Ritorno a Krishna

La rivista del movimento Hare Krishna

volume 3 n. 3

Marzo 1991

Dio  luce. L'illusione  tenebre. Dove c' Dio non c' illusione.










Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

Fondatore Acarya dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna arriv dall'India in Occidente dall'India nel 1965, all'et di sessantanove anni, per soddisfare la richiesta del suo maestro spirituale: insegnare la Coscienza di Krsna in Occidente.
In dodici anni ha pubblicato pi di settanta volumi di traduzione e commenti degli antichi testi classici vedici.
I suoi libri, ora disponibili anche nella versione italiana e in altre cinquanta lingue, sono stati adottati come testi di studio nelle maggiori universit del mondo.
Viaggiando in Europa, America, Australia, Asia e Africa, Srila Prabhupada ha strutturato questo movimento in una confederazione mondiale di asrama, scuole, templi, centri culturali e comunit agricole.
Ha lasciato questo mondo nel 1977 a Vrndavana, in India, il luogo pi caro a Sri Krsna.
I suoi discepoli portano avanti il movimento a cui egli ha dato vita.


RITORNO A KRISHNA

la rivista mensile dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna.
Quando Srila Prabhupada fond questa Associazione a New York nel 1966, spieg gli obiettivi che si prefiggeva.

1. 	Diffondere sistematicamente la conoscenza spirituale in tutta la societ ed educare ogni individuo alla pratica della vita spirituale per bilanciare lo scompenso di valori nel mondo attuale e raggiungere una pace e un'unit reali.
2. 	Diffondere la Coscienza di Krsna cos come ci viene rivelata dalla Bhagavadgita e dallo Srimad-Bhagavatam.
3. 	Portare i membri dell'associazione a vivere insieme e avvicinarli a Krsna, l'Essere Supremo, promuovendo cos l'idea, tra i membri e il resto dell'umanit, che ogni anima  una particella infinitesimale qualitativamente uguale a Dio, Krsna.
4. 	Insegnare e promuovere il movimento del Sankirtana, il canto congregazionale dei Santi Nomi di Dio, come ci ha rivelato nei Suoi insegnamenti Sri Caitanya Mahaprabhu.
5. 	Erigere per i membri e per il resto della societ un luogo dedicato ai divertimenti e alla personalit di Krsna.
6. 	Unire i membri per insegnare uno scopo di vita pi semplice e naturale.
7. 	Pubblicare e distribuire periodici, libri e altri scritti per raggiungere gli obiettivi sopraelencati.










La Rivista del Movimento Hare Krishna

RITORNO
A KRISHNA

FONDATA NEL 1944

FONDATORE (sotto la direzione di
Sua Divina Grazia Sri Srimad
Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada)
Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE:
Alida D'AmbrosioAli Krsna devi dasi

REDATTORE CAPO:
Parabhakti devi dasi

TRADUZIONI: bhakta Maurizio, bhaktin Rossana 

COMPOSIZIONI: Ananga Manjari dasi 

AMMINISTRAZIONE: Nimai Pandita dasa 

SERVIZIO ABBONAMENTI: Dananistha devi dasi

PRONUNCIA. La translitterazione dei termini sanscriti contenuti in questa rivista  stata eseguita secondo un metodo adottato internazionalmente. La a si pronuncia a chiusa. La a si pronuncia a, aperta e lunga. La i si pronuncia i lunga. La u si pronuncia u lunga. La j si pronuncia g dolce. La r si pronuncia ri. La s si pronuncia sc (come in scena), altrettanto s ma pi sibilante. La h  sempre aspirata. Krsna si pronuncia Krishna (il suono sc  dolce); Caitanya si pronuncia Ciaitanya. 

NOMI SPIRITUALI. I membri dell'I.S.K.CON., l'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna, ricevono uno dei nomi di Krsna o di un Suo grande devoto seguito dal suffisso dasa (dasi per le donne) che significa "servitore". Per esempio il nome Krsna dasa significa "servitore di Krsna".

ABBONAMENTI. RITORNO A KRISHNA esce tutti i mesi escluso agosto. Per informazioni sugli abbonamenti scrivere a: 
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RITORNO A KRISHNA  Pubblicazione mensile registrata presso il tribunale di Milano n 199 del 13/03/89 

VOL. 3 N. 3 Marzo 1991

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Via Bonazza 12  50028 Tavarnelle Val di Pesa - FI

STAMPA: Centro Arti Grafiche  Fino Mornasco











I CENTRI HARE KRSNA IN EUROPA

GRAN BRETAGNA E IRLANDA: Belfast  Irlanda del Nord  140 Upper Dunmurray Lane, Belfast, Tel. 621757/ Dublin  Irlanda  1, Crow St., Dublin 2, Tel. (01) 773997/ Leicester  Inghilterra  30, Rendell Road, Leicester. Tel. (0533) 681256/ Manchester  Inghilterra  20, Maifield Rd. Whalley Range, Manchester M16 8FT, Tel. (061) 2264416/ London (city) Inghilterra  10 Soho St., London W1, Tel. (01) 4373662 / London (country)  Inghilterra  Bhaktivedanta Manor, Letchmore Heath Watford, Hertfordshire W2 8EP, Tel. (09276) 7244 / Scozia  Karuna Bhavan  Bank House Rd.. Lesmahagiow, Lanarkshire, Tel. (0555) 894790  COMUNITA' AGRICOLE  Lake Island of Inish Rath  Lisnaskea, County Fermanagh Northern Ireland, Tel. (3657) 21512 - RISTORANTI  Dublin  Irlanda  Golden Avatar, Tel. (01) 795933/ London  Inghilterra  Govinda's  9/10 Soho St., Tel. (01) 4733662 - ITALIA: Bergamo  Villaggio Hare Krishna  24040 - Chignolo d'Isola (BG), Tel. (035) 490706/ Bologna Via Ramo Barchetta 2  Castagnolo Minore, Bentivoglio, Tel. (051) 863924 / Cagliari Flumini di Quartu, Loc. Niu Crobu  Tel. (070) 805534/ Catania  Via Roma 249, Mascalucia (CT), Tel. (095) 823474/ Napoli  Via Vesuvio 33/35, Ercolano (NA). Tel. (081) 7390398 / Padova  Via delle Granze 107, Loc. Camin (PD), Tel. (049) 760007/ Roma  Via Tor Tre Teste 142  Tel. (06) 262913/ COMUNITA' AGRICOLE: Firenze  Villa Vrindavana  Via Comunale degli Scopeti 103, San Casciano Val di Pesa (FI), Tel. (055) 820054/ Contone (Svizzera Italiana)  Fattoria Nandagrama  Canton Ticino, Tel. (004192) 622747/ RISTORANTI: Catania  Govinda  Via San Nicol al Borgo 28, Tel. (095) 552252/ Milano  Govinda  Via Valpetrosa 3/5, Tel. (02) 863924/ Roma  Govinda  Via San Simone 73A (Via dei Coronari), Tel. (06) 6541973/ ALTRI PAESI EUROPEI: Amsterdam  Olanda  Krishna Dam, 225 Ruysdaelkade, 1072 AW, Tel. (020) 751404/ Atene  Grecia  Poseidonos 27 Iliupoli, 16345, Tel. (1) 9937068 / Barcellona  Spagna  C: de l'Oblit 67, 08026, Tel. (93) 3479933 / Bergen  Norvegia  Storhaugen 6, Tel. (05) 290545 / Bruxelles  Belgio  49 Rue March aux Poullet, Tel. (02) 5138605/06 / Copenhagen  Danimarca  Kongens Tvaeurej 11, Tel. (01) 868581 / Dudingen  Svizzera  Im Stillen Tahl, CH 3186 (FR), Tel. (0) 432698 / Gothenburg  Svezia Hare Krishna Center, Grimmeredsvagen 103, 42169 Vastra Frolunda. Tel. (031) 290966/ Grodinge  Svezia  Korsnas Gard 140, Tel. (0753) 29151 / Helsinky  Finlandia  Govinda's, JAAKArinkatu 10D, Tel. (065) 0039/ Heidelberg  Germania  Kurfursten Anlage 5, Tel. (06221) 15101/ Septon  Belgio  Chateau de Petit Somme, Tel. (086) 322480/ Stoccolma  Svezia  Fridhemsgatan 22, Tel. (08) 549002/ Valencia  Spagna  c: de Almirante Cadarso 12, Vedat de Tonrente, Tel. (961) 55962/ Vienna  Austria  Center for Vedic Studies, Liechtensteinstrasse 23/II, Tel. (0222) 3101033 / Zurigo  Svizzera  Bergstrasse 54, Tel. (01) 693279/ COMUNITA' AGRICOLE: Bavarian Forest (Bayrisher Wald) Germania  (NavaJiyadaNrsimhaKsetra), Contattare ISKCON Heidelberg / Brihuega  Spagna  New Vraja Mandala, (Santa Clara) Brihuega, Guadalajara, Tel. (11) 280018 / Jarna  Svezia  Almviks Gard, Tel. (46) 75552068 / Valencay  Francia  (New Mayapura), Lucay le Male, 36600, Tel. (54) 402688 










VOL. 3, N 3

COMPRENDERE L'ORIGINE DI OGNI COSA
Uno dei primi discorsi di Srila Prabhupada
fondatore dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

L'OSSERVATORE VEDICO
Commenti a fatti e avvenimenti del nostro tempo

I dialoghi di Srila Prabhupada
PRIMA MERITA, POI DESIDERA

SCHOPENHAUER
Il cos detto pessimismo e il velo di maya

Libri
SRIMADBHAGAVATAM
Continua la pubblicazione del pi grande classico della spiritualit
tradotto da Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

Luoghi Santi
IL MIRACOLO DI MAYAPUR

LA QUINTESSENZA DEL LATTE
Ghee: il condimento ideale per cucinare per Krsna

LA FESTA DELLA DOMENICA

CANTATE HARE KRSNA E SIATE FELICI



IN COPERTINA: Sri Krsna e le Sue pi intime associate, le gopi, nei boschetti di Vrndavana















COMPRENDERE
L'ORIGINE DI
OGNI COSA

Una delle prime conferenze di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Swami Prabhupada in America, tenuta a New York il 29 dicembre del 1966 

L'Origine  consapevole sia della Propria energia spirituale superiore che di quella materiale inferiore. Il Signore Krsna risiede eternamente, nella forma originale a due braccia, a Goloka Vrndavana, il pi elevato tra i pianeti del mondo spirituale. Nella Sua espansione a quattro braccia, Maha-Visnu, Egli controlla il mondo materiale simile a una nuvola e gli universi emanano come sfere dai pori del Suo corpo.


Generalmente, una persona con la mente filosofica  curiosa di conoscere l'origine di tutte le creazioni. Di notte guarda verso il cielo e naturalmente si domanda cosa sono le stelle, qual  la loro collocazione, da chi sono abitate e cos via. Tutte queste domande sono piuttosto naturali per un essere umano, poich la sua coscienza  pi sviluppata di quella degli animali. E, per dare una risposta a chi pone una domanda cos sincera, lo SrimadBhagavatam dice che il Signore  l'origine di tutta la creazione. Egli non  solo il creatore, ma  anche Colui che mantiene la creazione cosmica e ne  anche il distruttore. Egli  la volont suprema dietro tutte queste attivit. 
Ci sono atei di varie specie che non credono nel concetto di creatore, ma questo  dovuto solamente alla loro scarsa conoscenza. Ogni cosa trae la sua origine dal Signore Supremo. Ogni cosa. Qualunque cosa vediate, trae origine dal Signore Supremo. E questo  confermato dalle Scritture Vediche: yato va imani bhutani jayante. Imani bhutani, c' un'origine per tutte le cose create. 
Quell'origine  Brahman (il Supremo). Il secondo codice del Vedantasutra lo conferma: janmady asya yatah  Il Supremo  ci da cui tutto emana. Nel primo codice  detto: athato brahma-jijnasa  Bisognerebbe quindi indagare sul Brahman, il Supremo. Cos' il Brahman? E' spiegato nel secondo codice: janmady asya yatah  Brahman  ci dal quale (o dalla qual cosa, come preferite) tutto emana. 
E quell'Origine suprema  o summum bonum  di ogni cosa  meglio descritta nello SrimadBhagavatam: janmady asya yato 'nvayad itaratas carthesv abhijnahsvarat. Quali sono le caratteristiche di quest'origine suprema? Lo SrimadBhagavatam dice abhijnah: Egli  cosciente. La prima caratteristica  che Egli  cosciente. L'Origine suprema non pu non essere cosciente. Perch? Perch noi siamo esseri coscienti.
Anche noi, gli esseri viventi, siamo emanazioni del Signore Supremo. Alcuni esseri viventi si muovono, altri non si muovono. Gli alberi, le colline, le montagne, anch'essi hanno vita ma non si muovono. Gli esseri umani, i gatti, i cani, le formiche e innumerevoli altre specie di vita si muovono. Ma mobili o immobili, tutti sono coscienti. Quindi, a meno che il Signore Supremo, l'origine suprema di tutta la creazione, sia cosciente, da dove viene questa coscienza? Come  possibile continuare a credere nella filosofia che l'origine suprema sia il vuoto? Da dove proviene questa coscienza? 
Alcuni dicono che la coscienza  generata dalla combinazione di materia. Ma fino ad oggi nessuno scienziato  riuscito a dimostrare che combinando elementi chimici o elementi fisici,  possibile produrre la coscienza. Al contrario, il Bhagavatam descrive molto bene che l'origine suprema di ogni cosa  cosciente. Egli  cosciente. E nella Bhagavadgita Krsna dice: vedaham samatitani vartamanani carjuna "Io so tutto su atitani (il passato), e conosco il presente e il futuro". E sulla base di questa comprensione, Krsna, nel secondo capitolo, dice: "Tu, io e tutte queste persone che si sono qui radunate, eravamo esseri individuali nel passato, siamo esseri individuali ora, e continueremo ad essere esseri individuali nel futuro".
Il Signore  cosciente in due modi: anvayad itaratas ca  direttamente e indirettamente. Dio  la coscienza suprema onnipotente. Egli  perci cosciente direttamente e indirettamente. L'ingegnere capo di un complicato progetto edile non prende parte personalmente a tutte le fasi della costruzione ma ne conosce ogni minimo particolare perch ogni cosa  eseguita sotto la sua direzione. Allo stesso modo, Dio, che  l'ingegnere supremo della creazione cosmica, conosce ogni minimo particolare della creazione. Egli  cosciente di tutti i minimi particolari.
Da dove ha dunque preso questa coscienza? La nostra coscienza proviene dal Signore Supremo, l'origine suprema. Ma da dove Dio, il Supremo, ha preso la Propria coscienza? Il Bhagavatam dice che Egli  svarat. Svarat significa "Egli  indipendente". La Sua coscienza non dipende dalla coscienza di altri. In altre parole, Dio possiede l'intera conoscenza. 
Per acquisire conoscenza noi andiamo a scuola, all'Universit. Ma se chiediamo da dove Dio prende la Sua conoscenza, il Bhagavatam risponde svarat: "Egli  autosufficiente, pieno di conoscenza". Queste sono le differenze tra Dio e i comuni esseri viventi. 
Qualcuno potrebbe obbiettare: "Cosa dire di Brahma, il primo essere della creazione? Egli ci ha dato la conoscenza vedica ed  il primo essere vivente creato, quindi anch'egli dovrebbe essere svarat, anche lui dovrebbe essere indipendente. Perch solo Dio  indipendente? Anche il primo essere creato dovrebbe essere indipendente, altrimenti come potrebbe trasmetterci la conoscenza dei Veda?" 
La risposta  No. Tene brahma hrda: 
anche Brahma  dipendente perch ha ricevuto la conoscenza dal Signore Supremo. Com' successo? Egli  il primo essere creato, come ha acquisito la conoscenza da Dio? Tene brahma hrda: la conoscenza vedica fu rivelata nel cuore di Brahma. Com' possibile? Perch Dio  situato nel cuore di tutti (isvarah sarvabhutanam hrddese 'rjuna tisthati). 
Queste cose sono descritte molto bene all'inizio del Bhagavatam: tene brahma hrda ya adikavaye. Adikavaye indica Brahma. Kavi significa "il sapiente". Nella Bhagavadgita Krsna dice che Egli  kavim puranam. Egli  il pi antico sapiente, il pi antico (puranam significa "il pi antico"). Perch quindi Dio non  riconosciuto? Muhyanti yat surayah: anche i pi grandi pensatori, filosofi, saggi e santi nel cercare di comprendere Dio sono turbati dall'energia materiale illusoria del Signore. Non riescono a comprenderLo (panthas tu koti-satavatsarasampragamyah). 
Lo SrimadBhagavatam prosegue dicendo: tejovarimrdam yatha vinimayo yatra trisargo 'mrsa. La parola yatra sta a significare che in Dio riposa l'intera manifestazione materiale. E cos' questa manifestazione materiale? Tejovari-mrdam yatha vinimayah. Non  che una combinazione di fuoco, acqua e terra. Naturalmente ci sono anche altre cose. Ci sono cinque elementi grossolani: fuoco, acqua, terra, etere e aria. Questi sono gli elementi materiali grossolani. E gli elementi sottili sono la mente, l'intelligenza e il falso ego. Krsna parla di questo nella Bhagavadgita. Questa manifestazione materiale non  altro quindi che una manipolazione, o miscuglio, di queste cose. E' proprio come preparare una variet di cibo: kachauri, samosa, puri, rasagulla e innumerevoli altre preparazioni. Ma cosa sono questi cibi? Insiemi di cereali, verdure, latte e zucchero, tutto qui. Nello stesso modo, tutte queste varie manifestazioni nel mondo materiale sono tejovarimrdam yatha vinimayah, una semplice combinazione di fuoco, acqua, terra e via dicendo.
Un'altra cosa: yatra trisargo 'mrsa. Amrsa: questo mondo materiale  falso ma sembra reale. Gli sciocchi esseri viventi sotto l'incantesimo dell'energia illusoria hanno accettato questa falsa combinazione di elementi materiali come realt. Questo viene chiamato materialismo. Chi ha accettato questa falsa rappresentazione come realt viene chiamato materialista. E chi conosce la vera posizione di questo mondo materiale  uno spiritualista. Questa  la differenza tra materialismo e spiritualismo.
Dunque questa rappresentazione materiale, questa falsa rappresentazione,  temporanea. Naturalmente i filosofi vaisnava, i devoti del Signore Supremo, di solito non dicono che  falso. Perch mai definirlo falso? Dio  reale e la Sua energia  reale. E' proprio come quando arde il fuoco: il calore c'. A volte lo si pu sentire a volte no. Ma non si pu dire che il calore sia falso. Per esempio, il calore del sole non si sente ora perch  la stagione fredda. Il sole c' egualmente, ma il suo calore si sente in maniera pi forte in giugno e luglio mentre durante altre stagioni il suo calore non si sente. Ma il calore non  falso. Allo stesso modo non si pu dire che questa energia materiale sia falsa. E' temporanea, ecco tutto. 
I materialisti ignoranti sono affascinati dalla temporanea manifestazione esterna (durasaya ye bhairartha maninah). Qual  il punto di vista materialista? Durasayah: essi sperano di avere pace e prosperit in questo insensato mondo materiale. Ci viene chiamato durasaya: una speranza che non sar mai appagata. Gli sciocchi ripongono le proprie speranze in qualcosa che non potr mai soddisfarli. Perch ci provano cos tenacemente? Na te viduh: Perch sono pazzi. Non comprendono. Non comprendono cosa? Na te viduh svarthagatim: non comprendono i propri interessi. E cosa sarebbero questi interessi? Visnu, il Signore Supremo. Il loro interesse  ritornare a casa, ritornare a Dio. Questo  il vero interesse. E' questo l'obbiettivo a cui bisogna puntare. Questo  il vero "interesse": devo sapere chi sono e qual  lo scopo della mia vita. La gente cerca di sistemare le cose in questo mondo materiale. Eppure queste cose non saranno mai sistemate perch la caratteristica di questo mondo materiale  di cambiare (bhutva bhutva praliyate).
Quindi la conclusione  che il Signore Supremo (Dio o Krsna) ha molteplici energie. Tutte queste energie sono riassunte in tre parti: l'energia spirituale, l'energia materiale e l'energia marginale. Noi esseri viventi siamo l'energia marginale. A volte siamo attratti dall'energia materiale e a volte siamo sotto l'influenza dell'energia spirituale. Praticando la Coscienza di Krsna, cerchiamo di passare da questa temporanea energia materiale alla permanente energia spirituale. Perci nella Bhagavadgita Krsna dice: mahatmanas tu mam partha daivim prakrtim asritah: "Oh Arjuna, i mahatma, le grandi anime, prendono rifugio nella Mia energia spirituale" (Bg. 9.13). Daivim prakrtim significa l'energia superiore, l'energia divina. Questa energia materiale temporanea  anche, indirettamente, energia divina, ma l'energia spirituale superiore  direttamente divina. In realt, tutto ci che esiste  divino, poich ogni cosa proviene dal Signore (sarvam khalv idam brahma). Perci gli impersonalisti dicono che ogni cosa  Brahman. Ed  vero. Ogni cosa  Brahman ma non  tutto eguale. Prendete questo negozio, per esempio (questa conferenza si svolse nel primo tempio dell'ISKCON, ricavato da un negozietto della Second Avenue di New York n.d.r.). Nel suo insieme questo  un negozio, ma dobbiamo sfruttarlo in modo adeguato. Non  il caso di sedersi in bagno per tenere una conferenza (Srila Prabhupada indica il bagno). Dobbiamo sederci qui nella stanza principale. Se tu dicessi: "In bagno c' anche un posto per sedersi, perch non andarci e tenere la conferenza da l?" noi risponderemmo: "No,  questa la stanza da utilizzare". Quindi, bisogna sfruttare le cose nel modo migliore. Tutto  energia di Krsna. E' vero. Ma esistono due energie: quella superiore e quella inferiore, quella spirituale e quella materiale. Dobbiamo trarre vantaggio dall'energia migliore, l'energia superiore. Ma na te viduh: la gente non sa come trarre vantaggio da quest'energia superiore. 
Quindi l'essenza della definizione e delle funzioni del summum bonum supremo : janmady asya yatah: Egli  l'origine suprema di ogni cosa, di entrambe le energie, quella spirituale, superiore e quella materiale, inferiore. Ma l'energia superiore  laddove risiede sempre il Signore Supremo (goloka eva nivasaty akhilatmabhutah). Nella Bhagavadgita  inoltre indicato: paras tasmat tu bhavo 'nyo 'vyakto 'vyaktat sanatanah: "C' un'altra natura che  trascendentale a questa materia a volte manifestata e a volte no" (Bg 8.20). E la persona che vive in quel mondo, il Signore Supremo, pu essere compreso solo con devozione (bhaktya), non in altro modo. E' anche dichiarato nella Bhagavadgita. Purusah sa parah partha bhaktya: "Solo con la coscienza di Krsna noi possiamo capire il Signore" (Bg 8.22). Non c' altro modo. Non  possibile comprendere il Signore Supremo con altri sistemi. 
Il Signore Supremo  dhamna svena sada. Sada significa "sempre" o "eternamente" e dhamna svena significa "nella Sua dimora". Dhamna svena sada nirasta-kuhakam. Nirastakuhakam significa "dove non c' illusione". Qui ogni cosa  kuhaka, illusoria. Ogni cosa  composta da terra, acqua e cos via: tutte cose temporanee. Le cose di questo mondo sono come manichini. A volte nella vetrina di un grande magazzino si vede un manichino che indossa un abito e sembra una bella ragazza. Quella ragazza  kuhakam, un'illusione. Chi lo sa dir: "Oh, non  che una bambola". Questa  la differenza tra una persona situata nella conoscenza e una situata nell'ignoranza: le persone ignoranti accettano questa "bambola" materiale, questo mondo materiale, come realt. Questo  materialismo. E coloro che sono situati nella conoscenza pensano: "No,  una bambola, un'illusione: la realt  diversa". Comunque sada nirasthakuhakam, quella bambolaillusione non c' nella dimora del Signore. L, la Verit Suprema esiste (satyam param dhimahi). 
Quindi il nostro fine dovrebbe essere quello di offrire i nostri rispettosi omaggi al Signore Supremo e alla Sua dimora eterna. Gli impersonalisti danno per scontato che ogni cosa  Dio quindi pensano che sia possibile avvicinarsi alla Verit Suprema in qualsiasi modo. Questo non  accettato dallo SrimadBhagavatam. Qui  chiaramente indicato satyam param dhimahi: bisogna adorare la parte spirituale, eterna del Signore, non la manifestazione temporanea.
Anche nei nostri corpi c' una parte spirituale (l'anima) e una parte materiale (il corpo grossolano). Ma sfortunatamente gli uomini di questa civilt moderna dedicano pi attenzioni alla parte materiale del corpo. Non hanno alcuna informazione sulla parte spirituale del corpo. Ma in realt bisognerebbe occuparsi maggiormente della parte spirituale. La parte materiale  secondaria. Noi possiamo mantenere il nostro corpo per la realizzazione spirituale ma non dobbiamo sacrificare i nostri bisogni spirituali per soddisfare le esigenze corporali. Questo  il difetto della civilt moderna: non si ha alcuna informazione dalle autorit appropriate, quindi non ci si prende cura della parte spirituale del corpo. Ogniqualvolta incontriamo dei gentiluomini e cominciamo a parlare delle necessit spirituali della vita, questi pensano subito "Swamiji sta dicendo delle sciocchezze, andiamocene". Ma se parlassimo di politica e di cose mondane, sarebbero molto interessati. 
Yasyatmabhuddih kunape tridhatuke. Identificandosi con il corpo, abbiamo creato un sacco di cose e di necessit fisiche. Cos il Bhagavatam dice: tasya pramattah nidhanam pasyann api na pasyati. Pramattah: la gente  matta, pazza. Sebbene veda che ogni cosa ha una fine, che tutto termina, continua a non "vedere": na pasyati. Perch? E' pramattah, pazza.
Tasya pramattah nidhanam pasyann apy na pasyati. Vedo che mio padre  morto, il padre di mio padre  morto, suo padre  morto e io morir. Nello stesso modo mio figlio morir e morir mio nipote. E non torneremo pi indietro. Una volta svanito questo corpo, non c' possibilit di ritorno. Svanisce proprio come una bolla nell'oceano. Eppure la gente  interessata alle attivit corporali. Perci sono descritti come dei pramattah. Pra significa "proprio". Mattah significa "matto". La gente  proprio matta. E perci pasyann api na pasyati: sebbene veda, non vede. Abbiamo visto che ogni cosa finir. In passato abbiamo visto moltissimi imperi, tanti Napoleoni, tanti Alessandri Magni, tanti Gandhi: sono venuti e andati. Cosa ci si guadagna a essere un Alessandro Magno, un Gandhi, un Napoleone, un Hitler o un grande politico? Piuttosto, occupiamoci ora della realizzazione spirituale cos da poter dare una soluzione completa ai problemi della vita.

















Venite alla Festa della Domenica

BERGAMO, Villaggio Hare Krishna (da Medolago strada per Terno) CHIGNOLO D'ISOLA, Tel. 035/490706

BOLOGNA
Via Ramo Barchetta 2, Castagnolo Minore, BENTIVOGLIO
Tel. 051/863924

BRESCIA - Hare Krishna Club - via G. Rosa 17 - Tel. 030/7400995

CATANIA
Centro Culturale Govinda - Via San Nicol al Borgo, 28 
Tel. 095/552252 

FIRENZE
Villa Vrindavana
Via degli Scopeti, 108
San Casciano in Val di Pesa
Tel. 055/820054

MACERATA
Centro Nityananda
Contrada San Paterniano, 4
POTENZA PICENA
Tel. 0733/672314

NAPOLI
Via Vesuvio, 33/35  ERCOLANO
Tel. 081/7390398

PADOVA
Via Granze, 107  Camin
Tel. 049/760007

ROMA 00169
Via Tor tre teste, 142
Tel. 06/262913

SVIZZERA 
Bellinzona - Fattoria Nandagrama - 
Contone
Tel. 0041-92/622747















L'OSSERVATORE VEDICO

Commenti a fatti e avvenimenti del nostro tempo a cura di Goura Krsna dasa  Giorgio Cerquetti



COMPUTER E YANTRA

Alle soglie del duemila, in piena era di sviluppo tecnologico (e purtroppo anche di inquinamento), mi  capitato talvolta di sentirmi fare questa critica: "...aderire, come fate voi, all'antica filosofia indiana vuol dire andare contro il progresso e la modernit, la societ va avanti e voi andate indietro..." 
Prima di rispondere a questa osservazione vorrei citare una notizia che viene dall'Unione Sovietica: "L'elaboratore svela la geometria di un simbolo indiano, l'impresa si era dimostrata impossibile con i normali strumenti. Il computer avr inaspettati impieghi nell'analisi delle filosofie orientali e dei loro pi antichi simboli. 
Aleksej Kulaicev, ricercatore dell'Universit di Mosca ha trovato l'algoritmo (ossia un programma) per riprodurre col calcolatore l'antico simbolo dello Sri Yantra. La figura  circolare e all'interno nove triangoli si intersecano formando una specie di stella con quattordici punte. Facile a dirsi, meno a realizzarsi, perch la costruzione si rivela assai complicata. Sarebbe la prova, secondo il matematico sovietico, dell'alto livello di cultura matematica raggiunto nell'antica India.
Lo Sri Yantra  una figura rituale della spiritualit vedica, ma in realt gli yantra sono qualcosa di pi di semplici schemi geometrici  dice Kulaicev - essi infatti raffigurano simbologicamente una concezione filosofica antica che ha persino sorprendenti analogie con la scienza moderna, per esempio per quanto riguarda l'origine del cosmo". L'interesse dello scienziato per lo Sri Yantra fu destato da un amico, un fisico di Minsk, che una quindicina d'anni fa trov la figura su una vecchia monografia. 
"Mi colp la rigorosa bellezza geometrica  confida Kulaicev  e cominciai a ridisegnarlo. Ma non era un lavoro semplice. Matita, riga e compasso non bastavano e ci non fece altro che aumentare la mia curiosit. Non si pu costruire lo Sri Yantra senza una profonda conoscenza della moderna algebra superiore, dell'analisi matematica e della geometria. Anzi, questa struttura  cos complicata da richiedere calcoli laboriosi legati alla teoria delle equazioni, un argomento per il momento fuori delle stesse possibilit del computer". La macchina ha infatti dovuto svolgere pi di cento milioni di operazioni per disegnare lo Sri Yantra. Eppure, come sottolinea Kulaicev gli elementi geometrici che entrano in gioco sono semplicissimi. Ma come pot comparire nell'antichit una cosa del genere? La domanda per ora non ha risposta. Come ha affermato l'orientalista sovietico Dega Deopik, tali disegni non sono mai stati analizzati con l'aiuto di metodi matematici e il lavoro di Kulaicev costituisce la prova di come essi possano essere impegnati con profitto. Dello stesso parere anche un altro storico sovietico, l'accademico Ivan Kovalcenko, per il quale si  aperto un nuovo capitolo che vede l'uso del computer nell'analisi dell'antica arte dell'India. 
Possiamo con tutta certezza affermare che la scienza e la cultura dei Veda sono tutte da scoprire. 
Gli antichi indiani possedevano prima degli altri popoli le fondamenta di parecchie branche della matematica, cio dell'aritmetica, dell'algebra e della trigonometria. 
Le nostre costruzioni attuali in questi rami della conoscenza scientifica sono basate su concetti teorici e pratici formulati in India qualche migliaio di anni fa. 
La scienza dei Veda pass in Arabia e da qui venne comunicata, attraverso la mediazione degli italiani e degli spagnoli, all'Europa che stava ridestandosi nel rinascimento. Per molto tempo gli studiosi europei hanno attribuito agli arabi l'origine di queste scienze. Soltanto nel secolo decimottavo gli europei ebbero accesso ad alcune opere indiane, come la Lilavate e il Bijaganita di Bhaskara, e cos scoprirono che tali scienze avevano un'origine indiana. Il merito degli arabi  solo quello di aver appreso queste conoscenze e di averle trasmesse ai popoli dell'Occidente. Il principale contributo degli indiani all'aritmetica  senza dubbio il numero zero. Essi usarono il simbolo zero nel sistema di notazione posizionale di scrittura dei numeri ed elaborarono la corrispondente aritmetica, lo consideravano come un numero col quale e sul quale si possono compiere operazioni aritmetiche. 
Il termine sunya (zero)  molto antico e si trova anche nella letteratura vedica col significato di vuoto (abhava), insignificante (tuccha), incompleto (asampurna), e meno (una). La definizione dello zero  la seguente: "La somma di due quantit eguali ed opposte  zero, che non  n positivo n negativo, perci esso viene presentato senza alcuna indicazione di segno".
Il numero zero, di per s umile e senza pretese, ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo della scienza esatta cos come noi la conosciamo oggi. 
Un grazie sincero ai grandi saggi dell'antica India che avevano intuito e spiegato in modo chiaro e scientifico le verit fondamentali dell'universo, un altro grazie a Srila Prabhupada che all'et di settant'anni lasci l'India per divulgare nel mondo la scienza e la cultura vedica. 
Un ultimo grazie a tutti voi che state cercando di capire come sia importante guardare ad un certo passato per vivere meglio il futuro. 
Se lo ritenete necessario usate pure il computer, vi aiuter nei calcoli e nelle verifiche. 















I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA

Prima Merita, Poi Desidera

La conversazione che segue si  tenuta tra Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e alcuni suoi discepoli nel luglio 1975 a Denver. Ha inizio in automobile e prosegue all'esterno.



Srila Prabhupada: Ieri avevi avanzato l'idea che il corpo non  nient'altro che una macchina. Anche noi l'accettiamo. Nella Bhagavadgita  detto yantrarudhani  il corpo  una macchina. La parola yantra significa macchina. 
Ma hai anche fatto presente che il corpo cresce. Pu una macchina come l'automobile crescere? 
Devoto: Un'automobile che cresce? (ride) No, Srila Prabhupada. 
Srila Prabhupada: Ma allora  una contraddizione. Il corpo  senz'altro una macchina, questa  una cosa accettata. Anche Krsna lo dice, quindi  vero, senz'ombra di dubbio. Il corpo  proprio una macchina complicata. Ma intanto il corpo cresce. Come pu quindi essere una macchina? 
Devoto: Nella Bhagavadgita il corpo  paragonato ad una macchina? 
Srila Prabhupada: No, Krsna dice nella Bhagavadgita che il corpo  una macchina. Non dice che  paragonato a una macchina. E' davvero una macchina. 
Devoto: Ma allora non pu crescere perch una macchina non cresce. 
Srila Prabhupada: Eppure cresce. Qual  quindi la soluzione?
Devoto: La risposta, credo, sia che il corpo cambia ad ogni istante.
Sala Prabhupada: S, prendi per esempio l'auto su cui stiamo viaggiando. E' semplicemente una macchina. Se volessi un'automobile pi grande, potrei comprarne un'altra. Quest'auto non cresce di certo. Oppure, supponiamo che tu abbia un'automobile di grossa cilindrata e che questa sia troppo costosa da mantenere. Vorresti un'auto pi piccola. Non potrai rimpicciolire la tua berlina e farla diventare un'auto pi piccola. Dovrai acquistare un'altra auto. Nello stesso modo, un bambino non potr avere rapporti sessuali con un corpo da bambino. Per godere del sesso, avr bisogno di un altro corpo, di un corpo adulto. E' una cosa cos semplice ma i mascalzoni non possono capire come la natura ci rifornisca di macchine diverse, di corpi diversi, ad ogni istante. 
Devoto: Credo che tutto ci vada oltre l'attuale livello di conoscenza scientifica. Srila Prabhupada: S, perch tutto succede automaticamente per l'inconcepibile energia di Krsna: parasya saktir vividhaiva sruyate svabhaviki jnanabalakriya ca. Le potenze di Krsna operano in modo cos meraviglioso e cos rapidamente da non accorgersi di come le cose procedano.
Per spiegare meglio come il nostro corpo muti a ogni istante, l'esempio della pellicola cinematografica  molto appropriato. Ogni piccolo fotogramma  diverso, ma quando il film viene proiettato non ce ne rendiamo conto. Sembra un'immagine che scorre ma in realt, sotto sotto, ci sono moltissime differenti immagini. In un'immagine si vede che la mano  qua, nella successiva la mano  l e in quella dopo ancora  qua... Ma quando le immagini vengono mostrate rapidamente, sembra che la mano si muova. A ogni modo, non appena il proiettore si ferma, la mano  fissa in una posizione. 
Quindi, se un comune filmato pu creare questa illusione, quanto pi grande potr essere l'illusione creata dal sottile lavoro della natura e della macchina del corpo. La gente non sa che a ogni istante viene fornita di un corpo diverso. Come potrebbero dei mascalzoni saperlo? Non hanno cervello, questi ottusi mudha (pazzi) materialisti. Non possono capirlo. Ma  cos che funziona. Io voglio una certa cosa, un certo tipo di corpo, e la natura lo provvede. 
Devoto: Ma a volte si desidera un certo tipo di corpo o una certa abilit come saper suonare, eppure non saremo mai in grado di farlo. 
Srila Prabhupada: S. Per avere un certo corpo dobbiamo avere un certo karma. Ora, Krsna pu fare tutto ci che vuole, ma voi non siete indipendenti come Lui. Voi dipendete dalla natura e la vostra posizione  insignificante. Ma Krsna, non appena lo desidera, pu fare qualunque cosa. Lo dice anche la Bibbia: "Dio disse: 'La creazione sia!' E immediatamente vi fu la creazione. Ma voi non potete farlo. Voi potete desiderare qualcosa ma la natura vi dar ci che meritate. 
Devoto: Gli scienziati dicono che tutte le cellule del corpo vengono sostituite nel giro di sette anni. 
Srila Prabhupada: Non ogni sette anni. Dal punto di vista medico, le cellule del sangue cambiano ad ogni istante. 
Devoto: Sono completamente diversi?
Srila Prabhupada: Nel sangue vengono continuamente prodotte nuove cellule e le vecchie vengono distrutte. Quindi non si pu dire che la macchina "corpo" cresca. E' un'affermazione fallace. In realt cambiamo macchina ogni momento. (Scendono dall'auto) La natura materiale vi dar ci che meritate. Potete desiderare qualcosa mentre in realt meritate qualcos'altro. Quindi il desiderio non sar esaudito. Per esempio, i mascalzoni impersonalisti dicono: "Io voglio diventare Dio". Ma questo desiderio non sar mai esaudito. Quindi diciamo: "Prima merita, poi desidera". 
Devoto: Dipende tutto dalle nostre qualifiche, vero? 
Srila Prabhupada: S, la vostra posizione  infinitesimale. Quindi si pu desiderare fino a un certo punto. Non si pu dire "Diventer l'Assoluto Universale". Questo  il difetto dei filosofi mayavada (impersonalisti). Poich noi siamo spirito (aham brahmasmi) e anche il Supremo  spirito (parambrahman), dicono: "Sono qualitativamente tutt'uno con Dio, perci sono tutt'uno con Lui sotto ogni aspetto". Una goccia d'acqua dell'oceano  fatta degli stessi ingredienti del grande Oceano Pacifico,  qualitativamente tutt'uno con l'oceano. Ma se una goccia d'acqua dell'oceano dicesse: "Voglio diventare l'oceano" non sarebbe possibile. Cos quando comprenderemo di essere qualitativamente tutt'uno e quantitativamente minuscoli nei confronti del Supremo, sar la perfezione.















SCHOPENHAUER
E IL VELO DI MAYA

Riflessioni parallele alla luce della conoscenza vedica.

di KRSNA CAITANYA DASA

Cenni biografici: Nato a Danzica il 22 febbraio 1788, nel 1809, dopo lunghi viaggi, Schopenhauer si iscrisse alla Facolt di medicina di Gottingen e successivamente a quella di filosofia. Nel 1813 pubblic l'importante studio su "La quadruplice radice del principio di ragion sufficiente" (sua tesi di laurea). Avvicinandosi fin dal 1814 ai testi della civilt indiana, egli lavor intensamente al suo capolavoro, "Il mondo come volont e come rappresentazione". Elemento costante e caratterizzante di Schopenhauer  quell'atteggiamento per cui egli  stato definito un disertore dell'Occidente, e cio una forte predilezione per la religiosit e la mentalit indiana contrapposte all'umanesimo scientifizzante della cultura occidentale e europea. 
"Avendo riconosciuto nella volont l'essenza in s del mondo e in tutti i fenomeni del mondo null'altro che l'oggettivit di lei; avendo quest'oggettivit perseguito dall'inconsapevole impulso delle oscure forze naturali fino alle pi lucide azioni umane non vogliamo sfuggire alla conseguenza: che con la libera negazione, con la soppressione della volont, vengono anche soppressi tutti quei fenomeni e quel perenne premere e spingere senza meta e senza posa, per tutti i gradi dell'oggettivit nel quale e mediante il quale il mondo consiste; soppressa la variet delle forme succedentisi di grado in grado, soppresso, con la volont, tutto intero il suo fenomeno; poi finalmente anche le forme universali di quello, tempo e spazio; e da ultimo ancora la pi semplice forma fondamentale di esso: soggetto e oggetto. Non pi volont, non pi rappresentazione, non pi mondo. 
Davanti a noi resta invero che il nulla, ma quel che si ribella contro codesto dissolvimento nel nulla  la nostra natura   anch'essa nient'altro che la volont di vivere. Volont di vivere siamo noi stessi, volont di vivere il nostro mondo... Allora, in luogo dell'incessante, agitato impulso, in luogo del perenne passare dal desiderio al timore e dalla gioia al dolore; in luogo della speranza mai appagata e mai spenta, onde  formato il sogno di vita di ogni uomo ancora volente, ci appare quella pace che sta pi in alto di tutta la ragione, quell'assoluta quiete dell'animo pari alla calma del mare, quel profondo riposo, incrollabile fiducia e letizia... invece di ammantare il nulla come fanno gli Indiani, in miti e parole come sarebbero l'assorbimento in Brahma, o il Nirvana dei buddisti. Noi vogliamo piuttosto liberamente dichiarare: quello che rimane dopo la soppressione completa della volont  invero, per tutti coloro che della volont ancora sono pieni, il nulla. Ma viceversa per gli altri, in cui la volont si  distolta da se stessa e rinnegata, questo nostro universo tanto reale, con tutti i suoi soli, le sue vie lattee  esso, il nulla. " (Dalle ultime pagine de "Il mondo come volont e rappresentazione").
Gi nell'esperienza della diffusione del pensiero illuministico in Italia fra la seconda met del Settecento, Pietro Verri aveva pubblicato un opuscolo intitolato: "Discorso sull'indole del piacere e del dolore" che precorreva una tesi fondamentale di Schopenhauer, ossia che il piacere sia assenza di dolore piuttosto che una sensazione positiva. Piacere quindi come momentanea cessazione del dolore. E' forse questo che ha contribuito in modo determinante a definire come pessimistica la filosofia di Schopenhauer. La valenza di questo preteso pessimismo ben sembrerebbe potersi definire con tutto quanto il nostro mira poi a tradurre nella filosofia del nulla, e l gli agganci con l'induismo, con il buddismo, con le filosofie apparentemente negative  e mai come in questo caso apparentemente  un avverbio appropriato visto che di apparenza si sta parlando.
La radice etimologica sanscrita del suono "maya"  nelle due sillabe "ma" (non) e "ya" (questo); maya quindi significa letteralmente "non questo", o potremmo forse dire meglio "ci che non ; non questo"; Maya quindi  il filtro,  il velo davanti agli occhi,  quella lente colorata di rosso che ci fa apparire il mondo rosso. Il mondo per non  rosso, il mondo non  blu;  la nostra visione che  filtrata da un vetro rosso, da un vetro blu. Maya  quindi un filtro, una lente davanti ai nostri occhi, un velo. Il velo di maya va squarciato, infranto. Va tolta la visione di quello che non , e finalmente apparir la realt per quello che . In assenza di errore la realt emerge. E' difficile chiamare pessimismo il principio di una potente affermazione di verit. 
Schopenhauer parla di liberazione da ci che  contingente dalla volont, quindi dal dolore che questa volont produrrebbe, anche attraverso l'arte, ma con valore limitato. Il vero superamento del dolore sar di carattere etico e si raggiunger mediante un progressivo abbandono della volont di vivere, attraverso un procedimento ascetico che va oltre la giustizia, oltre la compassione (patire insieme) per giungere all'orrore della volont di vivere, alla nonvolont, alla noluntas. Questa noluntas sar raggiunta con una serie di tecniche e di esercizi in cui la volont spegne se stessa con il sacrificio, la povert, la castit (in senso etimologico ascesi significa proprio questo). Si giunge cos attraverso la pratica di talune virt, che tra l'altro sono riconosciute tali anche nella tradizione dell'esperienza spirituale cristiana, a quello che  il Nirvana nel linguaggio filosofico del buddismo e a quello che  l'assorbimento nel Brahman impersonale nel linguaggio filosofico dell'induismo: la saggezza, quel nulla dove non si soffre pi e l'uomo supera se stesso. 
Vale la pena di ricordare che, se pure accomunati da un'analisi superficiale e riduttiva di gran parte della critica filosofica occidentale in riferimento a Schopenhauer, il Nirvana buddista e il Brahman nella visione induista sono realt sostanzialmente differenti. Il Nirvana buddista annulla l'individualit;  la goccia che rientrata nel mare diventa mare e perde la sua caratteristica di goccia, cos come avendo perso la propria caratteristica di goccia e, essendo il mare fatto di gocce, il mare non esiste e di quale mare stiamo parlando. 
Nella visione che  propria dell'induismo nella sua corrente mayavada (impersonalista) la goccia, entrando nel mare, perde la sua individualit di goccia e il mare resta come una calma, vasta, indifferenziata realt che  l'Uno originale (e quindi non la negazione dell'Uno come nel Nirvana buddista) da cui muovono il due e tutte le altre posizioni successive, e quale sar mai il primo passo dell'uno se non la differenziazione negli individui. Ad onore del vero varr la pena di aggiungere che nella visione classica del sistema filosofico che  proprio della conoscenza dei Veda, e quindi restiamo nel campo dell'induismo, il Brahman impersonale non sarebbe affatto la causa prima, ma piuttosto uno stato di consapevolezza, di coscienza, di realizzazione che prelude alla vera realizzazione che  quella della Suprema Personalit di Dio di cui questa diffusa radiosit impersonale, il Brahman, non sarebbe che la luminescenza esterna. Il bagliore della luce che emana da Dio. 
Ma torniamo all'analisi della volont. La volont di vivere per Schopenhauer va annullata, perch la volont di vivere, trappola dell'esistenza mossa dal desiderio di perpetuarsi alla ricerca di un improbabile appagamento, altro non sarebbe che, in realt, la trappola tesa dall'ignoranza a precipitarci nella sofferenza. Nella filosofia della Bhagavadgita e dell'induismo questa volont che genera sofferenza  identificata con la necessit di subire le reazioni mosse dalle nostre azioni. Nella filosofia induista il karma  quanto corrisponde, nel linguaggio della nostra dialettica occidentale, alla legge di causa ed effetto. Ad ogni azione corrisponde una reazione e nulla  altro che effetto di una causa precedente, che a sua volta diventa causa di un effetto che seguir. L'errore all'inizio, il "peccato all'origine" che avrebbe precipitato l'essere, l'individuo, persona spirituale con caratteristiche di eternit, nel mondo del fenomenico del relativo, al prezzo della sofferenza (come non soffrire di una condizione relativa noi che saremmo eterni per natura?)  un errore di falsa identificazione. Credere di essere quello che non siamo e scordarci di essere quello che siamo. Ancora una volta "non questo, ci che non ": maya, l'illusione. 
Bhagavadgita 2.23: "Nessun'arma pu spezzare l'anima, n il fuoco bruciarla, l'acqua non pu bagnarla n il vento seccarla". Eppure noi temiamo giustamente ogni arma perch pu ferirci, il fuoco perch pu bruciarci, l'acqua perch pu bagnarci e il vento perch pu seccare tutto intorno a noi e quindi anche noi. Ma chi siamo noi? Siamo espressione di una presunta volont di esistere, di essere, indipendentemente dalla nostra condizione originale, dalla nostra natura spirituale. Quindi nell'analisi dell'Induismo e della tradizione indiana in genere, il peccato originale  un gesto di errata identificazione, e la presunta volont che esprime questo gesto altro non sarebbe che il subire il condizionamento dell'energia materiale, come di una spinta trainante messa in gioco con il senso della necessariet di confrontare l'illusione nella sofferenza. L'essere che per errore si identificher con una volont di essere indipendente dalla relazione con il Signore Supremo dovr sperimentare nella sofferenza e nella palestra dell'esperienza materiale (nel mondo che  proprio della materia) la sua illusione. Dovr arrivare a concludere che "non  questo", definendo cos, nella sua personale realizzazione, la comprensione dell'illusione e quindi quello che nell'immagine  definito squarciare il velo di maya. 
Il nulla di cui parla Schopenhauer nella tradizione della filosofia indiana  il tutto di cui si riempie la comprensione in assenza di falsi giudizi. Nella tradizione spirituale orientale Lao Tse predicava l'utilit del vuoto come recipiente che si offre generosamente a riempirsi di contenuti. Il linguaggio, il ritmo e la genialit dell'osservazione orientale ribaltano completamente il dualismo del pieno e del vuoto e quindi dell'utilit. Come non riflettere su queste osservazioni: nel vuoto del vaso sta il senso dell'uso. Quel vuoto, quello spazio pieno di niente  il presupposto imprescindibile al contenere il contenuto e quindi alla nostra possibilit di goderne; come godere di un ottimo olio di oliva in mancanza del vuoto che un recipiente potesse offrire alla nostra capacit di conservarlo? Il ribaltamento delle categorie  una costante nella filosofia indiana. 

ya nisa sarvabhutanam 
tasyam jagarti samyami 
yasyam jagrati bhutani 
sa nisa pasyato muneh

"Quella che per tutti gli esseri  la notte diventa, per l'uomo che ha dominato i sensi, il tempo della veglia; quello che per tutti  il tempo della veglia  la notte per il saggio raccolto". (B. g. 2.69) 

E' la vita ribaltata nei suoi interessi e nei tempi che si dispongono all'uso della stessa. O ancora (B. g. 2.27): 

jatasya hi dhruvo mrtyur
dhruvam janma mrtasya ca
tasmad apariharye 'rte
na tvam socitum arhasi

"La morte  certa per chi nasce, e certa  la nascita per chi muore. Poich devi compiere il tuo dovere, non dovresti lamentarti cos". E qui  la reincarnazione, che una falsa volont, e quindi un falso concetto di identificazione, costringe in una ruota perenne di nascita, malattia, vecchiaia, morte, nuova nascita, malattia, morte e cos via nel samsara, il ciclo eterno di nascite e morti ripetute. Questo  il ciclo che il desiderio del nulla vuole interrompere. Desidero annullare la necessit di rinascere. Desidero annullare quella presunta volont che in realt  segno di un condizionamento che si rappresenta come necessario in virt di desideri che non riesco a controllare e che quindi mi controlleranno, che non riesco a orientare e che quindi mi disorienteranno. Interrompere il ciclo della reincarnazione corrisponde, nella lettura classica dell'induismo, a sopprimere la volont nel linguaggio di Schopenhauer. Interrompere la reincarnazione significa interrompere la matrice stessa della sofferenza perch la vita  sofferenza nei termini limitanti dell'esperienza che sa esprimere. Relativi. Noi che siamo esseri eterni, pieni di felicit e di conoscenza, come potremmo essere soddisfatti e quindi non soffrire nella prigione di un'esperienza limitata come quella che ci offre la coscienza intrappolata in un falso concetto d'identit che ci illude (non questo=maya) di essere esseri umani. Noi non siamo esseri umani, noi siamo esseri spirituali eterni venuti per una serie di circostanze ad "animare" corpi umani.
Il mondo come rappresentazione? Quindi, per Schopenhauer, al di l del mondo fenomenico che si svolge nello spazio e nel tempo ed  solo apparenza ingannevole, maya, c' una realt in s, inconoscibile razionalmente, che per possiamo intuire immediatamente gi nell'esperienza del nostro corpo come un'unica universale e irrazionale Volont. La Volont  un tendere inconsapevole senza altro scopo che perpetuarsi realizzandosi nella molteplicit dello spazio e nella precariet del tempo, in realt particolari, divise da forze e impulsi contrastanti. 
Questa volont nel sistema della filosofia indiana  lo svolgersi condizionante imprescindibile e invalicabile del condizionamento materiale. La natura materiale si svolge secondo un piano che non ha altro scopo che offrirsi come palestra all'esperienza condizionata dell'individuo che dovr arrivare, al prezzo della sofferenza, a comprendere la necessit di arrendere questa "vitalit" illusoria alla comprensione del proprio ruolo eterno e spirituale nell'ambito dell'infinita relazione eterna con la Causa di tutte le cause. Quindi, quello che Schopenhauer coglie  una parte di procedimento che manca di un precedente sostegno causante. Schopenhauer parte dall'effetto dell'errata identificazione e delle conseguenze del relativo condizionamento credendo di partire da una realt causata. mentre invece una conoscenza pi approfondita del sistema filosofico induista avrebbe dato alla sua "volont" il senso di un'altra necessit e quindi di un altro condizionamento. E ben ricordiamo in Schopenhauer quanto gi aveva espresso nella sua opera giovanile che era stato preludio a "Il mondo come volont di rappresentazione": "La quadruplice radice del principio di ragion sufficiente", quindi ancora quella volont che secondo Schopenhauer muoverebbe l'intero universo per analogia con quell'impulso che scopriamo presente in noi stessi mediante un puro atto di riflessione interiore; quella volont che muove anche in assenza di una qualche precisa conoscenza (ad esempio gli istinti e le tendenze degli animali). Quella volont che agisce anche in noi ciecamente tutte le funzioni "automatiche" del corpo, che nessuna conoscenza guida, tutti i processi vitali vegetativi, la digestione, la circolazione del sangue, le secrezioni, lo sviluppo, la riproduzione. Non solo le azioni del corpo, ma il corpo medesimo  in tutto e per tutto "fenomeno della volont", volont oggettivata, volont concreta: tutto ci che in esso accade deve quindi accadere per effetto di volont, sebbene qui codesta volont non sia diretta dalla conoscenza n determinata da motivi, ma agisca ciecamente in seguito a cause che in tal caso prendono il nome di "stimoli". Quella volont va annullata; gli effetti di quella volont vanno interrotti; il peso di quella volont e la sofferenza che quella volont esprimono vanno dissolti e vinti. Quella volont alla luce dell'induismo  una volont indotta dal condizionamento dell'ignoranza. E' quindi, come spiega la Bhagavadgita, 4.37:

yathaidhamsi samiddho 'gnir
bhasmasat kurute 'rjuna
jnanagnih sarvakarmani
bhasmasat kurute tatha

"Cos come il fuoco ardente riduce in cenere il legno, jnanagnir, il fuoco della conoscenza riduce in cenere le relazioni delle attivit materiali". Con l'espressione "tutte le reazioni delle attivit materiali" dobbiamo intendere ogni forma di sofferenza. Il fuoco della conoscenza riduce in cenere la sofferenza cos come il fuoco riduce in cenere il legno. Nel linguaggio dell'induismo sar proprio la volont, come frutto indotto dell'ignoranza, che dovr essere bruciata, dissolta, in modo che possa determinarsi in quel momento finalmente la reale espressione di libert, assoluta, absoluta, sciolta dal condizionamento dell'energia materiale.
Ho preso alcuni spunti sul concetto di illusione, maya. sulla volont, sulla necessit, sul nulla della filosofia di Schopenhauer perch hanno stimolato in me riflessioni, considerazioni, ma anche il desiderio di portare, dal presupposto dell'esperienza spirituale che sto vivendo, un umile contributo di chiarezza ad accostamenti a volte superficialmente azzardati che il mondo della critica filosofica ufficiale ama fare fra Schopenhauer, induismo e buddismo, in mancanza a volte  e si sente, e si legge, e si vede  di una qualche precisa specificit, mancanza che pu motivare affermazioni inesatte. 
Vorrei concludere proponendo una riflessione sulla delusione che, nella tradizione dell'induismo, e nella logica del buonsenso, segue e pu soltanto seguire l'illusione. La delusione  sofferenza, mentre l'illusione si presenta come un'ipotesi di felicit. Dovremmo quindi annullare, nel linguaggio di Schopenhauer, ogni pretesa illusione di felicit nel sacrificio della delusione. E' la delusione che dovremmo sacrificare annullando l'illusione. Ma forse qualcuno potr mai definire questo una perdita? La spaventosa conclusione di un sistema pessimistico? Avvicinando a distanza il confine tra ci che  e ci che non .















Libri

SRIMADBHAGAVATAM

Primo Canto: "La Creazione"

Questa  la continuazione della presentazione dello Srimad-Bhagavatam, il grande classico spirituale dell'India scritto 5000 anni fa da Krsna Dvaipayana Vyasa, e ora presentato in una nuova traduzione con il commento di Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Lo SrimadBhagavatam fornisce la chiave perch l'umanit possa diventare unita nella pace, nella prosperit e nell'amicizia concentrandosi su una causa comune. Questa causa comune  l'unit spirituale di tutti gli esseri viventi, e lo SrimadBhagavatam presenta un'ideologia rivoluzionaria che  la base per la rispiritualizzazione della societ. Nel mondo d'oggi non c' mancanza di avanzamento scientifico, ci che manca  la conoscenza della scienza di Dio. Quindi, in un mondo che soffre per la discordia universale, per l'ansiet e la confusione, non c' letteratura pi importante di questo radioso SrimadBhagavatam. Se volete ricevere l'intera serie di volumi dello SrimadBhagavatam scrivete alla BBT Italia.







CAPITOLO QUINTO

Narada istruisce Vyasadeva sullo
Srimad Bhagavatam



VERSO 1

suta uvaca 
atha tam sukham asina 
upasinan brhacchravah 
devarsih praha viprarsim 
vinapanih smayann iva 

sutah: Suta; uvaca: disse; atha: di conseguenza; tam: a lui; sukham asinah: seduto comodamente; upasinam: a colui che  seduto vicino; brhat-sravah: altamente rispettato; devarsih: il grande rsi tra gli esseri celesti; praha: disse; viprarsim: al rsi tra i brahmana; vinapanih: colui che porta una vina nelle mani; smayan iva: sorridente in apparenza. 



TRADUZIONE

Suta Gosvami disse: 
Allora il saggio tra gli esseri celesti [Narada], comodamente seduto, come sorridendo si rivolge al rsi tra i brahmana [Vedavyasa].



SPIEGAZIONE

Narada sorride perch conosce bene il grande saggio Vedavyasa e il motivo della sua afflizione. Come spiegher in questo capitolo, Vyasadeva si sente insoddisfatto perch non ha sufficientemente spiegato la scienza del servizio di devozione. Narada si  accorto di questa carenza e lo scontento di Vyasa lo conferma. 



VERSO 2

narada uvaca 
parasarya mahabhaga 
bhavatah kaccid atmana 
paritusyati sarira 
atma manasa eva va

naradah: Narada; uvaca: disse; parasarya: o figlio di Parasara; maha-bhaga: colui che gode di una grande fortuna; bhavatah: il tuo; kaccit: forse; atmana: la realizzazione del s; paritusyati: ci soddisfa; sarirah: l'identificazione col corpo; atma: il s; manasah: l'identificazione con la mente; eva: certo; va: o. 



TRADUZIONE

Narada disse: 
O Vyasadeva, figlio di Parasara, sei soddisfatto nell'identificare il tuo vero s col corpo e con la mente? 



SPIEGAZIONE

Narada suggerisce a Vyasadeva la causa della sua afflizione. Questi, come discendente di Parasara, grande e potente saggio, ha il privilegio di appartenere a una stirpe molto nobile, e non dovrebbe dunque provare un simile sconforto. Degno figlio di un illustre padre, non dovrebbe identificare l'anima col corpo o la mente, come farebbe un uomo qualsiasi, dotato di scarsa conoscenza. Non si pu conoscere una gioia costante se non si  fermamente stabiliti nella realizzazione del se spirituale, situato al di l del corpo e della mente materiale. 



VERSO 3

jijnasitam susampannam 
api te mahadadbhutam 
krtavan bharatam yas tvam 
sarvarthaparibrmhitam 

jijnasitam: perfettamente approfondito; susampannam: molto esperto; api: nonostante; te: il tuo; mahatadbhutam: grande e meraviglioso; krtavan: preparato; bharatam: il Mahabharata; yah tvam: ci che tu hai compiuto; sarvaartha: tutti gli sviluppi; paribrmhitam: pieno di.



TRADUZIONE

Le tue domande approfondirono tutto, i tuoi studi furono completi e senza dubbio tu hai compilato una grande e meravigliosa opera, il Mahabharata, ricca di erudite spiegazioni vediche. 



SPIEGAZIONE

Lo scoraggiamento di Vyasadeva non era certo dovuto a mancanza di conoscenza, perch durante i suoi studi aveva perfettamente approfondito le Scritture vediche al punto da diventare il compilatore del Mahabharata, cos ricco di spiegazioni sui Veda. 



VERSO 4

jijnasitam adhitam ca 
brahma yat tat sanatanam 
tathapi socasy atmanam 
akrtartha iva prabho

jijnasitam: perfettamente approfondito; adhitam: il sapere acquisito; ca: e; brahma: l'Assoluto; yat: che; tat: questo; sanatanam: eterno; tathapi: nonostante ci; socasi: tu ti lamenti; atmanam: sul s; akrtaarthah: incompiuto; iva: come; prabho: o nobile personaggio. 



TRADUZIONE

Tu hai perfettamente sviluppato l'argomento del Brahman impersonale e della conoscenza che ne deriva. Perch, nonostante tutto, o nobile personaggio, dovresti sentirti rattristato e incompleto? 



SPIEGAZIONE

Il Vedantasutra, o Brahmasutra, compilato da Sri Vyasadeva, approfondisce pienamente l'aspetto impersonale della Verit Assoluta ed  accettato come il pi elevato trattato di filosofia. Tratta dell'eternit e le sue spiegazioni sono molto sagge; nessun dubbio, dunque, sull'erudizione spirituale di Vyasadeva. Perch allora dovrebbe lamentarsi? 



VERSO 5

vyasa uvaca 
asty eva me sarvam idam tvayoktam 
tathapi natma paritusyate me 
tanmulam avyaktam agadhabodham 
prcchamahe tvatmabhavatmabhutam 

vyasah: Vyasa; uvaca: disse; asti: c'; eva: certamente; me: di me; sarvam: tutto; idam: questo; tvaya: da te; uktam: detto; tathapi: e tuttavia; na: non; atma: anima; paritusyate: placa; me: la mia; tat: di cui; mulam: radice; avyaktam: impercettibile; agadhabodham: l'uomo dalla conoscenza illimitata; prcchamahe: chiedo; tva: a te; atmabhava: nato da s (senza padre n madre materiali); atmabhutam: prole. 



TRADUZIONE

Sri Vyasadeva disse: 
Tutto ci che hai detto di me  perfettamente giusto, tuttavia rimango turbato. Ti chiedo dunque qual  la causa profonda della mia insoddisfazione, poich tu possiedi una conoscenza illimitata essendo figlio di colui che  nato da s [Brahma].



SPIEGAZIONE

Nel mondo materiale tutti gli esseri sono profondamente radicati nella concezione che il corpo o la mente sia il vero s. Perci ogni conoscenza che viene diffusa in questo mondo si riferisce o al corpo o alla mente: questa  la causa principale di ogni forma d'infelicit. Questa verit, per, rimane spesso impercettibile anche ai pi grandi eruditi in campo materiale. E' dunque necessario avvicinare un maestro come Narada se si desidera mettere fine a ogni stato di depressione. I versi seguenti spiegheranno ancora meglio l'importanza di questo punto. 



VERSO 6

sa vai bhavan veda samastaguhyam 
upasito yat purusah puranah 
paravareso manasaiva visvam 
srjaty avaty atti gunair asangah

sah: cos; vai: certamente; bhavan: tu; veda: conosci; samasta: che include tutto; guhyam: segreto; upasitah: devoto di; yat: perch; purusah: il Signore Supremo; puranah: il pi anziano; paravaresah: il controllore dei mondi materiali e spirituali; manasa: mente; eva: soltanto; visvam: l'universo; srjati: crea; avati atti: annienta; gunaih: dalle tre influenze della natura materiale; asangah: non legato. 



TRADUZIONE

O maestro! Tu conosci tutto ci che  misterioso perch adori Colui che crea e distrugge il mondo materiale, Colui che sostiene anche il mondo spirituale, l'originale Persona Divina, al di l delle tre influenze della natura materiale. 



SPIEGAZIONE

Colui che s'impegna completamente nel servizio al Signore  la personificazione della conoscenza. Situato nella forma perfetta del servizio di devozione, tale devoto condivide anche le perfezioni del Signore Supremo, tra cui le otto perfezioni dello yoga (astasiddhi), che sono per solo un frammento della Sua sublime opulenza. Un devoto come Narada, esempio di essere individuale perfetto sotto tutti gli aspetti, pur restando subordinato al Signore Supremo pu con la sua perfezione spirituale compiere ogni sorta di meraviglie, cosa da tutti ambita. 



VERSO 7

tvam paryatann arka iva trilokim 
antascaro vayur ivatmasaksi 
paravare brahmani dharmato vrataih 
snatasya me nyunam alam vicaksva

tvam: tua grazia; paryatan: viaggiando; arkah: il sole; iva: come; tri-lokim: i tre mondi; antahcarah: pu entrare nel cuore di ciascuno; vayuh iva: come l'aria; atma: realizzato; saksi: testimone; paravare: in materia di causa ed effetto; brahmani: nell'Assoluto; dharmatah: sottomesso a regole di disciplina; vrataih: secondo un voto; snatasya: essendo stato assorto in; me: il mio; nyunam: difetto; alam: chiaramente; vicaksva: cerca.



TRADUZIONE

Tua grazia ha il potere di viaggiare ovunque nei tre mondi come il sole e, come l'aria, hai il potere di penetrare nel cuore di tutti gli esseri; in questo, tu eguagli l'Anima Suprema onnipresente. Ti prego dunque di scoprire qual  stato il mio sbaglio, sebbene io obbedisca a regole di disciplina e sia assorto nella Trascendenza. 



SPIEGAZIONE

La realizzazione trascendentale, le attivit pie, l'adorazione delle murti, la carit, la compassione, la nonviolenza e lo studio delle Scritture secondo severe regole di disciplina sono sempre di grande aiuto. 



VERSO 8

sri narada uvaca 
bhavatanuditaprayam 
yaso bhagavato 'malam 
yenaivasau na tusyeta 
manye tad darsanam khilam

sri naradah: Sri Narada; uvaca: disse; bhavata: da te; anuditaprayam: praticamente non lodate; yasah: le glorie; bhagavatah: del Signore Supremo; amalam: senza macchia; yena: dalla quale; eva: certamente; asau: Lui, il Signore Supremo; na: non; tusyeta:  soddisfatto; manye: credo; tat: quella; darsanam: filosofia; khilam: inferiore. 



TRADUZIONE

Sri Narada disse: 
Tu non hai veramente descritto le glorie sublimi e pure del Signore Supremo. Ogni filosofia che non soddisfa i sensi trascendentali del Signore si deve considerare priva di ogni valore. 



SPIEGAZIONE

L'essere individuale  l'eterno servitore dell'eterno maestro, il Signore Supremo: questa  la relazione naturale ed eterna che li unisce. Il Signore Si  moltiplicato in innumerevoli esseri individuali per accettare il loro servizio d'amore e solo questo scambio pu soddisfare sia il Signore sia gli esseri individuali. Il grande erudito Vyasadeva ha ampiamente sviluppato le Scritture vediche, terminando con la presentazione della filosofia del Vedanta, ma nessuno di questi trattati glorifica direttamente il Signore Supremo. Le aride speculazioni filosofiche, anche se vertono sul tema trascendentale dell'Assoluto, sono ben poco attraenti se non glorificano direttamente il Signore. La realizzazione della Persona Divina rappresenta l'aspetto ultimo nella conoscenza dell'Assoluto. La realizzazione dell'Assoluto come Brahman impersonale o come Paramatma, l'Anima Suprema "localizzata", genera una felicit spirituale inferiore alla realizzazione delle glorie della Sua forma personale. 
Sebbene sia l'autore della filosofia del Vedanta, o Vedantadarsana, Vyasadeva rimane turbato. Che genere di felicit spirituale possono dunque assaporare i lettori e gli ascoltatori del Vedanta senza la spiegazione diretta di Vyasadeva, il suo autore? Di qui la necessit per Vyasadeva di spiegare il Vedantasutra attraverso lo SrimadBhagavatam. 



VERSO 9

yatha dharmadayas cartha
munivaryanukirtitah
na tatha vasudevasya
mahima hy anuvarnita

yatha: cos come; dharmaadayah: i quattro principi della religione; ca: e; arthah: fini; munivarya: da te, o grande saggio; anukirtitah: descritti in modo elaborato; na: non; tatha: in quel modo; vasudevasya: del Signore Supremo, Sri Krsna; mahima: le glorie; hi: certamente; anuvarnitah: descritte con altrettanta insistenza. 



TRADUZIONE

O grande saggio, tu hai esposto molto ampiamente i quattro principi fondati sulle attivit pie, ma non hai dato altrettanta importanza alla descrizione delle glorie della Persona Suprema, Vasudeva. 



SPIEGAZIONE 

Sri Narada non tarda a fare la sua diagnosi: la causa profonda dell'insoddisfazione di Vyasadeva dipende dall'aver volontariamente trascurato di glorificare il Signore nei suoi diversi Purana. Nei suoi testi Vyasadeva ha descritto le glorie del Signore, Sri Krsna, ma senza dar loro l'importanza che ha attribuito alle attivit pie, alla ricerca di ricchezze, al piacere dei sensi o alla liberazione. L'aderenza a questi quattro principi  di gran lunga inferiore alla pratica del servizio di devozione al Signore. Sri Vyasadeva, un autentico erudito, lo sapeva bene, tuttavia ha usato pi o meno sconsideratamente il suo tempo prezioso invece di dare pi importanza all'occupazione suprema, il servizio di devozione; di qui la sua delusione. 
Questi insegnamenti ci mostrano che senza praticare il servizio devozionale nessuno pu trovare la vera soddisfazione, come conferma chiaramente anche la Bhagavadgita. Dopo la liberazione, che rappresenta l'ultimo dei quattro principi menzionati sopra e fondati sulle attivit pie, l'essere s'impegna nel puro servizio di devozione e si eleva cos al piano della realizzazione spirituale, il brahmabhuta, dove trova finalmente la completa soddisfazione. Ma la soddisfazione rappresenta solo l'inizio della felicit trascendentale. Si deve prima compiere qualche progresso in questo mondo relativo e raggiungere l'equanimit, per potersi situare poi nel sublime servizio d'amore al Signore. Questo  l'insegnamento del Signore Supremo nella Bhagavad-gita. In conclusione, per mantenersi sul piano del brahmabhuta e accrescere il suo grado di realizzazione spirituale, Vyasadeva riceve da Narada il consiglio di descrivere ampiamente e con entusiasmo il sentiero del servizio di devozione, unico modo di liberarsi dal suo grave scoraggiamento. 



VERSO 10

na yad vacas citrapadam harer yaso 
jagatpavitram pragrnita karhicit 
tad vayasam tirtham usanti manasa 
na yatra hamsa niramanty usikksayah

na: non; yat: quel; vacah: vocabolario; citrapadam: decorativo; hareh: del Signore; yasah: le glorie; jagat: universo; pavitram: santificato; pragrnita: descritte; karhicit: appena; tat: quello; vayasam: corvi; tirtham: luogo di pellegrinaggio; usanti: pensano; manasah: gli uomini santi; na: non; yatra: dove; hamsah: gli esseri perfettamente realizzati; niramanti: gioiscono; usikksayah: coloro che abitano nel mondo spirituale. 



TRADUZIONE

Le parole che non esprimono le glorie del Signore, sufficienti a rendere pura l'atmosfera dell'intero universo, sono considerate dalle persone sante come luoghi di pellegrinaggio per i corvi. Poich abitano il mondo trascendentale, le persone perfettamente realizzate non trovano alcun piacere in esse. 



SPIEGAZIONE

Il cigno e il corvo non hanno le stesse piume. Gli uomini di passione, votati agli atti interessati, sono paragonati ai corvi, mentre gli uomini santi, perfettamente realizzati, sono paragonati ai cigni. Le loro mentalit sono totalmente diverse. Il corvo cerca il piacere l dove si ammucchiano le immondizie, e altrettanto fa chi s'impegna, sotto l'influsso della passione, nell'azione interessata e cerca il suo piacere nel vino, nelle donne e in luoghi dove abbondano i piaceri dei sensi. Il cigno, invece, non trova alcun piacere negli incontri gracchianti dei corvi - riunioni, conferenze e simili cose. Lo si trova piuttosto nei luoghi dove regna un'atmosfera di pace spirituale, vicino ad acque trasparenti cosparse di fiori di loto multicolori che mettono in risalto la bellezza del paesaggio. Questa e la differenza tra i due uccelli. 
La natura ha dotato le differenti specie viventi di mentalit diverse; non  quindi possibile metterle tutte sullo stesso piano.
(segue nel prossimo numero)















Luoghi Santi

IL MIRACOLO
DI MAYAPUR

L'incontro annuale dei devoti di Krsna nel luogo di nascita di
Sri Caitanya ispira il rinnovamento spirituale dell'umanit



A Mayapur,
la terra di Sri Caitanya,
situata nella pianura del
Gange a novanta miglia a
nord di Calcutta, sorge la sede
mondiale del Movimento per
la Coscienza di Krsna.
Gli incantevoli giardini e le
prime costruzioni del complesso di Mayapur (sotto)
forniscono un caldo
benvenuto ai visitatori.
Sri Caitanya Mahaprabhu,
Dio la Persona Suprema,
danzava e cantava a Mayapur
(a destra) e nelle zone
circostanti. Accompagnato
dai Suoi numerosi seguaci,
Sri Caitanya invitava tutti a
unirsi al canto dei Santi Nomi.
La visita ai luoghi dei passatempi del
Signore Caitanya rafforza nei devoti la
comprensione della natura eterna e
felice del Movimento per la Coscienza di
Krsna. Devoti remano lungo il fiume
Jalangi (a destra) durante un'escursione
alla casa di Bhaktivinoda Thakura,
grande guida del Movimento per la
Coscienza di Krsna, vissuto nel
diciannovesimo secolo. Nel corso del
festival che dura una settimana e che
celebra la nascita di Sri Caitanya, folle
impazienti di pellegrini (pag. a fianco)
provenienti da tutta l'India si accalcano
verso il tempio di Mayapur dove vengono
calorosamente accolte con cibo spirituale, libri trascendentali e il canto dei Santi
Nomi. La riva del Gange (alto a destra)
 per i devoti un luogo perfetto per
parlare delle glorie di Sri Caitanya.



Ogni primavera centinaia di devoti dell'ISKCON provenienti da tutto il mondo si riuniscono nel centro di Mayapur, nel Bengala Occidentale, per celebrare la nascita di Sri Caitanya Mahaprabhu. Sri Caitanya, che apparve a Mayapur nel 1486,  Dio, la Persona Suprema, Krsna Stesso che recita il ruolo di un Suo devoto per insegnarci che il piacere di servire Krsna  talmente grande che Krsna stesso desidera sperimentarlo. In quest'era di Kali (era di discordia e di ipocrisia), mentre molte persone ordinarie sostengono di essere incarnazioni di Dio ed esortano i loro discepoli a diventare Dio, la Persona Suprema Si presenta come umile servitore del Signore. Sri Caitanya raccomand vivamente il canto dei santi nomi di Dio come mezzo pi efficace per realizzarsi spiritualmente in quest'epoca e predisse che il canto del mantra Hare Krsna si sarebbe diffuso dall'India, dove Egli personalmente viaggi e predic, in ogni citt e in ogni villaggio del mondo. Quattrocento anni pi tardi Bhaktivinoda Thakura, grande devoto di Sri Caitanya, profetizz che la gente di ogni angolo del mondo si sarebbe riunita a Mayapur per cantare Jaya Saci-nandana! Jaya Sacinandana!: "Tutte le glorie a Sri Caitanya, figlio di Saci".
Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, fondatore e maestro spirituale dell'ISKCON, realizz entrambe queste predizioni diffondendo il movimento Hare Krsna in Occidente e disponendo che i suoi discepoli si recassero a Mayapur ogni anno. Srila Prabhupada aveva in mente di edificare nelle campagne di Mayapur una prospera citt spirituale, concentrata sul pi grande tempio del mondo. Mayapur, spieg, sarebbe stata famosa sia come centra internazionale di educazione spirituale sia come capitale del movimento Hare Krsna. Prima del 1977, anno della sua scomparsa, Prabhupada avvi la realizzazione pratica del progetto occupandosi della costruzione di due alberghi, grandi e moderni, per accogliere i visitatori occidentali. Questi due palazzi e l'elegante monumento in memoria di Srila Prabhupada che i suoi discepoli stanno attualmente costruendo, dominano oggi l'incantevole campagna di Mayapur. 
I membri dell'ISKCON si recano al festival annuale non solo per visitare il pi sacro dei luoghi di pellegrinaggio ma anche per promuovere programmi per l'espansione del Movimento per la Coscienza di Krsna per il futuro.
In questo periodo, la Governing Body Commission dell'ISKCON (G.B.C.) si incontra per discutere importanti problemi quali la stampa (in una quarantina di lingue) e la distribuzione dei libri di Srila Prabhupada, la costruzione di nuovi templi o il coordinamento del programma "Cibo per la vita". In questi incontri annuali i G.B.C. dedicano parecchio tempo alla preparazione dell'annuale celebrazione dell'apparizione di Sri Caitanya. 
I gruppi di lavoro e i seminari su tutti gli aspetti della Coscienza di Krsna sono una ulteriore iniziativa del festival annuale. Devoti provenienti dai cinque continenti si riuniscono per scambiarsi idee ed esperienze sulla cucina devozionale, sulla pubblicazione di riviste, sull'adorazione delle Divinit, sulla conduzione dei templi e sulla presentazione della Coscienza di Krsna agli studenti, ai politici, alla stampa e alla gente in generale. 
Srila Prabhupada ha offerto a tutti la scienza spirituale non settaria della Coscienza di Krsna che  in grado di aiutare gente di qualsiasi nazionalit e credo religioso a ristabilire la propria relazione d'amore eterna con il Signore Supremo. Sulla base di questa scienza uomini e donne, appartenenti agli ambienti pi svariati, si riuniscono a Mayapur e concordano una strategia comune volta al rinnovamento spirituale dell'umanit. 
Durante il festival migliaia di pellegrini indiani e bengalesi confluiscono al Centro dell'ISKCON per visitare il tempio e i giardini e per incontrare i devoti occidentali e sono sorpresi e felici di vedere come la cultura vedica abbia messo radici in Occidente. Sebbene l'India sia stata per lungo tempo famosa come la terra della religione e della cultura spirituale, non era mai accaduto che tanti Occidentali comprendessero e accettassero l'essenza degli insegnamenti Vedici: arrendersi a Sri Krsna, Dio, la Persona Suprema. Srila Prabhupada diceva spesso che bench la cultura occidentale e la cultura orientale fossero diverse, la loro combinazione nel Movimento di Sri Caitanya Mahaprabhu avrebbe prodotto risultati meravigliosi. I visitatori di Mayapur osservano con gioia alcuni di questi risultati sia in ci che riguarda il complesso del tempio che nella centinaia di devoti stranieri. 
I devoti sono a loro volta deliziati nel vedere direttamente che in India il Movimento per la Coscienza di Krsna non ha soltanto una lunga storia ma anche oggi ha un travolgente seguito tra gli indiani. I devoti che predicano nei loro paesi scoprono che la maggior parte dei loro connazionali non ha mai sentito parlare di Sri Krsna o di Sri Caitanya, ha una scarsa comprensione del semplice modo di vivere spirituale e accoglie a volte i devoti di Krsna con diffidenza. Ma a Mayapur i devoti occidentali incontrano molti indiani che hanno praticato la Coscienza di Krsna fin dall'infanzia e che sono lieti di vedere degli occidentali adottare la cultura vedica. I devoti accolgono il flusso costante degli ospiti con libri e riviste in Hindi e Bengali e con una generosa distribuzione di gustoso krsna-prasadam (cibo offerto a Krsna). 
Quando si avvicina il compleanno di Sri Caitanya, la folla aumenta fino a mezzo milione al giorno e l'incontro gioioso tra Occidente e Oriente continua per tutta la sera fino a notte. 
Il festival, che dura una settimana, prevede escursioni mattutine in autobus, in barca oppure a piedi nei luoghi in cui si svolsero i passatempi di Sri Caitanya. Il luogo di nascita del Signore, la casa dove Si incontrava con i Suoi compagni per cantare in congregazione i santi nomi e le case degli altri Suoi compagni ricordano ai pellegrini l'importanza dell'apparizione del Signore Supremo in questo mondo materiale. Secondo la Bhagavad-gita, Sri Krsna discende ogniqualvolta la vera religione declina e l'irreligione avanza. 
Vera religione significa obbedire alle leggi di Dio, e Dio stesso non viene per favorire un gruppo religioso particolare ma per ristabilire le Sue leggi per l'umanit. Lo Srimad Bhagavatam, la pi eccelsa scrittura vedica, spiega che i quattro principi comuni a tutte le religioni sono la pulizia, la misericordia, l'austerit e la veridicit. La pulizia viene distrutta dal sesso illecito, l'austerit dall'intossicazione, la misericordia dalla macellazione degli animali la veridicit dal gioco d'azzardo. La vera religione non deve perci consentire il sesso illecito, il consumo di carne, l'intossicazione e il gioco d'azzardo e deve allo stesso tempo promuovere la glorificazione del Signore Supremo. Se i membri delle religioni del mondo seguissero queste quattro regole essenziali e cantassero i santi nomi di Dio, tutte le dispute religiose e settarie finirebbero e il mondo otterrebbe la pace, la prosperit, la moralit e l'amore per Dio a cui tutte le religioni aspirano. 
Visitare i luoghi in cui Sri Caitanya manifest i Suoi passatempi serve a ricordare intensamente al devoto la Sua vita, i Suoi insegnamenti e lo scopo della Sua apparizione. Infatti, ascoltando le glorie di Sri Caitanya e vedendo la Sua dimora terrena, tutta l'atmosfera del festival di Mayapur  colma dell'intenso ricordo e della riconoscenza per Sri Caitanya che si combinano all'ammirazione di tutti per Srila Prabhupada che ha portato gli insegnamenti e la dimora del Signore a tutti gli esseri umano e che ha reso il festival di Mayapur una gioiosa esperienza trascendentale. 
I devoti aspirano soltanto a condividere questa esperienza con tutti.















LA QUINTESSENZA
DEL LATTE

Il ghee (burro chiarificato)  l'elemento ideale per cucinare.
Si pu facilmente fare a casa e cucinare piatti vegetariani per soddisfare Sri Krsna.
di VISAKHADEVI DASI

Il latte, alimento miracolo, produce formaggio, panna, yogurt, burro, e ghee (il liquido dorato nei due vasi). 
Il ghee  il perfetto ingrediente per cucinare, d un aroma cos raffinato e irresistibile che si  guadagnato il soprannome di "liquido d'oro" da coloro che sono esperti nel cucinare per Krsna.



"Se non avete soldi mendicate, chiedete in prestito o rubate, ma in qualche modo procuratevi il ghee". Questo era il consiglio del grande ateo Carvaka Muni, che visse in India migliaia di anni fa. 
Il ghee  burro chiarificato. Si ottiene dalla prima scrematura del latte, sbattendo la crema fino a quando diventa burro, e alla fine scaldando il burro molto lentamente fino a che tutta l'umidit evapora e le proteine solide si sono separate. Il risultato  il ghee, l'essenza del latte, di gran lunga il migliore tra tutti i prodotti per cucinare. Carvaka deve aver gustato il distinto sapore del ghee, vagamente dolce, delicato che sa di noce, che conferisce una irresistibile squisitezza persino a cibi pi ordinari. Per lui, senza ghee non c'era buon cibo, e senza buon cibo di cui godere, a che cosa serviva vivere? Tuttavia sebbene Carvaka fosse un ateo convinto, non prese mai in considerazione di mangiare carne. Persino per Carvaka l'idea di mangiare della carne era barbarica. Perch tagliare la gola a una mucca quando si pu semplicemente nutrirla con erba e foraggio e bere il suo sangue, trasformato nella pi gradevole forma del latte? Dal latte si possono produrre panna, yogurt, formaggio, burro, buttermilk e ghee. E con il ghee si possono preparare centinaia di migliaia di piatti. Come pensava Carvaka, tutte le nostre necessit alimentari  nutrizione, digeribilit, variet e gusto  possono essere soddisfatte in pieno se abbiamo ghee in abbondanza. 
Il ghee  molto pi del migliore condimento. Nelle cerimonie vediche come i matrimoni e le iniziazioni spirituali, il ghee  generosamente versato nel fuoco sacrificale. Infatti in un'era precedente, chiamata Tretayuga, i sacerdoti che conducevano il sacrificio versavano questo burro chiarificato  in grande quantit  sui fuochi sacrificali mentre santi eruditi cantavano melodiosamente e con precisione infiniti mantra (preghiere) sanscriti. Carvaka forse lo considerava uno spreco di "oro liquido". Ma queste elaborate cerimonie erano un mezzo per soddisfare il Signore Supremo, e quando il Signore  soddisfatto sono soddisfatte tutte le aspirazioni dei Suoi devoti. Quando Krsna vede che un devoto sta sinceramente cercando di soddifarLo, Egli contraccambia e fa scendere su di lui ogni benedizione. 
Ma il Tretayuga  finito da lungo tempo. Ora per comprare anche solo un po' di burro si vuota il borsellino, e anche se una persona ha ghee in abbondanza, nella maggiore parte dei casi non si interessa di sacrifici vedici. D'altra parte, sarebbe comunque difficile cercare dei santi qualificati nel pronunciare i mantra in modo corretto. 
Ma in quest'era di ipocrisia e discordia, gli stessi benefici che in passato si potevano ottenere offrendo grandi quantit di ghee nel fuoco sacrificale, si possono ottenere cantando i santi nomi di Dio, e specialmente il mahamantra (il grande canto della liberazione): Hare Krsna Hare Krsna Krsna Krsna Hare Hare / Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare. E con il ghee  disponibile, si possono cucinare dei piatti da offrire a Krsna. ("Tutto ci che mangi", dice Krsna, "deve essere offerto a Me"). 
Il ghee che piace a Krsna ha molte qualit al di l del gusto delicato. Pu essere portato ad alte temperature senza che bolla o faccia fumo, perch l'acqua (che bolle a 100 C) e le proteine solide (che bruciano a 115) sono state rimosse. Cos oltre ad essere eccellente da mescolare a semplice cibo cucinato per valorizzarne sapore, il ghee  ideale per soffriggere, per fare stufati, e per friggere sia in padella che a immersione. Il ghee si conserva facilmente: ben chiuso, in un luogo fresco e asciutto, durer 2 o 3 mesi; congelato anche 6 mesi. 
Il ghee ha anche un alto contenuto di vitamina A. Cos  utile sia per cucinare che come alimento dietetico. (Il latte e i prodotti del latte nella nutrizione umana a cura della Food & Agriculture Organizzation degli Stati Uniti dimostra che le propriet nutritive del ghee lo collocano al di sopra degli altri grassi vegetali e animali). Per quel che concerne l'aumento di colesterolo non preoccupatevi se cucinate con il ghee. Ricercatori hanno dimostrato che mangiando ghee non si alza il tasso del colesterolo nel sangue.
Mentre state preparando il ghee per la prima volta  il burro sta bollendo dolcemente e le proteine solide si stanno silenziosamente depositando  potete meditare su un'analogia che una volta fece Srila Prabhupada: "Il ghee  presente nel burro, ma per ottenerlo si deve seguire il metodo di un cuoco esperto. Similmente, Krsna si trova in ogni cosa attraverso le Sue diverse energie, ma per realizzare la Sua presenza e sviluppare amore per Lui, dobbiamo seguire la procedura di un maestro spirituale autentico". Provate a cucinare con il ghee. Scoprirete in fretta perch Carvaka lo voleva a tutti i costi.







Fare il ghee non  n difficile n complicato, ma richiede tempo. Non esistono scorciatoie per preparare del ghee puro. Con un metodo veloce si pu produrre qualcosa di simile al ghee, ma soltanto una lunga e lenta cottura fa evaporare completamente l'umidit dal puro grasso del burro, e il pallido liquido dorato, che si ottiene, acquisisce un sapore dolce e caramellato dal vago aroma di noce.
Qualsiasi tipo di burro (meglio non salato) di un supermarket produrr del ghee superbo che aggiunger una dimensione completamente nuova alla vostra cucina. (Sebbene sia possibile fare il ghee dal burro salato, il sale maschera l'aroma e rende le proteine separate dal ghee generalmente non utilizzabili come condimento speciale). 
La tabella vi d un'idea approssimata di quanto tempo occorre per preparare il ghee. 



Peso
sul fuoco
500 g
1.00 ora ca. 
1000 g
1.30 ora ca. 
1500 g
2.00 ore ca. 
2000 g
3.00 ore ca. 
5000 g
5.30 ore ca. 







Ghee

Occorrente:
Una casseruola pesante o una pentola a pressione da 5 litri; una schiumarola a maglie sottili o un cucchiaio di metallo largo (non scanalato); un mestolo; un setaccio largo o un colino, foderato con un tovagliolo di carta di buona qualit; un recipiente di metallo pulito (una pirofila o una pentola di terracotta) con un coperchio che chiuda bene; un piccolo contenitore per mettere le proteine solide. 
1. Mettete da 0,5 a 2 Kg di burro in una larga e pesante casseruola. Riscaldatelo a fuoco medio, mescolando ogni tanto, fino a che il burro si scioglie e comincia a bollire. Quando la superficie del burro si copre di una schiuma leggera bianca, abbassate la fiamma al minimo. Fatelo bollire lentamente scoperto e indisturbato, fino a che le gelatinose proteine solide si siano raggruppate sul fondo della pentola e una crosticina sottile solida di un dorato chiaro si sia formata sulla superficie. 
2. Con la schiumarola a trama fitta, togliete la crosta sottile che si  formata sulla superficie. Il tempo della cottura dipende dalla quantit, ma il ghee ideale 
 pronto quando  chiaro come il cristallo e di colore pallido. Il ghee diventa scuro quando  stato cotto su una fiamma troppo alta o troppo a lungo. Potete anche raccogliere la schiuma mentre si forma e farla indurire e conservarla in un piccolo contenitore. 
3. Con il mestolo versate il ghee chiaro nel vostro barattolo facendolo passare attraverso un setaccio largo o un colino foderati con un tovagliolo di carta di buona qualit. Quando sarete vicini alle parti solide sul fondo della pentola, fermatevi prima di disturbarle. 
4. Versate una o due tazze di acqua fredda nella pentola e raffreddate per alcune ore, fino a che il ghee galleggia in superficie e forma uno strato solido. Potete tirarlo fuori in un unico blocco e lavarlo sotto l'acqua fredda corrente. Asciugate il ghee con un tovagliolo di carta e aggiungetelo a quello che  gi stato filtrato. 
5. Raffreddate il ghee a temperatura ambiente scoperto, conservatelo in un contenitore ermetico in un luogo fresco, buio e asciutto o nel frigorifero. Il ghee adeguatamente chiarificato, filtrato e conservato durer per mesi. 
6. Scartate l'acqua che resta nella pentola e riunite le parti solide rimaste sul fondo con la schiuma che avete raccolto dalla superficie del ghee. Potete usare queste parti da spalmare nei sandwich o mischiandole a vegetali cotti, minestre, o altri piatti. Conservate in frigorifero le parti solide dureranno solo 4 o 5 giorni, quindi usatele in fretta. 







Ghee aromatizzato (masala ghee)

L'uso del ghee aromatizzato  forse il metodo pi raffinato per speziare pietanze semplici o addirittura cibi crudi. Idealmente, i vegetali mangiati da bambini, anziani, o invalidi dovrebbero essere conditi con ghee aromatizzato per dare un intenso ma dolce sapore a piatti altrimenti insipidi. Proprio come potete immergere una stecca fresca di vaniglia durante la cottura di creme per liberarne l'aroma, potete aggiungere una radice di zenzero o di curcuma o semi aromatici di spezie selezionate al ghee mentre bolle dolcemente per liberare gli aromi che vi sono contenuti.
Quando estrarrete le spezie avrete un chiaro e aromatico olio riempito delle sottili sfumature degli aromi delle spezie. Il masala ghee si fa proprio come il ghee normale, perci seguite semplicemente entrambe le ricette per il ghee date sopra, aggiungendo le spezie appena il burro si scioglie. Per esempio, per fare tre tazze di ghee condito, aggiungete semplicemente uno dei seguenti ingredienti a mezzo Kg circa di burro fuso e procedete poi come indicato sopra: un pezzetto quadrato da 3 cm. circa di radice di zenzero fresca affettata e sbucciata; due cucchiai di semi di cumino; un pezzo di circa tre cm. di radice di curcuma; da 1 cucchiaio a un cucchiaio e mezzo di grani di pepe nero; o due cucchiai di chiodi di garofano interi.
Assicuratevi di etichettare e datare il vostro masala ghee o non sarete pi in grado di distinguerlo dal ghee semplice.















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IL CALENDARIO
VAISNAVA

Sri Gaurabda 505, 1991/92 d. C.

8 Ashtami; Apparizione di Srivasa Pandita.
12 Suddha Ekadasi: digiuno per Papamocani Ekadasi. 
13 Dvadasi. 
20 Pancami. Apparizione di Ramanujacaria 
24 Apparizione di Sri Ramacandra, digiuno fino a mezzogiorno. 
26 Suddha Ekadasi: digiuno per Kamada Ekadasi. 
27 Dvadasi 















HARE KRSNA
HARE KRSNA
KRSNA KRSNA
HARE HARE
HARE RAMA
HARE RAMA
RAMA RAMA
HARE HARE















La pratica del bhakti-yoga, il servizio di devozione, ha il potere di alleviare direttamente le sofferenze materiali dell'essere individuale, che d'altronde gli sono estranee. Ma per lo pi gli uomini la ignorano, per questo il grande saggio Vyasadeva ha compilato queste scritture vediche che parlano della Verit Assoluta.
(Srimad Bhagavatam 1.7.6)


Srimad Bhagavatam (10 vol.) 
il frutto maturo della Letteratura vedica che copre l'intera gamma della conoscenza umana e divina e spiega scientificamente la teologia vaisnava. 



Sri Caitanyacaritamrta (8 vol.) 
gli insegnamenti, la vita e i divertimenti trascendentali di Sri Caitanya Mahaprabhu, il pi recente avatara di Krsna, apparso cinquecento anni fa. 



La Bhagavadgita cos com', le parole dell'Essere Supremo, Sri Krsna, l'ABC della vita spirituale. 



Il Nettare della Devozione 
la scienza completa del bhakti-yoga che spiega l'arte di amare e servire Dio. 



Il Libro di Krsna 
la vita e le attivit del Signore durante la Sua permanenza su questo pianeta. 



La scienza della realizzazione spirituale 
una collezione di conferenze di Swami Prabhupada. 



Gli insegnamenti di Sri Caitanya 
che meglio spiegano l'aspetto personale della Verit Assoluta. 



Gli insegnamenti di Kunti Devi 
devozione e femminilit in una donna devota al Signore Supremo. 



Gli insegnamenti di Kapila Deva 
l'analisi usata come strumento per capire la conoscenza vedica. 



La via della perfezione 
una semplice spiegazione dello yoga adatto a tutti e nella nostra era. 



Prabhupada  Un Santo nel XX secolo 
la biografia del fondatore del movimento Hare Krsna 



La cucina degli Hare Krsna 
l'aspetto culinario della pi antica cultura del mondo, amica degli animali... 

BHAKTIVEDANTA BOOK TRUST ITALIA

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fine del numero di Marzo 1991.

