critica sembrava del tutto sensata. Nella religione vedica c' in effetti una cerimonia  la gopuja  che esiste da migliaia di anni, nella quale viene adorata la mucca.
Ma quanto questa pu dirsi una cerimonia primitiva? La mucca  una specie di dio simbolico?
Per il contadino indiano che vive di agricoltura, la conservazione delle risorse naturali  parte integrante dell'esistenza quotidiana. E' esperto nell'utilizzo dei doni della natura che sopperiscono a tutte le sue necessit, dal fango agli abiti fatti in casa, e la protezione delle mucche  sempre stata la caratteristica pi importante del programma di conservazione del villaggio; ogni fattoria possiede almeno una mucca. 
La mucca e
il toro sono
indispensabili nell'India rurale in
cui vive circa l'80%
della popolazione. La
mucca, che
si nutre solo
di erba, fornisce felicemente il latte
che procura
praticamente
tutto il nutrimento necessario
al nostro corpo. Dal
latte otteniamo formaggio, cagliata, burro, ghee (burro chiarificato), siero, panna, yogurt e
un'infinita variet di preparazioni a base di latte molto note agli
esperti di cucina tradizionale indiana. La
mucca viene considerata dai Veda nostra madre perch fornisce il latte.
In India  risaputo che lo sterco di mucca ha propriet antisettiche e in ogni villaggio indiano si vedono seccare al sole cumuli di sterco di mucca, un eccellente combustibile per cucinare. L'urina della mucca viene prescritta come medicinale per la cura del fegato dall'Ayurveda, la scrittura Vedica sulla scienza della salute. 
Anche il bue  un'inestimabile risorsa per il piccolo agricoltore: il robusto bue lavora di buon grado tutto il giorno tirando l'aratro attraverso campi. Direte che  antiquato e che ai giorni nostri non  molto pratico ed 
utilizzare buoi sar anche pi lento dell'uso di macchine ma non inspessisce il terreno riducendone la produttivit come invece accade con il pesante macchinario moderno. Le macchine creano in India altri problemi come la loro inadeguatezza a far fronte ai cambiamenti stagionali ed ai monsoni (per non parlare dei problemi per reperire parti di ricambio e meccaniche). Il bue
 considerato nostro padre perch fornisce cibo.

La societ vedica riconosceva una relazione simbiotica tra l'uomo e la mucca. La mucca produce molto pi latte di quanto richieda il vitello. Se al vitello fosse permesso di accedere liberamente alla mammella, si svilupperebbe una mastite tale che potrebbe far morire la mucca. Quando la mucca ha partorito il vitello continua tranquillamente a produrre latte e ovviamente soffre se non viene munta. La gente ora protesta 
per lo sfruttamento delle mucche nelle latterie che sono praticamente delle fabbriche. I vitelli vengono portati via alle loro madri appena nati e le mucche vengono macellate quando non producono pi latte. Questo non  il sistema vedico che richiede invece di prendersi cura della mucca come oggi la maggior parte della gente si prende cura del proprio cane. Ma esistono ancora esempi pratici del sistema vedico in cui la mucca non venga sfruttata
grossolanamente o costretta a
soffrire in cambio del suo latte e
della sua carne?

Un esempio  ovviamente l'India rurale. Un altro 
 il Movimento Internazionale per la
Coscienza di Krishna (l'ISKCON) uno dei cui principi  la protezione della mucca.
Infatti nella Bhagavad-gita la protezione della mucca viene
considerata un principio religioso.
Tutte le fattorie della ISKCON seguono questo importante principio e
se ne vedono i risultati: le mucche sono felici e pacifiche e producono abbondante
latte cremoso. Le mucche e i buoi delle fattorie dell'ISKCON (circa cinquanta in tutto il mondo) vincono molti premi alle mostre di bestiame locali.

Una delle attivit dell'ISKCON  l'istituzione di comunit agricole autosufficienti. Vengono impiegate tecniche agricole tradizionali e organiche per evitare il pi possibile l'uso di macchine moderne. Uomini e animali lavorano armoniosamente insieme per raccogliere solo quanto necessario alla sopravvivenza, rinunciando a macchine progettate per aumentare la produzione al fine di ottenere profitto. 
Il dogma vedico dell'ahimsa, la non violenza nei confronti di tutti gli esseri, viene osservato attentamente;  quindi ovviamente vietata la macellazione di animali di qualsiasi tipo e persino le piante vengono private della vita solo a scopo di sussistenza. Se quanto
necessario non potesse essere prodotto in loco e si rendesse necessario acquistarlo viene venduto il latte in eccesso per ricavarne il denaro occorrente; in caso contrario il latte viene convertito in ghee di lunga durata per usi futuri o per essere barattato.

La mucca  perci la base dell'economia vedica e le viene accordato il massimo riguardo possibile. Nella fattoria ISKCON dell'Hertfordshire, area ael principale tempio di Krsna nel Regno Unito, i devoti si prendono cura di una decina di mucche. Un uomo pu facilmente mantenere se stesso e la propria famiglia con uno o due acri di terra e una mucca. Potr sembrare utopistico, ma considerate l'immensa quantit di terreno sprecato.
Produrre un chilogrammo di proteine derivate dalla carne richiede venti
chilogrammi di proteine vegetali per alimentare il bestiame.

Noi conduciamo le nostre mucche al pascolo e ciascuna di esse richiede solo un acro di terreno. Un acro pu produrre trecento libbre di proteine vegetali o 20 libbre di carne nello stesso periodo di tempo. Le nostre mucche producono quotidianamente una media di 25/30 litri di latte. Uccidere queste mucche per cibarsene non avrebbe alcun senso dal punto di vista economico". 
Srila Prabhupada inorridiva al pensiero delle migliaia di mucche macellate ogni giorno in occidente. Non aveva per lui alcun senso che una creatura cos utile fosse uccisa per la sua carne. E' come prendere una macchina costosa e demolirla per il suo valore di rottame. Noi apprezziamo le nostre macchine ma qual' la macchina in grado di trasformare l'erba in latte? 
Srila Prabhupada scrive: "Nel corso della loro vita le mucche rendono servizio fornendo latte, e persino dopo la morte rendono servizio mettendo a disposizione la loro pelle, gli zoccoli e le corna che possono essere usati in diversi modi. Ci nondimeno l'attuale societ umana  cos ingrata da uccidere inutilmente queste mucche innocenti". 
La letteratura vedica racconta che Krsna, Dio la Persona Suprema, assume il ruolo 
di un pastorello per svolgere i Suoi passatempi. Infatti uno dei Nomi di Krsna  Govinda, che significa "colui che d piacere alle mucche". Cinquemila anni fa Krsna apparve come figlio del capo di una comunit di pastori. A quel tempo un uomo veniva considerato ricco non perch possedeva un mucchio di soldi di carta ma sulla base del numero di mucche e della quantit di terra che possedeva.
La comunit di Krsna aveva centinaia di migliaia di mucche e quindi i membri della comunit vengono descritti come persone molto ricche. Pagavano le tasse al re con ghee, formaggio e latte intero e barattavano questi prodotti al mercato con abiti e altre merci. 
Nella Letteratura vedica la mucca appare anche nel simbolismo religioso. Simbolo della religione  un toro chiamato Dharma. In una storia Vedica molto nota Dharma venne attaccato da Kali, la personificazione delle qualit negative di quest'epoca. Kali aveva rotto tre zampe di Dharma (simboleggianti la pulizia, l'austerit e la misericordia) quando entr in scena il re. Egli si prepar subito ad uccidere Kali che lo preg 
di salvargli la vita. Il re permise a Kali di vivere
solo in determinati posti, uno dei quali 
dovunque avessero luogo macellazioni di animali.
Le fattorie dell'ISKCON 
si stanno sviluppando nella maggior parte dei paesi e invitiamo tutti 
a visitarle e a vedere in pratica il sistema economico vedico. "Vita semplice e pensiero elevato  il principio fondamentale della vita che si conduce nelle fattorie 
dell'ISKCON. Il rispetto per tutte le entit viventi con parti di Dio  la base di una vita veramente in armonia con la natura.
E per tutte le mucche ci sar sempre uno speciale riguardo, grazie ai suoi meravigliosi e generosi doni.















I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA

La Logica Dell'Illimitato

Il seguente dialogo tra Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e un ospite, si svolse nell'agosto 1973 al centro Hare Krsna di Londra. 



Srila Prabhupada: Gli scienziati moderni dicono che non c' un'intelligenza dietro la creazione. Quanto sono sciocchi. Se vediamo un quadro non diciamo: "Non c' intelligenza al di l di quest'opera d'arte. E' dipinta in modo meraviglioso, eppure si  creata automaticamente. L'artista non esiste." Questa  follia. Gli scienziati dicono che non c' artista dietro la creazione di un bellissimo fiore. Ma senza un'intelligenza, come potrebbe esistere? Questi scienziati mascalzoni non capiscono. Dicono che  la natura che produce i fiori. Cos' la natura? La natura  uno strumento, ma il cervello oltre la natura  Dio. Quando dipingi un fiore con il pennello, il creatore non  il pennello, il creatore sei tu. Allo stesso modo, nella creazione di un vero fiore, la natura  il pennello, ma il creatore  Dio. 
Ospite: Non ce ne sono due uguali, vero?
Srila Prabhupada: S, ogni cosa ha una grande variet. In una specie di rose si possono trovare molte variet. E nella specie umana, puoi trovare variet perfino fra gemelli. 
Ospite: Anche nel mondo spirituale ci sono variet? 
Srila Prabhupada: Oh, s. C' un illimitato ananda, piacere, e piacere significa variet. "La variet  la madre del divertimento." Per esempio con cereali, zucchero e ghee (burro chiarificato) si possono preparare centinaia di variet di cibi deliziosi. Se provi a mangiare singolarmente del ghee, dello zucchero o dei cereali non ti daranno una gran soddisfazione, ma se qualcuno li prende e prepara delle variet di dolci e te ne serve in un piatto, allora dirai: "Oh, sono talmente gustosi!". Con questi tre ingredienti si possono preparare grandi variet di pietanze. Allo stesso modo, la variet in questo mondo materiale  costituita da otto ingredienti di base, cio i cinque elementi grossolani e i tre elementi sottili. Terra, acqua, fuoco, aria ed etere sono gli elementi grossolani e la mente, l'intelligenza e l'ego sono gli elementi sottili. 
Questo mondo materiale non  che una combinazione di questi otto elementi. 
Ora, proprio come  necessaria una persona con cervello per mettere insieme gli ingredienti in questo mondo, anche per l'intera creazione ci vuole un gran cervello. Per esempio, noi usiamo terra, acqua e fuoco per costruire questo palazzo, questo tavolo, questa sedia, questo vaso, questo armonium, libro... tante cose. Gli ingredienti sono gli stessi, ma il nostro cervello decide come assemblarli creando diverse variet di oggetti. Allo stesso modo, questa manifestazione cosmica materiale  ricca di variet e l'intelligenza che vi sta dietro  il Signore Krsna. E' spiegato nella Bhagavadgita (9.10): 

mayadhyaksena prakrtih
suyate sacaracaram 
hetunanena kaunteya 
jagad viparivartate 

(Rivolgendosi a un devoto) Leggi la traduzione. 
Devoto: (Leggendo dalla Bhagavadgita) "La natura materiale agisce sotto la Mia direzione, o figlio di Kunti, e genera tutti gli esseri, mobili e immobili. Sempre per Mio ordine questa manifestazione  creata e poi annientata in un ciclo perpetuo".
Ospite: Vorresti dire che la scienza moderna non  che materialismo, Srila Prabhupada. 
Srila Prabhupada: S. Gli scienziati trattano solo con terra, acqua, fuoco, aria ed etere. E' tutto qui. E' tutto materialismo. Loro non sanno cosa sia lo spiritualismo. 
Ospite: Come mai gli scienziati fanno questo lavoro? Da cosa sono motivati?
Srila Prabhupada: E' l'anima. L'anima  un essere vivente con una piccolissima indipendenza. Desidera lavorare in un certo modo e la natura le fornisce le facilit per farlo. Per esempio, la terra non  creazione dell'uomo. La terra  creazione di Dio, un prodotto dell'energia di Dio. Ma noi usiamo la terra e la modelliamo in diverse forme: vasi, bambole, libri e cos via. Gli ingredienti sono forniti da Dio, o dalla natura che  energia di Dio e non facciamo altro che trasformarli. In realt noi non siamo in grado di produrre alcunch. Quindi, come Dio, abbiamo energia creativa ma in minima quantit. Proprio come Dio crea l'intero universo con la Sua intelligenza, noi usiamo la nostra intelligenza per creare questo tavolo, questo cuscino, questo armonium con l'energia di Dio. Tutto qui. Krsna spiega tutto ci nella Bhagavadgita che contiene informazioni perfette su ogni cosa. Bisogna studiarla attentamente, ecco tutto. E puoi esaminare la filosofia della Bhagavadgita con la logica. Per esempio, Krsna dice: "Gli elementi materiali sono la Mia energia". Ora considera l'Oceano Atlantico, una vasta quantit di acqua. E' stata creata dall'energia di Dio. Lo capisci? Perch hai dei dubbi? 
Ospite: Beh, uno pu dire una cosa e un'altro potr dirne un'altra. Quindi pi persone avranno diverse cose da dire. 
Srila Prabhupada: Ma  una questione di logica. L'acqua  prodotta dal tuo corpo, non  cos? 
Ospite: S.
Srila Prabhupada: Esce urina, sudore. Queste acque sono prodotte dall'energia all'interno del nostro corpo. Perch quindi l'immensit d'acqua dell'Oceano Atlantico non pu essere prodotta dall'energia di Dio? 
Ospite: S, in realt potrebbe.
Srila Prabhupada: Perch Dio  illimitato, ha un'energia illimitata. Io ho un'energia limitata quindi posso produrre, diciamo una libbra di urina o un'oncia di sudore. Ma se Dio desidera, Egli pu produrre un'illimitata quantit d'acqua.
Perch solo un Oceano Atlantico? Egli pu produrre molti milioni di Oceani Atlantici. Perch dovrebbe essere difficile da capire?















LA CUCINA
MEDITERRANEA

di PARAMA KARUNA DEVI DASI

Oggi si parla molto della dieta mediterranea, che viene considerata il mezzo migliore per prevenire e persino curare i disturbi cardiocircolatori e molte altre disfunzioni, tra cui i tumori. Infatti i popoli mediterranei, per tradizione millenaria, preferiscono le verdure fresche, i legumi e i cereali agli ingredienti pesanti che costituiscono la normale alimentazione dei popoli nordici: in particolare, la carne e il grasso animale.
Come  risaputo, la carne non contiene fibre alimentari, non contiene vitamine, e il tipo di grassi di cui  costituita distrugge l'equilibrio del colesterolo nel sangue, facendolo aumentare a dismisura e provocando l'arteriosclerosi e gravi danni per la circolazione del sangue. Queste malattie erano praticamente sconosciute nel bacino del Mediterraneo, e particolarmente tra le classi povere, che non mangiavano praticamente mai carne, e sono comparse con l'introduzione del cosiddetto "benessere", con una sempre maggiore diffusione della carne nell'alimentazione delle famiglie italiane. Fortunatamente, oggi la medicina moderna si sta rendendo conto del grosso abbaglio preso dai dietisti di ieri, che consideravano la carne un "alimento" indispensabile alla vita umana. Anzi, la schiera dei medici vegetariani aumenta sempre pi, con grande soddisfazione anche nostra.
L'alimentazione suggerita dai testi vedici tradizionali, come la Bhagavad-gita, l'Ayurveda e i suoi corollari, non  molto differente dall'antica alimentazione mediterranea. Infatti, come ci insegnano tutte le grandi culture del passato, l'alimentazione umana preferisce cereali, legumi, frutta, verdura ed erbe commestibili, latte e latticini, miele e noci. In mancanza di questi beni preziosi, l'uomo si  via via adattato a mangiare qualsiasi altra cosa (compresa la carne, le uova, i pesci e persino vermi e insetti) ma questo non significa che la "macchina" del corpo possa funzionare bene con qualsiasi "carburante".
E' dunque necessario tornare alle tradizioni pi sane, come ormai raccomandano vivamente i pi esperti dietologi. Vi consigliamo perci alcune ricette interessanti che vi faranno riscoprire le radici vegetariane della vostra stessa tradizione.







LA PASTA FATTA IN CASA

Non  molto difficile preparare la pasta in casa senza usare le uova: basta usare la farina di grano duro, quella pi tradizionale, invece della farina di grano tenero che si trova di solito sul mercato, che  invece pi adatta per fare i dolci e il pane. 
Disponete 500 gr. di farina di grano duro sulla spianatoia di legno, formando la classica "fontana", lasciando cio un buco nel mezzo. Salate e versate pian piano dell'acqua tiepida, impastando prima con una forchetta e poi con le mani, fino ad ottenere una pasta soda ed elastica. Ci vorr qualche minuto. A questo punto cominciate a tirare la sfoglia con il mattarello, o se avete la apposita macchinetta per la pasta, fate passare la sfoglia tra i rulli per diverse volte, ripiegandola e tirandola di nuovo. Dopo cinque o dieci minuti dovreste avere raggiunto la giusta consistenza. Tagliate la pasta nella forma che desiderate, e lasciatela asciugare sopra una tovaglia bianca ben pulita e infarinata. In questo modo potete preparare tagliatelle, lasagne, perfettamente genuine e sicuramente senza uova. 
Esistono anche delle apposite macchinette per modellare la pasta in forma di spaghetti, maccheroni, eccetera. Potete utilizzarle se siete esperti oppure volete ottenere paste colorate o particolarmente aromatiche (si preparano facilmente sostituendo l'acqua tiepida per l'impasto con succo di pomodoro, succo di carota, succo di sedano e cos via). La pasta cos 
ottenuta potr essere usata per confezionare lasagne al forno (con sugo di verdure, besciamella e formaggio), pastasciutte da condire come preferite (sempre alla vegetariana), e minestre.
Il sugo si pu preparare con diverse verdure, a seconda della stagione. Vi diamo alcuni suggerimenti, che possono essere utilizzati anche per condire o accompagnare il riso, nella tradizione pi vicina alla cucina indiana.







SUGO CON PISELLI E MELANZANE

Sgusciate 300 gr. di piselli freschi, e fateli scottare in acqua bollente salata per dieci minuti. Nel frattempo pulite una melanzana, tagliatela a cubetti e friggetela velocemente nel burro chiarificato ben caldo. Se la melanzana non  fuori stagione e ha la buccia tenera, non c' bisogno di sbucciarla. Se la friggete, non c' nemmeno bisogno di salarla e lasciarle perdere l'acqua prima di cucinarla. 
Scolate i piselli, conservando l'acqua di cottura per allungare il sugo oppure per preparare una minestra. Con un bicchiere di questa acqua di cottura dei piselli potete frullare tre o quattro pomodori freschi e puliti per ottenere la passata di pomodoro. Aggiungete al pomodoro i piselli scolati e le melanzane fritte, lasciate scaldare bene a fiamma bassa aggiungendo un pizzico di sale e gli aromi che preferite: rosmarino, basilico, alloro, peperoncino, eccetera. Il sugo di pomodoro dovrebbe cuocere molto lentamente, e a lungo, per diventare un classico "sugo all'italiana".







BESCIAMELLA

Anche la besciamella (o salsa bianca)  una ricetta tradizionalmente usata nella cucina mediterranea, perch arricchisce tutti i piatti al forno, e permette di ottenere una crosticina dorata senza l'impiego di formaggio.
Sciogliete 100 gr. di burro in una pentola non troppo bassa, a fiamma media, e, quando si  sciolto, prima che cominci a soffriggere, aggiungete 100 gr. di farina bianca o semi integrale, mescolando bene con un cucchiaio di legno. Lasciate rosolare a fiamma bassa, sempre mescolando, finch cominciate a sentire un profumo come di biscotti. 
A questo punto spegnete il fuoco, e aggiungete pian piano, sempre mescolando, il latte, fino ad ottenere la consistenza desiderata. Nel caso improbabile che si formassero dei grumi, potete frullarli con un frullatore a immersione: infatti questi non sono i soliti grumi di farina cruda, difficilissimi da stemperare, ma semplici agglomerati di farina e burro gi cotti, e quindi molto pi teneri. Alla fine aggiungete il sale e la noce moscata. 







SUGO BIANCO CON
ASPARAGI E PISELLI

Si pu ottenere anche un ottimo sugo bianco usando un cucchiaio di panna da cucina. Gli asparagi vanno puliti con grande attenzione e delicatezza. Preparate tre scodelle: in una metterete le punte, nella seconda la parte mediana tenera, e nella terza i gambi degli asparagi, dopo averli sbucciati accuratamente. Nella terza scodella aggiungete anche 300 gr. di piselli freschi sgusciati. Ora fate sciogliere in un tegame una noce di burro, aggiungete subito il contenuto della terza scodella (i piselli e i gambi di asparagi), una presa di sale e mezzo bicchiere d'acqua. E' meglio coprire il tegame con un coperchio, magari di pyrex trasparente, per controllare meglio le verdure.
Dopo cinque o dieci minuti di cottura, aggiungete il contenuto della seconda scodella (la parte verde e tenera dei gambi), e continuate a cuocere. Quando tutto sar ben tenero, aggiungete le punte di asparagi, un pizzico di noce moscata, un cucchiaio o due di panna da cucina, e un cucchiaio di prezzemolo tritato. Lasciate appassire e spegnete il fuoco. La panna non va cotta a lungo, altrimenti si scioglie e diventa burro. Anche questo sugo  caratteristico della tradizione italiana.







VERDURE BRASATE

Lavate e pulite accuratamente 500 gr. di verdure di stagione (carote, sedano, patate, fagiolini, carciofi, peperoni gialli o rossi, eccetera), tagliatele a pezzetti e versatele in un tegame con una noce di burro e un cucchiaio di olio extra vergine di oliva, in cui precedentemente avrete fatto rosolare un cucchiaio di farina. Aggiungete il sale necessario, e cominciate a scaldare le verdure. Dopo qualche minuto, versate sulle verdure un bicchiere di succo d'uva non troppo dolce. Ne potrete trovare facilmente in commercio, perch ormai si diffonde sempre pi l'uso di bere succo d'uva o succo di frutta limpido (di mele, di ciliege, ecc.) al posto del vino.
In questa ricetta, alle verdure potete aggiungere gli aromi che desiderate: rosmarino, salvia, ginepro, alloro, mirto, basilico, prezzemolo, maggiorana, dragoncello, e chi pi ne ha pi ne metta. Coprite la pentola e lasciate cuocere a fiamma bassa finch le verdure non saranno ben tenere, poi servite calde (dopo l'offerta a Krsna, naturalmente!)















Hare Krsna
Hare Krsna
Krsna Krsna
Hare Hare
Hare Rama
Hare Rama
Rama Rama
Hare Hare

CANTARE I SANTI NOMI TI LIBERA!















IL GIOIELLO LETTERARIO DELL'INDIA MEDIOEVALE

Sri Caitanya caritamrita

L'opera, in otto volumi, presenta la vita e gli insegnamenti di Sri Caitanya Mahaprabhu.
Questa grande personalit spirituale dell'India del XVI secolo ha generato un profondo cambiamento nella societ indiana soffocata nel sistema delle caste.
Facendo rivivere l'aspetto monoteista della tradizione religiosa indiana, Sri Caitanya, con la diffusione della coscienza di Krishna e del canto collettivo del mantra

hare krishna hare krishna 
krishna krishna hare hare 
hare rama hare rama 
rama rama hare hare,

ha riportato l'attenzione di studiosi e religiosi sull'aspetto personale della Verit Assoluta, Sri Krishna.
Completata nella stesura originale bengalese l'anno 1616 da Krishnadasa Kaviraja Gosvami,
l'intera Sri Caitanyacaritamrita giunge soltanto ora ai lettori occidentali.

Un importante contributo allo studio dell'eredit religiosa, filosofica e culturale dell'India.














fine del numero di giugno 1991.

